Ma io, quando ho manifestato…
Giorno 8 settembre 2007 su La Sicilia, è stato dedicata un’intera pagina al problema dei disservizi sanitari.
La prima cosa che ho pensato è stata: beh, allora la battaglia portata avanti nel 2006, da noi giovani e non, per la medicalizzazione delle ambulanze ha portato qualche frutto. O almeno, ha dato una certa risonanza al problema! Mi ha fatto piacere pensare che noi, semplici e comuni cittadini, abbiamo i mezzi per poter far sentire la nostra voce e farla arrivare ai vertici delle istituzioni.
Ma non mi ero accorta che,al centro della pagina, c’era un articolo con una foto della manifestazione del 2006 (in cui ci sono io di spalle e mio fratello) che parlava, però, dei giovani dell’UDC e delle loro “battaglie” per la medicalizzazione delle ambulanze.
Allora ho detto: fermi tutti! Che è questa storia? È come se quella foto venisse spacciata per un convegno dell’UDC o una manifestazione del partito.
Io, in quella manifestazione c’ero ed ero in prima fila ma stavo manifestando da semplice cittadina e l’ho sostenuta fino a quando non ho visto che eravamo riusciti a dare forza alla nostra battaglia.
Mi ha dato fastidio l’uso che ne hanno fatto di quella foto.
Io non ce l’ho con nessuno, né con il partito, né con i giovani dell’UDC di Ispica, sia ben chiaro.
Ma non è giusto politicizzare un problema che tocca l’intera collettività.
Eva Moncada
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Articoli
14 settembre 2007 alle 06:11
mi chiedo che giornalismo sia quello che strumentalizza un problema reale di tale gravità..Cara Eva, non deve essere stato bello vedersi in quella foto sotto la sigla “i giovani dell’UDC”, soprattutto se tu c’eri a quella manifestazione e ci hai creduto e credi che sia giusto manifestare e far sentire la propria voce contro queste ingiustizie. Perchè è una grande ingiustizia non avere medici sulle ambulanze, è assurdo. Hai ragione, non è giusto l’uso che hanno fatto di quella foto. Ma io penso che il problema sia un problema politico. La sanità siciliana (e dunque anche quella ispicese) è di pertinenza regionale, sono i politici che a livello regionale prendono le decisioni. Evidentemente non hanno ritenuto conveniente pagare medici che stessero sulle ambulanze..evidentemente hanno altri interessi..e chissà perchè la sanità privata in sicilia riceve più soldi pubblici che in qualsiasi altra regione in Italia. E se vai a vedere poi chi sono quelli che gestiscono le cliniche private.. sono tutti onorevoli-dottoroni..Evidentemente sì, ci sono altri interessi, interessi che vengono prima, prima della salute della gente, prima di uno dei più importanti diritti: il diritto di essere soccorso, soccorso da chi ha la competenza per farlo. Ma no, evidentemente c’è chi pensa che la presenza di medici sulle ambulanze sia un dettaglio trascurabile. Che tristezza. Mi fa ancora più rabbia che quella manifestazione e tutto il significato che porta con sé sia stato strumentalizzato a favore dei giovani dell’UDC. Quando è proprio l’UDC che governa la Sicilia. E come la governa! La sanità, soprattutto in Sicilia, è marcia..in sicilia ci sono più di 1000 cliniche private finanziate dalla regione, mentre in Lombardia per esempio sono solo circa 70. E non vi chiedete perchè?? chiediamolo agli onorevoli-dottoroni, ma loro la verità non ce la diranno mai…sì certo, l’ISMET di Palermo è un bellissimo esempio di struttura privata sovvenzionata dalla regione al servizio della comunità, ma sfortunatamente è solo un’eccezione. La maggiorparte sono cliniche di politici, di prestanome di politici, di amici mogli e amanti di politi..e cosa ci rimane? cosa resta a noi cittadini? La triste realtà è che, non solo non ci sono medici sulle ambulanze, ma se hai un politrauma e hai bisogno di una rianimazione..beh allora le cose si complicano..e se hai per tua sfortuna hai necessità di fare una chemioterapia..puoi sempre andare al nord.. no no meglio non pensarci, direbbero i più. Una cosa che davvero mi fa rabbia è che vogliono convincerci che questa è la realtà delle cose, che bisogna accettarla..che non si può cambiare..che non è colpa dei politici, poverini sempre a prendersela con loro..che le cose non cambiano, che tutti ci mangiano sopra a destra e a sinistra..che ci vuoi fare, non stare sempre a lamentarti..NOOOOOOOOOOOOOO! dobbiamo ribellarci, le cose possono cambiare! le cose possono migliorare! non dobbiamo lasciarci sconsolare..dobbiamo trovare il coraggio di unirci e far sentire la nostra voce. La voce della società civile, che non si vuole addormentare. Che vuole e pretende che i propri diritti non vengano calpestati, che l’interesse di pochi non vada a scapito della comunità. E la comunità siamo noi. Ognuno di noi, tutti insieme. E non è un discorso di destra o di sinistra, perche in sicilia a rubare sono in tanti..Io non faccio distinzione. Il bene comune viene prima di tutto, e va al di là di tutte le bandiere. Perchè i diritti sono diritti di tutti, non hanno poltrone preferenziali nei palazzi della politica. Non lasciamo che ci convincano che tanto non cambia mai niente..Noi possiamo fare la differenza, possiamo essere l’inizio del cambiamento.
Grazie Eva per il tuo post, e grazie per l’esempio.
giusi amore
14 settembre 2007 alle 11:33
Giusi Eva, capisco che può dare fastidio trovare la propria foto su un giornale all’interno di un articolo che, alla fine, con quella foto non c’entra nulla. Non so se sai come funzionano le redazioni giornalistiche. Il corrispondente manda un articolo e la redazione provinciale ci mette su una bella foto di archivio (se il corrispondente non ne ha mandato una in allegato). Diciamo che siamo davanti alla classica “svista” delle redazioni….. politicizzazione mi sembra un pochino eccessivo. Torno a ripetere, capisco che da fastidio (specialmente quando si parla di un argomento sul quale ci si è spesi in prima persona perchè ci si crede veramente), ma cerchiamo di vedere il “marcio” in tutto. Ogni tanto anche i giornalisti possono sbagliare.
A Giusi, invece, vorrei fare una domanda. Condivido pienamente il fatto che è necessario cambiare rotta sulla gestione della sanità in Sicilia, meno il fatto che la Sicilia riceva più sovvenzioni di altre regioni (il problema è nella modalità di spesa e non nella quantità delle entrate). Cosa ne penseresti se, domani, la regione decidesse di chiudere il pronto soccorso di Scicli o il reparto di ortopedia di Comiso? Non è una domanda trabocchetto o polemica…. voglio solamente inziare a riflettere serenamente insieme su alcune situazioni e modi di pensare.
14 settembre 2007 alle 12:59
Io a quella manifestazione c’ero con Eva. C’ero perchè è una giusta causa, perchè è qualcosa in cui credevo (e credo tutt’ora), e per stare vicino al mio amico Carmelo. Sfruttare una foto del genere per i PROPRI scopi politici è veramente triste.
14 settembre 2007 alle 15:46
Pietro, non ho scritto che la sicilia riceve più sovvenzioni delle altre regioni..ma che il soldi pubblici in sicilia sovvenzionano molte cliniche private, molte più che nel resto d’Italia..la conseguenza di questo è che la sanità pubblica riceve meno soldi, e ne soffre moltissimo..ne soffriamo noi cittadini. Davvero non è un fatto di avercela con una determinata classe politica, ma quando le cose non vanno bisogna impegnarsi, far sentire la propria voce..c’è qualcosa che viene prima dell’essere di destra e di sinistra, i cittadini devono essere tutelati. Non è giusto che si muoia perchè nelle ambulanze non ci sono medici, un buon medico può fare la differenza in certi momenti. E’ una questione che ci riguarda tutti.
14 settembre 2007 alle 18:14
Giusi, forse ho espresso male il mio pensiero. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che sia necessario un cambio di rotta nella gestione politica ed amministrativa della sanità siciliana.
Dire che le cose non vanno o dire solamente che basta non sovvenzionare le cliniche private…… magari questa potrebbe essere una soluzione, ma non credo che sia proprio questo il problema o, comunque potrebbe essere solamente una sua parte superficiale….. Lo vogliamo approfondire senza polemiche e “lamentazioni” sterili?
Josè….. lassatili perdiri e giornalisti….. Ma credete d’avvero che quella foto sia un tentativo di politicizzare una manifestazione e delle persone? Hanno commesso una svista….. li mandiamo al rogo?
Ad maiora
14 settembre 2007 alle 23:28
Pietro, io non faccio polemiche e le mie non sono “lamentazioni” sterili, e se questo e’ quello che pensi beh allora abbiamo poco che discutere..non capisco come tu voglia approfondire l’argomento, se finora proprio tu non hai detto nulla a proposito.
Poi scusa,a proposito di quello che scrivevi indirizzato a Jose’, allora dobbiamo stare tutti zitti..in fondo e’ una svista quella foto, una svista che non ci siano medici nelle ambulanze..viviamo nel paese delle “sviste”!
mi dispiace, ma il “lassatili perdiri” non e’ un atteggiamento che condivido.
15 settembre 2007 alle 17:55
Cara Giusi, credo sia in corso un vero e proprio problema di comunicazione e credo anche di sapere quale sia la causa. Altre volte ho avuto modo di scrivere su questa piazza il fatto che, molto spesso, quando scrivo i miei commenti faccio anche altre cose (il 14 ero ad un corso di formazione). Questo significa che, magari, certe terminologie o certe frasi intere risultano scritte in modo che chi legge le può anche interpretare in maniera “negativa” o, peggio ancora, “offensiva”. Nulla di tutto questo nelle mie intenzioni! Scusami, quindi, se ti ho potuto dare l’impressione di voler essere polemico od offensivo nei tuoi confronti. (Ovviamente le scuse sono rivolte a quanti hanno avuto la stessa sensazione di Giusi).
Ritornando all’argomento del post, inzio dalla tua ultima frase.
