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Il “Ladro Patetico”

Postato da saro fronte  |   20 settembre 2006

Questa ve la devo proprio raccontare, consentitemi di andare in bagno che mi scappa. Nel posto dal quale torno non me la sono sentita di fare pipì, anche se l’urgenza reclamava, aggravata dal fatto che mi sono tagliato in due per le risate.
L’urgenza del “bisogno” ha precedenza, no? Mi aspettate vero?
Sono domande retoriche non vi affannate nel rispondere, ché poi qualcuno potrebbe dire che su spaccaforno.it siamo come in un format dove è previsto che qualcuno posti un brano e gli altri seguano con i commenti di consenso.

Fate una cosa interessante guardavi questo quadretto, tra un po’ vi dico.

red-ispica.jpg

Eccomi qui, pronto per voi, per raccontarvi dell’impresa che al suo inizio mi sembrava una “missione incredibile” (Ciccio fai come la Toffì di Vasco và … “passami l’asciugamano, quello bianco lì sul divano”. Grazie) invece alla fine è stata una passeggiata e mi sono divertito.
Tutto è iniziato ieri sera, mentre mi aggiravo per il blog, quando, ad un certo punto, ho notato che una macchina si era fermata nel retroparcheggio di Spaccaforno.it.

Credo che si trattasse di un Alfa 164 verdemetallizzata, ma non sono sicuro sul modello della vettura in quanto questa aveva subito un trattamento simile a quello che l’indiano “dandy” riserva alla sua vecchia automobile per trasformarla nella Peugeot di tendenza (son dettagli non ci fate caso, passo alla sostanza che è meglio). Dalla macchina è sceso un Tizio con un costumino da Diabolik, io mi sono seduto sulla panchina a destra, quella che sta sotto la categoria dell’Albero del Sospiro, e mi sono messo ad osservare. Curioso di seguire cosa avesse intenzione di combinare, a spaccaforno.it, il soggetto testé arrivato. Lo vedo farfugliare tra i nomi degli Autori del Blog e poi imboccare dritto dentro i post di Francesco Lauretta.
“Ti pareva” mi dico “lo sapevo che prima o poi sarebbe venuto qualcuno per rubare le Immagini delle Opere di Francesco”. ‘Nzomma và, a farvela breve, quando il finto Diabolik ha messo sotto l’ascella il quadro “Sonatine”, gli busso sulla spalla e questi è trasalito che quasi mi rimane stecchito tra le mani, per lo spavento.
Gli chiedo il perché del suo gesto e il Tizio inizia a fare il napoletano “a dottò, che ci vuole fare bisogna campare la famiglia”. Poi facendo il labbro tremulo continua “mi permetta di asportare questo prezioso quadro, così ci campo per un po’, di rendita”.
Mi commuovo, mannaggia, ma non desisto. “No” gli dico “vedi non posso consentirlo, sai che le Opere di Francesco hanno un grande valore e per noi di Spaccaforno.it. è un onore ospitarle”.
Non ci crederete (invece dovreste) Diabolik si toglie la maschera e scoppia a piangere. Ma di un pianto con lagrimoni che se non gli passo in fretta uno rotolone Scottex ultrassorbente finisce che a quest’ora avremmo una piscina in mezzo al blog.
Si asciuga gli occhi e mi guarda dritto, io cerco di mettere lo sguardo sbilenco per non farmi ipnotizzare, ma niente. Diabolik gioca la carta della confessione “Saro, mi serve “Un Lauretta”, anche io amministro un blog su Ispica e voglio proprio che Francesco venga sull’altro blog.”
Gli scoppio a ridere in faccia e gioco a fare il bastardo “Che motivo avevi di venire qui per rubare, potevi chiedere a Francesco, lo conosci, lo sai che è una persona estremamente generosa” gli dico.
“E’, che non so se mi avrebbe accontentato, da noi si usa sempre il costumino di carnevale e non so se l’Illustre Francesco avrebbe accettato di essere circondato da ignoti” mi fa, calando man mano il tono della voce e proseguendo in un bisbiglio“l’unico modo era rubare un suo quadro è esporlo e poi come veniva si cuntava”.
“Và. Posa il quadro è và. Poi domani ti metti in contatto con Francesco e gli chiedi il permesso” gli consiglio educatamente.
Egli rimette a posto il quadro e gira i tacchi per andarsene, ad un certo punto, quando sta per salire in macchina ci ripensa e torna indietro.
“Ch’è successo ancora?” gli domando ed egli, scongiurando con le mani dietro la schiena, mi implora di regalargli qualcosa di Francesco perché, dice che, i suoi amici lo aspettano e tornando a mani vuote ci avrebbe rimesso la faccia da Leader, visto che aveva già annunciato che presto avrebbero avuto nel blog un qualcosa di Francesco Lauretta.

