Storie di ordinaria indecenza
Storie di ordinaria indecenza
Avventure di uno sventurato nella jungla della vita
Post di Ciccio (Francesco) Avveduto
Oggi vi racconto una storia. Quel giorno, come ogni domenica pomeriggio, il nostro eroe si preparava per il suo lungo viaggio. Con bagagli e scorte di cibo, sufficienti fino al suo ritorno, saliva sulla corriera per raggiungere la propria destinazione.
Sono tempi duri per uomini duri: ore e ore sotto il sole cocente, in un mezzo senza i comfort della moderna tecnologia (aria condizionata, finestrini scorrevoli …), spesso stipati in numero (tra passeggeri e bagagli) superiore a quello che la logica consentirebbe.
Detta così potrebbe sembrare la storia di un viaggio in una diligenza del vecchio west o dell’esodo di extracomunitari in cerca di fortuna nei paesi più sviluppati: ERRORE! Si tratta della comunissima storia, sempre attuale, degli studenti fuori sede che per raggiungere la località di studio utilizzano i mezzi pubblici.
Prendiamo ad esempio gli studenti dell’ Ateneo di Catania: soprattutto nei periodi di lezioni in corso, che si parta di domenica pomeriggio o di lunedì mattina, non è raro che su di un autobus di linea con 46 posti a sedere e “max” 15 posti in piedi (almeno secondo quello che riporta la targhetta affissa sul mezzo) ci siano almeno 80 passeggeri. Conclusione: la matematica è un’opinione! E’ l’unico modo per spiegare come si superi con tanta tranquillità il numero massimo imposto dalle norme di sicurezza. E sempre col fatto che la matematica è un’opinione si spiegherebbe anche il perché dell’ aumento del prezzo del biglietto per la tratta in questione.
Come tutti i viaggiatori abituali sanno in un passato non troppo remoto il biglietto per la tratta Ispica – Catania costava £12.500, che con l’ avvento dell’ Euro vennero puntualmente convertite in €6,46. Questo fino a circa un paio di anni fa, quando il prezzo del titolo di viaggio cominciò a lievitare sensibilmente fino agli attuali € 6,95. Un aumento del 6%(secondo voci non confermate destinato a crescere nell’immediato futuro) che in termini pratici si traduce in un palese miglioramento dei servizi:
- vecchi autobus (riconoscibili dal numero di vettura) ridipinti e presentati come nuovi;
- sovraffollamento (perché ovviamente viaggia anche chi lavora e la linea passa per Pozzallo, Ispica, Rosolini, Noto, Avola);
- possibilità di soste forzate a causa di guasti improvvisi (però così si ha più tempo per fare amicizia con altri studenti…);
viaggio a temperatura ambiente; - un “numero verde sempre attivo” che fornisce precise e certe informazioni sugli orari (qualche volta addirittura coincidenti con quelli riportati sulle tabelle affisse alle fermate o nelle biglietterie!).
Pensiamo ai nostri avi che sui carri viaggiavano sotto la pioggia o sotto il sole senza nessun comfort e nell’incertezza di arrivare a destinazione… Cioè, non è che le cose siano cambiate più di tanto, a parte il fatto che un tempo c’era l’asino a trainare e adesso gli svariati cavalli del motore!
E come diceva il grande Antonio De Curtis, meglio noto come Totò:” … e io pago!”.
(segue seconda puntata)
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