No, la questione non è che bisogna starsene zitti. Quello che volevo dire, quando mi sono rivolto ad Eva ed a Josè, è che la questione, a mio avviso (conoscendo un pochino il mondo del giornalismo locale) andava inquadrata diversamente, dando ad ogni cosa il nome corretto (o più corretto possibile). Dire che la foto sia stato un tentativo di politicizzare una manifestazione “libera”, come ho già detto, mi sembra un pochino eccessivo e, sempre a mio avviso, rischia di far montare un caso su fondamenta inesistenti. Per essere più chiaro. Un giornalista o una redazione che sbaglia a mettere una foto è una cosa (può dare fastidio e, allora, si chiede una rettifica), un partito politico che stampa un volantino con quella foto….. questo è politicizzare l’evento!!! Non so se sono stato chiaro.
Per quanto riguarda le polemiche e le “lamentazioni”, il mio era solamente un invito (non ho detto che erano state fatte polemiche o lamentazioni, ma mi auspicavo un confronto senza di queste).
Infine, cosa penso io della situazione? A parte il fatto che (senza polemica…..) non è proprio vero che fino ad ora non ho detto nulla a proposito, torno a chiedere (ed a chiederti) cosa ne penseresti se la regione, una bella mattina, decidesse di chiudere il reparto di ortopedia di Scicli o quello di chirurgia di Comiso?
Visto che a questa domanda ancora non è stata data una risposta, inizio io.
Personalmente applaudirei e proporrei una statua per il fautore di questa azione. Non me ne vogliano i comisani e gli sciclitani (il mio vuole essere semplicemente un esempio).
Il problema della sanità siciliana non sta tanto nelle cliniche private o nei convenzionati esterni ma sta tutto (o, comunque, in grandissima parte) in una rete di presidi ospedalieri mal strutturata e, spesso, erogante servizi doppione.
Ti faccio un esempio. A Scicli c’è un Pronto Soccorso. Metti caso che ad uno, a Donnalucata, gli viene un infarto, cosa accade? Si chiama il 118, arriva l’ambulanza, carica il paziente e lo porta al più vicino pronto soccorso (Scicli). Tempo necessario per questa operazione: 30 minuti. Arrivati al pronto soccorso il paziente viene visitato, gli viene diagnosticato l’infarto e, non essemdoci un reparto di cardiologia, viene trasportato a Modica. Tempo occorrente per questa seconda fase: almeno altri 30 minuti.
Per un infartuato esiste la “golden hour” (mi pare si scriva così), cioè l’ora di tempo entro la quale deve essere “ristabilizzato” (mi pare che si dica così tecnicamente). Con tutti sti giretti, alla fine, il paziente rischia di restarci secco. Se, invece, non ci fosse il pronto soccorso a Scicli, il paziente arriverebbe a Modica nel giro di 40 minuti (e forse sono anche troppi).
Oltre ai “benefici” di un servizio più efficiente e sicuro, la chiusura del pronto soccorso comporterebbe anche una considerevole riduzione dei costi di gestione nel bilancio aziendale. Farmaci, attrezzature…… Il personale potrebbe essere dislocato in altri reparti o servizi (dove spesso c’è carenza cronica).
Ma, appena ti azzardi a dire una cosa del genere sono i cittadini per primi a scendere in piazza……
Ad maiora
16 settembre 2007 alle 23:31
Caro Pietro e cari tutti,
mi dispiace ma l’esempio che fai non regge proprio. Sono un medico rianimatore, lavoro nel campo della medicina d’emergenza, ho lavorato in diverse regioni e conosco molto bene oltre la materia anche i diversi sistemi di emergenza come funzionano e come devono funzionare. Non mi avvalgo di queste qualifiche per parlare da un livello superiore ma semplicemente perchè mi sta molto, molto a cuore il problema e lo conosco dal di dentro.
Prima di entrare però nel merito dell’esempio voglio fare una domanda: come mai in Veneto, Toscana, Lombardia, Emilia o altre regioni in Italia, la sanità funziona e funziona molto bene, funziona molto bene il servizio di soccorso territoriale che è ad altissimi livelli, e ho preso regioni di destra e di sinistra, come mai? Se si ha un’ infarto, un arresto cardiaco, un incidente grave o si ha bisogno di una chemioterapia, in quelle regioni si ricevono servizi pubblici di alto livello. La risposta è semplice: il problema è che la sanità in Sicilia è corrotta, e i finanziamenti a cliniche private con scarsi requisiti si mangiano tutto il resto, questa è la differenza tra la Sicilia e le altre regioni citate dove ci sono pochissime cliniche private ma molti ospedali pubblici grandi e piccoli. Il problema non è chiudere ospedali pubblici che tu consideri doppioni, questo è proprio quello che vuole il sistema siciliano, per finanziare ancora più privato, perchè in tutto, tutto il mondo ci sono ospedali di I, II, III livello e tutti e tre i livelli servono. Se una persona ha un’infarto a Donnalucata e quell’infarto gli provoca l’arresto cardiaco, con un buon sistema di emergenza territoriale, con medici e infermieri preparati all’emergenza, se quell’ambulanza arriva in 5 minuti e in quei 5 minuti magari il paziente ha ricevuto un massaggio cardiaco, quella persona si salva, il giorno dopo cammina, questa è la differenza tra la vita e la morte, questa è realtà! Se quel paziente non va in arresto ma comunque è instabile, ha bisogno di alcune cure primarie, i 40 minuti per modica sono troppi, anche perchè in quei 40 minuti può andare in arresto; se a Scicli o vicino c’è un buon pronto soccorso il paziente può ricevevere benissimo tutte le prime cure o addirittura tutte le cure necessarie, essere valutato al meglio per la diagnosi, ed eventualmente trasferito in un centro di II livello, esempio Modica, con quella che è detta centralizzazione, se ne ha bisogno. Ma, comunque, se si ha un servizio di emergenza con il medico, egli può valutare e solo lui può farlo, se trasportarlo subito a Modica, non è obbligato a passare per Scicli, ma questo non significa che il PS di Scicli deve essere chiuso, è banale. Perchè ad esempio un politrauma, un incidente grave, sempre a Donnalucata, se ha bisogno di una stabilizzazione urgente è bene che abbia un PS vicino, a Scicli, dove venir valutato e stabilizzato ed eventualmente, dopo, centralizzato a modica o a catania tramite l’elisoccorso. In quello stesso politrauma, nella prima mezzora in strada e/o in PS, manovre tecniche svolte da personale sanitario addestrato come l’intubazione o altre che preservano la respirazione, l’ossigenazione e il cervello di quella persona, possono significare vita o morte, stato vegetativo o meno.
Così funziona una buona sanità, questa è la differenza tra vivere e morire per un ragazzo che cade in motorino o un 45-50enne che ha un infarto, questo fa la differenza, e purtroppo oggi questa differenza dipende se quella persona si trova in veneto emilia lombardia o sicilia. Ne ho visti ragazzini salvi, perfettamente integri, “solo” perchè ben soccorsi, perchè nella prima mezzora in strada o in PS venivano intubati, drenati il sangue nei polmoni o nel sacco pericardico che avvolge il cuore, arresti di 45enni che si salvano e hanno ancora una vita davanti. E questo può riguardare un giorno tutti noi, i nostri familiari, nostra moglie, nostro figlio, nonno, zia, marito. Allora è giusto lottare per questo diritto, il diritto a non morire, il diritto alla salute, ma bisogna sapere che tutto questo è politica, deriva da scelte politiche e quelle che finora ha fatto la classe dirigente siciliana sono proprio le DIRETTE responsabili delle carenze della sanità pubblica, a vantaggio del privato dove gli assessori e il Dott. Cuffaro compreso hanno e avevano forti interessi.
Questa è la STORIA: Aiello, in stretti rapporti con Cuffaro, e uno dei più grandi imprenditori siciliani proprietario di numerose cliniche private, viene arrestato nel 2003 per i suoi stretti rapporti con la mafia. Aiello, alle 18 del 31 ottobre 2003, cinque giorni prima dell’arresto, incontra in gran segreto Cuffaro, per parlare del tariffario delle prestazioni sanitarie delle cliniche private rimborsate dalla regione. L’ incontro e motivo dell’incontro sono stati raccontati da Aiello e dovuti ammettere da Cuffaro ai magistrati.
Capite, quel tariffario, quei soldi per le cliniche dei vari Aiello sono quelli che non ci sono per le ambulanze!
Per non parlare di altri personaggi, medici e politici come Cuffaro, e suoi stretti collaboratori, come il Dott. Miceli ex assessore alla sanità del comune di Palermo, il Dott. Giuseppe Guttadauro boss di Brancaccio, il Dott. Salvatore Aragona, anch’egli medico, grande amico di Guttadauro, già condannato a nove anni per favoreggiamento di Giovanni Brusca. Guttadauro, Aragona e Miceli vengono arrestati il 26 giugno 2003. Hanno tutti una cosa in comune: stretti rapporti con Totò Cuffaro, lo stesso a cui il 53% dei siciliani, che non sanno se possono fare una chemioterapia vicino casa o se saranno salvati da un’ambulanza o dovranno morire in un incidente stradale, hanno riconfermato la fiducia.
Allora, per piacere ricordiamoci dei reali motivi per cui la sanità pubblica non funziona in sicilia e lottiamo ora, per pretendere chiarezza da quei politici, prima che capiti a noi di avere bisogno di una buona ambulanza, di un vicino PS, di dover lottare contro un cancro.
Tullio Manca
17 settembre 2007 alle 13:04
Caro Tullio, è chiaro che la chiusura di un Pronto Soccorso non è la soluzione ma una delle migliaia di possibili soluzioni che possono essere trovate attraverso un serio e sereno confronto. Che, comunque, la sanità regionale abbia bisgono di una razionalizzazione delle proprie strutture non me lo puoi negare (scusa se ti do del tu anche non conoscendoti). Esistoino reparti ospedalieri uguali a distanze infinitesimali e, visto che ci lavori, sai benissimo quanto costano i “doppioni”.