Penso alla perenne divisione degli ispicesi, ripenso ai Nunziatari contrapposti ai Cavari, considero le due bande musicali, mi incacchio per le società sportive sempre in fila per due per ogni disciplina. Mi dico tra me “ti pareva abbiamo fatto un blog su Ispica chiamandolo spaccaforno.it e subito qualcuno ha voluto copiare l’idea facendone un altro”. Mi mozzico la lingua e dico che mio padre ha ragione: “lascia fottere che non ci si può scannare quando il Signore in cielo è sempre uno”. Spaccaforno o Ispica sempre il bene di questa città si vuole, suppongo.
Tiro un sospiro e consegno al Tizio la fotocopia dell’ultimo post che Francesco ha inviato su Spaccaforno.it, quello chiamato proprio “Spaccaforno”. Non dimentico di raccomandare al Tizio che pubblicando nel suo spazio avrebbe dovuto citare la fonte di provenienza del brano, visto che è la regola prevista dalla legge per l’uso di articoli di questo tipo .

Oggi sono andato a controllare come avevano messo lo scritto di Francesco, e ho scoperto che il Tizio ci ha fatto un figurone, con i suoi amici. Se l’è spacchiata, dicendo che è venuto qui a rubare il post. Facendo passare un obbligo di legge (l’aver citato spaccaforno.it come provenienza) come fosse una concessione gratuita di pubblicità a questo Blog. Non contento e per fare in modo che Francesco in “persona personalmente” si affacciasse in quel Blog, ha stravolto interpretando a tre tubbi il post.

Mi sono scassato dalle risate leggendo i commenti, qualcuno chiedeva “chi è sto Francesco?” qualcun altro rispondeva “cercalo con google e rifatti gli occhi” cose così, và.
Cose che succedono nel mondo o soltanto a Ispica? Come dite?
Ma sì, chi se ne frega.
Comunque, un suggerimento se mi consentite lo vorrei dare a Francesco Lauretta: “Ciccio, il post originale è qui, chi ne ha voglia e vuole commentarlo può farlo qui che c’è quello non mistificato”.
Io,di là ci sono andato ma non ci ho voluto fare nemmeno la pipì.
Immagino che se ci vai tu rischieresti di profumare quell’ambiente con quattro sputazzate :-) (d’ironia OVVIAMENTE) .

Dimenticavo, l’immagine che vi ho mostrato all’inizio del post? Beh, un souvenir da Ispica preso nella bancarella sottocasa.

Saluti.


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16 Commenti a “Il “Ladro Patetico””

  1. Sofia Corallo Scrive:

    You makes me die…

  2. huling Scrive:

    mi sembra veramente di rivivere la settimana santa!!!
    Ma come siete messi?
    Credo che in questo blog ci sia un pò troppa convinzione di superiorità intelletuale rispetto al “rivale” (ispica.org).
    penso che siano due blog totalmente diversi e ognuno ha bisogno di esistere così com’è!!!Conosco le persone che scrivono su ispica.org e non penso che abbiano qlc da invidiare agli autori di spaccaforno.it e solo questione di voler dare un altro profilo al loro Blog.
    Quindi buon lavoro a tutti

  3. saro fronte Scrive:

    Alla perpetrazione del gesto, delle stagioni, che dovrebbero consigliare la sospenzione nell’assenza di gravità, sfugge un lieve cenno dello sgurdo alla ricerca di un posacenere. Nulla è cambiato nella toponomastica di questo luogo. Il bagno è sempre in fondo a destra, come nei teatri, e la pista di decollo appena fuori dall’uscita d’emergenza. Così come la macchinetta del caffè ch’è sempre accesa.

  4. mariho Scrive:

    Il penultimo commento sembra dare ragione al signor Huling…
    Gesù si sarà trasferito sull’altro sito, chè per lui qui non c’è materia adatta.
    Un saluto agli ispicesi di buona volontà (e di altrettanta modestia)

  5. Mariagiovanna Gradanti Scrive:

    Eccola, eccola qui la vera natura di Spaccaforno (il paesello, non il blog): è insito nella struttura mentale di ogni rispettabile ispicese il criticare l’altro, lo scannarsi a vicenda su cose di poco conto.
    Di là, su Ispica.org, ogni tanto viene qualcuno a dire quanto sia bello Spaccaforno.it e viceversa.
    Purtroppo, la “superiorità” di cui si parla, dovrebbe già includere il convinto disinteressamento alle piccole faccende. Invece, come è da secoli costume ed uso del bravo ispicese, le piccole cose vanno ingigantite fino a farle scoppiare.
    In tutto ciò, l’unica cosa che posso consigliarvi affinché non vi si attorciglino le budella ed il fegato non vada in necrosi, è il silenzio contemplativo: io, personalmente, leggo tutto; se qualcosa (di là o di qua, senza alcuna differenza) smuove la mia coscienza e solletica il mio intelletto, scrivo. Altrimenti taccio. Come è bene che qualcuno facesse in questo momento.

