Volantinaggio n.2
I SOCCORSI INVISIBILI SONO PARTITI DALLA SPIAGGIA DI SANTA MARIA DEL FOCALLO E STANNO ARRIVANDO LONTANO
Le nostre parole di protesta nei confronti del modo inaccettabile in cui viene gestito a Ispica il servizio di emergenza-urgenza sono arrivate fino all’assessore alla Sanità della Regione Sicilia, Roberto Lagalla, e oggi possiamo affermare di aver messo in moto una ruota che sarà difficile fermare.
Noi non ci fermeremo. L’assessore ci ha promesso che non si fermerà.
La perdita del nostro amato Valerio si è trasformata nella lotta per il nostro diritto a ricevere le opportune cure di primo soccorso. Valerio NON PUÒ e NON DEVE essere morto invano.
Il 7 agosto scorso, insieme all’assessore Lagalla abbiamo fatto il punto della situazione del servizio 118 in provincia: le chiamate sono gestite da una centrale operativa che risiede a Catania, e che da lì smista i mezzi di soccorso.

Questo è il primo punto per cui vogliamo un cambiamento: vogliamo che chi decide delle nostre prime cure CONOSCA il nostro territorio, le nostre strade, e sappia condurci in ospedale nel minor tempo possibile sul percorso più breve. Questo NON E’ accaduto per Valerio, che, già in ambulanza, ha AGONIZZATO per le contrade di Ispica mentre il mezzo SBAGLIAVA la strada per l’ospedale Maggiore di Modica.
NON SI POSSONO PERDERE COSI’ I MINUTI PREZIOSI CHE DECIDONO DELLA NOSTRA VITA. Vogliamo che a bordo delle nostre ambulanze ci siano autisti esperti del nostro territorio, e vogliamo che chi li manda sia a sua volta esperto delle nostre strade. VOGLIAMO UNA CENTRALE DEL 118 A RAGUSA.
Valerio non ha potuto beneficiare delle cure di primo soccorso che un medico a bordo dell’ambulanza avrebbe potuto impartirgli: QUESTO NON E’ ACCETTABILE. VOGLIAMO UN MEDICO E UN INFERMIERE PROFESSIONALE A BORDO DELLA NOSTRA AMBULANZA.
Ci sono BEN VENTI medici formati l’anno scorso dall’Ausl 7 di Ragusa, pronti a salire a bordo dei nostri mezzi di soccorso. Di questi 20 medici, solo 2 sono già impiegati presso i presìdi di pronto soccorso della provincia, mentre gli altri DICIOTTO sono DISOCCUPATI, in attesa di prendere servizio sulle ambulanze. L’Ausl 7 di Ragusa ha mandato a MAGGIO una lettera all’assessorato regionale alla Sanità per sollecitare lo stanziamento di fondi appositi, per dotare 4 ambulanze della provincia dei 20 medici. 4 ambulanze per 4 comuni. ISPICA ERA IN CIMA ALLA LISTA.
Il 19 luglio scorso Valerio è stato PRELEVATO da terra (non “SOCCORSO”) da un’ambulanza DOTATA DI OGNI GENERE DI ATTREZZATURA atta all’emergenza, ma PRIVA DI PERSONALE MEDICO autorizzato all’uso della strumentazione. I nostri 20 medici pronti a prendere servizio sulle ambulanze RESTANO DISOCCUPATI. QUESTO NON E’ ACCETTABILE.
L’Assessore Lagalla SI E’ IMPEGNATO ad espletare NEL TEMPO PIU’ BREVE POSSIBILE tutte le pratiche che porteranno i medici a bordo della nostra ambulanza; ci ha inoltre ASSICURATO che le centrali del 118 verranno RIMODULATE in favore di una migliore gestione del servizio sul territorio. Ci ha dato LA SUA PAROLA che non verrà perso altro tempo prezioso.
Ora noi aspettiamo delle risposte pronte e rapide, e non fermiamo la nostra protesta. I Soccorsi Invisibili accettano le promesse MA NON SE NE ACCONTENTANO, e continuano a voler essere visti da chi, pagato con le nostre risorse, ci DEVE la tutela della vita.
Chiediamo pertanto all’Assessore Lagalla di adempiere con SOMMA URGENZA alla promessa che ci ha fatto, e chiediamo all’INTERO GOVERNO DELLA REGIONE SICILIA e al suo PRESIDENTE TOTO’ CUFFARO di stanziare con la massima PRIORITA’ i fondi che porteranno finalmente i medici a bordo della nostra ambulanza e la centrale del 118 a Ragusa.
Sono nostri diritti. La legislazione NAZIONALE e REGIONALE ci tutelano. I nostri rappresentanti devono fare altrettanto.
I Soccorsi Invisibili
» Volantinaggio n.1 I SOCCORSI INVISIBILI Siamo un gruppo di cittadini che vogliono fare
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Articoli
18 agosto 2006 alle 14:27
E’ difficile esprimersi, se non in termini di solidarietà per le iniziative che il movimento ha intrapreso.
Come dice nhjosè la solidarietà si dovrebbe esprimere anche in termini di partecipazione alle manifestazioni, ma non tutti hanno la possibilità di presenziare e quindi anche se può sembrare poca cosa, ci tengo ad essere vicino, per come posso, a questo movimento di legittima richiesta.
Ho atteso un po’ di giorni prima di farmi vivo con un commento a questo post, per il rispetto dovuto alla grave tragedia che ha ingenerato la nascita del movimento, e perché – forse – ho preferito stare zitto piuttosto che dissentire in qualche modo nei confronti della piega che ho visto prendere alle richieste.
Personalmente mi sarei astenuto dall’entrare nel merito del “dove deve essere” collocata la sala operativa che smista il traffico inviando le ambulanze, così come non avrei lasciato che una legittima richiesta diventasse “la lotta per l’assunzione dei medici precari” (e non per mancanza di sensibilità nei confronti dei medici e infermieri in cerca di occupazione, ma perché in questi termini si sposta la priorità del movimento e la legittimità della richiesta di avere un medico a bordo delle ambulanze, che così diventa una tra le tante richieste, e non “La Richiesta”).
Ho deciso di fare questo breve intervento dopo quanto ho ascoltato ieri al tg3 regionale. L’assessore regionale “quello che non doveva fermarsi”, in effetti, ha sostenuto che ci vogliono i medici a bordo delle ambulanze, e per fare ciò ha intenzione di chiudere le guardie mediche.
Ora, credo, che i rappresentanti politici di Ispica, piuttosto che cavalcare i movimenti guidandoli verso richieste che fanno esplodere e delegittimano le richieste stesse, anziché risolvere, si adoperino affinché sia effettivamente “chiusa la guardia medica di Ispica” ed in sua vece venga aperto un vero e proprio Presidio Sanitario di Pronto Soccorso (ove oltre ad esserci il medico di turno ventiquattrore su ventiquattro, c’è anche il personale paramedico e la sala operatoria di primo intervento).
Questo potrebbe essere chiesto prescindendo dall’assunzione di tale o quell’altra categoria, o dalla dislocazione delle sale operative. Siano le strutture stesse a organizzarsi, piuttosto, anche dotando le ambulanze navigatore satellitare GPS (capace di guidare chiunque nel luogo più sperduto, nel minor tempo possibile).
Solidarietà alle persone che hanno costituito il movimento: onoratelo e onorate la memoria, non lasciandovi strumentalizzare.