Safety Zone


La musica è l’arte bella che tratta i suoni …” Ecco se siete tra i fortunati a cui questo semplice incipit apre lo scenario d’un mondo andato, dove la Banda Musicale di Spaccaforno era una istituzione educante non soltanto alla disciplina della musica, allora non è a voi che interessano le parole che seguiranno, siete “banditi” di vostro e questo lo so già.
Saranno parole di Splatter, quelle che seguiranno, con il sangue che colerà in rivoli sulla carne squarciata, ma soltanto dopo essere stato spruzzato violentemente in ogni dove, ad allordare il vostro circondario di plasma rosso, con schizzi sui muri e macchie nel pavimento e su ogni altra superficie nel vostro momentaneo intorno!
Fìu fìu … paura Ah?!
Se la musica è una delle vostre Arti Belle, quella che vi accompagna facendo da colonna sonora al vostro esistere, sparatevi pure un Chiaro di Luna di Claude Debussy … oppure scegliete tranquillamente di mettere in sottofondo il vostro album segreto … quello che vi rilassa più di ogni altra compilation: Gelato al cioccolato di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo.
Ma fate in fretta! Tappatevi gli occhi e attisate le orecchie sublimandole con le vostre note rasserenanti preferite, per non sentire le grida di martirio e dolore che tra poco rischiereste di poter udire andando oltre in questa pagina.
Se, invece, del mistero “dell’arte che tratta i suoni” siete allo scuro, rimaneteci allo scuro: ché è meglio per voi!
E, non ditemi che non vi avevo avvisato per tempo.
State avanzando a vostro rischio e pericolo.
Smettetela qui! Evitatevi la visione di scene a tipo film di Dario Argento, con ruscelli, affluenti e fiumi di sangue, a litri e a saie che inondano l’ogni dove del circondario, e sopratutto non venitemi a dire – ribadisco – di non avervi avvisato.
Nel caso voglio ripeterlo un ultima volta, in sicurezza, in modo netto e chiaro: Non garantisco la tenuta stagna degli apparati che state utilizzando per connettervi con questa sorgente di truculenze liquide, di Splatter rosso caldo, impestante di viscidità, vi impasticcereste totalmente dell’odore dolciastro, della densità viscida.
State rischiando che dal vostro cellulare, dal monitor del vostro computer o dal vostro tablet, inizi a sgorgare materiale organico, caldo, di colore rosso vermiglio. Sangue va! Sangue. Evitatevi, vi prego, di trovarvi con le dita lorde, con le mani grondanti di rosso liquido, attenti con le mani ve le state portando davanti agli occhi, per vedere meglio il disastro, perché siete curiosi, e nel frattempo il rosso liquido è colato fino ai vostri gomiti, inzuppando i vestiti – ad iniziare dalle maniche – e ora rischia di colare sui Jeans. Attenti, non andate oltre, fino a terra può sgocciolare, facendovi rimanere soli, come una palma sull’isola deserta, dove il mare intorno a voi è solo e semplicemente rosso sangue. Bravi desistete e tornatevene da dove siete venuti. A questo punto non sarete isolati dal mondo incontaminato. Quel mondo “altro”, composto dalla moltitudine di individui che in questa pagina non ci ha mai messo l’occhio e da quegli altri assennati che si sono fermati per tempo, alle avvertenze sopra esposte e ora stanno beatamente cantando la canzone di Pupo, il suo Gelato al Cioccolato. Ora sin qui giunto sei rimasto solo e sei solo come un deficiente, che sta insistendo nella lettura di un testo pericolosissimo.
Da qui in poi, Caro Lettore, procedi da solo anche io vado altrove: ho già fatto il mio dovere e ora … Clik … spengo la luce e come viene si cont… .
Fìu Fìu paura … un lettore abbandonato al testo, senza che vi sia un autore alla guida? Fìu Fìu …
Come? Non vuoi che vada via, che ti lasci da solo ad affrontare quanto seguirà?
