233 Gradi Centigradi

Caro Antonello, che rimandi a 1984 di Orwell, come non esserti esplicitamente vicino qui ed ora, con la mia presenza accanto alla tua citazione.

Tu rimandi alla “Fantascienza” e di essa estrai il messaggio nell’essenza. La fantascienza è da sovrapporre come carta velina alla realtà. Infatti è la realtà che può intravvedersi evidente nella trasparenza, solo per il fatto di leggerlo un libro che sia di buona fantascienza.

Il punto è che il leggere, è sempre più complicato, perché lo strumento di massa ha creato una moltitudine di produzione in scrittura che per sua natura è sovente avulsa, ed altra cosa, rispetto a quella citata in un altro memorabile libro dello stesso genere fantascientifico.

Mi riferisco a Fahrenheit 451, un romanzo di fantascienza del 1953 scritto da Ray Bradbury che ha trovato una sua fortuna attraverso un altro mezzo di espressione, cioè il Cinema. Come non ricordare il film con lo stesso titolo girato da François Truffaut. Eppure se mi guardo intorno non è che poi siano in tanti quelli che scrivono e sanno che quelle opere sono esistite ed esistono, e sono opere recenti alla fine dei conti.

La vicenda raccontata in Fahrenheit 451 è ambientata in un imprecisato futuro posteriore al 1960 e si descrive una società dittatoriale (come quelle che nella modernità una parte consistente di populismo sembra auspicare, o quell’altra già realizzata con le unioni solo monetarie di popoli), in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, e i vigili del fuoco hanno il compito di bruciare ogni tipo di volume. Leggere e possedere la conoscenza è da bruciare, anche nella modernità social.

Il protagonista del Libro, e quindi del Film, è Guy Montag lavora proprio nel corpo dei pompieri, i quali hanno il compito di rintracciare e arrestare chi si è macchiato del “reato di lettura”. I cittadini devono utilizzare solo la televisione per istruirsi e informarsi e evitare serenamente ogni altra inutile forma di comunicazione.

La televisione viene utilizzata dal governo come mezzo ossessivo per definire le regole sociali, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

In aderenza alla realtà di oggi, dopo il bombardamento subito nell’ultimo ventennio proprio dalla televisione, la modernità ha creato lo strumento digitale che con i suoi social si sono prima affiancati e in divenire saranno predominanti.

La temperatura a cui brucia la carta è proprio quella in cui il termometro raggiunge i 451 fahrenheit che corrispondono a circa 233 Gradi Centigradi, ed è proprio quella la temperatura con cui L’Uomo, non solo per le fiamme, perde se stesso.

La comunicazione nella società attuale somiglia molto a quella descritta da Orwell in 1984 e a quella di Fahrenheit 451 descritta da Bradbury, perché l’eccesso di produzione “fake” è strumentalmente usata dalla tv, dalla stampa e dagli epigoni battitori liberi da tastiera che alimentano la disinformation.

D’altronde se vuoi un’ Umanità felice, “non presentargli mai i due aspetti di un problema, o lo tormenterai; dagliene uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno.”