ghiaccioli di luglio
Venerdi 14 ore 21.30 ad Ispica – Villa Anna c.da Graffetta
NOTE DI NOTTE -festival
Il terrone, l’ebreo e lo zingaro
Concerto di
Roy Paci, Frank London, Boban Markovic e la B.M. Orkestar
Prezzo del biglietto € 20,00 -
Il biglietto lo paga chi non è riuscito ad avere un coupon omaggio -
Biglietti omaggio presso le note segreterie e liberi rappresentanti di Ministeri, Regione, Provincia e Comuni.
Fatevoi.
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Se vi trovate a Palermo, invece, vi segnalo
BAMBU’: BOTANICA, DESIGN E ARCHITETTURA
Mostra itinerante presso l’Orto Botanico dell’Università di Palermo
inaugurazione il 28 luglio 2006, verrà presentato il manuale ipertestuale Bambù: botanica, design e architettura a cura di M.L.Conti- A. Nigro- M. Speciale edito dalla Nuova Ipsa Editore e il maestro Dario Lo Cicero eseguirà con strumenti in bambù da lui stesso creati un concerto dal titolo “Concerto in forma di bambù”.
Tra l’altro vi segnaliamo:
ARCHITETTURA CONTEMPORANEA. Vengono presentati alcuni esempi di architettura contemporanea dove il bambù riveste un ruolo principale sia strutturalmente che formalmente: Kengo Kuma, YungHoChang-Atelier Feichang Jianzhu, Simon Velez, Marcelo Villegas, Renzo Piano, Shoei Yoh + Architects, Jorg Stamm, e molti altri.
A cura di Alessandro Nigro
DESIGN CONTEMPORANEO. Bruno Munari, Ross Lovegrove, Christoph Tönges, Marcelo Villegas, Paulo Bustamante, Josè Paris, …
A cura di Alessandro Nigro

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Articoli
13 luglio 2006 alle 18:06
Meno male che esiste ancora gente che si stupisce per queste cose!!!Il biglietto omaggio ormai è un classico di certi ambienti ispicesi, il problema non sono tanto i biglietti omaggio ma il fatto che magari ci va gente a cui non frega assolutamente niente dell’evento….ma tanto è GRATIS. Buon concerto a tutti e diciamo grazie agli organizzatori del festival per aver portato una ventata di novità e qualità in zona.
15 luglio 2006 alle 05:56
Si parla di musica e politica. E devo intervenire.
Mi presento: io sono Josè Giuseppe Bellisario, abito ad Ispica, ho 25 anni, studio quello che mi va e lavoro quando capita. Fatte le presentazioni non vado subito al dunque. Leggo spesso questo blog ma non intervengo mai, come faccio del resto in tutti i blog che leggo. La prima volta che sono venuto qui ho etichettato questo sito come “interessante”. Col passare del tempo i voti sono peggiorati. Sono peggiorati perché nel mio dizionario personale la frase “ sito interessante” equivale a “qualcosa che mi fa pensare” o “che mi apre la mente” o “dibattito tra persona erudite su punti di vista differenti”, ma, senza offesa, qui non c’è niente di tutto questo. C’è solo qualcuno che scrive e tutta una serie di persone che gli danno ragione “scontatamente”. La colpa non è dei commentatori, intendiamoci, io la attribuisco ad un modo sbagliato di scrivere del blogger che, proprio all’interno del suo intervento, chiude tutta una serie di strade che potrebbero portare a commenti di idee diverse. Come in questo caso. E grande è la fatica che sento nel dire ciò che penso (che va in contrasto col pensiero del blogger) cercando di evitare lo scontro violento. Scrivere “Il biglietto lo paga chi non è riuscito ad avere un coupon omaggio” mi trasmette frustrazione, rabbia e senso