La mia intenzione, proponendo la chiusura dei duplicati, era quella di spostare l’attenzione “anche” su altre problematiche della sanità regionale. Si, le cliniche possono avere il loro ruolo….. ma non sono solamente loro il problema.
Ad maiora
17 settembre 2007 alle 13:31
Caro Tullio Manca condivido pienamente quello che scrivi, prendo le distanze da quel 53% perchè con orgoglio non ne faccio parte. Ma le tue parole cadranno nel vuoto o peggio ancora, come è successo ad Eva e a Giusi, verranno banalizzate da chi evidentemente ha un certo interesse a cospargere di mezze frasucole qualunquiste discorsi che invece io rispetto profondamente.
Se una redazione, o un giornalista, o chiunque associano un articolo ad un’immagine che nulla ha a che fare con l’articolo questo è un fatto gravissimo. In quella immagine sono riprese persone che hanno creduto in quello che facevano, persone che hanno sicuramente sofferto insieme alla famiglia e che con quella famiglia hanno portato avanti una battaglia. Che qualcun altro adesso tenti di appropriarsi di quella battaglia è un gesto vile, così come vile è chi giustifica in nome del lassitili perdiri.
Eva hai fatto benissimo a scrivere ciò che hai scritto, la tua voce è importante. Così come è importante la voce di Giusi. Credetemi le vostre non sono lamentazioni sterili e non vedo in ciò che avete scritto nessuna polemica fine a se stessa. Ci vedo solo una grande voglia di verità.
I nostri soldi, quelli che avrebbero, forse, potuto salvare la vita a quel ragazzino ce li hanno in tasca i soliti magna magna, quelli che in tempo di elezioni elemosinano voti in cambio di posti di lavoro nelle cliniche private. Diciamo le cose come stanno. Il curriculum del signor Cuffaro c’è chi lo conosce molto bene, ed è davvero molto poco onorevole.
17 settembre 2007 alle 17:36
Il giornalista è un professionista della notizia, della parola e dell’immagine.
Quando sbaglia (il che è umano) lo fa sempre a suo favore.
Il giornalista racconta le cose dal suo punto di vista e fra i mille modi di presentare la notizia sceglie quella a lui più conveniente (mai la più imparziale).
Il giornalista titola capziosamente come le donne nude sulla copertina di Cronaca Vera.
Se è costretto a correggersi,dopo aver smerdato in lungo e in largo,lo fa nell’ultimo angolino del giornale.
Il giornalista aggiusta i filmati, sceglie le foto più ADATTE all’occorrenza e lo fa perchè è un professionista, uno che ha imparato il mestiere.
Alcuni poi crescono e diventano parte narrante della società con i pregi e i difetti che tutti conosciamo.
Altri rimangono a imporre le proprie convinzioni o a “leccare” il potente di riferimento.
Sono con Giusy ed Eva! il fatto non può che essere gravissimo se non annegasse fra tantissimi altri dello stesso tenore.
Saluti agli ispicesi non giornalisti.
17 settembre 2007 alle 20:07
Considerato il tenore…….
Ringrazio di cuore “Personne”. Dopo aver pontificato sui campi da golf, il suo attuale intervento chiarisce in maniera inequivocabile la sua innata indole a cercare il “curtigghiu” e la “sciarra” gratuita. Indole tipica di chi, consapevole di essere portatore sano del “vuoto cosmico” e afflitta da pericolosi e continui attacchi di “isterismo uterino”, preferisce esternare il proprio pensiero nascondendosi dietro nomignoli anonimi piuttosto che mettere la propria faccia e la propria firma a quelli che, impropriamente detti “pensieri”, assomigliano sempre più a “getti di vomito fuoriusciti da cloache puzzolenti” (e non mi veite a dire che siamo nel web e tutte le altre stronzate del caso perchè uno gli attributi – i cosidetti “coglioni” – se ce li ha nella vita reale non li perde nel virtuale!!!!).
Fatta questa breve (ed incompleta) puntualizzazione……
Ciao Giuseppe, come va? Il discorso che fai tu sul giornalismo e sui giornalisti, a mio avviso, va bene ed è pienamente condivisibile (e non l’ho detto ora….). Se, però, analizziamo il caso in particolare, torno a ripetere, credo che gli si stia dando una connotazione del tutto fuori luogo. La questione va guardata oer quella che è. C’è un corrispondente che ha mandato alla redazione provinciale un pezzo sul problema delle ambulanze medicalizzate ed un caporedattore che, dovendo mettere una foto a corredo del pezzo, ha cercato nell’archivio ed ha trovato quella foto che (per come so che funzionano le redazioni) era stata conservata con “manifestazione per le ambulanze medicalizzate” e l’ha pubblicata. Che, poi, siamo davanti ad un “refuso” che ha urtato la sensibilità di chi a quella manifestazione c’era da libero cittadino…… Comprendo la sua amarezza e, se vuoi, anche l’inkazzatura……. ma (e qui non ce l’ho con te) non credo sia reato o subdolo tentativo di difendere (ma, poi, difendere chi, che cosa e perchè? Alla fine vorrei farvi notare che stiamo parlando di una cosa che riguarda un partito politico nel quale non mi rivedo e che, se proprio la vogliamo dire tutta, potrebbe anche farmi piacere che finisse sotto la scure delle critiche)…. dicevo….. di difendere qualcuno o qualcosa l’aver semplicemente fatto notare che tra “urtare inavvertitamente qualcuno per strada” e “sparargli in viso” sono due cose totalmente diverse.
Infine….. e poi vado a sbrigare altre cose…… a Tullio vorrei puntualizzare un’altra cosa (che avevo dimenticato nel mio precedente intervento). La storia della “golden hour” e del potenziale infartuato di Donnalucata non me la sono certamente uscita dalla tasca. Ho riportato pari pari una discussione fatta con alcuni tuoi colleghi medici ragusani.
Ad maiora
17 settembre 2007 alle 21:15
Il tuo intervento si commenta da solo, non aggiungo altro.
18 settembre 2007 alle 09:27
Ciao a tutti!
Non mi aspettavo certo tutti questi commenti e sono contenta della partecipazione.
vorrei rispondere sinteticamente un pò a tutti, considerando il poco tempo che ho a disposizione.
Innanzitutto voglio dire che il problema “sanità” in Sicilia è un vero PROBLEMA e su questo, siamo tutti d’accordo. e’ vero anche quello che dice Pietro, quando sottolinea che “tra “urtare inavvertitamente qualcuno per strada” e “sparargli in viso” sono due cose totalmente diverse”. Volevo risottolineare il mio punto di vista che, senza risultare accomodante, ricomprende un pò tutto quello che avete detto voi perchè, se ancora non ve ne foste accorti, parliamo tutti la stessa lingua.
Dunque, che sia stata una svista o una cosa voluta, a me ha dato fatidio vedere quella foto associata ad un articolo rigurdante l’UDC (in cui non mi rivedo) e a quanto LORO (e sembra quasi solo LORO) abbiamo preso a cuore questo problema.
Quando abbiamo manifestato, a seguito della scomparsa prematura e forse “non inevitbile” di Valerio, c’erano delle persone, tutte di diverso colore politico, che manifestavano insieme per lo stesso identico valore: il diritto ad essere soccorsi!
Sono stati momenti che mi hanno fatto credere che noi, da comuni cittadini, possiamo muoverci, alzarci in piedi e far sentire la nostra voce: lo voleva Valerio e noi lo abbiamo fatto per lui e tutti gli altri come lui.
E invece, mi ritrovo a constatare che bisogna assumere un colore politico per farsi sentire veramente… perchè forse, in fondo in fondo, non ci crediamo neppure noi di riuscire nelle nostre battaglie da semplici cittadini “della porta accanto”.
e siccome io non voglio che si pensi questo, ho scritto l’articolo su spaccaforno e su “La Sicilia”.
E sul giornale “La Sicilia” mi hanno risposto in un modo che mi ha lasciato senza parole; scrivevano: “se bastassero semplici cittadini a risolvere i problemi, non ci sarebbero i politici eletti dagli stessi”. ma che risposta è?
Non mi sembra una risposta da dare e non credo abbiano capito cosa volevo dire (nè cosa hanno scritto loro, veramente).
Spero di essermi fatta capire e spero abbiate capito che la pensiamo tutti allo stesso modo, seppur esprimendolo in maniera differente.
Grazie
18 settembre 2007 alle 11:29
Ciao Eva…. dire che rimango basito è poco.
Vedete ragazzi, è proprio questo il problema! Una foto “sbagliata” davanti ad una risposta “insensata” diventa una storiella sulla quale, alla fine, ci si potrebbe anche ridere su.
Quando un giornale (mi piacerebbe sapere chi ha firmato la risposta alla tua lettera) scrive una frase del genere ti rendi conto che, alla fine, il problema è ancora più grande di quanto si possa immaginare. Fino a quando è a ‘gna Miniccia a dire queste frasi…. Ok….. ci può anche stare….. ma quando è un giornale, un mezzo di “informazione”…… ma che cavolo di “messaggio” lasciamo passare?….. Questo si che mi fa inkazzare veramente……. Però, Eva, potresti mettere on-line il testo intergarle della risposta e non solamente un abstract? Grazie
Ad maiora
18 settembre 2007 alle 12:17
Nn riuscendo ad incollare l’articolo come immagine,
di seguito ho incollato l’articolo di risposta alla lettera che ho inviato alla redazione de La Sicilia (chi risponde si firma f.a.) (cmq l’art. si trova alla pagina 32 dell’inserto Ragusa prov del giorno 12 settembre):
ISPICA
Disservizi sanitari
quali le competenze
di cittadini e politici?
Scrive Eva Moncada: «Nell’edizione
dell’8 settembre 2007, alla pagina 40, si
parla dei disservizi sanitari e, al centro
della pagina, c’è un articolo di Floriddia
relativa ai giovani dell’Udc di Ispica e alle
loro “denunce”. Non essendo una dei
“giovani dell’Udc di Ispica” e non approvando
l’idea che per risolvere un problema,
non basta essere un semplice cittadino
ma devi appartenere ad un partito,
mi ha dato fastidio trovare la foto che mi
ritrae in una manifestazione in cui ho
creduto con tutta me stessa, allegata a
questo articolo. Spero di aver ben interpretato
il mio disappunto».
f.a.) Il suo disappunto è ben chiaro,
ma se bastassero semplici cittadini a risolvere
i problemi non esisterebbero politici
eletti dagli stessi. La foto, spiacenti
per il malinteso, serviva a ricordare la vittima
di un disservizio e non certo per dare
un colore politico a una disgrazia.
