C’è Posto per Te

Il programma inizia con una carrellata che a volo d’uccello plana sulle sedie vuote, in altri tempi destinate al pubblico in sala. Il volume della sigla è un po’ più alto del solito, per colmare i vuoti delle assenze.

Le luci abbagliano e al centro dello studio c’è una grande busta, che divide l’arena della sala in due parti uguali. In ogni lato è disposto un divano puff bianco e blu. Al centro della scena c’è soltanto lei – la conduttrice – vera Star in ogni puntata, anche di questa in tempi che lo Show must go on. Lei, capelli corti con il ciuffo sulla fronte, indossa una elegante tuta bianca che le lascia scoperte le spalle e le braccia, fasciandola morbidamente al seno, mentre il candore della seta crea onde cromatiche lente lungo le gambe slanciate dai tacchi alti delle scarpe nere. Nera è anche la cintura che la cinge alla vita, accentuando la femminilità di fianchi sobriamente rotondi.

“Questa è la Storia, di un ‘nome di fantasia’, che per praticità stasera a ‘C’è posto per Te’ chiameremo ‘Giorgio’, il signor Giorgio.”

Nel pronunciare la prima frase che apre il collegamento, lei, fa le pause giuste: quelle che lasciano alle parole il tempo di fluire dalle orecchie al cervello dell’ascoltatore, dando modo ad esse di fissarsi come pennellate di colore sulla tela bianca. Anche il tono della voce di lei, un po’ mascolina, gioca un ruolo nel dipingere la tela del racconto in divenire. La sua voce è come un sasso pesante, e le parole dalla mente dello spettatore, affondano fino al cuore di questi, dove dilagano i concetti che lei via via esprime.

“Giorgio viene da Firenze dove vive. La sua dimora è la cella dei monaci domenicani. Giorgio, ha una vita frugale e non si lascia trascinare nelle gozzovigliate dei sui amici di bisbocce. Giorgio, non capisce perché si sia scelto tali amici ma sono quelli che gli consentono di esistere e di lottare nell’illusione del proprio sogno. Giorgio, che è un nome di fantasia, sogna la pace tra i popoli, l’incontro tra civiltà, e l’integrazione tra le culture. Giorgio ha dedicato la propria vita, quella vissuta sino ad oggi, affinché la sua idea, che in molti definiscono ‘utopia’ possa seminarsi nell’animo dell’intera Umanità.

Giorgio non è un fiorentino, ma è un emigrante del sud. La sua famiglia d’origine risiede ancora a Pozzallo, una delle città che è approdo difficoltoso per altri esseri insozzi che popolano il nostro mondo.

A Pozzallo, Giorgio non è molto conosciuto, almeno non lo è al pari di Firenze. Infatti a Firenze, Giorgio vive e in questa città toscana, lui si è fatto una buona nomina. I suoi concittadini d’Italia lo chiamano chi ‘il pesce rosso nell’acquasantiera’; chi ‘il bolscevico del vangelo’; chi ancora ‘il sanculotto eucaristico’. Ora, mentre lentamente ripete nuovamente le tre definizioni affibbiate al signor Giorgio …. La conduttrice fa delle pause un po’ più lunghe. E’ veramente in gamba lei, sta lasciando il tempo al pubblico di ritornare mentalmente sulle tre definizioni per fissarle bene in mente. La telecamera la sta inquadrando in primo piano, segno che è fondamentale quello lei sta dicendo e siccome in sala non c’è il pubblico, le immagini insistono sul suo volto dagli occhi seri e dalla bocca sorridente.

In tempi antecedenti al FitusoVirus, questo sarebbe stato il momento in cui le immagini avrebbero mostrato il pubblico in sala. Tante persone attente come pesciolini abboccati al filo di parole che lei, la esperta conduttrice, lesina con attenzione. Ma siccome non è possibile inquadrare un pubblico che non c’è, il meccanismo identificativo tra chi guarda da casa e chi è in sala non può essere espresso per mezzo delle immagini della gente, e quindi in questo momento la conduttrice sorride alla telecamera, e quindi a tutti i telespettatori, facendo intravedere una dentatura perfetta da persona curata e attenta, agiata e tranquillizzante.

