L’11 settembre, ‘fanculo!
Haydn – Harnoncourt, Die sieben letzen worte unseres erlosers am kreuze, Nielsen – Hintermeier -Holl – Rolfe-Johnson, Arnold Schoenberg Chor, Concertus musicus Wien.
E’ presto, e forse in qualche altra parte del mondo è già troppo tardi, e in altre ancora manco s’è nati ancora. Sono steso sul letto. Ho chiuso ogni spiraglio della nuova luce del giorno e solo lo spettro dello schermo dà bianco alle dita delle mie mani che pare si fanno trasparenti. E prima che succedesse tanto con coro, orchestra dorata di suono d’organo, prima di ascoltare le ultime parole, lo gracchìo del corvo aveva già giunto dentro le mie orecchie e raschiato e solleticata tensione. Sto bene. So che “lo gracchio” non significa niente ma non m’importa niente, a quali regole poi?, e perché dimostrarle così, non credi? se dovessi dormire adesso, mettere una virgola appena dopo il punto interrogativo e invece sento curiosamente caldo sotto il lenzuolo e il copertone. Ho la barba lunga, lasciatemi andare. Il suono sofferto dell’oratorio mi avvolge come nero l’intorno. Due lame di luce segnano alla mia destra la parete in alto, è sorto il sole e sbadiglio di sonno ma temo d’alzarmi, cosa fare oggi, di nuovo? Come s’ode il silenzio spesso delle parole attorno a me che se allargo le braccia e provo a sbatterle come ali d’angelo o d’un rapace, non rischio niente, di urtare niente. Ho le molliche agli occhi bianchi di mostro. Se dopodomani s’inaugura la mostra di Andrea, lui sarà teso o forse no, forse sarà allegro come al solito suo e non può non esserlo, [benedicimi]. A lui dovevano chiamare per le cose di genere. Io sono troppo per un genere. Ho lunghi i capelli. Il naso mi cede, a pezzi, anzi a strati scorticati, fischietto e penso ai grattacieli di Pierluigi, alla sua poesia -Oh, My God!, così l’ho intitolata io- che mi ha scritto nella notte, ricevuto alle 4 in punto da N.Y.-:
ti scrivo una poesia:
L’alba travestita da nebbia ritaglia i grattacieli, dallo sfondo,
uno al giorno, uno alla notte, non smettono mai di costruire
mentre dormono gli operai stanno già ordinando i lavori per
il giorno dopo
ogni giorno
alle sette di mattina
la merenda alle 10 con un succo alle vitamine,
e poi di nuovo
come l’uomo ragno arrampicati e protetti solo da un elmetto.
Quali saranno mai gli straordinari poteri del suddetto?
Le donne americane parlano come io scoreggio.
Dio è famoso da queste parti, famosissimo.
Ogni mezza frase ci mettono un “Oh My God”
secondo me sono scemi.
Non era l’alba, era davvero la nebbia o non so cosa
che con la luce artificiale della città ritalgia i grattacieli,
dallo sfordo del cielo.
ti piace?, ciao Pier.
Sì, mi piace. Oh,My Gog, come cantano e come dolcezze stira l’organo alle grecchie e manda al macero il cuore. Non ascolto più la vecchia cornacchia dei tetti, la natura e le due lame di sole sono svanite a parete, di nuovo tutto è scuro, nero e chiudo gli occhi belli avevo io, una volta ero.
Chiudo gli occhi e la bocca, addormento i miei sensi e pensieri. Mai esistessi al mondo. E’ appena l’11 settembre, ‘fanculo!
» 11 Settembre Breve documentario di 6 minuti sullo schianto al Pentagono del
» In remembrance Ieri era l'11 settembre. In Toscana le città che si trovano
![il blog di ispica [rg]](http://www.spaccaforno.it/wp-content/themes/spakka-1.1/images/header.jpg)
Articoli
13 settembre 2007 alle 22:35
Francesco… come parlarti?
14 settembre 2007 alle 13:02
Vabbè ho capito che ti senti artista.. ma scrivere qualcosa di più chiaro no?. Il senso di sta cosa non l’ho capito, spero stia dalla parte di tutti quelli che lì hanno perso qualcuno, perchè il titolo non lascia intuire questo.
14 settembre 2007 alle 14:23
Io, artista? No, sono altrove gli artisti, altro o altri da me. E io poi sto con tutti quelli che hanno perso qualcuno. Tutti quelli che perdono.
Aggiungo due cose non mie ma interessanti comunque, poi ognuno pensa e fa quello che vuole d’altronde Stockhausen disse che quell’inferno fu un’opera d’arte di straordinaria bellezza, per altri gli attentatori dei martiri.
Di Ward Churchill, a cura di Alberto Prunetti, dal sito di carmillaonline:
SPECIALE SULL’!! SETTEMBRE
L’intervento di Valerio Evangelisti
L’intervento di Giuseppe Genna
Chiedetelo agli iracheni,
a quel milione e trecento mila morti tra le due guerre del golfo, assassinati dalle sanzioni economiche;
alle 150mila vittime “collaterali”, bombardate dagli aerei statunitensi nella prima guerra del golfo;
ai 77 mila civili ammazzati a partire dalla seconda guerra del golfo;
ai soldati, perlopiù coscritti, macellati a migliaia sull’autostrada della morte;
a quei 10mila uccisi a Basra 24 ore dopo che il “cessate il fuoco” era stato proclamato;
ai migliaia di anonimi sepolti vivi nella sabbia del deserto, che invocavano pietà davanti ai buldozer con la bandiera a stelle e strisce.
