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	<title>Commenti a: Commentiamo in diretta</title>
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	<description>Blog su Ispica già Spaccaforno</description>
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		<title>Di: pietro di giorgio</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-736</link>
		<dc:creator>pietro di giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2006 14:48:44 +0000</pubDate>
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		<description>una ragazza musulmana, con 2 lauree, vissuta per molti anni in francia e da un paio d&#039;anni in italia mi ha detto:
&lt;blockquote&gt;non ho paura dei cattolici, ma degli atei, loro sarebbero capaci di uccidermi&lt;/blockquote&gt;
discussione chiusa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una ragazza musulmana, con 2 lauree, vissuta per molti anni in francia e da un paio d&#8217;anni in italia mi ha detto:</p>
<blockquote><p>non ho paura dei cattolici, ma degli atei, loro sarebbero capaci di uccidermi</p></blockquote>
<p>discussione chiusa</p>
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	<item>
		<title>Di: autore ospite</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-734</link>
		<dc:creator>autore ospite</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 22:28:59 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;&quot;&quot; &lt;em&gt; Avevo scelto come tema il rapporto tra fede e ragione  e per introdurre l&#039;uditorio nell&#039;attualità dell&#039;argomento ho citato un dialogo del XIV secolo, in cui l&#039;imperatore bizantino Manuele II Paleologo in modo per noi incomprensibilmente brusco parla del rapporto tra religione e violenza. Questa citazione si è prestata a essere fraintesa, ma al lettore attento risulterà che non volevo fare mie la parole dell&#039;imperatore medievale e che il suo contenuto polemico non esprime la mia convinzione personale». &lt;/em&gt; &quot;&quot;&quot; &lt;strong&gt; Benedetto XVI &lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8221;" <em> Avevo scelto come tema il rapporto tra fede e ragione  e per introdurre l&#8217;uditorio nell&#8217;attualità dell&#8217;argomento ho citato un dialogo del XIV secolo, in cui l&#8217;imperatore bizantino Manuele II Paleologo in modo per noi incomprensibilmente brusco parla del rapporto tra religione e violenza. Questa citazione si è prestata a essere fraintesa, ma al lettore attento risulterà che non volevo fare mie la parole dell&#8217;imperatore medievale e che il suo contenuto polemico non esprime la mia convinzione personale». </em> &#8220;&#8221;" <strong> Benedetto XVI </strong></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni stornello</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-732</link>
		<dc:creator>gianni stornello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 19:06:30 +0000</pubDate>
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		<description>Il rischio è un altro. Continuando così appariremo per quelli che non siamo: Pietro un papalino incallito stile &quot;non possumus&quot;, Saro un mangiapreti sovversivo, Clara un&#039;anarchica radicale ed io, io cosa? Facciamo un eretico pluriscomunicato. Il nocciolo vero di tutta questa questione è che il Papa non è solo il capo della Chiesa universale, è anche il riferimento dell&#039;Occidente giudaico-cristiano. Come tale ha un ruolo politico di prima grandezza. Ratzinger, poi, è anche un fine teologo. A Ratisbona Benedetto XVI è stato tutto questo insieme. Non può farlo, poiché da &quot;politico&quot; non poteva dire le cose che ha detto. La riprova è che è scoppiato un putiferio perché, e qui Pietro ha ragione, c&#039;è chi non aspetta altro, anche se le &quot;menti raffinatissime&quot; che governano le masse islamiche sanno benissimo come la pensa questo papa su tutta la questione e come la pensava, ad esempio, Giovanni Paolo II, sotto il cui papato lo scontro fra civiltà era lì lì per scoppiare e grazie al suo equilibrio &quot;politico&quot; non scoppiò. Infine una battuta per Josè: bella e vera la canzone. Ma devo dire che Dio