di inadeguatezza che per mia natura devo combattere. La cosa, poi, mi riguarda personalmente perché, stasera, sono stato combattuto tra ascoltare un po’ di buona musica live e Roy Paci che non mi garba tanto. In questa mia indecisione sono andato nella famosa segreteria chiedendo se ci fossero biglietti omaggio e, stranamente, stavolta non ce n’erano. Ho cambiato i piani della serata e mi sono divertito ugualmente. Ebbene si, io sono il classico tipo che va a chiedere i biglietti nella segreteria di Forza Italia, il target di persona che non è proprio da spaccaforno.it. Ma sono costretto a scrivere per chiarire un po’ a tutti, qui, le idee. Io mi sento uno dei più grandi conoscitori di Musica di Ispica, assieme al mio amico G. Lentini, assieme a Lino (il proprietario del tabacchino in via Vitt. Veneto), assieme a M. Prati (Fonico di Pozzallo) e pochissimi altri. Tra questi pochissimi altri spicca (solo qui dentro) il nostro Innocenzo Leontini. Ricordo bene quando è diventato il mio mito personale: io facevo piano bar all’Arà e, a fine serata, arriva questa persona che, allora, conoscevo solo con la fama di politico “cattivo e potente”. Mi trovavo seduto di fronte alla mia tastiera, finisco il pezzo, si avvicina e mi domanda “Posso suonare qualcosa io?” e ricordo benissimo quello che ho pensato “Tu vuoi suonare? Pensi di saper usare questo aggeggio?” Ma siccome era il “Cattivo e potente “di turno”” dissi di si. Mi allontanai un po’ indispettito dal fatto che non potevo dire di no, e avvicinandomi verso il bancone sento suonare Musica che ascoltavo solo nei cd, molto più in la del mio livello, molto vicino ai professionisti del Jazz. La cosa mi sconvolse tantissimo: non può, un “cattivo e potente” suonare il piano così bene…Vedete chi ama (e suona) la musica la ama sempre e anche se nella tua giornata hai milioni di impegni, a fine serata, li trovi sempre 10 minuti da dedicarle. Ora ditemi quanti di voi, quando si sono trovati a parlare 5 minuti con Innocenzo, hanno parlato di Musica…Nessuno? No. Io. Abbiamo discusso suo vari Gary Burton, Pat Metheny e John Coltrane con una naturalezza che non puoi aspettarti mai da un politico… ma da un intenditore.
Perché ho scritto tutto questo? Perché, se nel mondo esiste una sola segreteria politica che MERITA i biglietti omaggio, ebbene è quella di Ispica. Io lo so, e ora lo sapete pure voi.
Quando ero piccolo, anche mio papà, da sindaco, aveva dei biglietti omaggio. Ricordo perfettamente quando veniva il luna park: lui mi diceva “(prendendone uno) questo è per te, e questi sono per i tuoi amici (prendendone 20)” nella mia infantilità gli facevo notare che non avevo 20 amici da portarmi appresso, e lui, pacato, mi diceva “allora tieniti quelli per te e per i tuoi amici, gli altri li regali agli altri bambini prima di entrare” e lo facevo. E lo faccio tutt’ora, certo i biglietti non me li dà più lui, ma ho altre persone che pensano a me… e a tutti i miei amici, che, per chi non lo sapesse, non hanno dato mai un voto a destra. Se volgiamo dirla tutta, e concludo, anche l’ex sindaco di Ragusa Tonino Solarino, quando vinse le elezioni, per festeggiare, chiamò Sergio Cammariere che fece un concerto STUPENDO ai piedi del castello di Donnafugata e non penso che nella sua, di segreteria politica, mancavano i biglietti omaggio.
Niente di personale.