Ora l’inquadratura si allarga e si allontana dal volto di lei, fino a riprenderla nell’interezza della figura da donna energica e determinata.

Lei con passi lenti, quasi certi, si avvicina alla grande busta bianca e in sala si assiste al cambio di tonalità delle luci, che da lattee virano nel tono diventando di un colore tra l’azzurro e il fiordaliso.

Ora lei volta le spalle alla telecamera che la inquadra da lontano, e guarda verso l’ingresso laterale della sala, la porticina dalla quale accedono gli ospiti ammessi alla trasmissione.

La voce della presentatrice è ferma, inflessibile, quasi senza emozioni, come deve essere nell’annunciare il suo cliente che farà da piedistallo al proseguo dello Show che must go on.

Dice: ‘Il Pesce rosso nell’acquasantiera’ , ‘Il Bolscevico del vangelo’, ‘Il Sanculotto eucaristico’ e qui con noi, perché ha deciso di mandare una lettera ad un po’ di persone.”

Non potendo usufruire del pubblico pagato per applaudire, in questo momento le immagini tornano ad inquadrare le mani della conduttrice, che si stanno congiungendo davanti al petto, con le dita che come treni su binari scorrono l’uno affianco all’altro, facendo si che i due palmi delle mani si congiungano negli apici, creando una specie di unica grande cupola.

Lei ripete il gesto tre volte e lo fa ad arte, perché è un gesto codificato nel moderno immaginario collettivo, essendo quello il gesto che ripete in continuazione uno dei politici più in vista nel panorama politico nazionale, quando questo politico in vista, vuole esprimere il concetto di “Sinergia d’Intenti”.

Certo il moderno politico in questione a cui la conduttrice si sta ispirando nei gesti, è un Gigante della Neo-comunicazione, e non è l’ospite della serata. Con buona pace di chi lo vorrebbe incontrare a C’è posto per Te. E’ un comunicatore moderno che svetta come un Gigi D’Alessio al cospetto dei suoi epigoni cloni neo-melodici napoletani, in era di Social. Poco importa che questi abbia serie difficoltà a comprendere l’ampiezza di un concetto, un concetto qualsiasi, non soltanto quello che può essere insito nel gesto ora fatto dalla Conduttrice: “Sinergia di Intenti”. Infatti il politico moderno social rinuncia a comprendere i concetti, e si diverte a replicare i gesti che ha imparato da Shantek. Shantek è un Orango, un primate morto poco tempo fa. Shantek sapeva esprimersi con i gesti delle mani, proprio come i moderni frequentatori dei Social. Di Shantek, il moderno Leader nazionale sa quel che gli serve, in tutto quattro o cinque gesti, che imita all’occorrenza, a tipo fosse lui la scimmietta ammaestrata. Ma il potere comunicativo del neo-comunicatore-social è strabiliante! E questo è quanto! Al comunicatore moderno serve emulare Shantek e a ciò non rinuncerà. Il politico neo-comunicativo sa riprodurre con estrema esattezza i gesti di Shantek, non si è perso nemmeno un replica dei documentari trasmessi da Sky National Geographics. Va da sé, che essendo la conduttrice di ‘C’è posto per Te’, un’attenta comunicatrice, anche lei da esperta dei fenomeni linguistici umani, in questo momento di assenza di pubblico dal suo studio, si gioca la carta del gesto carismatico che funziona alla perfezione.

Lei torna a ripetere per tre volte il gesto della cupola, fatta con i palmi delle mani che si allineano – mentre le dita delle mani si affratellano coricandosi uno accanto all’altro come fossero bambini coricati su un unico lettone.

Lei, la conduttrice, imita il gesto, del politico che imita il primate Orango Shantek per annunciare l’arrivo in studio del signor Giorgio.

La telecamera ora inquadra la porticina e entra l’Ospite.

Un uomo dagli occhi vispi, sorridenti e grandi. Zigomi alti e pronunciati. Le labbra carnose su un mento ben pronunciato. La fronte spaziosa e i capelli nero lisciati indietro, dai quali scappa un pennacchio che svetta verso il cielo.