basterà perché le realtà sono tante, sì, ma è &quot;tanto&quot; anche Dio che ritrovi in ogni angolo di questo mondo, a patto che abbia fede, ovviamente. Salute a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio è un altro. Continuando così appariremo per quelli che non siamo: Pietro un papalino incallito stile &#8220;non possumus&#8221;, Saro un mangiapreti sovversivo, Clara un&#8217;anarchica radicale ed io, io cosa? Facciamo un eretico pluriscomunicato. Il nocciolo vero di tutta questa questione è che il Papa non è solo il capo della Chiesa universale, è anche il riferimento dell&#8217;Occidente giudaico-cristiano. Come tale ha un ruolo politico di prima grandezza. Ratzinger, poi, è anche un fine teologo. A Ratisbona Benedetto XVI è stato tutto questo insieme. Non può farlo, poiché da &#8220;politico&#8221; non poteva dire le cose che ha detto. La riprova è che è scoppiato un putiferio perché, e qui Pietro ha ragione, c&#8217;è chi non aspetta altro, anche se le &#8220;menti raffinatissime&#8221; che governano le masse islamiche sanno benissimo come la pensa questo papa su tutta la questione e come la pensava, ad esempio, Giovanni Paolo II, sotto il cui papato lo scontro fra civiltà era lì lì per scoppiare e grazie al suo equilibrio &#8220;politico&#8221; non scoppiò. Infine una battuta per Josè: bella e vera la canzone. Ma devo dire che Dio basterà perché le realtà sono tante, sì, ma è &#8220;tanto&#8221; anche Dio che ritrovi in ogni angolo di questo mondo, a patto che abbia fede, ovviamente. Salute a tutti.</p>
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		<title>Di: pietro avveduto</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-731</link>
		<dc:creator>pietro avveduto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 16:41:03 +0000</pubDate>
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		<description>Vero, verissimo! C&#039;è chi lavora sotto il sole per costruire e chi, nascosto dietro i &#039;mposti re barcuna, si ingegna per trovare il modo di distruggere. Questo capita sempre ed in tutti i campi della vita.
Allora che si fa? Si rimane seduti sulla riva del fiume, ammazzando il tempo con discorsi da &quot;bar dello sport&quot;, perchè tanto si tratta di una questione più grande di noi? Oppure prendiamo coscienza del fatto che &quot;i cientu liri fanu i milli liri&quot;?
Il discorso di Benedetto XVI è solo una scusa (forse anche artatamente costruita da qualcuno) per continuare a distogliere la nostra attenzione (rischio di essere pedante nel mio ripetermi?).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vero, verissimo! C&#8217;è chi lavora sotto il sole per costruire e chi, nascosto dietro i &#8216;mposti re barcuna, si ingegna per trovare il modo di distruggere. Questo capita sempre ed in tutti i campi della vita.<br />
Allora che si fa? Si rimane seduti sulla riva del fiume, ammazzando il tempo con discorsi da &#8220;bar dello sport&#8221;, perchè tanto si tratta di una questione più grande di noi? Oppure prendiamo coscienza del fatto che &#8220;i cientu liri fanu i milli liri&#8221;?<br />
Il discorso di Benedetto XVI è solo una scusa (forse anche artatamente costruita da qualcuno) per continuare a distogliere la nostra attenzione (rischio di essere pedante nel mio ripetermi?).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: saro fronte</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-730</link>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 14:31:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto il pezzo di &quot;Logos&quot; raggiungibile attraverso il link che hai inserito. Beh certo, agli occhi della gente d&#039;occidente, la reazione appare spropositata, e mi chiedo: non dovrebbe essere nell&#039;intelligenza dei Massimi Esponenti trovare modi che non spropositando conducano al declamanto Incontro?
Sì che dovrebbe e probabilmente quest&#039;attenzione sarà stata anche nel discorso del Papa.
Ad infiammar le masse è soltanto vento d&#039;oriente a soffiar sulla fiammella?
Da dove sprira il vento? Chi vuole che la Luce di Speranza divampi in incendio incontrollabile o devastantemente controllato?