18 settembre 2007 alle 19:54
Cara Eva, le tue rimostranze, il tuo disappunto sono pieni di senso, quello che il giornalista dell’articolo e in maniera ancor più sconcertante chi ti risponde alla lettera non dimostrano di conoscere. E’ il senso di giustizia, di verità e di indipendenza che anima quella che è detta società civile, cioè i cittadini che, pur senza cariche politiche e anzi proprio grazie a questa prerogativa, manifestano un’idea, lottano per una cosa, in questo caso il diritto alla salute e ad essere soccorsi. Credimi, è in quella società civile, che i partiti NON possono rappresentare, che sta la forza vera, genuina per cambiare. Il “povero” giornalista di apparato con la sua risposta dice tanto su come il Sistema siciliano pensa di gestire la gente: la cosa pubblica non la riguarda. Ma lui, “il povero” giornalista, non sa, per ignoranza e/o per convenienza, che quella società civile fatta di semplicissime persone, poche o tante, nella storia grande e nelle piccole storie, nei villaggi di perifera o nelle grandi città, nelle grandi e piccole lotte, in ogni parte del mondo, quella società civile fatta di semplici persone che si uniscono per una battaglia, spesso è riuscita a cambiare il corso delle cose.
La semplice gente, che oggi dal Sistema siciliano viene ritenuta estranea alla gestione della cosa pubblica, in realtà, se si riappropria dei suoi diritti e dei suoi spazi è l’unica che può cambiare il corso delle cose in sicilia. Perciò, Eva, continua ad affermare il tuo diritto a lottare da semplice cittadina senza la strumentalizzazione di nessuno.
Tullio
18 settembre 2007 alle 22:57
Innanzitutto ringrazio Eva per aver messo on-line il testo integrale della risposta. Purtroppo, come temevo, anche leggendo tutto l’articolo il mio restare basito non cambia…. Tullio ha perfettamente ragione quando dice che (mi permetto di riassumere) la storia è fatta dalle persone, tutte e indistintamente, non solamente o esclusivamente dai politici.
Su una cosa non concordo pienamente.In un passaggio del suo intervento dice: “è in quella società civile, che in partiti NON possono rappresentare…..”.
Questo “NON possono” non mi convonce e, per certi versi, mi terrorizza!
Da più parti, sull’onda di un malcontento diffuso, sento critiche feroci verso i partiti. Quel “NON possono” io lo cambiere in “NON sanno”.
I partiti sono espressione della sintesi delle idee e delle istanze di un popolo…. che, poi, i politici (ma non tutti…. non mi sembra corretto fare di tutta l’erba un fascio…..) si sono distaccati totalmente da quello che è il concetto e da quelli che sono i principi fondamentali di un partito…..Quel partito o quell’altro o tutti insieme non sono buoni o cattivi a prescindere. Piuttosto è quel politico che appartiene a quel partito a all’altro che “usa” lo strumento del partito in maniera errata.
Allora finiamola di attaccare i partiti….. attacchiamo i politici.
Faccio un esempio concreto. Nella prima repubblica, come ricorderete, sulla Democrazia Cristiana se ne dicevano di tutti i colori (veramente anche oggi!!!!). Ne dobbiamo dedurre che il “partito Democrazia Cristiana” era una cosa negativa? Non credo se, riflettendoci un momento, mi accorgo che un tale Giorgio La Pira o un Igino Giordani hanno fatto politica (buona) ispirandosi proprio ai principi di quel partito…… Non so se sono stato chiaro e mi sono spiegato bene……
Ad maiora
21 settembre 2007 alle 15:17
Salve a tutti, scusate il ritardo del mio commento ma solo ora ho potuto leggere… io sono in primis il fratello di Valerio come molti sapranno, secondariamente sono un esponente dei Giovani UDC di ispica e condividendo a pieno le affermazioni di Eva penso anch’io che E’ stato un errore del giornalista accorpare la foto di quella manifestazione che nulla aveva di politico, con la conferenza stampa tenuta da me personalmente e riguardante la sanità,che invece sì, facendo capo al nostro movimento è da definirsi politica. è giusto che chi non si riconosce in determinati colori politici esterni i propri dubbi ma sul fatto ke sulla pubblicazione di quella foto nessuno di noi ha colpa credo siamo tutti d’accordo.
Ci tengo poi a sottolineare che la battaglia per la medicalizzazione delle ambulanze e per la sanità io la sosterrò come ho fatto finora in nome di mio fratello inanzitutto, il fatto che abbia poi deciso di iniziare un ‘esperienza di tipo politica poco c’entra con tutto ciò, ma è bene capire che attraverso la politica ( e sfido chiunque a negarlo anche se è sicuramente sbagliato) a volte si può arrivare non a risolvere ma quanto meno ad evidenziare maggiormente determinate problematiche ed io come esponente del movimento non potevo non prendere a cuore una questione spinosa come quella della sanità. Sta di fatto a conferma delle mie parole che le proteste attuate l’anno scorso ad oggi non hanno portato purtroppo a nulla e tutto credetemi anche per una mancanza di volontà politica da parte di tutti….
24 settembre 2007 alle 08:32
Che tristezza…
24 settembre 2007 alle 10:30
Peccato Eva, davvero peccato!
Eri portatrice di un valore, il valore dell’ importanza delle cose giuste, delle ingiustizie della vita, del mal governo e di tutte le situazioni che ne derivano…nel nostro caso la “assurda ed inconcepibile” condizione di precarietà morale e materiale che assiste la sanità in sicilia, afflitta da gravi e inescusabili inadempienze da parte dei nostri governatori……ed invece, le tue argomentazioni conducono “soltanto” a ritenere ed a valutare una foto e la possibilità-pericolo che in essa si possano trarre elementi circa una tua presunta identità politica o partitica.Tutto il tuo impegno è questo, praticamente: interrogarsi e dolersi del fatto se una foto, nella quale sei ripresa di spalle(forse neanche i tuoi genitori ti avranno riconosciuta!!)possa pregiudicare le tue ragioni politiche in relazione al tuo impegno.
Bhe, devo essere sincero:hai superato in questo anche il peggior politico della peggiore specie.Ti sei dimostrata di essere legata ai meccanismi poltici più di quanto farebbe un politico con tanto di tessera del proprio partito.
Il tuo impegno ha (direi aveva..)una finalità, nobile e trasparente, volto all’ottenimento di uno scopo assoluto, universale: hai preferito dare importanza alle persone e a quello che potrebbero pensare sulla base di una foto.
Hai inquinato con argomentazioni futili ed elementari quello che era una priorità per il bene dei tuoi concittadini e al pericolo a cui si esporebbero nel caso la “tua” nobilisima battaglia non trovasse una soluzione.Hai distorto l’attenzione su quello, e solo su quello, eludendo l’argomento principale.
La “tua” battaglia è oggi una guerra contro un giornalista che, maldestramente, ha fatto rientrare qualcuno che con l’oggetto dell’articolo non c’entrava.Tutto questo è l’oggetto della tua protesta e per qusto stai erogando tutte le tue energie.Bhe, non posso che congratularmi!
Hai pensato di intentare un ricorso al Presidente della Repubblica?Dovresti essere nei termini…..!
24 settembre 2007 alle 11:37
per rispondere all’ultimo intervento: non hai capito nulla di quello che ho detto e, anche se può non interessarti, mi hai ferito perchè non è affatto come dici tu. se mi conosci sai come sono fatta e non avresti mai scritto questo, ma se non mi conosci, non sparare a zero.
grazie!
24 settembre 2007 alle 12:19
Ogni tanto è giusto far polemica.
E facciamola.
Dalle parole, dall’enfasi e dal pathos, Giuseppe vorrebbe disegnare quel giornalista con colori di giustificazione, propi del lessico di un novello avvocatino.
Bel tentativo.
Inutile perchè, io ed Eva (gli altri non li conosco) non ci lasciamo abbindolare da parole che raggirano l’ostacolo andado al di là del senso proprio dell’argomento, e tu, cercando di scappare via mettendo in maggiore luce gli aspetti più confinanti dell’argomento stesso, mi confermi quanto abbiamo ragione.
Potrei giustificare il giornalista, è vero, nel caso in cui l’iter avesse preso un’ulteriore via.
Mi spiego:
Giornalista mette foto sbagliata sul giornale.
Eva scrive al giornale facendo notare che hanno sbagliato
Giornalista, nel numero successivo, rettifica così “Ai signori lettori, guardate che la foto dell’articolo tot a pagina tot è una foto di repertorio che ho preso a cazzo tra le migliaia che abbiamo qua”
Invece no.
Dall’alto della sua sapienza, risponde, e lo voglio riscrivere, “se bastassero semplici cittadini a risolvere
i problemi non esisterebbero politici eletti dagli stessi”.
Ma come dovremmo crescere?
Come potremmo progredire quando anche solo le notizie che leggiamo sono filtrate da una mente bacata come questa?
A questo punto mi scuserei dicendo “Non avevo ben capito gli stati d’animo che ci sono qua dentro. Il malcelato malcontento che ha creato quella foto è stato creato dal fallimentare tentativo di politicizzare una manifestazione libera alla quale tutti credevano fortemente e non come le nostre alle quali ognuno viene perchè non ha niente di meglio da fare”. Mi sono sforzato di scriverla nel tuo stile (con un discreto successo direi).
Devi solo fare copia e incolla.
24 settembre 2007 alle 15:14
Ragazzi, aiutatemi, non riesco a trovare l’altro Giuseppe nei commenti…
25 settembre 2007 alle 00:43
non ho parole..
