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Mattanza – Peppe il Rais

Postato da saro fronte  |   7 maggio 2006

Tutti i diritti sul presente racconto sono riservati dall’Autore :  © Saro Fronte

Sentii che chiamavano varie volte qualcuno col mio stesso nome, invitandolo ad imbarcarsi al più presto. “Antonio. Antonio, vieni” vociavano gesticolando dal mare.
Ero da tre giorni sull’isola e non immaginavo che si stessero rivolgendo a me.
Mi guardai intorno cercando di capire se vi fosse qualcun altro sul molo.

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Albeggiava, il cielo era pastellato per via dell’umidità nell’aria, mentre il tufo della vecchia tonnara era ancora immerso nello scuro sonnecchiante.
“Antonio!” Urlarono nuovamente dalla barca. Questa volta distinsi una voce femminile tra quelle che chiamavano.
Affrettai il passo per raggiungere il natante ancora ormeggiato al pontile.

Mentre mi avvicinavo riconobbi la sagoma dell’uomo ai remi, era Peppe il “Rais”. La sua leggendaria fama di capo dei tonnaroti aveva preceduto il momento in cui poi l’avrei visto, nella mia prima sera a Favignana.
Alla trattoria La Nassa nelle foto della Mattanza, che erano appese alle pareti del locale, avevo avuto modo di osservare l’imponenza fisica di quell’uomo in azione. Quando più tardi il Rais entrò nella trattoria stentai a riconoscerlo, ma dal mormorio degli altri turisti capii ch’era lui. Attraversò la sala affollata ed il suo passo era lento come se la stanchezza accumulata negli anni avesse presentato il conto in un’unica soluzione. Un che di torbido nella sua espressione. Forse per via di quella strana obliquità delle palpebre che rendeva i suoi occhi forzatamente spalancati nello scandagliare le persone, lessi nei suoi occhi tutto l’odio che nutriva nei confronti dei turisti.

A pochi metri dalla barca riconobbi Ilaria, appoggiata alla sponda di poppa. L’avevo conosciuta durante la traversata per raggiungere l’isola. In meno di un’ora mi aveva raccontato per ben due volte la sua vita, facendo affondi nell’esistenza di molti che fino a quel giorno l’avevano frequentata. Quando seppi che avevamo prenotato nello stesso Bed & Breakfast non ebbi neanche modo di pensarlo che già avevo deciso di trovarmi un’altra tana.

Era stata lei a riconoscermi per via dello stesso cardigan arancio e del cappello blu che indossavo anche sul traghetto.

“Facciamo un’escursione alla secca del tonno, ti unisci a noi Antonio?”
“No grazie Ilaria, preferisco fare una passeggiata e poi non so nuotare” risposi sorridendo.
“Ti perdi un evento storico, Antonio, è la prima volta che il signor Rais accetta di accompagnare una turista per mare” rincalzò lei.
L’idea di essere protagonista di un evento storico, non smosse nulla in me. Lei era felice probabilmente per l’impresa di essere riuscita a convertire quel primitivo alle nuove richieste del mercato.
Il Rais guardava il mare come a dirmi che della mia presenza a bordo non gliene fregava un cazzo.
Declinai, l’invito.

Ero nel casino del traffico di Napoli quando alla radio diedero la notizia del cadavere massacrato di una turista spiaggiatosi a Favignana. Avevo il numero, chiamai.
Seppi che erano giorni che alla trattoria La Nassa, del Rais, non avevano notizie.


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3 Commenti a “Mattanza – Peppe il Rais”

  1. Gianluca Scrive:

    Staminch… qui ci vuole proprio…

  2. Gianluca Scrive:

    Saro posso fare la domandina per essere aggiunto come autore? :-D

  3. saro fronte Scrive:

    O.K. Gianluca, fai la domandina. In rispostina: iniziamo dall’Ospite, che ne dici?

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