Suvvia ... non fatemi gli ingenui che quando le bombe cadono i venti soffiano da molte le direzioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il pezzo di &#8220;Logos&#8221; raggiungibile attraverso il link che hai inserito. Beh certo, agli occhi della gente d&#8217;occidente, la reazione appare spropositata, e mi chiedo: non dovrebbe essere nell&#8217;intelligenza dei Massimi Esponenti trovare modi che non spropositando conducano al declamanto Incontro?<br />
Sì che dovrebbe e probabilmente quest&#8217;attenzione sarà stata anche nel discorso del Papa.<br />
Ad infiammar le masse è soltanto vento d&#8217;oriente a soffiar sulla fiammella?<br />
Da dove sprira il vento? Chi vuole che la Luce di Speranza divampi in incendio incontrollabile o devastantemente controllato?<br />
Suvvia &#8230; non fatemi gli ingenui che quando le bombe cadono i venti soffiano da molte le direzioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pietro avveduto</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-729</link>
		<dc:creator>pietro avveduto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 12:11:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/#comment-729</guid>
		<description>Premetto subito che non sono contro il dialogo interreligioso ed interculturale. Sono, anzi, fermamente convinto della necessità di operare a favore del dialogo partendo proprio da quelli che sono gli aspetti che uniscono (e questo non vale solo in ambito religioso ma dovrebbe essere un modus vivendi che ci accompagni nel nostro vivere quotidiano). Ma, come per tutte le cose di questo mondo, est modus in rebus.  Faccio subito un esempio esplicativo. Io sono per il rispetto della vita perché, laicamente e religiosamente, sacra. Trovandomi davanti ad una persona che mi minaccia con una pistola, però, è logico (secondo me) che “rispetterò” la mia vita e, in ultima ratio, potrò anche uccidere l’altro. Avrò forse mancato davanti ai miei principi? No. Ho solamente fatto una scelta sulla base di una scala di priorità.
Tornando al discorso di Benedetto XVI e al caos che si è creato intorno torno a ribadire ciò che ho scritto in un recente commento su “Sempre a proposito di commemorazioni”: “Ho l’impressione che spesso (anche all’interno della Chiesa Cattolica) ci si nasconda dietro l’accettazione dell’altro per evitare di affrontare il problema sotto tutte le sue sfaccettature (anche quelle più scottanti).”
Se leggiamo il testo del discorso di Benedetto XVI ci possiamo rendere conto che, in maniera chiara ed inequivocabile, il Santo Padre prende le distanze da una affermazione “forte” contro il Profeta (cito: “in modo sorprendentemente brusco, brusco al punto di stupirci, si rivolge al suo interlocutore…”) per poi, in maniera altrettanto chiara e inequivocabile, condannare la violenza nel nome di Dio (cito: “Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia…”).
Mi sembra, quindi, abbastanza lampante come le grida di scandalo siano state pretestuose o, nella più buona delle ipotesi, frutto di un atteggiamento impulsivo dettato dalla non lettura del testo incriminato. Non ritengo, quindi, di esprimere un’eresia nel dire che l’effetto sia stato grandemente sproporzionato alla causa.
Ecco, allora, che ci troviamo a discutere di un “non problema” evitando, inconsciamente o volutamente, di affrontare il vero nocciolo della questione. Mi riferisco al concetto di dialogo che presuppone anche quello di accettazione dell’altro e di identità.
Ad maiora.