    Saluti, Mariagiovanna.

  6. pietro di giorgio Scrive:

    mi spiace saro, ma devo dare ragione ai tuoi ospiti, non ho capito il motivo di questo post, forse hai travisato i fatti e hai scritto qualcosa d’impulso, ma senza motivo.
    ricordati che per il blog abbiamo scelto la licenza “creative commons” come scritto in fondo a tutte le pagine.

  7. clara corallo Scrive:

    Per come la vedo io ci sono occasioni in cui non è il caso di mettere tanti pesini sulla bilancia. Visto con un po’ di leggerezza, ironia e autoironia questo post diventa una storiella divertente e irriverente, senza alcune pretese moralizzanti.

  8. Mariagiovanna Gradanti Scrive:

    Allora potremmo dire lo stesso di “Identità e fuori luogo”, post che sembra, per molti versi, identico a questo, carissima Clara.
    Se anche per quel post escludiamo le “pretese moralizzanti”, mi ritengo assolta in primo grado per insufficienza di prove.

  9. clara corallo Scrive:

    Sei stata tu la prima a scusarti per quella storia (delle scuse implicano la volontà di scusarsi, che a sua volta implica la presa di coscienza di uno sbaglio commesso), a chiarire, e infine a ringraziare per il “benvenuta” di Saro e per la mia “onestà intellettuale”. Parole tue. Mi sembravano parole di “archiviazione” e ignoravo che ancora quella cosa fosse motivo di picca.
    Se è così, tranquilla, nessuno ti addita come “quella che gettò fango”, e le tue scuse per prime ti hanno pienamente assolta. :-)

  10. Mariagiovanna Gradanti Scrive:

    Guarda, ho ben altro a cui pensare; di certo non passo le mie giornate arrovellandomi su qualcosa che (hai ragione in questo) considero totalmente archiviata.
    Ero sincera in quel che dicevo.
    Però non si possono usare più pesi e misure, nella condizione in cui “scripta manent”.
    E’ vero, all’epoca c’era qualcuno che aveva torto e si è scusato (e di certo non mi sono messa in trappola da sola: il gesto era dovuto e voluto, come spiegai ad Antonio Amendola – frequentatore del tuo blog personale); qui nessuno ha un torto specifico (nessuno ha offeso qualcuno, forse un copia-incolla di troppo, ma niente di che!) e, anche se fosse, non sappiamo chi sia e non credo che mai ce lo dirà.
    Mi pare di capire, invece, che Saro Fronte stavolta sappia perfettamente chi è il Diabolik di turno (perché si è “tolto la maschera” in privato), quindi poteva tranquillamente chiarire di persona, senza lanciare anatemi privi di bersaglio dal pulpito del blog, come (giustamente!) fece con me.

  11. Pietro Avveduto Scrive:

    Fiumi di miele ed ambrosia zampillarono per lenire la sofferente monotonia del giorno.

  12. clara corallo Scrive:

    Non so, frequento diversi spazi web e forum di discussione, e noto rispetto alla carta stampata un “manere” molto più sfilacciato. Quello della comunicazione scritta sul web è un campo interessante, che ha già sfornato i suoi primi saggi e le sue prime analisi sociologiche. Ho partecipato personalmente ad uno di questi studi, in passato, e ho notato che un po’ tutte queste indagini, per quello che ne so, riconoscono una dimensione “diversa” alla scrittura sul web. E questa “diversità” sta proprio nella “contingenza” che caratterizza i post sui blog e sui forum, e la loro naturale labilità.
    A questo carattere, che è “intrinseco” delle cose scritte sul web, io ci voglio aggiungere, all’occorrenza (e lì siamo sul campo della più assoluta soggettività) un’attitudine “accomodante”, che serve a oliare gli ingranaggi della conversazione e della comprensione. E lì soccorre appunto la leggerezza, l’ironia e l’autoironia di cui sopra. E’ una scelta personale, tutto sommato, che a me si è rivelata utile spesse volte, e che credo anche stavolta possa aiutare.
    Poi, as usual, ognuno può avere la sua opinione in merito. Questa è solo la mia.