E’ vestito malamente, un assistente di sala prova a rincorrerlo, ma rinuncia essendo vietato il toccamento tra gli umani in questi giorni di storici dei tempi del CoronaVirus. E Giorgio avanza, indossando una giacca color paglia, malamente rammendata con pezze varie, pantaloni verde-olivo strappati al ginocchio, e le scarpe spaiate una nera e una marrone.

La conduttrice ha un sobbalzo e indietreggia d’un passo, poi riprende il controllo di se stessa e piega le dita a novanta gradi sul palmo della mani e le sventola sotto al mento.

E’ un segno segreto che si fa in Televisione, quando si vuole comunicare al regista che è il momento di dare un “Taglio” alla messa in onda in diretta.

Infatti immediata è l’apparizione sugli scherni della pubblicità.

Il gesto del “Ventaglio Segato”, quello che abbiamo appena visto fare in diretta alla Conduttrice, è nel mondo anglo-americano, un movimento da parte di chi lo produce che sta ad indicare che si è giunti al limite delle proprie forze: sia di resistenza fisica che di resistenza mentale. Come a voler dichiarare in tal modo che “La mia impresa finisce qui”.

E’ un gesto in uso tra gli sportivi extraeuropei e molti media-comunicatori di rango politico hanno preso a scimmiottarlo anche nel nostro territorio.

Sembra che questo gesto sia stato fatto da Boris Johanson, al cospetto della Regina Elisabetta, nel momento in cui ha comunicato il parziale abbandono della teoria dell’immunità di gruppo come metodo per affrontare la pandemia del del FitusoVirus. Johnson ha fatto il gesto e la Regina ha capito che finalmente quell’imbecille abbandonava l’idea di non fare nulla per contrastare il Virus che indisturbato si stava spandendo tra la popolazione inglese. Il gesto è stato un gesto di sollievo per gli occhi della Regina inglese.

Lo stesso gesto è stato avvistato a Washington, dove un altro biondino lo ha interpretato dinanzi al Congresso Nazionale. Anche questo biondino in tal modo ha inteso accettare che la California, New York e altre località statunitensi, passassero ad una più concreta forma di lotta contro il FitusoVirus. Anche a Spaccaforno questo gesto è stato avvistato non da molto, si è trattato della Signora Concetta, che si rivolgeva ad alcuni influenti politici del passato e del presente, ma sembra che la Signora Concetta intendesse attribuire al gesto un altro significato: “Vi tagghiassi a testa a tutti”. Ovviamente in Spaccaforno si comprende lo stato d’animo della signora Concetta, che ha chiuso da poco la sua lavanderia perché accanto alla sua attività se n’è aperta un’altra la cui proprietà è di un consorzio di politici locali che lavano i panni sottocosto.

Ah, ecco è finita la pubblicità. Torna la diretta sulla trasmissione e Lei, la conduttrice è bellamente rilassata, sorridente, ammiccante a tutti denti, come sempre con la caramella in bocca, antico segno carbonaro di cui qualche volta di dirò. A gran sorpresa c’è un colpo di scena, l’ospite proveniente da Firenze, originario di Pozzallo non c’è più.

E’ andato via.

La diretta riprende con le scuse porte dalla conduttrice ai telespettatori.

Spiega: “Il signor Giorgio – nome di fantasia – ha deciso di abbandonare la trasmissione piuttosto che accettare di indossare un vestito decente, quello che noi gli avevamo fornito. Il signor Giorgio ci ha spiegato che lui i vestiti buoni li regala sempre ai poveri, quelli che incontra per strada e da costoro si fa dare gli abiti lerci e usati, per sentirsi povero come i veri uomini santi, come i veri cattolici che donano ai poveri non solo amore ma anche sostanze di sostentamento.” Lei fa una pausa e chiede di essere inquadrata. La camera stringe solo sui suoi occhi ridenti e fuggitivi e si odono queste parole: “Ora, se da una parte la Redazione della trasmissione può comprendere la nobiltà caritatevole di un signore Giorgio definito: ‘il pesce rosso nell’acquasantiera’ o ‘il bolscevico del vangelo’ o ‘il sanculotto eucaristico’, ci appare di poter comprendere lo Spirito “Evangelico, Eucaristico bagnato d’Acqua Santa” di questi, ma non accettiamo l’integralismo di un ‘Ostinato bolscevico, dall’istinto sanculottiano, mutanghero come un pesce rosso’. Quindi lo abbiamo lasciato andare via e ci facciamo noi un nostro Signore di Fantasia che chiameremo Giorgio. Show must go on

