Morbidezza 2.0 (duepuntozero)

In questi giorni di intensa campagna elettorale, mi ritrovo a prestare più attenzione a quello che casualmente mi capita di ascoltare durante il giorno, nelle occasioni che ho tra la gente della mia città.

L’altra sera in un supermercato c’era una ragazzina che visibilmente strattonava la madre per indurla a cambiare la confezione di carta igienica che era stata messa nel carrello e, stizzita, aveva aggiunto: “Mamma, mi appello alla democrazia! Anche a Carmelo piace quella con i ricami in fiore, tutta profumata!”

Consentitemi, non poteva sfuggirmi il bellissimo modo espressivo che la ragazzina aveva usato, così ben costruito, semplice ed efficace, con un contenuto concettuale: la democrazia!

Così come non poteva sfuggirmi, l’imbarazzo sopraggiunto nella madre con conseguente repentino cambio della confezione di carta, dal carrello.

Avevo assistito allo svolgersi di un appello alla democrazia e all’immediata conseguenza realizzatasi senza tentennamenti! Che raro spettacolo. Sono stato rincuorato dall’esempio di quel piccolo nucleo familiare fatto da una ragazzina, una giovane madre e un Carmelo, forse padre o fratello o cos’altro della ragazzina.

In questi giorni di intensa campagna elettorale, i media tradizionali sono inondati di personaggi che, in televisione perlopiù blaterano vuotamente con sterili battibecchi elettorali e con soventi casi di stizzismo con punte di isteria; nella stampa leggo articoli che perlopiù portano il carro del loro ragionamento la dove l’editore (palese o occulto) impone di condurlo; alla radio ascolto prevalentemente Rai radio 3 con salti su su Radio24 e non è che mi arrivi l’idea sorprendentemente diversa rispetto a tutte le elezioni avvenute negli ultimi anni. Se in questo paese la stampa fosse stata “veramente libera” nell’ultimo 20ennio, temo che oggi ben altra consapevolezza avrebbero gli italiani. Ho la sensazione che, sia la pregressa classe politica è stata e sarà composta da politici caratterizzati da bacato contenuto di intenti che per nulla collima con la realtà di un paese ormai assuefatto all’idea del “tirare a campare”, che finché c’è vita c’è speranza, come se la “sopravvivenza” fosse già l’”obiettivo”!

Quando ero ragazzino io, la democrazia da supermercato con la scenetta per la confezione di carta igienica, non avrebbe potuto avere luogo. In primis, perché trenta-quarantanni fa nel nostro paesotto che si sente città, i supermercati erano perlopiù soltanto piccole botteghe di quartiere, dove di carta igienica, se c’era, trovavi soltanto quella che il titolare aveva deciso di comprare. Poi se nello sceglierla seguisse la logica dei suggerimenti dei clienti, o quella del suo indiscutibile decisionismo, poco cambiava. Ai tempi di tipi di carta igienica, che io ricordi, ve n’erano solo due: quella bianca (più liscia) e quella rosa (più ruvida) stop. Poi arrivò la sfrenatezza nel consumismo, proprio quando si insinuò l’idea che sostituire piuttosto che riparare gli oggetti fosse più economico e le cose ben presto sfociarono, oltre che nel odierno disastro della globalizzazione, nell’”autolesionismo ambientale”.

A quella ragazzina, voglio dire qualcosa.

Credo che tu, in qualche modo, ti imbatterai in questa pagina come fosse un messaggio racchiuso da un visionario in una bottiglia che ha lanciato nel mare. Tu sei giovane, ma con quella capacità di esprimerti concettualizzando, che ho afferrato dalle parole usate al supermercato, non dubito che già tu sia in grado di leggere molto meglio di migliaia di adulti che faticano a tenere a mente un filo di discorso, e quindi, sappi e fanne tesoro – se lo ritieni: il fascino di “la morbidezza” come concetto e qualità del prodotto igienico, è una modalità che voi definireste 2.0 (duepuntozero), che è stato introdotto soltanto negli anni 80. E’ un bel concetto, proprio come quello della democrazia a cui tu ti sei appellata.

Ti auguro di poter avere un futuro 2.0 (duepuntozero) pieno di “democrazia” e “morbidezza”. Diverso dall’odierno che viviamo e ahimè ci apprestiamo a vivere. Sappi che oggi, senza indugio, obbligherei la quasi totalità dei politici, gran parte degli amministratori, e soprattutto una consistente fetta di giornalisti, all’esclusivo utilizzo della carta igienica rosa extra ruvida che appositamente farei realizzare, del modello e del tipo che puoi vedere nella presente foto.

Cordialmente

Oriano Tresfor

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