15 luglio 2006 alle 13:09
Ciao Josè, ti manifesto preliminarmente la mia gioia nel trovare su spaccaforno.it un tuo commento palese. Se hai deciso di partecipare commentando un post del blog, finalizzato a “chiarire le idee”, non posso che essere contento e per più motivi. Il primo in assoluto è quello che tra i tanti blog che leggi senza commentare questo è riuscito a smuoverti al punto di decidere di partecipare, e per un blog che vuole essere una “piazza luogo di incontro – delle idee” è certamente un risultato che va nella direzione del motivo di esistere del luogo stesso.
Personalmente non amo le etichettature, giusto perché cerco di evitare che i pregiudizi abbiano la meglio sui giudizi, e lascio che la mia opinione si formi quanto più liberamente possibile.
Per quanto mi riguarda non ho l’ambizione di partecipare a questo blog con interventi che siano sempre univocamente “interessanti” o interessanti come sfoggio, o prodotto, di erudizione.
Non credo che tutte le cento persone che, in media, quotidianamente transitano per Spaccaforno.it siano appartenenti ad un solo target di frequentatori. Se, come dici, segui il blog e vivi ad Ispica, avrai certamente notato che tra i commentatori tra quelli che si firmano con nome e cognome puoi trovare persone molto vicine ad ambienti politici di “Destra”, come ritrovi persone che esprimono e si collocano con idee diametralmente opposte.
Credo che un piccolo torto il tuo commento lo faccia e abbastanza gratuitamente, là dove dici che qui c’è chi “posta interventi” e chi “scontatamente” gli da ragione. Temo che tu non ti sia soffermato abbastanza sui post e sui commenti che hanno attraversato questo semestre di vita del Blog. E’ nell’evidenza del sito come ci siano stati confronti di idee e non dictat di pensieri.
C’è un post, nel blog”, dove si è discusso di un brano scritto da quel gran compositore che fu tuo nonno, ed è – sia elogiata che criticata – l’esecuzione che ne fa (pensa un po’, proprio quel Roy Paci che si è esibito ieri sera a Villa Anna). Così come non credo che le persone che citi come conoscitori di musica siano i soli (lo saranno di tua conoscenza, no?), di mio posso dirti che il Lino che nomini è anche una grande voce, che ha cantato con varie formazioni dove il sottoscritto e quell’altro Autore del sito che è Pietro hanno suonato. Potrei anche dirti di aver ascoltato varie volte le esecuzioni di Innocenzo Leontini (ottimo jazzista) così come egli ha ascoltato e richiesto varie volte le prestazioni della “Rag Time Hyblea band” (formazione dove fino a poco tempo fa ho suonato), o raccontarti del perché egli ha un fratello che porta il nome di un jazzista.
Ma temo di perdermi nella immancabile nostalgia che aggiunge un’aura di bellezza ai ricordi.
Se il tuo giudizio globale vuole essere soltanto per l’ultimo post, cioè questo che hai commentato, allora posso in parte essere d’accordo con te. Più che di un post si è trattato della comunicazione di un concerto interessante, con l’indicazione su come eventualmente evitarsi il dispiacere di potersi sentire “frustrati” una volta davanti all’ingresso per il concerto, dove sarebbe potuta insorgere “rabbia” ed “inadeguatezza” nel vedere che un’alta percentuale dei presenti avrebbe avuto un ingresso di cortesia, risparmiandosi il prezzo del biglietto.
Nel 2004 al concerto di Stefano Bollani, nella cornice di Villa Anna ad Ispica, ho assistito personalmente alla lunga sfilata delle persone che entravano gratuitamente. Non è stato piacevole vedere le facce di quei pochi che pagavano il biglietto. Di mio ho adottato una variante, né biglietto omaggio – né biglietto pagante, mi sono imbucato per una visita ai giardini e da lì nessuno mi ha chiesto il ticket per accedere all’atrio dove c’era il concerto. Mi pare di ricordarmi che c’eri anche tu a quel concerto.
Condivido il tono tranquillo che hai usato nel tuo commento, e ti ringrazio, se c’è una cosa che cerchiamo di evitare in questo posto sono i toni “eccessivamente” sopra le righe e gli insulti personali.
