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Terra matta!

Postato da francesco lauretta  |   20 marzo 2007

Sono stanco. Ascolto una delle più belle canzoni di sempre – per me -, Some things last a long time, di Fair-Johnston, leggo:
rabito-vincenzo.jpg “E caminammo. La nostra patuglia era composta di 17. Io aveva una sicaretta messa nelle dita per fareme una fomata, e li cerine mieie non volevino adumare perché erino bagnate, e ci stapeva dicendo: ” Strano, damme li cerine” che, dalle tutte 2 li late dei capocanale, da quella crante quantetà di erba, abiamo inteso: “Urrà! urrà!”, che ci abiammo visto acchiappare da più di 100 austrieche, che erino lì per defesa del Piave. E noi non abiammo fatto altro di metterene con li mane in alto tutta la patuglia, che erimo 17 e con uno maresciallo 18, di non dire neanche una parola, che hanno strapato tutto, comincianto della ciacca e la camicia. Abiamo cetato li arme come li stunate e li fessa. E queste miserabile, senza che noi ci avemmo fatto niente, perate e calce e quolpe di fucile… ni abiammo prese che non puotimo stare all’impiede, e ci hanno fatto cascare tutte per terra.” Da Terra Matta, di Vincenzo Rabito.
Nell’altra stanza ho appena terminato di dipingere il nostro Giovannino Alfieri. Andrà a Miart. Dove sta Ispica?


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5 Commenti a “Terra matta!”

  1. saro fronte Scrive:

    Poi, si dirà bravo anche ad Andrea Camilleri per aver voluto pubblicato questo terra matta di Vincenzo Rabito.
    Molte segnalazioni, da più parti mi sono giunte, dopo l’ultima volta che ci siamo sentiti al telefono e tu me ne parlasti per primo.
    Un tam tam che è già evento.

  2. francesco lauretta Scrive:

    potete leggire tra le cose, per i spaccafornari intelligienti, che fosse sanno leggere e sanno macari spustarisi lo culo dalla poltrona e la pansa, fari mmuoviri qaccosa do cirvieddu, se antate a visitare chisto intirizzo bellassaiè: http://www.ilprimoamore.com/testo_424.html. Lu postau Tizziano Scarpa, c’è qaccuno che lo conosci dduocu, a spaccafurnu? Ri cui è figghiu? Ri cui ci dicunu a chistu? Vasamu li mani.

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  5. Elena Scrive:

    Malgrado le mie origini chiaramontane non sono riuscita a leggere con facilità Terra Matta, scritto in un dialetto che non è chiaramontano, nè siciliano!
    Non capisco come un Romano o un Milanese possano riuscire a capirlo.
    A me il libro è inizialmente piaciuto perché parla del mio paese, ma verso la fine (non l’ho letto tutto) diventa noioso e volgare.

    A cosa si deve il suo misterioso successo?

    Elena

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