Notturno.
Un bambino correva e saltellava lì, nel cortile del complesso del Museo del Bargello, saltava intorno al padre come fanno i cuccioli, e mentre i notturni stavano per alzarsi nell’aria, pensavo che solo la musica, la contemporanea, oggi può fare miracoli, miracolarci di emozioni profonde, e tra le Divinità fluviali di Camilliani, la Temperanza, Oceano, il Cannone di san Paolo e altre splendide sculture s’avvertiva la notte, splendida al suo accesso. Avevo dimenticato d’esser stato bambino, quello svolazzo leggero pensavo, anch’io ero svolazzato come un cucciolo e la notte diffondeva il suo colore, lentamente, sopra ognuno, dei presenti, sopra tutti, l’inchiostro intenso Blu.
Questo il programma:
Massimo Lauricella,
In un gorgo d’azzurro per clarinetto basso, violoncello 2003.
Salvatore Sciarrino,
Come vengono prodotti gli incantesimi?, per flauto 1985.
Vagabonde Blu, fisarmonica 1998.
Let Me Die Before I Wake, clarinetto 1998.
Bruce Hamilton,
Intezones II, vibrafono e tape
Salvatore Sciarrino,
Due notturni, per pianoforte 1998
n. 1
n. 2
Notturno n. 3, pianoforte 1998.
Notturno n. 4, pianoforte 1998
Andrea Cavallari,
Magnificat, soprano, 2002- 2008.
Di Salvatore Sciarrino:
Le soglie della notte, i momenti di marea della coscienza sono i più fecondi per il pensiero. Hanno l’evidenza incorporea di una linea, il cocente nitore dell’orizzonte -presso quei confini allora,richiami lontananti – il pullulare degli echi mentali. 1982
Hanno vita le cose, di notte. La nostra mente riempie gli spazi, rende meno sordo il buio, e il menomo rumore diviene fantasma.
Ora,avvertiamo il corpo come fosse di un altro -il cuore. Un respiro.Lo stesso silenzio si è rovesciato in un rombo e preme sugli orecchi, per rivelare filiformi ronzii del sangue, poi echi della memoria alla deriva, un frangersi di bolle di suono.
La notte, ogni notte,siamo certi e incerti delle ombre: affiora in noi l’antica anima pagana – Inquietum. E gli oggetti intorno, nel loro immutabile degrado. E le cose invisibili, il tempo – si può toccare il tempo? 1982
La navigazione, invece, è strettamente connessa alla notte, come il coraggio e la paura. Una nave scivola sull’ignoto fluido, l’oscuro il mare e gli abissi che copre. E come il mare evoca il buio del giorno, così la notte,appena l’occhio si sarà abituato, si svela anch’essa abitata dalla luce. 1985
I miei commenti alla musica sono messaggi etici, cerco di ridurre all’essenziale, alle esperienze della realtà umana (la vita e la morte). Se lo faccio non è perché io sia un asceta o un fustigatore: nel solco della nostra tradizione umanistica più alta, eccetera, da Carte da suono di S. Sciarrino ediz. CIDIM -900.
Ero riuscito a scappare dalla ressa della mostra fotografica di Patti Smitt, quando arrivò lei. Mentre di mattina si concedeva nelle strade di Firenze con una chitarrina, cantando. Pochi i curiosi intorno. Questo poco prima della notte, Omaggio notturno a Sciarrino. Al magnificat, sopra le teste tutte s’alzò e si abbassò la voce-lamento, un canto -l’inCanto- come una buonanotte, o un buongiorno.
soprano Anna Aurigi
flauto Luciano Tristaino
clarinetto Natalia Benedetti
fisarmonica Ivano Ricciardi
percussioni Jonathan Faralli
pianoforte Ciro Longobardi
» La piazza come mai l’avete vista M'aggiro la notte, una notte come fossi un fantasma e
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