La Regina e il COVID 19 – I Capitolo

Il Virus ha attaccato quella che è la “Corona” per eccellenza – quella inglese – cogliendola nel più delicato momento di trambusto politico: per via di certi Influencer d’oltre manica impegnati in patria nell’operazione di blindare il territorio britannico, ponendolo di fatto in una posizione di “salubre” clausura interna.

L’isolamento inglese è scattato con il compimento avvenuto del “Piano Brexit” che di fatto ha bloccato numerosi umani infestanti, provenienti da tutte le parti del mondo, che vanamente per il futuro potranno reclamare la possibilità di entrare, con i piedi sporchi, nel territorio regale.

Il minaccioso Virus in questione si è affacciato sulla scena del mondo in modo tanto subdolo e banale come fosse un comune “Influencer” Made in China, ma il suo ambizionismo non è sfuggito sul nascere agli 007 britannici, che immediatamente hanno segnalato il rischio alla Regina.

“Maestà, è stato avvistato un Virus, ma non è il solito, questo si è messo in testa la Corona e si è autoproclamato “CoronaVirus.”

“Ossignur!! Bisogna destituirlo immediatamente!”

“Certo Maestà, ma temiamo che sia impossibile farlo nel breve periodo. Questo sedicente CoronaVirus ha già attecchito in numerosi contesti, sia territoriali che virtuali: anche la televisione e la stampa, non fanno altro che blaterare ininterrottamente su di esso. Pensi che sui media, su internet, nei social, sulle applicazioni dei cellulari, è tutto un copia-incolla di notizie sul CoronaVirus.”

L’uomo ha parlato alla Regina è Roger, il capo degli 007, che si ammutolisce e resta immobile al cospetto della Sovrana.

Lei ha gli occhi vitrei e, come sempre, non lascia trapelare emozioni. Almeno questo sta provando a fare, ma è turbata e a tradire il suo stato d’animo sono segni minimi: una piccola piega del labbro destro che si alza; le palpebre tremanti dell’occhio, sullo stesso lato del volto, che simultaneamente si sforzano nel tentativo di resistere all’istinto di chiudersi. Ma, a rivelare il suo stato di turbamento sono le regali narici, che per una frazione di secondo si allargano a dismisura e poco dopo Lei esplode con un secco schioccare della lingua sul palato: tanto che dalla regale bocca, immediatamente dopo, esce un sonoro “Nnzùu !!!”.

Roger rimane statuario e dalla fronte gli cola lentamente una goccia di sudore freddo. Mai l’aveva vista in questo stato di turbamento. Probabile che solo l’intimo Regale Consorte forse ha avuto il privilegio di vedere la Sovrana smurfiari qualche volta, e di certo sarà accaduto soltanto nel riserbo dell’intimità.

Lo 007 si rende conto di aver assistito ad un evento raro. Quello “Nnzùu” gli rimbalza dentro al cranio come fosse il battacchio di una campana che suona. In altri secoli chiunque si fosse trovato nella sua condizione di privilegiato spettatore di tale smurfiamiento, al suo posto, sarebbe stato decapitato all’istante: perché di tali imbarazzanti situazioni di Corte, nella storia non deve rimanere traccia. Ma in tempi attuali non è che si ammazza uno 007, per un colpo di regale “Nnzùu”? O no?

Roger continua a sudare. Ora la vampata di calore gli sale da dentro e, intorno al collo, lungo il colletto della camicia azzurra si spande mezzo centimetro di alone umido che ne scurisce il contorno.

Lei ha voltato le spalle al suo interlocutore, ha fatto alcuni passi sino alla finestra. Le sue braccia paiono inerti, lungo i fianchi. Le mani a pugno stretto. E’ probabile che stia avvertendo la lieve piacevolezza del dolore, in quel conficcarsi delle regali unghie sulla superficie del palmo duramente inserrato.

Si volta e fissa Roger.

Un minuto circa di silenzio tra i due: occhi negli occhi, manco fossero due innamorati persi l’uno nell’altra.

Tocca a Lei parlare.

Roger conosce il protocollo e tace, ma sopratutto ha voglia di tenersi il collo tutto intero e non pipitìa.

Lei incrocia gli avambracci sul petto, ponendosi nella posizione di braccia conserte: un po’ per proteggersi, un po’ per abbracciarsi in questo momento di pericolo e di solitudine, ma di certo lo fa perché vuole richiudersi meglio dentro la Sua Regale Persona, al fine di trovare la soluzione contro questo Virus del cazzo che si è intestato la Corona.

Lei chiede “Un vaccino?”.

“Due anni almeno, Maestà.”

“Troppo.”

“Decisamente sì.”

“Ummm” è pensierosissima.

Lei torna alla finestra, il suo sguardo corre rasente al fiume Tamigi, si sofferma sul ponte Tower Bridge, e poi si alza seguendo lo skyline dei palazzi, e poi ancora più su: perdendosi in un imprecisato punto nel cielo plumbeo che staziona su Londra.

Roger è come statua di sale e tace.

L’orologio a pendolo interrompe il silenzio con il “Dong!” che segna la mezzora.

La regina sospira. Roger ne è contagiato, sospira anche lui.

Lei si volta e dice “Se non possiamo eliminarlo immediatamente, allora facciamo in modo che perda la Corona. Emanate una direttiva: che da questo momento nessuno più lo nomini indicandolo come ‘CoronaVirus’. Fategli cambiar nome! Che gli sia affibbiata una sigla, un codice, un’etichetta astrusa per identificarlo!”.

“Ottima idea, Maestà!” Roger respira e si anima, il suo collo è salvo e si rimette a far funzionare la testa. “Se permette, Maestà, ci occuperemo immediatamente della faccenda. Lo faremo appellare in tutto il mondo con una sigla anonima, come fosse un fake di terz’ordine. Se non possiamo combatterlo in fretta schierando la medicina, cercheremo di neutralizzare il suo appellativo coronato”. Lui si sfrega le mani e continua “Vedrà, Maestà, entro una settimana ci si riferirà all’impostore indicandolo per quello che è: un’etichetta contraffatta! Una postula sul culo di un cane; un tarocco Made in China! Altro che CORONA!”

Lei si sente già meglio. Rasserena. Con il consueto piglio regale detta in fine l’ordine definitivo a Roger: “Fate in modo che nessun giornalista, che nessun Influenzer; che nessun suddito della corona; che nessun barbaro del mondo oltre l’isola, si riferisca all’impostore coronandolo nel nome. Le si gonfia il petto nel dirlo e pronuncia tutto alzando il mento, come a sottolineare l’ordine perentorio: “Da domani sarà più anonimamente chiamato COVID”. Fa una lieve pausa e con piglio determinato continua: “Aggiungete un numero qualsiasi nel nome del ‘Fituso’, che sia evidente che si tratta solo di un Fake dozzinale.

“Dovrà essere battezzato COVID 12, Maestà?”

“Dodici, diciannove, ventiquattro. Non importa! Questo bastardo è il mio nemico pubblico numero uno: ha osato sfidarmi sulla Corona e se ne pentirà amaramente.”

© Saro Fronte – racconti al vento in FB