il blog di ispica [rg]

Tre madri

Postato da clara corallo  |   7 aprile 2007

Continua a tornarmi in mente La Buona Novella…

Madre di Tito:
“Tito, non sei figlio di Dio,
ma c’è chi muore nel dirti addio”.

Madre di Dimaco:
“Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre”.

Le due madri:
“Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l’immagine d’un’agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno:
lascia noi piangere, un po’ più forte,
chi non risorgerà più dalla morte”.

Madre di Gesù:
“Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.

Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama – Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

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Aprono le ali…

Postato da clara corallo  |   1 aprile 2007

Valerio.jpgSento un senso profondo di inadeguatezza a usare le parole per dire cose che non possono essere espresse.
Provo ad avvicinarmi a queste cose con tutto il rispetto di cui riesco ad essere capace, e sbatto contro la banalità delle espressioni possibili. Quindi forse è meglio non dire niente, lasciare le riflessioni a chi legge, a chi ascolta, a chi sa.
Oggi Valerio avrebbe compiuto 18 anni. Stasera gli verrà intitolato il Milan Club di Ispica. Non conosco l’indirizzo preciso, vi chiedo scusa, ma so che è dalle parti della gioielleria Caschetto in via Matteotti. Alle 20:30.
Siateci, se vi sarà possibile.
Alla memoria di Valerio va il mio personale regalo, una canzone di Franco Battiato, “Gli uccelli“.

Segnalaziò segnalaziò

Postato da clara corallo  |   31 marzo 2007

Se l’anno scorso vi siete persi la mostra fotografica “I colori della passione”, quest’anno potete recuperare.
Milo Dimartino espone infatti a Ragusa dal 2 al 14 aprile in via Roma 165, presso la libreria Mondadori.
La mostra sarà fruibile dai visitatori dalle 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.
Lascio spazio alle parole di Milo:
“I colori della Passione non vuole essere una mostra-documento, quello è intrinseco ed è proprio della fotografia, ma una mostra racconto. Il mio scopo, mi rendo conto ambizioso, non è mostrare ma raccontare, a modo mio e attraverso le immagini, questo rito antico fatto di statue, stendardi, luci, colori, gesti, musica, rumore, emozioni, espressioni. Le mie foto non devono piacere, dire e quindi poco importa di un fuori coro, di un mosso o di un taglio limite perché utili testimonianze al mio dire: “Io c’ero, ero lì con loro, ero tra la mia gente. Vivo!”  Un racconto personale e per questo forse disarticolato ma certamente cosciente e presente nel fermare su carta il particolare che spesso sfugge nel tentativo di rendere nuovo o diverso un rito che invece è lo stesso da sempre”.

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Gli uomini volanti

Postato da clara corallo  |   6 marzo 2007

L'immagine “http://img296.imageshack.us/img296/2507/angelodarrigouy4.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Poco meno di un anno fa il mondo diventava un po’ più povero. Un po’ di più. Se ne andava un uomo straordinario.

Chi non conosceva Angelo d’Arrigo, il 27 marzo 2006, leggendo i giornali, ha avuto l’occasione di scoprire cosa significa amare profondamente la vita, e berla a grandi sorsi.

Quest’uomo, a metà fra Leonardo da Vinci e Konrad Lorenz, volava seguendo gli uccelli.
I condor, le gru, le oche, i falchi e le aquile erano suoi amici. Gli insegnavano a volare, seguendo le correnti. E lui, per ripagarli, col suo deltaplano insegnava loro nuove rotte migratorie.
Angelo d’Arrigo volava insieme agli uccelli. Non “come” gli uccelli. Insieme agli uccelli.
Ha sorvolato l’Everest, le Ande, il Circolo Polare Artico, il Sahara.
A Catania gestiva insieme alla moglie Laura una scuola di volo libero, la “Etna Fly”. Un incidente lo aveva ridotto in coma, e quando si è ripreso i medici gli avevano detto che non avrebbe più potuto volare. Ma lui, dopo, volò ancora e ancora.
Il 26 marzo non volava col suo deltaplano, ma su un piccolo aereo, sopra Comiso. E l’aereo si è schiantato tra gli ulivi.
Oggi nella mail ho trovato questo:

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Fiocco azzurro

Postato da clara corallo  |   19 febbraio 2007

http://www.avvocati.rimini.it/foro_online/img/fiocco_azzurro_.jpgE’ nato blogdelgiornalismo.it, uno spazio gestito da Gianni Monaco (lo conoscete tutti, evito le presentazioni). Si tratta di una risorsa interessante per i giornalisti in erba e non, per i curiosi, gli interessati, gli appassionati all’attività giornalistica. Ci sono diversi links utili a chi vuole saperne di più sul “quarto potere” in Italia, come quello dedicato alla storia del giornalismo, quello sulla legislazione vigente in materia, quello sulla deontologia del mestiere, quello sulle agenzie di stampa nazionali, etc. C’è la possibilità di commentare il sito o contattare l’autore, e di contribuire direttamente al blog. E poi c’è la meta-informazione di Gianni :-D .