P.S.: Josè, se scrivi il testo di quella canzone forse è meglio…. Sarà colpa del mio pc, ma è di difficile comprensione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto subito che non sono contro il dialogo interreligioso ed interculturale. Sono, anzi, fermamente convinto della necessità di operare a favore del dialogo partendo proprio da quelli che sono gli aspetti che uniscono (e questo non vale solo in ambito religioso ma dovrebbe essere un modus vivendi che ci accompagni nel nostro vivere quotidiano). Ma, come per tutte le cose di questo mondo, est modus in rebus.  Faccio subito un esempio esplicativo. Io sono per il rispetto della vita perché, laicamente e religiosamente, sacra. Trovandomi davanti ad una persona che mi minaccia con una pistola, però, è logico (secondo me) che “rispetterò” la mia vita e, in ultima ratio, potrò anche uccidere l’altro. Avrò forse mancato davanti ai miei principi? No. Ho solamente fatto una scelta sulla base di una scala di priorità.<br />
Tornando al discorso di Benedetto XVI e al caos che si è creato intorno torno a ribadire ciò che ho scritto in un recente commento su “Sempre a proposito di commemorazioni”: “Ho l’impressione che spesso (anche all’interno della Chiesa Cattolica) ci si nasconda dietro l’accettazione dell’altro per evitare di affrontare il problema sotto tutte le sue sfaccettature (anche quelle più scottanti).”<br />
Se leggiamo il testo del discorso di Benedetto XVI ci possiamo rendere conto che, in maniera chiara ed inequivocabile, il Santo Padre prende le distanze da una affermazione “forte” contro il Profeta (cito: “in modo sorprendentemente brusco, brusco al punto di stupirci, si rivolge al suo interlocutore…”) per poi, in maniera altrettanto chiara e inequivocabile, condannare la violenza nel nome di Dio (cito: “Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia…”).<br />
Mi sembra, quindi, abbastanza lampante come le grida di scandalo siano state pretestuose o, nella più buona delle ipotesi, frutto di un atteggiamento impulsivo dettato dalla non lettura del testo incriminato. Non ritengo, quindi, di esprimere un’eresia nel dire che l’effetto sia stato grandemente sproporzionato alla causa.<br />
Ecco, allora, che ci troviamo a discutere di un “non problema” evitando, inconsciamente o volutamente, di affrontare il vero nocciolo della questione. Mi riferisco al concetto di dialogo che presuppone anche quello di accettazione dell’altro e di identità.<br />
Ad maiora.</p>
<p>P.S.: Josè, se scrivi il testo di quella canzone forse è meglio…. Sarà colpa del mio pc, ma è di difficile comprensione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: nhjose</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-728</link>
		<dc:creator>nhjose</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 00:51:29 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Sentitevela tutti&quot;

http://www.nhjose.com/mp3/illuso.mp3</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sentitevela tutti&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: clara corallo</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/comment-page-1/#comment-727</link>
		<dc:creator>clara corallo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 23:38:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.spaccaforno.it/archivio/364/papa-e-guerra-santa-islamici/#comment-727</guid>
		<description>Abdelmajid El Houssi, egiziano, è docente di lingua e cultura francese del Magreb all&#039;università Ca&#039; Foscari di Venezia. Ho avuto il piacere di conoscerlo in occasione di &quot;Zagara e Raìs&quot;, la tregiorni di incontri arabo-mediterranei a Ispica, lo scorso luglio. Alla fine dell&#039;incontro che è avvenuto il secondo giorno, nel caldo afoso del salone delle conferenze dei Francescani, Eva gli ha fatto pubblicamente una domanda spiazzante: &quot;Da una tregiorni, da una conferenza, è possibile tirar fuori qualcosa che possa contrapporsi allo scontro, che invece è il terreno su cui si gioca sempre più spesso il confronto fra le nostre due civiltà?&quot;
E&#039; facile intuire che la risposta pubblica sia stata &quot;sì&quot;. 
Quello che non mi sarei aspettata è che dopo, a conferenza conclusa, mentre io, Eva e mia sorella parlottavamo davanti al portone del salone, El Houssi è arrivato, ancora visibilmente provato dal gran caldo, e prima di andarsi a ristorare al banchetto del manciunizzo e del beveraggio ci ha gentilmente salutate ed ha ringraziato Eva per la domanda di poco prima. L&#039;ha ringraziata perché, a sua detta, gli aveva dato modo di sottolineare un concetto che a lui è carissimo: &quot;Fra le nostre civiltà ci sono molte differenze, e questo è innegabile. Ma è innegabile anche che ci sono punti di incontro. Sono tanti, questi punti, ma anche se fosse uno solo, da quello bisognerebbe partire per parlare di dialogo e conciliazione. Uno basta. Dobbiamo provarci&quot;.
