il blog di ispica [rg]

Per tutti.

Postato da francesco lauretta  |   10 agosto 2006

Ieri sera, quasi notte, non so dire cosa fosse, le 22 forse le 23, alla Comunardi ho preso un Dvd di Buster Keaton, un libretto di poesie di Bonaviri e poco fa, adesso quasi – forse non rispetto i tempi, – ho letto una poesia a pagina 90, Per Emanuele. Ridisegno gli ultimi versi perché,

Ora te ne stai a mezzanotte
seduto a guardar scorrere
televisive immagini, e, forse, pensi
al fioco passar delle ore interrotte
e dissolte dall’arrivo della sonagliera
del silenzio che vibra nella stanza.

, perché era mezzanotte.

Mi sono alzato. Mi sono appostato qui. Mi sono collegato e ho letto una e-mail di Andrea C.
Ho letto quanto Clara ha impostato.
Valerio.
Mentre leggevo ho sentito il terzo movimento, il Poco Allegretto della terza sinfonia di Johannes Brahms, un motivo che tutti conoscete, avete ascoltato almeno una volta nella vostra vita.

spaccaforno ispica.jpg
Mi sono fermato. Generalmente mi dà noia ascoltare cose note, come leggere cose note, sapere cose note. Mi infastidisce scrivere adesso perché credo di togliere spazio e attenzione (?) a quanto Clara e gli Invisibili chiedono, semplicemente chiedono.
Sono stato a Ispica recentemente. Cinque giorni. Tornerò, purtroppo. Ogni discesa è dolorosa, trovo meno, sempre meno.

Eppure mi è stato chiesto di presentarmi perché c’è qualcuno che desidera mostrare quanto ho speso per la mia avventura. Qualcun’altro è da anni che mi solletica col fatto di dimostrare quanto realizzo per questo piccolissimo paese. Carmelo mi diceva di come a Modica si straparla dell’opera di Roccasalva. Carmelo adesso è tornato in America con la sua splendida famiglia. Andrea C. da Parigi mi scrive e mi parla di Ispica. Teme qualcosa. Non svelo niente, sono cassate nostre, è il nostro modo di sentire, il ribollire dei nervi che ci agita, ci rende pazzi, furiosi, curiosi. A Ispica ci sono poeti. X mi rimprovera perché ogni tanto intervengo su questi spazi. Ah, potrei farne a meno. Lo faccio per amicizia, per Saro, per pochi altri e forse perché da qui, nella notte, come adesso, tutto questo, queste parole, quanto leggo intorno, non mi par vero, pare tutta una finzione. Chi mi dice che tanto è vero? D’altronde chi mi dice che qualcuno possa leggere queste parole? A Ispica frequento poche persone, poche, due, tre. Ne conosco meno. Perché allora -tanto- girarci intorno? Mi è stato richiesto di preparare un progetto di mostra. Non so se farò mai una mostra a Ispica. Non ha senso. Altre sono le urgenze, lì. L’ ultima opera che ho esposto a Ispica fu un piatto di spaghetti con pomodoro fresco e mozzarella, basilico. Uno stage di scultura, era il 1997, credo, al Carmine. Dicevo tanto. Dico niente adesso, non so dire, niente, Non saremo noi, come gli Invisibili noi, quelli in esubero noi, il resto di niente, noi,

…Fuori ristette la notte
con le stelle immote discese
fra rami di querce, di elci,
e in Sicilia fra gli ulivi delle valli.

Per Emanuele,
Per Valerio,
Per, ‘fanculo!


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