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grande opera di maria

Postato da autore ospite  |   15 settembre 2008

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È denominata ‘Grande Opera di Maria’ la setta religiosa i cui vertici sono stati arrestati dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, per associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di una serie di reati di truffa aggravata. I destinatari dei provvedimenti, emessi dal Gip del Tribunale di Modica su richiesta della procura, sono il capo della setta, una 69enne di Scicli, la ‘veggente’, il presidente e il segretario dell’organizzazione.

Agli arrestati è stata contestata anche un’evasione fiscale di 1 milione e 600 mila euro. Sequestrata inoltre la sede operativa dell’associazione, situata in un immobile del valore di 2 milioni di euro (sprovvisto dei necessari certificati di agibilità e abitabilità), nel comune di Ispica. Nel corso di decine di perquisizioni sono stati trovati 73mila euro, oltre a messaggi, ostie con emografie, statuine di angeli, rosari, oggetti descritti come reliquie di Padre Pio, olio sacrificale e cosiddetta ‘rugiada del cielo’ contenute in boccette etichettate.

L’operazione ‘Blasphemia’ è scaturita da oltre un anno di complesse indagini, che hanno fatto emergere le attività realmente svolte dalla setta, ufficialmente riconosciuta come ente morale. Nel momento dell’intervento dei finanzieri, erano presenti nel salone centrale dell’immobile sede della setta oltre cento persone, di tutte le età e condizioni sociali, compresi molti bambini, intente a pregare sotto la direzione del capo e della veggente.Sotto l’apparente vocazione filantropica della ‘Grande Opera di Maria’, simulata in un arco di oltre vent’anni, le indagini hanno consentito di qualificare tale associazione come una vera e propria ’setta religiosa’, delineando le sue reali attività criminose. I suoi responsabili, spinti da forti interessi economici e patrimoniali, non hanno esitato a circuire gli associati con minacce e notevoli pressioni psicologiche, privandoli più o meno consciamente della loro capacità di autodeterminazione, e causando loro gravi danni economici e morali.

L’associazione era stata creata nel 1986 e aveva attratto da subito numerose persone, con fenomeni di pellegrinaggio alimentati dalle presunte ripetute apparizioni mariane che la santona affermava di avere. Fin dai primi incontri, i presenti venivano continuamente esortati a ‘pregare’, a ‘convertirsi alla dottrina’ della setta, e ad associarvisi.

Negli anni gli arrestati erano riusciti ad adescare molte persone, soprattutto anziane o con disagi esistenziali. A questa prima fase seguiva un vero e proprio ‘processo di spoliazione’, nel quale i cosiddetti ‘eletti’ effettuavano donazioni di denaro, immobili, terreni, gioielli, opere d’arte, e altri lasciti vari, cui si aggiungevano prestazioni gratuite di lavoro a favore dell’associazione.

I leader della setta in tal modo erano riusciti a costruire un immobile nelle campagne di Ispica, denominato ‘colombaia’ e ‘granaio del cielo’, dove il gruppo si sarebbe dovuto rifugiare in vista dell’imminente ‘giudizio universale’, al quale sarebbero sopravvissuti, secondo la dottrina professata dall’associazione, solo gli appartenenti alla ‘Grande Opera di Maria’. Gli associati, quindi, venivano gradualmente sottoposti a un controllo assoluto, a tutto ciò devono aggiungersi le minacce cui andavano incontro gli associati dubbiosi o ‘poco generosi’ nelle elargizioni in favore dell’associazione. Minacce contenute nei presunti messaggi ‘divinì interpretati dai capi della setta.

Fonte – QN


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Un Commento a “grande opera di maria”

  1. Josè Bellisario Scrive:

    Non ci facciamo mancare niente eh?
    Metto il link per vedere in faccia queste persone.
    http://modicanews.wordpress.com/2008/09/15/ispica-associazione-a-delinquere-finalizzata-alla-truffa-arresti-allinterno-di-una-setta/

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