Come ti permetti, Giuseppe Bellisario, di sparare sentenze assurde su Eva, le sue intenzioni, e gli ideali che condividiamo in molti. L’arroganza non ha limiti. Uno che parla e scrive come hai fatto tu, certo difficilmente puo’ capire il senso del gesto di Eva, e delle motivazioni che porta con se’(che vanno ben al di la’ della protesta nei confronti del giornalista).
25 settembre 2007 alle 15:45
ma vogliamo continare questa discussione dopo aver visto tutti insieme “La mafia è bianca”?
potrebbe chiarire le idee da “pupo siculo” a qualcuno che senza ritegno le porta avanti…..
vergogna!!!!!
25 settembre 2007 alle 18:12
“la mafia e’ bianca” e’ un reportage di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini che tutti i siciliani dovrebbero vedere..chiarisce molto della sanita’ siciliana e dei nuovi volti della mafia..lo consiglio a tutti, soprattutto a quelli che, come Eva – Jose’- Carmelo Cannizzaro, credono che si debba fare qualcosa per cambiare cio’ che non va. Per cambiare le cose, per lottare davvero bisogna conoscere cio’ che muove le fila della sanita’ siciliana e questo documentario puo’ chiarire molte dubbi. Puo’ farci capire da che parte stare, e soprattutto da che parte non stare se si vogliono davvero cambiare le cose. Io ho visto questo documentario per la prima volta a Torino, l’anno scorso, nella sede di Libera, che e’ un’organizzazione che riunisce tutte le associazioni italiane che lottano contro le mafie..in Sicilia ci sono tante belle realta’..potremmo fare molto insieme per migliorare le cose.
25 settembre 2007 alle 22:53
“Pupo siculo”…… Mamma mia!!!!!! Salvatore la curiosità mi mancia vivu!!!!!! Chissà chi è sto “pupo”……. Meglio, però, rimanere con la curiosità che essere causa di una ennesima lite virtuale!
“La mafia è bianca”….. Non è la prima volta che sento tirare in ballo questo “cortometraggio” tra le panchine di questa piazza. Se ne è parlato anche quando si sono affrontati altri argomenti. Come per il passato, anche nel presente affermo con convinzione ed “orgoglio” (mi si passi il termine) di non averlo visto e, soprattutto, non averlo voluto vedere. Una “ignoranza” che ho rifiutato di colmare, cari Giusi e Salvatore, proprio per come vengono presentati, osannati o denigrati i contenuti ed i loro autori. Personalmente (non mi riferisco a voi) sono portato a diffidare di coloro che tendono a disegnare il mondo dividendolo i due categorie: buoni e cattivi. Diffido soprattutto quando (e questo accade troppo spesso) alla fine i cattivi sono solo e sempre quelli che stanno dall’altra parte.
Ad maiora
26 settembre 2007 alle 01:09
Pietro, mi fai tanta tristezza..ho evitato spesso di rispondere ai tuoi commenti proprio per la banalita’ mista all’arroganza che portavano con se’. Scusami, non sono abituata a tanta vaghezza di contenuti..e gia’ posso immaginare come potrai rispondere..ma per questa volta almeno, non me ne curo. Quello che tu chiami contometraggio tra virgolette in realta’ e’ un lungo documentario, uno dei miglio documentati. Se tu hai deciso di non vederlo, proprio non mi meraviglia..infatti non lo consigliavo a te, ma alla gente che condivide gli ideali di legalita’ e giustizia che dovrebbero essere alla base della democrazia. So che difficilmente chi la pensa come te condividerebbe cio’ che in quel reportage e’ riportato e ci tengo a ribadirlo “documentato”. Nemmeno i “protaginisti” hanno potuto smentire. Mi fa tristezza leggere cio’ che scrivi “buoni e cattivi”, preferisco pensare che tu lo faccia per ignoranza. Perche’l'alternativa all’ignoranza sarebbe la non trasparenza, che per me e’ molto piu’ grave.
Per fortuna so che c’e’ un’altra faccia della sicilia, che si impegna e lotta contro gli abusi per una societa’ piu’ giusta. So che non la pensano tutti come te..anche se, come sempre, fa piu’ rumore un albero che cade che una foresta intera che cresce…
26 settembre 2007 alle 11:43
Al di là della superficialità e banalità di alcune risposte di chi evidentemente, per ignoranza o convenienza, non è minimamente interessato al problema della sanità, mi interessa invece interloquire con chi è seriamente e limpidamente interessato a questo problema, perchè è quello da cui si è partiti. In particolare mi interessa chiedere a Carmelo Cannizzaro: credo che hai tutte le ragioni e le motivazioni più profonde per batterti per il diritto alla salute e al soccorso, ma mi rivolgo a te senza polemica politica o altro, sinceramente non credi che sia abbastanza evidente che la gestione della regione sicilia da parte del tuo partito e del tuo governatore in prima persona non sia la diretta responsabile del travaso di soldi dal pubblico al privato e quindi della mancanza di soldi per i servizi pubblici tra cui il soccorso qualificato? Non ti chiedi, come tu stesso scrivi, perchè non avete ottenuto niente dalla vostra battaglia? In tutta onestà, in un messaggio precedente riporto una parte significativa della storia di politica e corruzione sanitaria siciliana. Non sono illazioni: è un dato di fatto l’enormità di privato e di accreditamenti non qualificati che esiste in sicilia ( più di 1000 contro 70 della lombardia, regione di centro-destra dove la sanità anche se con un sistema diverso da emilia e toscana mi sento di dire che funziona benissimo!!); è un dato di fatto significativo che a breve si concluderà il processo in cui Cuffaro è indagato e guarda caso il processo ruota intorno ai tariffari di rimborso delle prestazioni sanitarie per le cliniche private di cui Aiello e Cuffaro discutevano 5 giorni prima dell’arresto di Aiello esponente n° 1 della sanità privata siciliana, come riferito dallo stesso Aiello e non smentito, per evidenza dei fatti, dallo stesso Cuffaro.
Allora, mi rivolgo a chi seriamente ha a cuore il problema sanitario, per sensibilità, perchè coinvolto in prima persona dal bisogno sanitario o per altre ragioni ideali forti, guardiamo in faccia la realtà: i diritti, la giustizia che vogliamo, verranno fuori solo se cerchiamo fino in fondo la verità. La politicà pulita che persegue la verità e la trasparenza (perchè sia chiaro che credo nella politica, quella con la P maiuscola, quella che fu anche di La Pira che però, caro Pietro, niente ha a che vedere con le tue idee, fattene una ragione), quella sì, può ottenere qualcosa, le scorciatorie e i favori della politica clientelare sono vie brevi che non portano a niente!
Tullio
26 settembre 2007 alle 13:54
Caro Tullio,sarò ben felice di dirti la mia sulla domanda che mi hai posto!Non sbagli assolutamente in nulla, non c’è finora stata una gestione della sanità in sicilia tale da rispondere alle reali esigenze della nostra collettività, e l’argomento in oggetto ne è la riprova.Dire che il governo regionale non ha responsabilità in merito sarebbe a dir poco falso, ma non mi sento neanche di affermare che tutte le pecche della nostra sanità siano state causate solo dalla gestione Cuffaro.Non sono sufficientemente documentato ma probabilmente bisogna guardare anche indietro nel tempo, ciò che oggi ci tocca subire è frutto di una malagestione basata sulla politica clientelare che perdura da troppo tempo causata dai governi che si sono susseguiti negli anni.Non credo sia tutto sorto dal 2001 in poi. Riguardo alla mia personale posizione politica ho scelto di entrare nel movimento giovanile dell’UDC perchè intendo partire dalla mia città, ed in questa mi sono trovato in sintonia con le persone già appartenenti a questo movimento. Se avessi dovuto scegliere un partito basandomi sulla storia,il passato e le azioni dei suoi rappresentanti da quelli locali a quelli nazionali, forse avrei fatto prima a fondare un nuovo partito!Noi tra l’altro come movimento abbiamo attuato proteste nelle quali ci siamo detti pronti ad un confronto duro anche all’interno del partito stesso,di sicuro non mi sto zitto solo perchè la mia regione o la mia provincia sono governate da presidenti appartenenti all’UDC. E questo è documentato anche nei nostri comunicati stampa. Come dici tu c’è bisogno di rilanciare la politica con la P maiuscola ma per farlo è necessario partire dal basso, capire le esigenze e se necessario scontrarsi anche con chi ti siede accanto, è quello che stiamo facendo e come ho detto partendo dalla nostra città. Abbiamo fatto attivare il servizio ambulanza a S.ta maria del Focallo grazie alle nostre proteste, quando porti a casa un risultato del genere che importanza può avere la collocazione politica purchè si arrivi al risultato? Questa è politica con la P maiuscola ma fino a quando gli interessi personali la sovrasteranno poco si potrà fare, ad Ispica non abbiamo ancora il medico a bordo del 118 proprio per questo motivo. Non c’è stato nessun politico da destra a sinistra che si sia speso direttamente per tale causa.
26 settembre 2007 alle 16:00
Caro Carmelo, la tua risposta mi conferma tutta la tua buona convinzione nell’affrontare il problema. Spero che continuerai a batterti a livello locale, senza cercare compromessi. Però è necessario allargare lo sguardo. Alle mie argomentazioni dici di non essere informato, allora ti chiedo di informarti, proprio per la ricerca di verità che ti anima. Per ottenere giustizia e per lottare efficacemente la prima arma è sapere, sapere, sapere. Tutti i mali della sanità non nascono nel 2001 con Cuffaro, prima. Il problema è che Cuffaro continua la tradizione della DC che è responsabile, nei 50 anni di governo, dei mali della sanità siciliana. Cuffaro era un seguace di Mannino, potente DC siciliano, condannato per mafia, e continua proprio quella tradizione. Caro Carmelo, la sicilia, sì, ha avuto un’occasione storica per cambiare con Rita Borsellino, persona limpida, nata nell’impegno con Libera, con Don Luigi Ciotti, per le strade, nata dalla società civile, esterna al clientelismo politico che appartiene anche a parte della sinistra, insomma una grande occasione, sprecata. Ripeto che per cambiare e ottenere qualcosa si deve far venire fuori il marcio, sennò ti assicuro che le battaglie sono inutili, perchè i soldi continuano ad andare dove sono gli interessi (cliniche) e per le ambulanze mai ci saranno!! per fare una chemioterapia vicino casa mai ci saranno!! Allora Carmelo a te e ai tuoi compagni dico continuate, ma informatevi (riconsiglio “La Mafia è bianca”)per cercare la verità e lottate perchè il vostro partito espella il marcio della corruzione, sennò ripeto vi faranno un po’ strillare ma non otterrete nulla. Oppure unitevi alla sicilia pulita, alla società civile di Libera, di Rita Borsellino, delle associazioni antiracket etc che lottano per la verità.
