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Non occorre darsi da fare.

Postato da francesco lauretta  |   1 settembre 2007

La perfezione, non c’è che dire.

La perfezione è in una canzonetta cantata da Daniel Johnston e arrangiata da Mark Linkous. La perfezione non ci tiene alle parole e forse ha ragione Nicola, la perfezione non ha parole, non ci sono parole forse, la perfezione può darsi in una scoreggia quando suona bene ed è profumata, gradevole il suo odore insomma, è in qualsiasi corpo sano di mente o è questo mormorio che canta, questo sedere a occhi chiusi, anche in un grumo può tenersi la perfezione. Io ingenuamente la vedo nel mondo marino, nei suoi pesci, i crostacei, certi mostri poi mi dico che l’ho vista nel camaleonte la perfezione o in una brioscia bene inzuppata in un liquido e che per incanto ti butta chissà dove e in quale tempo, chissà! Il dolore può essere perfetto mentre la felicità difetta sempre di qualcosa, blu Kline non era perfetto, no. Funeral Girl ad esempio è una canzoncina perfetta o i racconti Trilobiti, sono perfetti, e perché no? Anche i miei piedi sono semplicemente perfetti, e anche le mie grecchie, anch’io dunque ho qualcosa di perfetto, nell’esteriorità si può provare la perfezione, sicuramente, mai perfetto il pensiero che si produce mentre ci sono immagini perfette, il quadrato nero su fondo bianco per esempio è un’opera perfetta mentre i difetti sono altre cose e non necessariamente la perfezione è bella a vedersi se si vede, il silenzio non è mai perfetto fortunatamente. Una festa è perfetta, per tutti, alcune volte bisogna darsi da fare per la perfezione, Must è un’altra canzoncina perfetta, una vacanza non è mai perfetta e poi la perfezione a mio avviso non deve appartenere ad un tempo, è, forse, anche un Forse a volte può mettere in tensione qualcosa di perfetto, qualcosa di perfetto è la perfezione? E l’armonia è perfezione? O forse è una costruzione la perfezione, come un formicaio o un nido d’api, un pennello può essere perfetto? E perché no? Un pensiero mai, forse la morte ma non quella degli altri o la morte in e di qualsiasi cosa, no, perfetta è la morte quando io sono morto, o è la vita? Forse è niente e forse dovrei studiare La Stella della Redenzione, forse sta lì il segreto, ancora una volta nella resurrezione ma noi non abbiamo mai conosciuto nessuna resurrezione e forse la parola resurrezione è la sola e perfetta, ci sono quasi con il pontormino, per esempio, per me uno dei colori – ma dicendo questo nego l’evidenza, la perfezione appunto – perfetto è il giallo di cadmio medio – che poi è un arancione – 083 di 7 grammi, non è il più bello a vedersi ma è perfetto, non c’è niente da dire, infatti. Credo d’essermi sbagliato, mi viene da ridere e invece sorrido perché è difficile tener duro contro la perfezione. Bisogna essere assolutamente calmi per la perfezione e, poi, forse non occorre darsi tanto da fare.


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