Cosa avete nel cestello?

Penso a quei figli di santa donna che se ne stanno in giro per assicurarsi la sopravvivenza al FottutoVirus. A quelle teste di cazzo che stanno alimentando la propagazione della pandemia offrendo il loro corpo come veicolo per la trasmissione del Virus. E non mi riferisco a chi è chiamato a questo sacrificio, per consentire alla società italiana di sopravvivere decentemente, durante il periodo di limitazioni della libertà personale che la quarantena impone.

Penso invece a quei figli di puttana che sono spinti dalla loro labile mente a starsene in giro per le città. Lo fanno perché si sentono spacchiusi e quindi si arrogano il diritto di potersene andare pieri pieri e farsi gambe, braccia e vita di quel “dio forestieru” che sta colonizzando la nostra Terra.

Costoro sono gli apostoli del FottutoVirus. Come sempre sono i più furbi questi “apostoli” e, come sempre, siamo noi comuni mortali che non abbiamo capito un cazzo. Basta guardarli in faccia per capirlo, per come ti guardano con sufficienza quando a un controllo ti escono la giustificazione del cazzo e sotto i baffi se la ridono.

Sono quelli che un centesimo di tasse non le hanno mai pagate e sai già che i loro figli vanno all’università e studiano insieme ai tuoi, ma a differenza dei tuoi, i loro hanno diritto alla casa dello studente: perché il reddito dichiarato al fisco dai loro genitori è inconsistente.

Poi ci sono in giro quegli altri della serie: “la ricchezza è mia e la gestisco come voglio io” a tipo slogan degli anni settanta, quando per le donne la ricchezza in questione era la figa, e rivendicavano il diritto di gestirla – giustamente – per come volevano loro. Su questi ultimi “apostoli sperti” voglio spendere una parola in più: sono quelli che nell’emergenza nazionale, stanno spuntando come funghi rari, sopra i TG e sui giornali, perché fanno donazioni miliardarie allo Stato, affinché si comprino Ventilatori Polmonari, per la terapia intensiva, e quant’altro serve in questo momento sulla linea del Fronte della dannata guerra che sta sopraffacendo tutti quanti.

Chi mi ha letto ieri sa che non ho anticipato di festeggiare la festa del papà e quindi mi sono limitato a parodiare, cazzegiando un po’, per quello a cui manca l’accento sulla “a”. Per alcune sue “pierinate recenti”. Sì, insomma, ieri era lui il protagonista del mio narrare il Pontefice della chiesa cattolica.

Pierinate a parte, Jorge Mario Bergoglio è una persona che per altri aspetti mi risulta “uomo degno di essere osservato”, come ad esempio quando si impegna in Vere Gesta da persona responsabile e attenta a ciò che capita nel mondo. Penso all’incontro che lui ha avuto lo scorso anno con l’imam Ahamad al-Tayyib, una testa pensante tra i Leader degli islamici.

Bergoglio è un uomo importante la cui parola, gesta e azioni, possono avere una discreta influenza in Italia, Spagna, Polonia, Venezuela, Colombia, Perù, Argentina e Filippine, e un minore buon ascendente in Francia e Irlanda. Questi sono gli Stati in cui il cattolicesimo è recepito da una parte della popolazione come propria religione. Un dieci per cento dell’intera superficie del mondo, facendone una stima a tipo “grasso che cola”, può essere considerato di influenza cattolica.

Una decente percentuale tra l’umanità intera. Secondo la propaganda cattolica sarebbero il 17 % della popolazione mondiale i cattolici, ma è un dato della propaganda interna, che include tra i cattolici tutti quelli che un battesimo se lo sono trovati appiccicato in fronte, senza che questo seme battezzifereo abbia germogliato. La percentuale del 17% comprende pure tutti quei soggetti in cui il seme del battesimo è germogliato a piede di fico, cioè con radici inconsistenti che con una pedata lo fai cadere a terra e ti saluto perificu. Ma che ve lo dico a fare, siete voi i migliori testimoni di chi siano veramente, e come operino, certi cattolici bacia pupi. Cattolici lo sono solamente nelle facciate e non mi riferisco soltanto a quelli tipo Provenzano o Andreotti, ma anche a tanti altri individuabili nel vostro circondario: semplici merde di persone, che dovrebbero essere allontanate dalla chiesa – da qualunque chiesa – per quanto invece il loro esistere sia una perfetta contraddizione con il concetto di Fede.