Ma come faccio a non assecondare il tuo desiderio? Sei così caro … raro … insostituibile … Sappi che sono qui … al tuo fianco … sono travagliato e non mi stai lasciando scelta. Mi sembri smarrito un po’ disperso … ecco a questo punto devi sentirti … solo … come disse il nostro vicino di casa modicano: “Ognuno sta solo sul cuor della terra/ trafitto da un raggio di sole/ed è subito sera.”. Sei solo e la sera si avvicinerà. Ti svelo un trucco: Io sono già stato qui nel momento in cui queste parole le ho inventate per te, ora sono altrove e sono cazzi tuoi che in questa ragnatela ci sei finito. Non perderti … sei solo … ma puoi farcela … io ero qui e ci sarò nel momento in cui tu transiti su queste parole. Puoi sempre pigiare il pulsantone di emergenza, quello con la scritta “Scrivi un commento ….” per miracolo in qualche modo quel messaggio che lanci potrebbe giungermi e verrò a vedere che cavolo ti sta succedendo.
Pensi che io sia una persona scorretta?
Un tantino, sì, lo sono, lo ammetto.
Ma sei tu che hai insistito nella lettura ed è l’ora che tu decida per come “Tu” vuoi proseguire.
Se vuoi farlo spero tu lo faccia da adulto e non più da ragazzino.
Posso dirti che ci sarò e all’occorrenza interverrò, nel caso fosse il panico a sopraggiungere in te: sconsiderato che non sei altro … indagatore dell’oltre.
Allora facciamo così, servono precauzioni: procedi soltanto se stai leggendo da un telefono cellulare. Abbandona la lettura dal computer o dal tablet.
Bisogna essere cauti. Bravo!
Ora sei tra queste parole con il cellulare in mano.
La verità, prova a guardarti dall’alto. Non ti viene naturale chiederti “Ma che cazzo ci faccio qua?”
Bella domanda, sei solo, vai oltre o trovati la risposta, io non so.
OK.
Ora prendi un profilattico e infilaci dentro il telefono.
Bene, hai messo il cellulare dentro al profilattico?
Sì! Fai un nodo, in modo che il telefono sia sigillato all’interno dell’involucro.
Fiiiiuuuu … ora ti sei messo in “Safety Zone!” – Zona di sicurezza, meno male … Il sangue che sgorgherà rimarrà all’interno del palloncino e non ricadrà ad allordare te, Caro Temerario Lettore.
A questo punto sono io a ringraziarti, per aver messo il sottofondo, o per starlo per mettere proprio adesso. Serve Chiaro di Luna.
Lo sapevo già che lo avresti fatto.
L’alternativa del Pupo era una frase scritta lì per distrarre il nemico, era per dare una via d’uscita facile e immediata ai soliti curiosi che si affacciano sulla mia pagina, quelli che leggono le prime tre riga e sanno già ci cosa stia parlando un testo. Ecco … quelli andati via sanno che qui si stava parlando del Gelato al Cioccolato. Mentre quegli altri rimasti turbati dallo splatter sanguinolento, spalmato sopra, ora sono ben lontani, probabilmente a mettere i loro “like” su altri fogli: quelli d’incazzo contro il CoronaVirus, o più verosimilmente stanno likeando i post che smerdamento sul Comandante in Capo dell’Italia che affronta il FitusoVirus.
A questo punto, della storia, dovremmo essere rimasti in due: Tu ed Io. Caro Lettore, siamo coccolati dalle note di Claude Debussy, avvolti dalle nostre case dove stiamo imparando a risiedere non avendo altro luogo possibile in cui condurci.
E’ soltanto a questo punto che posso parlarti della Retorica, che è l’arte bella delle parole: quelle messe in fila affinché tu ti convinca di qualcosa. Non importa che il qualcosa in questione sia “morale”. Non più. La “morale” è saltata da molto tempo nella retorica, lei in tempi moderni è solo arte delle parole messe in fila per fotterti.