Di un ricordo non voglio privarti, sai – tu eri piccolo – ho conosciuto tuo padre, ma non l’uomo pubblico che faceva politica, l’ho conosciuto un suo volto più familiare. Egli veniva nella sua radio “Radio Gamma” è non perdeva mai la pazienza con Piero e con me, neanche quando il nostro accento siculo resisteva alle carteggianti lezioni di dizione che volentieri ci forniva.
Niente di personale.
15 luglio 2006 alle 22:32
ammazza che modestia!!!i più grandi conoscitori di musica a Ispica!!!non oso nemmeno continuare a commentare l’apetto meramente musicale dell’evento!!!!
Comunque l’ammissione di certi meccanismi non rende che vomitevole la cosa!Continuate pure così e vedremo dove si arriverà…dimenticavo che certe cose sono troppo radicate per essere estirpate o per far indignare qualcuno.Questi favoritismi devono finire perchè il sistema non funziona solo per i biglietti omaggio ma credo che valga un pò per tutto. E sinceramente credo che si debba dare la possibilità di godere di certi eventi anche a persone che effettivamente non possono permetterselo…Buone vacanze a tutti
16 luglio 2006 alle 22:17
Il mio pensiero:
L’arte è una cosa che arricchisce, e pertanto sarebbe giusto che ne potessero fruire tutti, sempre.
MA
Gli aristi, e tutti quelli che lavorano intorno all’arte, devono campare.
QUINDI
Perché l’arte resti una cosa fruibile liberamente da tutti e gli artisti e quelli che lavorano intorno all’arte possano campare, occorre che qualcuno si occupi di sovvenzionare adeguatamente il mondo dell’arte…
COME?
Al momento vedo l’unica soluzione nel prelevamento all’uopo dei fondi pubblici, con tanto di fondo previdenziale pensionistico, così come accade in Germania. Non dico che è l’unica soluzione, ma che è l’unica che conosco io.
ORA
In Italia va così?
NO. In italia non va così. Il mondo magmatico degli artisti riceve delle modeste sovvenzioni in base alle ripartizioni del fondo unico per lo spettacolo, ci arrivano solo i grossissimi teatri, e stop.
QUINDI?
Per far campare gli artisti, al momento, in Italia, è GIUSTO che si faccia pagare il biglietto.
Non ci sono cavoli.
Andiamo avanti.
Se io organizzo un evento, putacaso Notedinotte, e il Ministero, la Regione, la Provincia, sei Comuni mi patrocinano il mio evento, io avrò cura di far avere presso le varie sedi ministeriali, regionali etc etc etc vari biglietti omaggio per partecipare al mio evento. PERCHE’?
Perché mi sembra “carino” invitare i rappresentanti istituzionali che hanno creduto nel mio evento. Non la vedo come un losco scambio di favori, o come il vomitevole ciarpame che è stato definito da huling. La vedo come una cosa che io in prima persona farei, perché, semplicemente, mi farebbe piacere fare, perché la trovo una cosa gentile, non dovuta, non coatta, ma semplicemente gentile.
Ci viene gente a cui non gliene frega niente dell’evento?
Peggio per loro, che si annoieranno e non sapranno apprezzare quello che di bello succede sul palco.
Non è rispettoso nei confronti di chi si esibisce?
E’ vero, ma tra il pubblico c’è anche chi sta sbavando per chi si esibisce, che di sicuro non ha bisogno del plauso delle 4 mummie che si addormentano, ma dell’apprezzamento sincero degli appassionati, che comunque non mancheranno di esserci.
E’ frustrante per chi invece paga? Sì, ma tornando al punto di cui sopra, se gli artisti devono campare, qualcuno deve pagarlo, sto biglietto.
