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Blue con Derek Jarman

Postato da saro fronte  |   28 novembre 2006

 

Sono nelle caravaggesche luci del pensiero di Wittgenstein prima di entrare nel Blue.
Blue è nello schermo, liquefatto, dove le immagini si annullano assorbite. M’infastidisce il ronzio delle voci, mentre aspetto un rigurgito di movimento che possa rendermi partecipe.
Poi lentamente i suoni, sottofondo alle parole, prendono consistenza ed è solo con esse che trovi il mezzo per esprimerti, ora che le immagini sono state cancellate dalla malattia monocromatica, in blue.
derek-jarman-blue.jpgRisuonano mai ossessive le parole sopra un riverbero di sofferenza indelebile, pacata, consapevole del tuo imminente confluire nel non esistere.
Nei corridoi degli ambulatori s’intrecciano voci blue di dolore cupo con quelle attenuate di speranza. Soltanto voci blue.
Un sospiro canta dei gialli di Vincent, il suo oblio, il suo addio.
Urleresti al mondo squarciando tutte le tele che hai dipinto, fosse solo un telo ora, e non l’indifendibile sopravvivenza, ad assediarti.
“Nel blu dipinto di blu” chissà se ci pensasse anche Yves mentre dipingeva.
Tu ci hai pensato al tuo blue dipinto di blue?


Io sì, per tutto il tempo squagliato delle immagini perdute, mentre le voci dipingono il colore. Riesci quasi a convincermi della giustezza del tuo viaggio, mentre ora incendierei lo schermo pur sapendo di non poterti ridare i colori. Sradicarti almeno. Farti urlare, finalmente, ciò che taci.
Blue, solo incolore, elettrico sulle retine, mie ora, tue sempre. Blue il respiro di un attore muto che mi fa accapponare la pelle, in mezzo a quelli del tuo film, come dovessi immergere la mano in un acquario liquido pastello, dove dentro scorre l’elettricità. Non ci sono più i pesci a nuotare nel blue.

“Lo sai cosa mi consola per quando non ci sarò” dici “che non ci sarà il buio ad inghiottirmi ed il mio sarà un viaggio blue e non un viaggio al buio.”.

Si riaccendono le luci, il blue per me è finito.
Sobrio in bianco, sprofondato nella poltrona presidenziale in pelle nera, al centro del grande telo dello schermo spento. Siedi compostamente e guardi sempre in blue, ed ascolti le domande di chi cerca una trama nel tuo film.
Sorridi nella risposta.
Non c’è una trama per coloro che non hanno srotolato le proprie immagini.
Il film è stato un minimalismo per chi è riuscito ad udire, con i propri occhi, il profumo della tua arte.


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2 Commenti a “Blue con Derek Jarman”

  1. francesco lauretta Scrive:

    Le rire jaune, o riso verde. Questo finire, quando tu mi parli del vuoto, (tu) dove sei?, figuratività scenica di androidi, tutte queste figure di doppi, la voce è ascolto. Ero, non ci credi?

  2. Lullaby Scrive:

    Vivrei solo negli stadi intermedi,se potessi,senza punti di partenza o di arrivo o scopi da raggiungere;me ne starei immerso in un continuo traballamento provvisorio riparato dal mondo,con pensieri circolari non focalizzati,in attesa di niente.(O in attesa di tutto :cambiamenti e trasformazioni e aperture di nuovi orizzonti sorprendenti da un secondo all’altro,in una lettera nella casella della posta,in un oggetto per terra dove cammino,in un incontro non aspettato che produce reazioni a catena).

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