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Da giovedì santo ma io preferisco andare al mare di venerdì!

Postato da francesco lauretta  |   10 aprile 2006

domani, martedì e mercole sarò a TO. Giovedì mattina sarò a MI per ritoccare la mia beata Ludovica, quella modicana che mostrerò il 20 maggio. La mostra doveva tenersi il 23 apri e anche per questo ho rinunciato alle processioni paesane. Oggetto donna. Femminile, sapete già il titolo al neon rosa su 5000 mq. di moquette rosa. Ascolto Radio Rai Tre. Il solito programma di Arrigo Quattrocchi se non ricordo male. Il violino di Accardo graffia l’aria intorno e Canino butta brillanti note come a calmare la tensione crescente di questa notte, domani, già domani sera, a TO hanno festeggiato venerdì notte, non so domani ma non intendevo scoprire queste debolezze paesane, di questo piccolissimo paese intendo. Giovedì la festa sarà vostra. Venerdì. Fa sempre uno strano affetto quando non ci è possibile provare quella vita, quella unica ragione di vita per l’ispicese – o spaccafurnaru – debole di cuore ma, tant’è vero, anch’io sento questa lieve vertigine perché, come mi sono abituato negli anni, credo di risolvermi andando a sbandare su cose belle come, chessò, a visitare il museo di Brera a sbavare davanti all’opera del Veronese o di Tiziano o al museo dell’Accademia di Venezia o chissà dentro dove. Insomma, spiro i miei sensi altrove e su cose straodinarie per sfuggire questa debolezza, della festa di giovedì anche se, ultimamente, preferisco le feste forestiere come quelle di Scicli o dei misteri d’Enna. Sempre isola però. Bene scenderò lo stesso [ma non ditelo in giro] e visiterò la notte tutte le notti che sarò lì proprio quando voi avrete consumato le vostre cassate, le uova rotte eccetera sarò lì quando le bande avranno smesso gli strumenti e le marce a morto e quelle della gioia saranno appena smesse dalle grecchie, smesse per un anno e chi ci sarà vedrà e ascolterà per il prossimo, sempre lo stesso tempo. Forse è anche per questo che ho iniziato a dipingere ma non credo. So di certo che durante quest’anno verranno a mancare anime a me care, carissime. Perderò qualcosa quest’anno. Forse troverò dell’altro. Mi piace rifugiarmi di giovedì dentro un museo. Riconosco intorno la storia, i miei fantasmi e compagni e tanto ringrazio per questa mancanza. L’ultima volta che fui giù, due anni fui, rimasi stupito e assai divertito per i teatrini che ormai avete compreso dentro la passione. Il due aprile a mezzodì andai a parlare coi morti, giù, a trovare tutti giù, u Ciciru, mio Zio (eri così bello l’ultima volta che ti avevo visto al matrimonio di S e Lenor.. ! Saro, adesso ricordo, fu proprio in quella occasione che ci ri incontrammo, rammenti? Tu eri e la tua splendida famiglia..), i miei nonni, mia nonna [Americana] appena fresca di terra, ci andai più volte e ricordo bene, benissimo quanto conforto provai a salutare tutti a guardarli negli occhi a farmi raccontare da tutti le loro storie dei loro sogni sepolti di quelli riusciti e dimenticati salutai tutti e pensai alle feste a quelle feste che tutti noi abbiamo vissuto trascorso e che ci trascorreranno sempre.. E’ appena lunedì, le zero:59. Dormite? Sperate sognate desiderate, morite? Ho smesso di fumare. A volte la vita ci riserva sorprese. Buone feste a tutti se potete.


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