Io sono pronta a farlo. Ero pronta a farlo venerdì, ma non sono potuta andare perché lavoravo. Sarò pronta a farlo nei prossimi appuntamenti, e COMUNQUE, se qualcuno della segreteria di Forza Italia o dei DS o del partito della patata mi offrirà un biglietto omaggio, io non mi vergognerò di accettare, perché quell’ingresso omaggio sarà utilizzato da una persona che amerà molto stare seduta lì ad ascoltare i vari Bollani, Finardi, Buena Vista Social Club, Nonsolotango etc etc.
E poi, per parte mia, riterrò più utile che il “sistema” si mobiliti per rendere realisticamente più accessibile a tutti queste manifestazioni. Realisticamente, però. Qualcuno vede altre soluzioni a parte il fondo pubblico (e l’imboscamento tra i giardini;-)?)?
17 luglio 2006 alle 15:05
Ciao Clara,
interessante il sofisma che svolgi, dove le “Istituzioni” diventano dei Mecenati. Ritengo che questa forma di mecenatismo sia, però, di basso profilo, è non debba considerarsi l’alternativa al mancato assolvimento di un ruolo più “alto” – più politico se vogliamo-. Cioè, quello che sopperisce al mancato svolgimento di una più equilibrata distribuzione delle risorse economiche destinate allo “spettacolo e all’arte” (seguendo il modello tedesco – che indichi tu stessa).
Il problema, per come la vedo io, non è da relegare nella legittimità della distribuzione dei biglietti gratuiti, o nella correttezza del pagare un biglietto per godere di uno spettacolo. Certo che i biglietti vanno pagati, per i motivi che indichi (così come i CD vanno ascoltati solo se originali, così come i programmi per PC vanno installati solo con licenza. Tutto corretto, per carità. Ma poi insorge quel meccanismo che ritenendo iniquo il prezzo dei CD può far scattare la molla che porta all’ascolto di quelli masterizzati, così come si può scegliere di installare nei PC programmi “free” in alternativa a quelli delle major informatiche).
Quando riprendo l’argomentazione che possa insorgere “rabbia” o “inadeguatezza”, mi riferisco al fatto che a parità di amore per la musica ci possano essere varie possibilità di diventarne fruitori. Per ipotesi, penso a due salumieri che intendono ascoltare lo stesso concerto, ed entrambi vanno a ritirare il biglietto: uno al botteghino, e l’altro dall’amico politico. Poi un giorno, ad un bel convegno, che ne so “sulla valenza dei pistacchi di Bronte come valore aggiunto nella qualità della mortadella romagnola”, i due salumieri si incontrino e finiscano per parlare dell’aperitivo e della musica di Villa Anna, e chi ha sempre pagato per assistere agli spettacoli si sente appellato come “salame” da quell’altro (furbo) che non ha mai scucito un euro per farlo. Non si sentirà effettivamente un “salame” chi ha dovuto mantenere l’Arte finanziandola di tasca propria, quando invece c’è chi l’arte se la gode perché pagata con i soldi pubblici?
Certo, sarà nobile (e dovuta) l’azione di chi paga di tasca propria, così come sarà un furbo (o un integrato al sistema) chi scuce aggratis il biglietto. Ma un retrogusto di “salame” se lo sentirà addosso chi ha sempre pagato di suo, per assistere insieme alle manifestazioni anche al piccolo comizio del “mecenata” politico di turno.
17 luglio 2006 alle 17:25
Socraticamente credo che se una regola c’è, quasta vada rispettata comunque, buona o cattiva che appaia. E dunque aggirare l’ostacolo botteghino è da considerare una scorrettezza.
Vantarsene, e consigliarlo pure, può essere considerata una leggerezza, se non una sciocchezza, che farà aumentare i controlli agli ingressi laterali delle ville che ospitano il festival.