Ecco, se per esempio io adesso ti dicessi che il mio parlare sarà un dire per “Costruire Insieme”, e poi nello sciorinamento, nel dipanamento, nello sbrogliare del mio discorso – invece Tu -, ti accorgessi che le mie parole sono un ingresso a gamba tesa che stocca le gambe all’antico avversario, con cui in premessa ho detto di voler costruire insieme qualcosa, ecco a quel punto io sarei un “Moderno Retore”, un retore senza il Patrimonio Alto dell’arte: che era quello morale, dei tempi andati in cui l’arte Retorica era finalizzata alla costruzione socialmente motivata dallo stare insieme.
La Retorica è arte antica della parola, nata nella città che oggi conosciamo come Siracusa, ben cinquecento anni prima che il tempo fosse azzerato e riconteggiato seguendo convenzionalmente gli anni dalla nascita Cristo. La retorica Antica era cosa sicula.
Se questo che leggi, fosse un testo retorico antico, non so come dovrebbe procedere – in fondo non ho studi classici alle spalle – e sarebbero cazzi tuoi, che ti sei lasciato invischiare dai miei studi random ad cazzum a dove mi ha portato il cuore, la testa e l’ardore dei miei giorni fino a qui.
Quindi se questo fosse stato un testo retorico, sarebbe stata una retorica del cazzo, come quella codificata che è in uso nello splatter cinematografico di Dario Argento, ché quando li vedi sai già che il sangue sarà a ettolitri e ti cagherai sotto. Come il ritorno dei morti viventi, che fanno della retorica l’arte moderna per dire il contrario di tutto e intanto allordare a chi in questa fase storica sta facendosi in quattro, e non soltanto retoricamente parlando, per dare un po’ di serenità maggiore a noi barricati dentro casa. Quello in scena qui, non è neanche un prodotto di scrittura altrove codificata. E’ inforna e sciorna per te e alla fine vedi non c’è stata nemmeno una goccia di sangue. Perché noi siamo pacifici, ma non fessi.
Bene.
A questo punto posso passare al tema di riflessione di ieri.
Ieri è stato il mio compleanno come ben sai, visto che mi hai mandato gli auguri ai quali ho direttamente risposto e quindi oggi non sto a imbrattare altre facciate di pubblico ringraziamento per gli auguri ricevuti.
Oggi … adesso … qui, ora, io e te Caro Lettore, ce ne possiamo stare quieti e trascorrere al meglio la domenica. Se vuoi ti servo la mia riflessione di ieri:
un concetto vuoto è “L’onore” in questa società che attraversiamo. Penso ai biondini che sono pilastri reggenti degli Stati Uniti e dell’Inghilterra principalmente. Non credo che siano persone cattive. No, sono per lo più persone stupide … spaventose e rancorose, spaventati ed esaltati, di certo ostili agli altri come a loro stessi. Con buona pace del piccolo attuale Napoleone di Francia che, non molto diverso da loro, da indifferente all’inizio ora si è sentito bruciare il culo dal FitusoVirus e corre ai ripari alla sambasò.
Sono classiche persone, che sovente si ritrovano alla guida di Stati, a decidere la sorte di Continenti, quelli che hanno in mano Eserciti e riescono a farsi acclamare dallo sciocco in commedia che è sempre il popolo sovrano o somaro, non so.
Cazzo … vado a prendermi un gelato al cioccolato pure io, nel freezer dovrebbe esserci.
Buona Domenica! con un Post Scriptum: oggi ho visto la foto a corredo di una intervista pubblicata dal cronista Piero da Spaccaforno. Spero che si tratti di una vecchia foto d’archivio, ché due persone che parlano a meno di un metro di distanza non sembrano in Safety Zone e – di questi tempi – e vederli vicini vicini non fa un buon effetto.
Caro Unico Lettore che fino a qui – forse – sei giunto, non dimenticarti di chiudere la porta mentre esci da questo testo, non esporre altri al pericolo.

22 marzo 2020
© Saro Fronte