Mi ha lasciato a bocca aperta, quest&#039;uomo illuminato. Non era un ragazzino dei centri sociali, farcito di ideologia ingenua, e nemmeno un cresimando dell&#039;oratorio, fantasticante della pace nel mondo. Era un uomo illuminato e consapevole.
L&#039;attitudine di quest&#039;uomo è per me la risposta in diretta alle parole del Papa a Regensburg. In tempi come questi credo sia molto più saggio e auspicabile, per chi parla da uno scranno, cercare e coltivare i punti di incontro, piuttosto che quelli di attrito. Dai punti di incontro si costruisce, poi, il dialogo. Dalle accuse manifeste non possono che nascere posizioni rigide, e dalle posizioni rigide arriva sempre quello che arriva, mai nulla di buono. In questo credo che abbia sbagliato il Papa,con questo discorso, nel non essere stato uomo &quot;di pace fattiva&quot;, calcando la mano sulle differenze. 
Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Abdelmajid El Houssi, egiziano, è docente di lingua e cultura francese del Magreb all&#8217;università Ca&#8217; Foscari di Venezia. Ho avuto il piacere di conoscerlo in occasione di &#8220;Zagara e Raìs&#8221;, la tregiorni di incontri arabo-mediterranei a Ispica, lo scorso luglio. Alla fine dell&#8217;incontro che è avvenuto il secondo giorno, nel caldo afoso del salone delle conferenze dei Francescani, Eva gli ha fatto pubblicamente una domanda spiazzante: &#8220;Da una tregiorni, da una conferenza, è possibile tirar fuori qualcosa che possa contrapporsi allo scontro, che invece è il terreno su cui si gioca sempre più spesso il confronto fra le nostre due civiltà?&#8221;<br />
E&#8217; facile intuire che la risposta pubblica sia stata &#8220;sì&#8221;.<br />
Quello che non mi sarei aspettata è che dopo, a conferenza conclusa, mentre io, Eva e mia sorella parlottavamo davanti al portone del salone, El Houssi è arrivato, ancora visibilmente provato dal gran caldo, e prima di andarsi a ristorare al banchetto del manciunizzo e del beveraggio ci ha gentilmente salutate ed ha ringraziato Eva per la domanda di poco prima. L&#8217;ha ringraziata perché, a sua detta, gli aveva dato modo di sottolineare un concetto che a lui è carissimo: &#8220;Fra le nostre civiltà ci sono molte differenze, e questo è innegabile. Ma è innegabile anche che ci sono punti di incontro. Sono tanti, questi punti, ma anche se fosse uno solo, da quello bisognerebbe partire per parlare di dialogo e conciliazione. Uno basta. Dobbiamo provarci&#8221;.<br />
Mi ha lasciato a bocca aperta, quest&#8217;uomo illuminato. Non era un ragazzino dei centri sociali, farcito di ideologia ingenua, e nemmeno un cresimando dell&#8217;oratorio, fantasticante della pace nel mondo. Era un uomo illuminato e consapevole.<br />
L&#8217;attitudine di quest&#8217;uomo è per me la risposta in diretta alle parole del Papa a Regensburg. In tempi come questi credo sia molto più saggio e auspicabile, per chi parla da uno scranno, cercare e coltivare i punti di incontro, piuttosto che quelli di attrito. Dai punti di incontro si costruisce, poi, il dialogo. Dalle accuse manifeste non possono che nascere posizioni rigide, e dalle posizioni rigide arriva sempre quello che arriva, mai nulla di buono. In questo credo che abbia sbagliato il Papa,con questo discorso, nel non essere stato uomo &#8220;di pace fattiva&#8221;, calcando la mano sulle differenze.<br />
Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
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