Notturno
Vado fuori. Non me ne frega un tubo, vado. Mi giro intorno. Vedo la notte, ascolto e vedo la notte, una zanzara volare, mi ha punto la natica. 2 dei 3 gattini scomparsi sono tornati. Del terzo nessuna traccia. Spel ( la gatta bianca che ti piace ), sta male. Perde i figlioletti morti dalla pancia, ne ho trovato uno senza collo, l’altro le pendeva morto da dietro ( bianco anche lui). Non voglio che Spel muoia così, non voglio. Marziano mi rimprovera perché uso la E maiuscola con l’apostrofo. E’ notte, quasi. Per me la notte è quando fuori non gira nessuno eccetto i fantasmi, i dannati. Un blog non si usa così. Pensate a Spel. Io ci penso. Si trova dalle vostre parti. E’ venerdì, ancora quella dannatissima E, Marziano prima o poi mi scanna. Abbiamo lavorato ieri sul video, PRIVATO. La notte gialla, lì, ma potrebbe essere ovunque. Abbiamo costruito un film nero e giallo, divelta la notte [ciao Andrea, ti abbraccio Andrea, ho ascoltato tutto il cofanetto oggi: This Heat.], Ines, la povera vecchietta ha mangiato il suo primo cono gelato a 83 anni. Ne ha mangiati due, non capiva che sapore avesse ma non ha fatto in tempo a finirne uno che ne ha preso un altro, sparito! C’è sempre tempo per una madeleine. Certo, non dire delle camole e dei piccoli vermi che nascono spontaneamente nella pasta rafferma. Ho rivisto la zanzara furriarmi intorno. Sarà la sua ultima notte, questa.
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