Storie
Esiste una storia, dalle parti di Ferrara, fatta di molto dolore.
Un ragazzo di 18 anni muore in circostanze non chiare, una cittadinanza si interroga sul proprio ruolo, una madre apre un blog per capire, una società civile – compatta – insorge e chiede giustizia.
È la storia di Federico Aldrovandi e della sua famiglia, dei suoi amici, dei suoi concittadini, di un mondo che passa al vaglio il valore delle Istituzioni, ne verifica la bontà e ne pretende un funzionamento giusto ed etico.
Scatta immediato il parallelo, penso ad un’altra storia, ad un altro ragazzo, ad un’altra madre, ad un’altra società civile, ad una analoga “verifica” delle Istituzioni.
Guardo quella storia lontana, vedo la mobilitazione di semplici cittadini, giornalisti, artisti, scrittori, giuristi. Mi colpiscono, tra le altre, le parole di Lucarelli: “ancora una volta dobbiamo assistere al fatto che le cose non si saprebbero se non ci fosse soprattutto l’azione dei cittadini e della società civile. Come per le stragi, se non ci fosse stato il comitato dei parenti delle vittime a muoversi e a fare casino, chi avrebbe dovuto fare delle cose non le avrebbe fatte”.
Ripenso ai “signori nessuno” e ai “signori qualcuno” del penultimo volantino dei Soccorsi Invisibili (diceva questo: “se noi, che siamo Invisibili, i signori nessuno della vita istituzionale ed amministrativa, noi che entriamo nel gioco politico e decisionale solo marginalmente, se noi abbiamo ottenuto in così breve tempo un risultato così importante, quanto meno sarebbe costato, e con quanta minore fatica questo risultato sarebbe stato possibile, tempestivo facile, ai signori qualcuno che ci rappresentano, se solo lo avessero voluto, in tempi utili?”).
Forse bisognerebbe colmare questo gap che stabilisce le “funzioni” dei “nessuno” e dei “qualcuno”. Forse dovremmo prendere più coscienza che siamo tutti “qualcuno”, e che nessuno è “nessuno”.
Il video che parla di tutto questo e anche di molto altro, si chiama “Verità grido il tuo nome” e si può scaricare qui. Il download richiederà qualche minuto, sono quasi 40 minuti di video. Questo, invece, è il blog aperto dalla madre del ragazzo.
Credo che sia giusto che solo le madri dei figli morti parlino del loro dolore. Credo che tutti gli altri debbano avere molto pudore a farlo.
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![il blog di ispica [rg]](http://www.spaccaforno.it/wp-content/themes/spakka-1.2/images/header.jpg)
Articoli
14 ottobre 2006 alle 22:20
15 ottobre 2006 alle 16:50
Chiarimento: il video che ha postato peppino non è quello linkato nell’intervento.