Lascio un video in cui Cuffaro giovane consigliere comunale a Palermo, legato a Mannino, un mese prima che Falcone venga ucciso attacca in tv Falcone come magistrato mafioso, di fronte a tutte vittime della mafia (Giovanni Impastato fratello di Peppino morto con la testa fracassata dalle pietre, Rita dalla Chiesa figlia del Generale ucciso, Claudio Fava figlio del giornalista assassinato)e Cuffaro dichiarava che ciò che quelle persone e Falcone dicevano era peggio di 10 anni di delitti. Un mese dopo Falcone, mafioso secondo Cuffaro, veniva sbriciolato da una bomba. Allora a quel Cuffaro ci si deve rivoltare. Non ci saranno ambulanze, medici, lavoro, servizi se non si sta dalla parte di Falcone.
Qui ill video:
http://www.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y&mode=related&search=
26 settembre 2007 alle 17:18
Ha detto bene Giusi. Ignoranza o non trasparenza. Mi sono spesso chiesta, e dopo aver guardato il video me lo chiedo con più forza, cosa spinga migliaia di siciliani a non voler appoggiare la Sicilia pulita. E’ il non conoscere i fatti, le persone, le idee, i trascorsi, o è il fingere di non conoscere, di non sapere.
Lo sproloquio di Cuffaro ha un solo fine, delegittimare il lavoro e la credibilità di un uomo. Quelle accuse gridate con stridolio da mercato non sono altro che il penoso tentativo di infangare, isolare e infine colpire.
Quel tentativo è riuscito. A qualcuno quel video potrebbe sembrare un ottimo movente.
Carmelo fai le tue battaglie, perchè sono giuste. E sei tu a dover decidere con chi farle, da che parte stare.
Voglio però chiederti una cosa. Scrivi “ciò che oggi ci tocca subire è frutto di una malagestione basata sulla politica clientelare che perdura da troppo tempo causata dai governi che si sono susseguiti negli anni”, con queste parole ti riferisci ai governi regionali. Carmelo, ma tu sai di che colore erano questi governi? Sai i nomi e i cognomi dei fautori di questa politica clientelare? Se non li sai cercali, documentati. E solo allora, con consapevolezza, fai la tua scelta.
27 settembre 2007 alle 00:26
Come ho esposto nel mio ultimo commento, so che la causa della malasanità è da accreditare anche a questo governo, so anche i nomi e cognomi fautori della politica clientelare,i governi che si sono susseguiti sono stati sia di destra che di sinistra, ma ripeto: se la mia scelta avrebbe dovuto basarsi sulla condotta e il curriculum di ogni singolo partito, da destra a sinistra non credo che avrei potuto salvare nessuno… io ho trovato ad Ispica persone con le quali condivido un determinato modo di fare e affrontare la politica. E’ da ciò che sono partito, e con questo movimento ho iniziato e voglio continuare a produrre risultati importanti. Se ci fossilizziamo su questioni del genere, continueremo a fare un favore a chi finora si è tranquillamente fatto i suoi comodi.
27 settembre 2007 alle 02:44
caro Carmelo,
io capisco e rispetto tutte le tue motivazioni, e non ti chiedo di lasciare il tuo partito. Quello che vorrei e’ che ognuno di noi cerchi la verita’, che si lotti insieme per cambiare le cose, e’ quello che prima di tutto chiedo a me stessa. Al di la’ delle mie scelte politiche, che possono anche differire dalle tue, credo che la cosa piu’ importante sia unirsi e lottare per cio’ che crediamo sia giusto. E ci sono lotte che vanno al di la’ dei partiti, perche’ sfortunatamente a volte i partiti che votiamo non sempre ci rappresentano..e’ per questo che credo nell’importanza di unirsi al di la dei partiti, per lottare insieme per cio’ che crediamo giusto. Ci sono associazioni staccate dai partiti che si impegnano ogni giorno per gli stessi ideali che porti avanti tu, distaccate dai partiti non perche’ rifiutino la politica, ma perche’ credono che la vera politica nasca prima di tutto dalla societa’ civile. Io faccio parte di Libera, una associazione fondata da Don Luigi Ciotti, un prete che ha dato e da’ la sua vita per la lotta contro tutte le mafie e i soprusi. Se ti scrivo adesso e’ solo per condividere con te le mie scelte, come tu hai fatto nei tuoi post. Ho scelto di impegnarmi in Libera perche’ credo che si possa costruire una sicilia, un’italia migliore..non mi sono ritrovata in nessun movimento prettamente partitico, perche penso che a volte dal di fuori si riescano a capire meglio le cose..
Spero di incontrarti quando tornero’ ad Ispica, come spero di conoscere Eva e tutti quelli che credono in una societa’ piu’ giusta. Credo che dal confronto nascono i percorsi che portano lontano, dallo scontro invece non nasce niente. NOn e’ il confronto tra realta’ diverse (come quelle in cui ci impegnamo noi) che ci deve fare paura, puo’ solo arricchirci tutti un po’ di piu’.
giusi
27 settembre 2007 alle 09:34
Appoggiando i giovani dell’UDC di fatto appoggi quel governo regionale che ha scelto di privilegiare la sanità privata rispetto a quella pubblica. Il governo di Totò Cuffaro. A livello locale i giovani dell’UDC possono fare tutte le battaglie, giuste, sbgaliate, non importa, che vogliono. Ma i soldi arrivano da Palermo e li l’UDC appoggia il signor Cuffaro, e sai cosa vuol dire questo? Che quando il signor Cuffaro decide di elargire benevolmente i nostri soldi a favore della sanità privata lo fa con il consenso dei suoi alleati, ovvero dei signori dell’UDC. O sbaglio?
Ti faccio un esempio pratico. Se Palermo dispone di 1000 per la sanità e decide di dare 800 al privato e 200 al pubblico, il pubblico dispone di quel 200 e con quel 200 deve far quadrare i conti. Se i conti non quadrano si deve tagliare da qualche parte, e sai in cosa hanno tagliato? Perchè bisogna dire le cose come stanno. Hanno tagliato sullo stipendio di un medico su un’ambulanza, medico che di fatto non c’era. E sai perchè non c’era quel medico? Perchè i signori dell’UDC, alleati del governo Cuffaro, là dove si decide, ovvero a Palermo, hanno deciso di dare 200 al pubblico e 800 al privato.
Chi finora si è fatto tranquillamente i comodi suoi, come scrivi tu, sono proprio quelli che appoggi. Perchè ci sono loro al governo, e ci sono da un bel po di anni. Da un bel po di anni Carmelo, non da due giorni. E sono loro che hanno firmato per quel 200, e sono loro che ci governano a livello locale, provinciale e regionale.
Loro potevano e non hanno fatto.
Che dicano di voler fare ora, q1uando per una vita che è andata non c’è più nulla da fare, mi sembra, onestamente, la più vile delle prese in giro.
29 settembre 2007 alle 01:13
Ma che bello. Oggi in provincia di Ragusa abbiamo avuto l’assessore regionale alla sanità Roberto lagalla e io lo apprendo solamente dalla televisione, sarebbe stata un’ottima occasione per parlargli, dato che l’anno scorso in circostanze per niente felici l’ho conosciuto, quanto meno solo per sentire di presenza se la promessa della medicalizzazione delle ambulanze era ancora valida o no.Da quello che ha dichiarato oggi si auspica che si possa -anche se non in tempi brevi – arrivare a questo risultato, il problema non è tanto questo in quanto siamo in contatto diretto, ma mi fa rabbia che di tutti i politici(chi ha seguito la vicenda sa benissimo di chi parliamo) che l’anno scorso si sono preoccupati di essere presenti alla passerella, tanto per sfruttare il momento, nessuno si è degnato di avvertirci di questa visita. Forse era superfluo, ma forse sarebbe stato anche giusto confrontarmi a distanza di un anno con chi cerca di lavorare per quello per cui in tanti abbiamo lottato. Oggi però c’erano tante belle facce soddisfatte, di che cosa poi un giorno me lo verranno a spiegare! Fategli i miei complimenti!
29 settembre 2007 alle 13:29
E’ un gran paradosso.
La gente in piazza non viene ascoltata. Nell’Olimpo, al massimo, se proprio si vogliono sforzare, dicono un paio di “belle parole” e fanno un paio di “belle promesse”. Infatti, a oltre un anno di distanza, eccoci qui a considerare che tutto quel polverone non è servito a niente.
Ma, dicevo, è un gran paradosso. Perché se le manifestazioni e le proteste pubbliche non vengono ascoltate, l’unico vero potere che hanno in mano tutti i semplici cittadini è uno solo, quello del voto.
E il paradosso sta nel vedere che tanta gente è incazzata e protesta, però poi dai consulti elettorali escono sempre le stesse facce, magari con qualche lifting, ma sono sempre le stesse facce.
Non che tra tutti i candidati ci siano chissà quante facce presentabili, ma sporadicamente qualche faccia interessante l’ho vista. E quella faccia piglia uno, due, cinque voti.
Mi chiedo che malattia sia questa. Cos’è? Paura di prendere la strada nuova? Sfiducia (giustificatissima) nel futuro, qualsiasi esso sia? Disinteresse? Convinzione che il male minore sia davvero questo? Oppure, semplicemente, la gente incazzata è in minoranza rispetto alla gente soddisfatta, e quindi la maggior parte sta bene così?
Sono sempre stata tentata di pensare che, in fondo, alla gente vada bene così, che è questo quello che vuole.
Non lo so.
Ma non mi sento di dire a Carmelo che fa male ad aver deciso di tapparsi il naso e infilarsi dove si è infilato pur di riuscire a smuovere qualche rotella.