  13. saro fronte Scrive:

    Un saluto a tutti, uno particolare all’ispicese di buona volontà mariho ;-) Da dove ci segui, se è lecito sapere?
    Per Mariagiovanna , allora la maschera la tolgo io stavolta (e qui è meglio metterci una bella emoticon per chiarire il tono di questo commento, che se c’è una cosa che nel web crea nocumento ai rapporti è proprio l’intonazine di quel che si legge, quando questo non è descritto. Succede così che molti fraintendimenti nascono perchè ognuno legge secondo il proprio umore e il tranquillo appare sgarbato o viceversa) :-) svelando il perché di questo post, che pietro di giorgio ha letto mentre correva la quattrocentometri ad ostacoli (saltando qua è là eheheh). Dunque il post nasce dall’istinto di tutelare un Autore del Blog (Francesco) che attaverso questo blog ha riannodato i rapporti con la sua città di origine (dove “Riannodare” va inteso nella sua accezione che esclude i compromessi – e soltanto in questo modo poteva essere per un Artista quale è Francesco Lauretta- ) Il mio istinto nello scrivere il post si è lasciato guidare dalla consapevole responsabilità di aver “trascinato”, con insistenza, Francesco a compiere il gesto di riavvicinamento alla sua Città (mi scocciava che le sue immagini e i suoi lavori sulla sicilia – in generale-, e su Ispica – in particolare-, viaggiassero per tutta europa attraverso quadri e istallazioni e invece a Ispica poco o nulla di lui si sa). Dunque, sapere che nell’altro blog ispicese si era usato un post di Francesco con il vassoio dello stravolgimento del senso contenuto, mi ha fatto scattare la molla scribacchiana e ne è venuto fuori quello che vuole essere soltanto un racconto parodistico. Chiarisco un attimo il mio pensiero sull’altro blog (così siamo chiari e non alimentiamo l’ingrossamento dei fegati di alcuno ammesso che ve ne siano, di gonfi), con l’altro blog in comune comune c’è soltanto la parolina “blog”, già nella scelta di scrivere ”spaccaforno” qui e “ispica” lì c’è una variabbile che induce ad una differeza di approccio che segna notevoli distanze. Nella natura i due blog sono totalmente differenti e con speicificità non accomunabili e/o paragonabili. Dico questo non come una supponenza o pregiudiziale ma per i reali motivi di differenza che muovono proprio dalla libertà con la quale ogni blog ha inteso caratterizzarsi, a partire dalla scelta di certezza nelle identità richieste per stare qui e non richiesta per stare lì. Come due rami di fiume che diventano due fiumi differenti e unici nella loro specificità.
    Già che ci sono ci tengo a dire che è molto, ma molto, ma molto riduttivo, nonché erroneo, sostenere che quì vengono le persone di sinistra è lì quelle di destra. Parlando per me, e parlando del quì, non mi ritengo timbrabile da nessuna delle due etichette e credo che già dai nomi dei presenti in questo post, difficilmente si può dire che ci siano soltanto persone di sinistra. N’é vero, entrambi i Pietri?
    saluti che ho finito la pausa panino, tocca tornare a faticare.

  14. nhjose Scrive:

    Ma i bambini sono di qua o di là?

  15. Pietro Avveduto Scrive:

    E con il mio commento questo post va diritto diritto nell’olimpo dei più commentati…. In matematica le regole sono confermate dall’eccezione…. Evitiamo di prenderci sul serio e (come scriveva…. non ricordo chi) torniamo a fare due chiacchiere in modo serio. Senza offesa per nessuno, ma in questo “paesello” non ci stiamo facendo una bella figura… Fori c’è il finimondo e noi ce ne stiamo a commentare un post che, condivisibile o no, non necessitava di alcun commento.

    P.S.: Giusto per la cronaca, Saro guarda che il “centro” esiste ancora…. non sovvertiamo le regole della geometria….

  16. pietro di giorgio Scrive:

    hai ragione saro, passo sempre di sfuggita e non seguo attentamente tutto quello che succede, ma parliamoci chiaro, che cos’è il copyright sul web? i lavori di lauretta sono di lauretta, ci mancherebbe, ma appropriarsi di un’immagine di 300 x 200 pixel, tra l’altro citando la fonte, non è violazione del copyright, a parte che sull’altro blog ho visto che hanno citato solo uno scritto e non c’era nessuna immagine, ma anche se ci fosse stata? lauretta ha forse espresso la volontà che le rappresentazioni dei suoi quadri siano solo su spaccaforno.it? non mi pare proprio, se cerchi con google immagini ci sono quadri del lauretta su moltissimi siti web, chi è quell’artista o autore che sotto sotto non ci gode a che qua e la la gli si faccia un pò di pubblicità?

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