Chiedetelo ai palestinesi,
che ancora inciampano nelle cluster bombs fabbricate negli USA;
ai ragazzini che lanciano pietre contro le pallottole dei fucili M16 fabbricate nella terra dello zio Sam;
ai centinaia massacrati a Sabra e Chatila dall’esercito del primo alleato d’America.
Chiedetelo ai latinoamericani,
ai guatemaltechi, sterminati in 300mila dopo che la CIA distrusse il governo eletto nel 1954 per insediare una brutale giunta militare che garantiva le multinazionali stelle e strisce;
ai 30 mila desaparecidos argentini, ai cileni torturati dagli sgherri di Pinochet col consenso della Casa Bianca, a tutti quelli seviziati dal piano Condor, a chi ha perso la propria vita sotto il fuoco dei contras addestrati negli USA.
Chiedetelo agli asiatici,
agli indonesiani, a quel milione di vittime del colpo di stato sponsorizzato dalla CIA;
ai tre milioni di indocinesi, sterminati nel corso di una campagna più che decennale contro Vietnam, Laos e Cambogia; a quelli con le carni bruciate dal napalm, ai seviziati e derisi;
ai giapponesi, alle migliaia di civili bruciati vivi in maniera deliberata e sistematica nei raid contro Tokio; a quelli vaporizzati a Hiroshima e Nagasaki, non per scopi militari, ma per dimostrare le potenzialità letali del mostro bellico nordamericano a chi volesse mettere in discussione il suo primato postbellico.
Chiedetelo ai nordamericani,
ai nativi “indiani”, alle donne, ai vecchi e ai bambini raccolti in una fossa comune dopo il massacro di Wounded Knee del 1890;
alle decine di migliaia di indigeni uccisi per sport o per raccogliere i loro scalpi; a quelli caduti a migliaia nelle marce della morte, nei sentieri delle lacrime, nelle dislocazioni forzate in punta di baionetta, al solo fine di liberare le loro terre per consegnarle a una pretesa “razza superiore” arrivata dal nord dell’Europa; ai milioni di indiani ammazzati dal vaiolo, diffuso ad arte con coperte infette nel più democratico e liberale dei paesi.
Chiedetelo agli africani, a quella “carne nera” martirizzata nel commercio atlantico di schiavi, ai milioni che si sono spenti lentamente nelle navi, a quelli frustati a morte o sbranati dai cani dopo essere stati venduti in un’asta pubblica del libero mercato del nuovo mondo; a quelli dilaniati dopo che la schiavitù era stata formalmente abolita nel “paese dei coraggiosi”, alle migliaia di linciati dal Klu Klux Klan perché non volevano stare “al loro posto”;
Chiedetelo a tutti gli immigrati nel Nuovo Mondo, ai milioni di coolies cinesi ingoiati dalle miniere, sepolti lungo il cammino delle ferrovie in costruzione; chiedetelo agli italiani, consegnati al ghetto e ai campi di lavoro migranti per alimentare il miracolo economico americano, di tanto in tanto usati come capri espiatori per le necessità della propaganda che si inventa nemici e criminali; chiedetelo agli ispanoamericani, giustiziati il sabato sera per noia o per odio da qualche adolescente che non ha bisogno di andare fino in Iraq — a lanciare missili al sicuro riparo del terminale di un computer e massacrare sconosciuti mai visti a centinaia di chilometri di distanza — per essere chiamato “eroe”.
Chiedetelo a tutti loro. Come potrebbero non odiarvi?
[Queste righe sono una traduzione/rielaborazione di un breve saggio del nativo nordamericano Ward Churchill, The Ghosts of 9-11, contenuto nel volume On the Justice of Roosting Chickens, (Edinburgh, AKPress, 2003). Le fonti delle cifre delle vittime sono indicate nelle note in calce al suddetto capitolo, nelle pp. 26-37] (A.P.)
14 settembre 2007 alle 14:46
Inoltre la poesia mi è stata spedita alle 4 dell’11 sette dal caro Pierluigi che in questo momento, e per un po’ di tempo, crescerà a NY. Lui è un artista. Forse uno di quelli più interessanti di questi tempi “italiani”. Quando ho scritto le cose incomprensibili sopra non m’ero accorto ch’era l’11 e il vaffa e sorto solo e alla fine perché ricordavo l’evento, null’altro. Come parlarmi? Boh!
Sto leggendo:
La strada di McCarthy.
Ascolti di oggi:
Okkervil river, The stage names.
Vic Chesnutt, North star deserter.
Rian Murphy & Will Oldham, All most heaven.
Caribou, Andorra.
Tunng, Good arrows.
Daft Punk, Discovery.
Saluti.
14 settembre 2007 alle 19:15
Sto leggendo: Il responsabile delle risorse umane di Yehoshua.
Ascolti di oggi: non quelli che avrei voluto. C’è sempre una via di fuga, un’uscita di emergenza, un doppio fondo nel cassetto, non credi? Come fare.