29 settembre 2007 alle 14:13
Avevo deciso di non commentare più questo post (per non rattristare nessuno) e di dedicarmi a cose più concrete e fruttifere…… Ma come non fare una capatina quando si rivede e rilegge Clara Corallo? Bentornata in PIazza!!!!!!
Beh, visto che ci sono, due paroline le scrivo….. giusto così….. tanto per “vagheggiare”.
La gente è incazzata. Sia essa la maggioranza o la minoranza, poco importa. Il fatto è che, in maniera incontrovertibile ed inconfutabile, la gente è incazzata.
Se Clara si chiede quale possa essere la patologia di questa “idiosincrasia democratica” (mi incazzo ma continuo da votare le stesse persone), la mia domanda è se, alla fine, la gente è “coscientemente incazzata” o “ignorantemente incazzata” (“ignorante”, secondo l’accezione socratica, colui che non conosce. n.d.r.).
Beh, visto che sono “arrogante”, posso tranquillamente esprimere la mia opinione senza nessuna remora. Io sono fermamente convinto che ci trovbiamo davanti ad una forma di “incazzatura ignorante”……
Riaguardo a quanto detto da Clara (scusami ma sarò, perchè lo sono, arrogante, banale e vago…… e tendenzialmente “papalino”) credo che l’incazzatura poco abbia a che fare con l’espressione del voto.
Il voto, anche quello dell’icazzato, non va a chi si adopera per rendere migliore la società. Il voto, anche quello dell’incazzato, è destinato a chi mi promette o da un posto di lavoro, a chi mi fa passare il progetto della mansarda alla commissione edilizia, a chi mi consente di scavalcare le liste di attesa per gli esami clinici e le visite specialistiche. La percezione di chi chiede e riceve questi (e tanti altri) “favori” è quella che la sua è una situazione “unica” e, pertanto, “giustificabile”. Sono le situazioni degli altri (che unite formano una “situazione generale) che può anche suscitare la mia incazzatura….. Se ho un dolore al ginocchio e necessito di una risonanza magnetica, vado a chiedere la cortesia di scavalcare le liste di attesa. Che, poi, scavalcando creo un disagio a chi, invece, aveva diritto prima di me (non per importanza della patologia ma per turno) poco importa…… “la mia è una situazione particolare”. Però….. quando al “bar dello sport” si parla delle infinite liste di attesa per gli esami clinici….. ah…… la posso tranquillamente esternare tutta la mia “incazzatura” perchè, in fondo, la colpa è dei manager e dei medici che non sanno (o non vogliono) gestire bene il servizio……
Comunque…… Ad maiora
4 ottobre 2007 alle 17:50
“Il voto, anche quello dell’incazzato, non va a chi si adopera per rendere migliore la società.
Il voto, anche quello dell’incazzato, è destinato a chi mi promette o da un posto di lavoro, a chi mi fa passare il progetto della mansarda alla commissione edilizia, a chi mi consente di scavalcare le liste di attesa per gli esami clinici e le visite specialistiche. La percezione di chi chiede e riceve questi (e tanti altri) “favori” è quella che la sua è una situazione “unica” e, pertanto, “giustificabile””.
10 e lode Pietro per la sincerità! Nessuno meglio di te può conoscere come si acquisisce il consenso, considerato che lavori nella segreteria del deputato regionale. Ora capisco … povero ingenuo quale sono … xchè Forza Italia ad Ispica gode di tanti consensi. A quasi quarant’anni è bello scoprire la verità. Ma dimmi: chi vota Innocenzo e Forza Italia è un incazzato cosciente o un incazzato ignorante? Non potrebbe essere un incazzato egoista?
Pietro, ti voglio bene.
4 ottobre 2007 alle 23:57
Caro Carmelo, premesso che anch’io ti voglio bene (ma non lo diciamo forte altrimenti ci fraintendono e finiamo nella lista degli aspiranti PACS…. e non so tua moglie e la mia fidanzata come la prenderebbero), dicevo….. premesso tutto questo, ma fa meraviglia che proprio tu mi venga a fare queste domande…..
Carmelo….. non ti sottostimare……. tu fai politica attiva e conosci meglio di me le risposte (o dalle parti tue siete tutti santi e beati?). Se, poi, hai difficoltà a trovere le risposte (visto che dobbiamo per forza tirare in ballo persone che in questa piazza non ci hanno mai messo piede) prova a chiedere al tuo “ex primario” ed oggi deputato regionale di riferimento o al tuo ex assessore ai LL.PP. al comune di Ispica (ricordi quando eri consigliere e parte integrante del governo della città?).
Caro Carmelo, alla soglia degli “anta”, ingenuo è chi non sa….. chi fa finta di non sapere lo definirei in maniera diversa…… (confido nella tua intelligenza e so perfettamente che saprai trovare nel tuo bagaglio lessicale il termine più appropriato!).
Il tuo intervento, che considero scherzoso e di “alleggerimento”, imporrebbe una riflessione più approfondita perchè, forse non volendo, hai toccato un tasto molto interessante: come si acquisisce il consenso elettorale.
Una riflessione che merita uno stato di attenzione particolare (ed a quest’ora la palpebra pesantuccia….. ma avrò modo di tornare sull’argomento, visto che lo hai tirato in ballo).
Comunque (e poi mi congedo) ribadisco il concetto che non sono poi l’unico ad avere una conoscenza così approfondita della tematica. Certo, visti gli ultimi risultati elettorali, qualhe consiglio potrei anche dartelo, ma poi favorirei la concorrenza…….
Con sincero affetto.
Ad maiora
5 ottobre 2007 alle 08:44
…Pietro,…:-)!!!
5 ottobre 2007 alle 13:36
Scusate ma secondo me il problema non è come si acquisisce il consenso elettorale ma di cosa ci se ne fa di quel consenso una volta eletti!
Il consenso si acquisisce a suon di promesse, belle facce, compartecipazione ai problemi comuni, comprensione della voglia di cambiamento che c’è tra la gente e l’apparire come “uno di noi”.
Il problema è, che una volta finite le elezioni, coloro che hanno votato, ovvero il punto nodale del sistema democratico, il fulcro della società civile, diventano semplici cittadini che non possono pretendere di risolvere i problemi…diventano quelli che non capiscono quanto sia “complicato” fare il politico e “affrontare tutti i problemi di ogni giorno”.
a me sembra soltanto che, essendo tutto il sistema sbagliato alla radice, una volta eletto, il politico di turno si inserisce completamente nel sistema, facendosi assorbire in un vortice di “modi operandi” che lo allontanano dall’essere il semplice cittadino votato da altri semplici cittadini, per diventare l’appartenente ad una casta di privilegiati.
quindi, caro Pietro e cari tutti, vi ripeto il problema non è come si acquisisce il consenso elettorale, ma il problema è cercare di cambiare il sistema alla radice e diffondere una nuova cultura dell’”essere politico”.
Il non sentirsi rappresentati è il vero fallimento della democrazia!
5 ottobre 2007 alle 16:32
Eh si… un po di differenza c’è…
http://fun.drno.de/flash/EU vs Italy.swf
12 ottobre 2007 alle 13:34
Come si fa a dire che non è un problema il modo in cui si acquisisce il consenso? Siamo in uno Stato di Diritto, in un Regime o nella Giungla? Se il consenso si acquisisce in modo illegale, la magistratura ha il dovere di indagare. Se non lo fa, il problema è quello! Ma dire che non è un problema il modo in cui si ottengono i voti è assurdo. Un posto dato a un incapace, piuttosto che a un meritevole, è un danno per tutta la collettività. Un concorso truccato è reato. Le tangenti per entrare a medicina sono reato. Poi, si sa, il nostro moralismo vale solo con gli stranieri…
16 ottobre 2007 alle 12:09
Otto anni di reclusione: questa la richiesta avanzata dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone, al termine della requisitoria nel processo alle cosiddette “talpe della Dda”, nei confronti del presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. I pm hanno poi chiesto la condanna a 18 anni per il manager della sanità privata Michele Aiello, che deve rispondere di associazione mafiosa; nove anni per il maresciallo del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso in associazione mafiosa; cinque anni per il radiologo Aldo Carcione, imputato di concorso in rivelazioni di segreto d’ufficio. Pene pecuniarie sono state invocate per le società Atm (1 milione e 549 mila euro) e per la Diagnostica per immagini (un milione di euro).
Al fianco del Governatore si schiera Silvio Berlusconi che conferma “la solidarietà” a Cuffaro.
Pensate ci sia bisogno di ulteriori commenti?
8 anni per associazione mafiosa. Eletto con il consenso dei siciliani (che sapevano).
16 ottobre 2007 alle 13:31
Personne, non ho ben capito con chi te la stai prendendo…
16 ottobre 2007 alle 19:17
La notizia l’abbiamo seguita tutti, credo.
Mi associo a Josè, Personne, perchè non ho capito con chi ce l’hai!
Per rispondere a Gianni, volevo dirti che il modo con cui si acquisisce il consenso è importante… ma solo quando il sistema che sta dietro ai modi di acquisirlo è limpido, trasparente, leale e giusto.
se il sistema che regge tutto è sbagliato, bisogna partire da lì… il resto è un problema sì, ma secondario.
spero tu mi abbia capito.
CIAO A TUTTI
16 ottobre 2007 alle 22:08
Josè, Eva…… e che diamine, un pochino di fantasia!!!!!!! “Personne” non è mica la “Sibilla Cumana”…. Dai, se vi impegnate sono sicuro che ce la fate a capire con chi ce l’ha!!!!!…… Comunque……
Nessun commento, ok, ma una domanda me la si può anche concedere, o no?
Visto che la memoria non mi aiuta tanto, mi interessava sapere se quel PM, Pignatore, fa parte della stessa Procura che per una decina di anni ci ha detto che Andreotti si sbaciucchiava con Totò Riina. Giusto per saperlo….. così, forse, riuscirò a capire la differenza tra “magistratura inquirente” e “magistratura giudicante”.
