La Regina e il COVID 19 – Capitolo III

Filippo ci aveva dato che ci aveva dato, d’altronde lei sapeva che di dondolamenti gaudenti Filippo ne aveva avuti assai fuori dal loro Regale letto. “Non importa” diceva a se stessa, in fondo il Citrolone del marito era l’unico compagno di vita che avrebbe tenuto a canto e in fondo la sorte era stata benevola per il loro matrimonio. Ma i chilometri di parole lette che aveva percorso Lei, per Lavoro e per diletto, erano notevoli e il giro del mondo lo avrebbe fatto più di una volta.

Le regali mani aggiustano il vestito turchese sui fianchi e suona la campanella, per annunciare ai domestici che Lei è pronta e Johnson&Johnson può entrare.

I due si salutano, si stringono la mano scambiandosi un flacone di Ammuchina. Di questi tempi quell’oggetto è quanto di più augurale può essere porto con sé tra la gente che si incontra in pace e desidera il bene dell’altro.

Johnson illustra alla Regina quale sia la situazione mondiale: il Virus si sta diffondendo senza rispettare le barriere doganali. L’Italia è il primo paese gravemente contagiato, ma ben presto lo sarà l’intera Europa e anche Il Regno verrà colpito.

Il primo ministro spiega che sarebbe il caso di procedere ad una importazione diretta del Virus dalla Cina: perché teme la diffusione del ceppo di virus che sta mutando diventando italiano.

Infatti sembra che il Virus che sta colonizzando l’Italia, sia già mutato assumendo un aspetto nuovo nel suo dna: infatti sono già evidenti i segni di un Covid 19 con coppola e lupara. Si tratta di un virus più aggressivo perché minaccia di fare i soldi sfruttando le metodologie strampalate degli italiani.

Il Covid 19 “camorra style” sembra stia prevalendo avendo la meglio rispetto al modello cinese, e già in molti italiani si rivolgono agli Amici, agli Amici degli Amici, agli Amici degli Amici degli Amici, per prenotarsi un posto letto nel più vicino Ospedale. Tutti cercano già la raccomandazione per un fottuto posto per l’assistenza in Ospedale.

La malattia che in alcuni casi può svilupparsi per il contagio del Virus, sembra che produca effetti simili l’”influenza” ma è un po’ più scassaminchia, perché la polmonite si rivela istantanea nei pochi che si ammalano gravemente e per questi pazienti saranno necessari migliaia di posti letto negli ospedali. Johnson&Johnson si augura di non importare il Virus dall’Italia e propone di acquistare direttamente quello originale della produzione Cinese.

Su questa ipotesi e sulle linee che il Governo Inglese vuole mettere in campo, la Regina manifesta piena sintonia, e stando alla puntuale esposizione fatta dal Primo Ministro forse è giunto il momento di chiamarlo Johnson senza sfotterlo per il baby shampoo che usa per avere quei capelli allaria. In quest’incontro Johnson si è mostrato chiaro e forse anche un po’ competente. Questa storia del virus nella variante italiana fa sospirare la boccuccia regale di sua Maestà. Lei pensa a come sarebbe bello se il Virus Italiano anziché mettersi la coppola delle mafie, si fosse scelto l’Italian style opposto: quello della cultura e dell’arte del bel paese. Ma tant’è! E pensa “… irrimediabili italiani sempre a scegliere il peggio in modo obliquo, col sorriso in mano, il mandolino che suona e la tangente fresca fresca al sicuro in tasca. Fatti loro.” Anche l’incontro con il Primo Ministro finisce.

Roger lo 007 è stato condotto nella Camera 1844, la stanza del mistero di Backingam Palace: quella in cui la Regina incontra soltanto gli ospiti a cui vuole augurare tanta fortuna.

Sembra che quella stanza abbia effetti scaramantici e tutto ciò che avviene lì dentro si spera sia baciato dalla buona sorte.

Roger sa bene tutto questo, il suo lavoro è sviscerare tra le pieghe della realtà per carpirne i segreti e tenere aggiornato il reame e sa tutto di quella stanza misteriosa.

Nella sala dominano i colori azzurro e oro, la scrivania è in stile neoclassico e in gran mostra sono i famosi candelabri in malachite.

Nulla è stato modificato in quel luogo “sacro”, perché in quella stanza è avvenuto il più storico degli incontri del diciannovesimo secolo. La stanza si chiama così perché nell’anno 1844 lo Zar Nicola I di Russia e la Corona Inglese si scambiarono parole segrete. Ma segrete segrete, in sorte del mondo e tutto andò secondo i piani dell’impero inglese. E adesso Roger e Sua Maesta sono proprio dentro la culla segreta contro la malasorte.

Roger è di nuovo in preda alla sudarella.

La Regina è preoccupata ma felice di poter rivedere Roger, gli sta piacendo sempre più questo ragazzo: tutto d’un pezzo, atletico, con il piglio di chi sa il fatto suo. Un “Toy Boy” pensiero le attraversa la regale mente, ma in tempi di emergenza meglio non pensare a quella cosa: priorità incombono, e con un sospiro lei si predispone a sentire le ultime novità dal mondo dei servizi segreti.

Roger riferisce cose, cose storte, cose dritte, cose oscure e cose traverse. Lei agghiutti amaro: si passa l’Ammuchina nelle mani; si toglie gli occhiali; adagia la schiena alla poltrona; si appoggia alla scrivania; si gratta la testa; si soffia il naso; si stia gli occhi e agghiutti.

Il resoconto di Roger è implacabile.

In fine lui si alza e si mette in mobile, in attesa di una parola di indicazione, prima di congedarsi.

Lei lo guarda e dice: “Ser Roger, io me ne fotto dei diritti e dei brevetti, le case farmaceutiche devono ancora scoprire il vaccino e già si vogliono adoperare per fare soldi. Ma che minchia … ops … mi scappò … ma cosa hanno in mente. Non possono mantenendo segreta la formula del vaccino! Scoprite tutti i segreti, sarà la Corona a renderlo di pubblico dominio la formula anti Virus! Non pagheremo uno scellino per acquistare vaccini dalla fottuta lobby delle medicine.”

Fa una pausa, sbatte ripetutamente le palpebre e sorride a Roger, continua “Il vaccino lo produrremo da Noi e lo daremo gratuitamente a tutto il mondo. Ser Roger, vi autorizzo a fare accordi con l’Istituto Farmaceutico Italiano, affinché anche lì sia presto disponibile una soluzione che distrugga il Virus che si è evoluto indossando la coppola delle mafie europee. Quelle sì che mi fanno paura!”

Chiude gli occhi e con una punta di rabbia che le sfugge dalla bocca stretta conclude “Maledetto Virus a costo zero ti distruggerò!”.

Roger gira i tacchi e esce dalla stanza, portando con sè un segreto che non si è sentito di rivelare a Sua Maestà. Non ha avuto tempo di verificare la notizia e quindi ha preferito al momento tacere, ma in cuor suo sa che nell’estremo oriente è stata udita la voce di cagnolino corgi, proprio della stessa razza di quelli della Regina, che è risultato positivo al tampone che rileva la presenza del Covid-19. Svelare questa indiscrezione sarebbe stato un pensiero di aggravio per la bella Sovrana, che stima e rispetta. E dopo questo incontro, Roger ha notato che Lei lo guarda con gli occhi dolci e prima, mentre parlava, Lei annacava l’anca, e Roger lo sa che quando una donna annaca l’anca … emette segni inequivocabili che non sfuggono al suo mestiere di zerozerosette.

© Saro Fronte – racconti al vento in FB