Vigilia, dei morti.
Mi metto il giubbino nero perché ho freddo e mi stiro. Vedo la tivù, uno spettacolo allo sbaraglio, la gente che canta poche ore prima del giorno dei morti. Ho freddo e a stento riesco – tra una canzone e l’altra – a leggere Le benevole, a mangiarmi le unghie. Ieri in piazza era festa. Stasera non riesco a sentire nulla, fuori. Dentro sento, eccome. Fa freddo.
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Articoli
8 novembre 2007 alle 08:35
Ehm, vengo a sbirciare dopo giorni e credevo fossero già passati i morti, così non pare. Un blog di morti. Meglio allora toccare…