Anch’io avevo una cosuccia da dire a Gianni: hai ragione. Ma credo che, nel discorso che si faceva sull’acquisizione del consenso, si dava per scontato che quello “illegale” è da condannare. Nel nostro confronto si chiacchierava di un “consenso legale” ma, alle volte, non supportato da una azione post elettorale coerente.
Certamente, cara Eva, il “sistema” è un fattore di grande infuenza. Ma, giusto per capirci, cosa è, o meglio, chi è che fa parte di questo sistema e con quale grado di influenza e ruolo?
Mi fermo qui giusto perchè anche oggi è stata una giornataccia e la solita palpebra pesante…….
Ad maiora.
17 ottobre 2007 alle 17:24
Rispondo a Josè ed Eva. Non me la sto prendendo con nessuno. Riportavo semplicemente una notizia e rammentavo che il signor Cuffaro è stato eletto con il consenso dei siciliani.
Non leggo, dopo il vostro, interventi degni di risposta. Ma visto che si tira in ballo Andreotti, e lo si fa con il consueto pressappochismo di comodo, preciso che il processo-Andreotti si è concluso con la dichiarazione di colpevolezza dell’imputato fino alla primavera del 1980. È stato riconosciuto dalla corte d’appello di Palermo colpevole di associazione a delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980, reato che si era prescritto un anno prima. Quindi, se il processo fosse durato un anno di meno, lui sarebbe stato condannato per associazione a delinquere con la mafia.
Santa prescrizione, quante teste onorevoli ha salvato.
17 ottobre 2007 alle 17:38
Andreotti è stato sottoposto a giudizio a Palermo per associazione mafiosa. Mentre la sentenza di primo grado, emessa il 23 ottobre 1999, lo aveva assolto per insufficienza di prove, la sentenza di appello, emessa il 2 maggio 2003, distinguendo il giudizio per i fatti fino al 1980 e quelli successivi, ha stabilito che Andreotti aveva «commesso» il «reato di partecipazione all’associazione per delinquere» (Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980», reato però «estinto per prescrizione». Per i fatti successivi alla primavera del 1980 Andreotti è stato invece assolto.
La sentenza della Corte di Appello di Palermo del 2 maggio 2003, parla di «una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980».
Interrogato dalla procura di Palermo il 19 maggio 1993, il sovraintendente capo della polizia Francesco Stramandino, dichiarò di aver assistito il 19 agosto 1985, in qualità di responsabile della sicurezza dell’allora ministro degli Esteri Andreotti, ad un incontro tra lo stesso politico ed il boss Andrea Manciaracina, all¹epoca sorvegliato speciale e uomo di fiducia di Totò Riina. Lo stesso Andreotti ammise in aula l¹incontro con Manciaracina, spiegando che il colloquio ebbe a che fare con problemi relativi alla pesca. La sentenza di primo grado definì «inverosimile» la «ricostruzione dell¹episodio offerta dall¹imputato». Pur confermando che Andreotti incontrò uomini appartenenti a Cosa Nostra anche dopo la primavera del 1980, il tribunale stabilì che mancava «qualsiasi elemento che [consentisse] di ricostruire il contenuto del colloquio». La versione fornita dall¹onorevole Andreotti, secondo il tribunale, potrebbe essere dovuta «al suo intento di non offuscare la propria immagine pubblica ammettendo di avere incontrato un soggetto strettamente collegato alla criminalità organizzata e di avere conferito con lui in modo assolutamente riservato».
Sia l’accusa sia la difesa presentarono ricorso in Cassazione, l’una contro la parte assolutiva, e l’altra per cancellare le conclusioni della sentenza di appello. Tuttavia la Corte di Cassazione il 15 ottobre 2004 confermò la sentenza d’appello. Nella motivazione si legge (a pagina 211):
« Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione. »
Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione), Andreotti sarebbe potuto essere condannato in base all’articolo 416, cioè all’associazione “semplice”, poiché quella aggravata di stampo mafioso (416 bis) fu introdotta nel codice penale soltanto nel 1982, con la legge Rognoni-La Torre.
Per quanto concerne il coinvolgimento nell’omicidio Pecorelli, Andreotti fu assolto in primo grado ma successivamente condannato a 24 anni di reclusione dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, il 17 novembre 2002. La sentenza d’appello venne quindi annullata senza rinvio dalla Corte di Cassazione, annullamento che rese definitiva la sentenza di assoluzione di primo grado.
brano preso da wikipedia.
Manteniamo il discorso sulla “mafia bianca” e non sviamo sul gossip.
e consiglio ancora a tutti di vederlo il Documentario dove ci sono le intercettazioni ambientali tra capi mafia e imprenditori di “carne umana”. sennò rischiamo di fare il gioco di chi tira, da troppo tempo, le retini dalla propria parte in quella terra malata di cancro e bisognosa di cure.
e da curare ci sarebbe, prima di tutto, il “sistema” di procacciare i voti che è lercio sia a destra che a sinistra.
19 ottobre 2007 alle 20:33
Cari amici,
nessun commento. Solo un invito a leggere il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella edito da Rizzoli “La Casta” e, come sto facendo io, il libro di Lirio Abbate e Peter Gomez edito da fazi editori “I Complici”.
Buona inquietante notte!
19 ottobre 2007 alle 23:38
cari tutti della piazza,
ben trovati. saluto tutti gli amici vecchi e nuovi di questa bella comitiva. è da un pò che non mi faccio vivo. in questi mesi di assenza ho avuto modo di leggere di tanto in tanto i vari post ma la mancanza di tempo non mi ha permesso di dire la mia.
cosa dire su questo post. come in ogni discussione di piazza è fisiologico partire da un punto e finire ad uno che poco c’entra con l’origine del discorso (quindi ci può anche stare) perchè la mente umana non è a comparti stagni.
una cosa non mi è piaciuta: il modo in cui è andata questa discussione. già, perchè ci vuol “maestria” a trasformare una discussione in piazza in una lite da cortile. a parte qualcuno che ha preso sul serio l’argomento nei suoi due aspetti logici e fisiologici (sfruttamento politico si/no e perchè non funzionano le autombulanze), ho visto solo colpi bassi; insulti gratuiti; attacchi e difese politiche; accuse di sterilità concettuali sostenute da pura voglia di scontro verbale.
non sono di certo io il detentore di ogni saggezza e forse non ne detengo nessuna. però, così ad occhio penso che la conduzione sterile di un discorso sia non solo fine a se stessa ma offensiva. offensiva non tanto nei confronti di chi scrive il post (che nel caso specifico ho il piacere e la fortuna di conoscere come persona da non apostrofare in certi modi), che nella peggiore delle ipotesi potrebbe non sentirsi capito e pensare che certi argomenti non sono da “piazza”, quanto nei confronti dell’argomento stesso che, se si è persone serie, merita che ogni parola a suo riguardo venga meditata almeno un paio di volte prima di essere digitata (esattamente come si faceva ai tempi di carta e penna, quando si stava attenti a scrivere per non sbagliare e dover fare cancellature).
detto ciò mi premeva fare la conoscenza di due blogger che ho visto molto attive in questo post. in primis di giusi amore. io ne conosco solo una che non è di ispica ma della prov di catania, non è che le due vengono a coincidere?
in secundis vorrei fare un parallelismo con la piazza reale. se io vado in giro per la piazza incappucciato, a prescindere che io insulti chi incontro, le forze dell’ordine, a meno che non sia carnevale, mi fermano intimandomi di rendermi riconoscibile mostrando il viso (e forse pure i documenti). questo perchè ci sono leggi in merito. in una piazza virtuale il buon gusto e la buona educazione imporrebbero di presentarsi ai propri interlocutori rendendosi riconoscibili, a prescindere da insulti o perle di saggezza che si diffondono. la differenza sta nel fatto che, nonostante ci siano norme in entrambe gli ambienti a spaccaforno.it non ci sono anche i carabinieri virtuali che mi fermano e non riscio l’arresto: al massimo dimostrerò di non avere nè buon gusto nè buona educazione! non escludo che ci possa però essere qualche “st-raniero”(e questo anagramma non mi è nuovo…) che non conosce “la legge”, ma per questo non ce la possiamo prendere con nessuno…
una buona notte
26 ottobre 2007 alle 21:36
Eva, ho capito in piccola parte il tuo discorso…
Ad ogni modo, il fatto che l’Italia sia un Paese marcio e corrotto non deve e non può essere la normalità. Tutte le ricerche SCIENTIFICHE dicono che i Paesi più meritocratici e meno corrotti sono anche quelli dove c’è più ricchezza, più giustizia sociale e qualità della vita migliore…
In Svezia un ministro si è dimesso perchè si è scoperto che non pagava i contributi alla colf. In Italia, se fai del clientelismo un’ideologia, male che vada diventi onorevole… Funziona così in Italia, lo sanno anche i muri, ma dire che va bene così e che sia giusto così è squallido…Solo che ad Ispica la maggior parte la pensa così…
19 gennaio 2008 alle 09:48
“Condannato ma sempre Presidente.Condannato ma salvo nell’onore. Li ha favoriti due o tre mafiosi ma probabilmente non sapeva che erano mafiosi. Li ha sostenuti due o tre mafiosi ma voleva favorire solo due o tre amici… Era l’isola del tesoro che poteva venire travolta da uno tsunami giudiziario, dai contraccolpi della condanna al governatore acclamato con quel milione trecentomila voti e con almeno trecentomila siciliani che da lui ogni giorno di ogni mese dell’anno traggono un vantaggio diretto o indiretto, di status o di prebende, di incarichi o di denaro.
Ma cosa avrebbero fatto mai da domani quei fedelissimi, quella “ristretta” cerchia di colonnelli e capitani e marescialli che Totò negli ultimi sei anni e sei mesi ha piazzato dappertutto?
Agricoltura. Sanità. Trasporti. Programmazione. Turismo. Agenzia per l’impiego. Tutto nelle sue mani. Le lacrime di Totò sono state le lacrime di tre quarti della Sicilia.”
Condannato a cinque anni di reclusione con l’interdizione dai pubblici uffici per aver rivelato a un boss mafioso la presenza di microspie nella sua abitazione.
Il governatore non si dimette.