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Storie di ordinaria indecenza

Postato da autore ospite  |   11 dicembre 2006

Storie di ordinaria indecenza

Avventure di uno sventurato nella jungla della vita

Post di Ciccio (Francesco) Avveduto

treno-a-vapore.jpgOggi vi racconto una storia. Quel giorno, come ogni domenica pomeriggio, il nostro eroe si preparava per il suo lungo viaggio. Con bagagli e scorte di cibo, sufficienti fino al suo ritorno, saliva sulla corriera per raggiungere la propria destinazione.
Sono tempi duri per uomini duri: ore e ore sotto il sole cocente, in un mezzo senza i comfort della moderna tecnologia (aria condizionata, finestrini scorrevoli …), spesso stipati in numero (tra passeggeri e bagagli) superiore a quello che la logica consentirebbe.
Detta così potrebbe sembrare la storia di un viaggio in una diligenza del vecchio west o dell’esodo di extracomunitari in cerca di fortuna nei paesi più sviluppati: ERRORE! Si tratta della comunissima storia, sempre attuale, degli studenti fuori sede che per raggiungere la località di studio utilizzano i mezzi pubblici.
Prendiamo ad esempio gli studenti dell’ Ateneo di Catania: soprattutto nei periodi di lezioni in corso, che si parta di domenica pomeriggio o di lunedì mattina, non è raro che su di un autobus di linea con 46 posti a sedere e “max” 15 posti in piedi (almeno secondo quello che riporta la targhetta affissa sul mezzo) ci siano almeno 80 passeggeri. Conclusione: la matematica è un’opinione! E’ l’unico modo per spiegare come si superi con tanta tranquillità il numero massimo imposto dalle norme di sicurezza. E sempre col fatto che la matematica è un’opinione si spiegherebbe anche il perché dell’ aumento del prezzo del biglietto per la tratta in questione.
Come tutti i viaggiatori abituali sanno in un passato non troppo remoto il biglietto per la tratta Ispica – Catania costava £12.500, che con l’ avvento dell’ Euro vennero puntualmente convertite in €6,46. Questo fino a circa un paio di anni fa, quando il prezzo del titolo di viaggio cominciò a lievitare sensibilmente fino agli attuali € 6,95. Un aumento del 6%(secondo voci non confermate destinato a crescere nell’immediato futuro) che in termini pratici si traduce in un palese miglioramento dei servizi:

  • vecchi autobus (riconoscibili dal numero di vettura) ridipinti e presentati come nuovi;
  • sovraffollamento (perché ovviamente viaggia anche chi lavora e la linea passa per Pozzallo, Ispica, Rosolini, Noto, Avola);
  • possibilità di soste forzate a causa di guasti improvvisi (però così si ha più tempo per fare amicizia con altri studenti…);
    viaggio a temperatura ambiente;
  • un “numero verde sempre attivo” che fornisce precise e certe informazioni sugli orari (qualche volta addirittura coincidenti con quelli riportati sulle tabelle affisse alle fermate o nelle biglietterie!).

Pensiamo ai nostri avi che sui carri viaggiavano sotto la pioggia o sotto il sole senza nessun comfort e nell’incertezza di arrivare a destinazione… Cioè, non è che le cose siano cambiate più di tanto, a parte il fatto che un tempo c’era l’asino a trainare e adesso gli svariati cavalli del motore!
E come diceva il grande Antonio De Curtis, meglio noto come Totò:” … e io pago!”.
(segue seconda puntata)


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