Riflessioni sulla poetica di Fabrizio De Andrè

La più fortunata canzone di De André è stata “La canzone di Marinella” splendida dedica ad una ragazza realmente esistita il cui nome era Maria. Oggi diremmo che Maria fu una vittima di femminicidio, una ragazza che cercava la libertà, il riscatto sociale dalla povertà, emigrata al nord aveva trova il lavoro da ballerina in teatro di avanspettacolo, la via della prostituzione e una mano assassina.
La canzone di Marinella è la fiaba di un amore, che si svolge tutta in un giorno. E’ l’incontro della passione nata dal caso, tra un re senza corona e una ragazza che lo segue come si segue un aquilone. E’ una canzone d’amore e di passione travolgente le cui parole chiave, sono il vento, il fiume, la luna, i baci, il colore rosso, le labbra, i capelli e le rose. Queste vocaboli cardine sono tutti altresì ripresi in un’altra canzone di Fabrizio De André: la canzone si chiama “Se ti tagliassero a pezzetti”. Tra i termini comuni, ce ne sono due che oltre ad essere sintonici, a mio avviso, rendono le due canzoni simbiotiche. I due termini sono Il “Vento” e le “Rose”
Nel La canzone di Marinella è “il Vento che la vide così bella”, dopo averla raccolta dal fiume (cioè dopo che la ragazza era stata uccisa), a prenderla e a portarla su una stella, e a far si che Lei splendesse per sempre dentro la canzone che diventa Fiaba d’amore.
Anche nella canzone “Se ti tagliassero a pezzetti,” c’è “il vento che li raccoglierebbe”, e “il regno dei ragni cucirebbe la pelle, e la luna tesserebbe i capelli e il viso” …
In entrambe le canzoni quindi vi sono due Donne morte e lo stesso vento poetico a rigenerarle perché tornino a splendere nell’Amore.

L’altro termine chiave per entrambe le canzoni, dicevamo, sono le “Rose”. Le Rose definiscono le protagoniste dei brani. La canzone di Marinella si chiude con il verso “Vivesti solo un giorno come le rose”. Mentre in “Se ti tagliassero a pezzetti” a sua volta troviamo due rose: la Rosa gialla, che non è soltanto una rosa per esprimere un sentimento di gelosia, ma in questo caso sta ad indicare la rosa maggiormente pregna di vitalità; la seconda rosa di questa canzone è anche la Rosa di rame. Un oggetto quindi e non una vera rosa. In questo caso, Fabrizio De André utilizza questa assimilazione tra la rosa finta e la ex ragazza ormai donna, perché rivedendola, verosimilmente a distanza di molti anni, quella donna si è trasformata e in lei è morta una parte di sé. La donna Rosa di rame, è “presa in trappola da un tailleur grigio fumo … camminavi fianco a fianco al tuo assassino”

Mi limito a dire che l’assassino in “Se ti tagliassero a pezzetti” è ovviamente il conformismo, quello che ha ucciso con l’omologazione, tutta la bellezza che il suo giovane amante in lei aveva conosciuto (anche in questo caso la storia d’amore, come per la canzone di Marinella, avviene e si svolge in un giorno e una notte)

Altro piccolo particolare, nelle versioni live di Se ti tagliassero a pezzetti, De André canta di un generico Dio “un Dio” che appare essere identico a chi inventando la fiaba di Marinella la rese immortale ed eterna.

Ispica, 11 maggio 2018 – Auditorium Madre Crocifissa Curcio – Ispica
Intervento di Saro Fronte