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Botta di Bianca

Postato da saro fronte  |   28 marzo 2006

– Racconto Breve -

Erano le tre del pomeriggio.
Nella piazza assolata, seduti al tavolino sotto l’ombra della palma del BarMexico70, c’erano Don Pietro il Ciclope, Carmelo Scannò ed Enzo u Minchino che, dietro agli occhiali da sole, si gustavano la granita di limone.
U Minchino era così chiamato non per via dell’inchino che era solito fare alle signore. L’inchino era una sceneggiata che Enzo si era ingegnato per fornire un’altra origine al soprannome.
La ragione vera del minchino era, invece, per via della sua minchia che così era stata definita, a seguito della clamorosa sbronza di champagne, dalla Parmigiana, durante i festeggiamenti per l’elezione di Don Pietro il Ciclope a Presidente della Provincia. La Signora di Parma, dopo essersi fatta infilare dall’intero Direttivo della Libertas, derogò al segreto professionale uscendosene con la storia che Enzo aveva la minchia più piccola tra i cristiani del Partito.

La macchina procedeva contromano percorrendo lentamente la stretta lingua d’ombra che le case basse e tozze rubavano all’asfalto deserto del Corso.
Il volume degli altoparlanti a tromba, montati sulla Fiat 127 verdina, era al massimo: “Questa Sera, Alle Ore Venti, Per Il Partito Comunista Italiano, Chiuderà La Campagna Elettorale, Il Compagno Peppe Scimerri, Segretario Del Partito e Candidato Al Rinnovo Dell’Assemblea Regionale”.
L’annuncio giunse netto ai tre seduti in piazza, tanto che si infilò, pure, su per tutte le filazze delle persiane delle case del Corso: arrisbigghiando anche il più addummisciutu tra gli appisolati.
Don Pietro Ciclope ebbe una botta di tosse e la gioia gli sboccio dall’occhio che principiò a ridere come la vela appena issata quando va a pomiciare col vento in poppa.

“Vi è piaciuta la pensata, Don Pietro?” chiese Enzo.
“Tu li mandasti? Enzino.”
“Voscenza, sì. ‘Mpocu di bianca per il naso ci detti al figlio del cornuto e ora lo sentite come canta con la macchina del padre?”
“Bravo, bravo! A tutti ce li sta scassando i santissimi” disse Don Pietro sganasciandosi.
Carmelo Scannò rideva pure, seguendo l’umore di Don Pietro, ma quant’è vero Iddio non aveva capito nulla.
Don Pietro, goduto si stiò l’occhio e sentenziò: “Dopodomani, quando festeggiamo la vittoria ci dico alla Parmigiana di ridarti i centimetri che ti ha nascosto. Cazzuto sei oramà.”.

“Botta di Bianca” è un racconto – tutelato da © copyright


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