Merda a Marispica e dintorni.
Mi ha chiamato l’amico da Torino. Mi parla dell’ultimo mare a Ispica e dintorni. Sono trascorsi pochi giorni dalla fine delle mie strane vacanze e, tutto sommato, debbo ritenermi fortunato. Dico tanto perché quest’anno il nostro mare ha avuto per alcuni giorni un colore insolito, stranamente anziché blu o verde d’un bel marroncino annacquato e, nei momenti migliori, d’un giallo aranciato. Due giorni prima che partissi Salvatore mi ha raccontato che i bagnanti vicino al Lido Otello sono stati fatti uscire dall’acqua dalla Guardia Costiera. A una signorina fu consigliato di farsi, e di corsa, una doccia -so anche di casi di bambini che non sono stati bene e di molti che hanno avuto bruciore agli occhi-. Ho già raccontato del mio primo bagno a Marispica assieme a Giuseppe, della solita acqua marroncina, eccetera. Poi, successivamente e fortunatamente ci sono stati giorni migliori e per una settimana il mare è tornato ad essere quel luogo di fuga, una manna per chi pensa di tenersi lontano dalla merda quotidiana. Ma tanto pare che sia durato poco. L’amico suggerisce che tanta merda l’hanno condotta a mare per una questione di soldi, per avere finanziamenti contro la deturpazione del paesaggio ma, ahimé, sembra che da quelle parti, a Ispica -e dintorni-, la gente se ne fotte altamente. Intanto ho visto che alcune spiagge non esistono più, ma poco importa (Sic!). Ho visto, a Cirica, verso i faraglioni alcune carcasse di eternit. La gente fa il bagno: cosa vuoi che facciano quattro vasche di eternit! Recipienti di eternit e altro -frigoriferi, tavoli, copertoni- li ho visti anche all’ingresso di Porto Ulisse. La gente naturalmente, come stronzi, continua a galleggiare, nel mare. Credo, in tanti anni, di non avere mai visto uno scempio simile eccetto quella famosa foto di un paio di anni fa che mostrava l’installazione di mille copertoni d’auto buttati nei pantani. All’epoca avevo suggerito all’amministrazione locale, saputo del progetto della nuova piazza a Ispica, e all’architetto di turno, di realizzare una fontana che ricordasse le bellezze naturali deturpate mettendo dentro la vasca della fontana copertoni, magari scolpiti da un bravo artista come Fabio Viale -che vi consiglio di cercare su Google-. Insomma una volta c’era il mare. Oggi al posto del mare abbiamo gli stronzi, per colpa di alcune merde locali.
Inoltre, tra poco metteranno su la nuova piazza. Immagino che ne faranno uno sconcerto come le altre piazze di Ispica, che la renderanno inagibile come i nostri bravi architetti “geometrili” hanno saputo fare con le altre, già distrutte, veri vomiti architettonici. Suggerirei, a parte le decorazioni, fasulle, inutili e simboliche della nuova pavimentazione, di mettere delle piantine, cioè del verde visto che a Ispica ormai si trova qualcosa del genere solo in campagna.
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Articoli
4 settembre 2009 alle 22:55
quoto pienamente francesco,non si rialza questa città(paese)non si rialzerà mai soliti scempi solite cose viste riviste!Mi sforzo di capire dove sia finito il senso civico e dove sia finita l’indignazione, fino a che punto si riescono a sopportare certe situazione di stasi totale? non vedo passi avanti sembra una città congelata come si usava una volta con il presepe vedo cambiare qualche pastorello o qualche nuovo animale ma lo sfondo rimane uguale immutato!