La telecamera inquadra la busta, poi la sala vuota e poi di nuovo la conduttrice che ammicca al pubblico televisivo e fa l’occhiolino.

Lei prosegue.

Ma non temete, abbiamo pronta la controfigura è già qui. Il tempo di truccarla e vestirla a tipo ‘Pupo’ e la mettiamo sul divano. Lo SHOW MUST GO ON, tanto non serviva a nulla avere qui quel signor Giorgio vero, ma chi si crede di essere. E poi diciamocelo chiaramente, sono io che scrivo i testi qui, loro ripetono soltanto quanto io prevedo per loro! Eccheccazzz! Quindi … avanti … il signor Giorgio di Nostra Fantasia è qui e può entrare. Intanto vediamo se qualcuno ha risposto all’appello voluto dal Giorgio che è andato via.”

“Piero, il signor .. Diò, ha accettato l’invito?”

“No Maria, il signor Diò non ha accettato l’invito”

“Piero, la signora Maria ha accettato l’invito?”

“No, Maria, la signora Maria si è resa irreperibile, sembra stia sorvolando l’Italia su un aereo dell’Aeronautica, ma la notizia è infondata. La verità è che la signora Maria non siamo riusciti a trovarla.”

“Piero, il signor Signor ha accettato l’invito?”

“No Maria, il signor Signor è rimasto impigliato in una contesa di condominio tra due fazioni che si contendono l’autenticità di una sua Polaroid e non è potuto venire in trasmissione.”

“Piero, il Signor Francesco ha accettato l’invito?”

“No Maria il signor Francesco, non ha ritenuto opportuno partecipare: visto che gli altri ospiti previsti in trasmissione avevano declinato l’invito. Quindi anche il signor Francesco, in sinergia di intenti, a motivato la sua assenza dicendo che non può mettere piede fuori a causa del CoronaVirus.”

“Bene Piero, … il Sindaco di Firenze ha accettato l’invito?”

“Si Maria, il Sindaco di Firenze ha accettato l’invito ma non è qui perché al momento è nei camerini e si rifiuta di uscire perché impegnato in una diretta Facebook insieme a Salvini. Loro due se la intendono da quando entrambi hanno iniziato a parlare con i gesti delle mani, usando la lingua del primate Orango Shantek. Visto come se la intendono mi pare brutto disturbarli.”

“Capisco Piero, ma almeno … il Sindaco di Pozzallo ha accettato l’invito?”

“Sì! Maria, Il Sindaco di Pozzallo ha accettato l’invito. Gli abbiamo già spiegato che dall’altro lato della busta ci sarà un Attore che interpreterà quello che avrebbe dovuto essere il vero protagonista.”

“E, quindi … il Sindaco è d’accordo? Incontrerà il falso Signor Giorgio?”

“Sì! Maria. In assenza di un Signor Giorgio vero … il Sindaco di Pozzallo che è persona pratica, si è reso disponibile a incontrare un Attore. Mi ha detto che da piccolo ha fatto molte esperienze nel teatro dell’oratorio ed è naturale la sua partecipazione ad uno Show che must go on! A condizione che lo facciamo parlare del dramma dei migranti.”

“Bene Piero, fallo entrare, finalmente qualcuno … Altrimenti mi toccava fare accomodare il prossimo ospite. Anzi indicazione per la regia, fate preparare il signor Corona, Corona Virus è il prossimo in scaletta.”

23 marzo 2020
© Saro Fronte