Tre madri
Continua a tornarmi in mente La Buona Novella…
Madre di Tito:
“Tito, non sei figlio di Dio,
ma c’è chi muore nel dirti addio”.
Madre di Dimaco:
“Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre”.
Le due madri:
“Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l’immagine d’un’agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno:
lascia noi piangere, un po’ più forte,
chi non risorgerà più dalla morte”.
Madre di Gesù:
“Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.
Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama – Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.
Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.
![il blog di ispica [rg]](http://www.spaccaforno.it/wp-content/themes/spakka-1.1/images/header.jpg)
Articoli
Sento un senso profondo di inadeguatezza a usare le parole per dire cose che non possono essere espresse.
Poco meno di un anno fa il mondo diventava un po’ più povero. Un po’ di più. Se ne andava un uomo straordinario.
E’ nato 
Ecco la copertina di
Le parole a volte sono intrinsecamente sbagliate. Incoerenti, schizofreniche. Ad esempio, non ho mai sopportato questa : “Giustiziato”. Non capisco proprio cosa possa avere a che fare con quella che dovrebbe averla generata: “Giustizia”.
A Spaccaforno si sente spesso della musica.