Ecco, se penso a chi oggi ci sta facendo perdere la battaglia contro il FottutoVirus, penso a questi individui.

Gente che magari si è portata tutti i soldi all’estero e ora si lava la coscienza facendo l’elemosina del “comprare qualche ventilatore” e regalarlo allo Stato. Un loro aiuto che serve per il popolino asmatico colpito dal FottutoVirus.

Ma, penso anche alla signora Geltrude, che fa la parrucchiera in casa e una goccia del suo sudore in tasse non l’ha mai versato. Anche lei cattolicissima. Anche per colpa sua oggi la sanità è un disastro. Come penso anche al signor Giovanni: che gira per le vie della città con la sua appariscente Porche; non versa un cazzo dei contribuiti per i suoi schiavi che per lui lavorano in nero; dichiara il minimo che gli consente di scaricarsi tutte le spese vive; e si fa le vacanze ogni tre mesi con i soldi delle tasse che non paga. Penso ai suoi figli, che sta educando a sua immagine e somiglianza, quelli che mangiano gratis nelle mense della scuola – perché figli di persona indigente – e poi penso ai poveri cristi, che le tasse le hanno sempre pagate tutte: vuoi perché gliele prelevano direttamente alla fonte; vuoi perché hanno una coscienza civile e sanno che è loro dovere pagare il prezzo per avere i servizi che lo Stato ha il dovere di garantire ai propri cittadini.

Ecco, io penso a queste cose alle sei del mattino, invece di pensare a mio Papà (con l’accento sulla “à”), il vecchietto che ho confinato in casa a ottantotto anni, e per farlo ho dovuto alzare per bene anche la voce, per farmi ascoltare sul serio (davvero ci sente poco, nonostante le protesi acustiche). E penso a lui, come potrebbe toccargli di combattere un’ultima guerra, quella contro il FottutoVirus. A lui penso adesso; a come mi è stato di esempio nella vita; a come per sempre gliene sono grato, per avermi permesso di diventare una persona che tendenzialmente lotta per la libertà. Libertà dalle schiavitù culturali o religiose, politiche e sociali, così sono malamente germogliato.

Oggi è la tua festa mio “Papa”.

L’ultima volta che ti ho abbracciato è stato due settimane fa.

Ieri ci siamo ritrovati nella stessa stanza a casa tua, avevi reclamato il tuo diritto di avere il vino in tavola per il pranzo, e io ho capito che stavi reclamando la mia presenza perché erano due giorni che non mi vedevi. E quindi sono passato, perché io so che oltre al vino ti sta finendo lo Xarelto, uno dei farmaci che prendi giornalmente, e quindi ieri ti ho portato il vino e i farmaci, e un po’ di spesa per il frigorifero.

Non ci siamo né baciati né abbracciati, né lontanamente sfiorati. Siamo rimasti a tre metri di distanza ma hai preteso che io togliessi la mascherina e, allontanandomi di un altro metro, ti ho accontentato.

Ti voglio bene Papà.

Buona festa oggi … e … una parola e troppa e due sono poche.

Ora penso a cosa? Penso alla chiesa cattolica e alle ritrosie che essa ha avuto, ed ha, nel pagare IMU e ICI allo Stato Italiano. Alla fine ieri sera, prima di addormentarmi, ho letto l’intervista rilasciata da Jorge Bergoglio al giornale La Repubblica e ho capito che le parole di Fabio Fazio quelle che invitano tutti a pagare le tasse, sono state ben accolte dal Pontefice: tanto che le ha applaudite dicendo di farle proprie.

Mentre leggevo l’intervista ho sentito quel fastidio che avvertivo da bambino quando le mie unghiette, a scuola, stricavano sulla superficie della lavagna.

