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Menuetto.

Postato da francesco lauretta  |   9 febbraio 2007

cuore stella1.jpg3. Menuetto. Una sera, forse l’ultima, non volevo irrompere sopra, ma devo proprio spiegarmi, proprio annotare le parole giuste per comprenderci tutti? Evvabé, era La morte e la fanciulla, Franco Rossi al violoncello, la notte scorsa ero andato di corsa verso le città, lungo una autostrada, buttavo fuori piccoli dolci, pasticcini volando, e parlando chiedevo e rispondevo tra le torri, l’Arcano, la carta, quella straordinaria carta rossa che mi ha fatto morire di risate, mi ha fatto pensare agli amici, quelli scomparsi, quei fantasmi, ai graffi, i buchi tutti, alla pancia morbida e alle sue ferite profonde che mai mostrerò a tutti, i denti lasciatemi stare i denti, un per volta tra le carie, proseguirò lo stesso andante furioso, E’ bello sentirvi così, cari Miei, a volte ho l’impressione che la vita è meravigliosa, anche per questo.
Anche per questo, svanire.
Matto. L’uomo stella. Sopravvivimi! Vado di là per formare raffinatezze, con le mani giunte, prima o poi riuscirò nonostante il mio scorfano a colorare d’azzurrino l’altro mondo, della resurrezione, spaccato il verso. Salve a tutti!


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