Credere che gli organizzatori non abbiano occhi per leggere sul web, infine, è davvero una ingenuità…
Stefania Pilato
Ufficio Stampa Note di Notte
17 luglio 2006 alle 19:26
Socraticamente sarebbe proprio un gran bel Paese l’Italia, non credi Stefania? Ma, tant’è (sicuramente un Paese di rare bellezze artistiche e naturali, e di tante ombre e squarci che lo rendono meno bello di un Paese normale).
Nel post non si è indicata alcuna via per eludere la sorveglianza, semmai si è detto che il biglietto costa ” € 20,00″ ed “Il biglietto lo paga chi non è riuscito ad avere un coupon omaggio”
Come vedi non si è tracciata alcuna via per entrare abusivamente. Il fatto di aver detto che, dopo lo svolgimento dell’evento di quest’anno- dagli ingressi laterali nel 2004 non c’era nessuno a controllare, non è una vanteria, ma una constatazione. Per me la serata poteva finire godendo dei magnifici girdini della villa, quella sera aperti al pubblico.
Sulla presunta ingenuità “che gli organizzatori non abbiano occhi per leggere sul web”, nessuna ingenuità, avete un bel sito, e, come potrai vedere su spaccaforno.it non sei la prima organizzatrice di una manifestazione che viene a farci compagnia.
Complimenti per il programma di quest’anno.
Ho programmato di assistere ad uno dei prossimi appuntamenti in scaletta.
Grazie per essere intervenuta.
17 luglio 2006 alle 20:00
Stefania, credimi, io ti capisco. Io sono un tipo che va a vedere non meno di 10 concerti l’anno, considerando che in media costano 30 euro a biglietto, e considerando che molti non sono in provincia di Ragusa, ma a Catania o Palermo… dunque… un per tre, tre… si: in un anno, minimo spendo 600 euro solo a concerti: pensi che io rifiuti un biglietto omaggio? o che comunque non cerchi il modo di non pagare il biglietto? Se posso lo faccio… e come me, lo fanno centinaia di persone. Io spero che il tuo obiettivo (quello di far pagare tutti) vada per il meglio. Già mi immagino la faccia dei soliti che non pagano, fermati al botteghino, costretti a sborsare 20 euro! E se ti dicono “lei non sa chi sono io!” che fai? Io lo so che faccio: rido da morire fino a svenire!!! Evvabbè sogniamo. Comunque io non mi complimento per il programma di quest’anno, anzi, sono rimasto un po’ deluso: è da tanto che seguo la vostra manifestazione, e penso sia la più rilevante musicalmente in zona, la più ricercata e la più… bella proprio da sentire e vedere. E ogni anno aspetto il programma come aspettassi la lettera della mia amata. La più colta musicalmente, ecco. Quest’anno penso sia cambiato qualcosa… non so che cosa, ma non è la stessa degli altri anni… forse pur di far venire qualcuno di più famoso si è tralasciata l’anima della musica. Per carità, niente da dire sul livello di ognuno, penso solo che il “live motive” di quest’anno non è quello degli anni passati. E’ solo l’opinione di uno che, pagando o no, vi ha seguto sempre con stima.
18 luglio 2006 alle 23:17
Salve a tutti, per mancanza di tempo non ho avuto modo di seguire il blog nell’ultimo periodo… di pareri personali se ne dicono tanti, vi sparo a mezzacanna uno pure io tanto che volete che sia… ticket free o non free la cosa non cambia… se na cosa piaci, ti ni futti e ta vai a taliari!!!
Un paio di anni fa approposito di omaggi segreterie e compagnie belle sono stato ad un Concertone di 5ore non stop dei Dream Theater in tribuna Vip con un’amico aggratis… il senso di tutto questo qual’è? ripeto… se na cosa piaci, ti ni futti e ta vai a taliari!!! Ma cos’è una gara a chi ne sa di + sulla musica??? Quando soldi non ce ne stanno fate come me, un bel cd, volume adeguato, penombra, un paio di birrette e se chiudi gli occhi vedi che appagante lo stesso…
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