Penso ai grandi evasori che oggi si fanno belli nell’emergenza regalando miliardi allo Stato, una sparuta percentuale di quelli che avrebbero dovuto pagare in tasse.

Penso ai prepotenti che la beneficenza la fanno a chi dicono loro e quando vogliono loro; penso a questi ultimi arroganti che con la loro beneficenza si coltivano il proprio orto, quello del consenso.

Penso ai prepotenti che impongono il “pizzo”; a quelli che fanno soldi con le mafie; a quelli che fanno i politici per realizzare gli interessi delle mafie, e quindi penso a tutti i pappagalli che si riempiono la bocca con il concetto del “Proibizionismo”.

Ma proibizionismo di che? Di “vendersela” a pagamento facendo la ricevuta fiscale ai clienti? Sarebbe un modo di legalizzare il mestiere più antico del mondo, ancora più antico della chiesa stessa. Sarebbe un pagare le tasse allo Stato, anziché il pizzo alle mafie dello sfruttamento. Quelle stesse mafie che ieri hanno aperto una lavanderia affianco a quella di Concetta, e siccome avevano soldi in nero da riciclare è finita che i panni li lavavano “sotto costo” e la gente i panni sporchi li ha portati da loro, per farli lavare a minor prezzo.

Mica è scema la gente, un po’ cieca, ma non scema.

“Proibizionismo” la voce grossa della politica che, indirettamente ma con tutte le responsabilità del caso, fa chiudere la lavanderia a Concetta e alimenta il lavaggio sottocosto delle lavanderie di soldi sporchi.

Questa è l’Italia che affronta il FottutoVirus, non la vedi?

Te la presento: quella degli ultimi trenta anni.

Penso a mio Papà e agli zii che dovrebbero essere di tutti: Giovanni e Paolo.

Santi Laici periti sotto le bombe delle mafie a Capaci e via D’Amelio.

Penso a tutti i bastardi che se ne vanno in giro senza un vero motivo in questi giorni, e intanto diffondono la Pandemia.

Sono furbi questi bastardi: stanno cercando di arrivare per primi in ospedale, mentre ancora in rianimazione c’è qualche posto libero: per fotterlo a te che hai sempre pagato tutte le tasse onestamente.

Per fottere te che in linea di principio per la contribuzione al bene pubblico, ne avresti più diritto. Ma oggi è emergenza e di queste cose si dovrebbe parlare dopo il FottutoVirus. Mi scrivo un post-it in proposito e lo attacco al computer.

Di ciò si dovrebbe parlare domani, ma non oggi. Perché oggi si dovrà ancora affrontare la grande battaglia di cui sai già come finirà.

Non sai come finirà?

Lo sai già, loro – quelli che fanno viaggiare il virus sulle proprie gambe – si infetteranno prima di te e occuperanno per primi le camere di ventilazione dell’ospedale e a te, che con gli appuntamenti con la storia arrivi sempre in ritardo, diranno: non c’è posto. Poi guardando ai beccamorti aggiungeranno: portatelo direttamente al cimitero.

Grazie figli di puttana che non pagate le tasse! Grazie politici di merda che avete venduto le vostre azioni, opere e omissioni alle Mafie.

Andatevene a quel paese, o forse ci siete già oggi a quel paese. Mi pare proprio di sì, se siete nell’Italia che avete generato a vostro uso e consumo il vostro paradiso, il nostro inferno.

Un bacio e un saluto fraterno all’altra Italia: quella dei sogni, dei sognatori, degli artisti e dei poeti, dei navigatori e degli stampasanti, ma soltanto a quelli che campano sempre poveri e contenti.

Buona festa del papà a tutti i papà, e anche a tutte le mamme in questo che per molti è l’ennesimo giorno di confino a casa. Mamme che ne pensate, ci possiamo mangiare le zeppole con la ricotta?

Ultimo pensiero a tutti i genitori dei ragazzi che sono lontani, quelli che in queste ore sono sotto il fuoco bruciante e vivo del Nemico FottutoVirus. Resistete Ragazzi.

Resistenza per tutti.

19 marzo 2020 © Saro Fronte