Auguri.

Intercultura

Postato da clara corallo  |   17 febbraio 2007

L'immagine “http://img49.imageshack.us/img49/353/iatta2wy2.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Video di una puntata di “Colors” dedicata a Valerio

Postato da clara corallo  |   10 gennaio 2007

Valerio.jpgPuntata di “Colors” dedicata a Valerio.
Per vedere il video basta cliccare su questo link.
Grazie a Josè.

Uomini (e donne) dell’anno

Postato da clara corallo  |   31 dicembre 2006

L'immagine “http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/time-persona-2006/time-persona-2006/ap_9423726_10240.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Ecco la copertina di Time che celebra “l’uomo dell’anno” del 2006. Quel rettangolo in grigino è uno specchio.
Per Time l’uomo dell’anno siamo noi: coloro che hanno contribuito alla diffusione di idee, notizie, pareri, coloro che hanno fatto esplodere il confronto e ne hanno fatto “strumento”, coloro che hanno parlato, scritto, pubblicato, divulgato.
Tempo fa lessi che Internet, nel campo della comunicazione, è un’innovazione paragonabile a quella dell’alfabeto, ai tempi che furono. Quando lo lessi sospesi il giudizio. Oggi posso dirmi d’accordo.
E oggi i network, i forum, i blog, i gruppi di discussione sono mezzi liberi e potentissimi, più di ogni altra cosa, più della pubblicità, più della propaganda. E’ cambiato l’approccio al consumo grazie ad essi, l’approccio all’arte, alla lettura, alla musica, alla politica, alla realtà. Mi fido più dei gruppi di discussione quando devo comprare un cd o un televisore o un cellulare (o qualsiasi altra cosa), più che del commesso di turno.
E oggi, che è l’ultimo dell’anno, mi piglio con compiacimento la mia parte di premio di “uomo dell’anno” per aver contribuito all’esplosione della “democrazia digitale”, e la divido con tutti voi di Spaccaforno, che avete creato quella che Saro ama definire “una bella piazza”, all’ombra di questi begli alberi, seduta su queste belle panchine.
Buon Anno Spaccaforno!

Giustiziato

Postato da clara corallo  |   30 dicembre 2006

http://www.met.police.uk/merton/gallows.jpg Le parole a volte sono intrinsecamente sbagliate. Incoerenti, schizofreniche. Ad esempio, non ho mai sopportato questa : “Giustiziato”. Non capisco proprio cosa possa avere a che fare con quella che dovrebbe averla generata: “Giustizia”.

Musica e vigilia

Postato da clara corallo  |   24 dicembre 2006

http://www.ciaoamici.it/a2001/Dic/Img/Natale%20stella%20cometa.jpgA Spaccaforno si sente spesso della musica.
Oggi voglio dedicare ai lettori del blog, agli Autori e al padrone di casa due brani tratti dall’album “La Buona Novella” di Fabrizio De André.
Come molti sapranno, La Buona Novella è un’opera ispirata ai Vangeli Apocrifi. La vicenda “non ufficiale” di Gesù e dei personaggi legati alla sua nascita, vita e morte è narrata da De André con una straordinaria sensibilità, dolcezza e forza interpretativa.
I personaggi principali e comprimari della storia di Cristo sono dipinti nei loro tratti più umani, facendo attenzione alle cose più piccole e semplici.
Il primo brano che metto qui, “Il ritorno di Giuseppe”, racconta di quando l’anziano falegname fece ritorno a casa da Maria, trascorsi 4 anni in giro “fuori dalla Giudea” a fare dei lavori. 4 anni prima gli era stata assegnata Maria in moglie dal sorteggio dei sacerdoti del tempio, lei poco più che bambina, lui già anziano. Di ritorno a casa lui porta con sé una bambola che ha intagliato nel legno, da regalare a lei.
Il secondo è “Il Sogno di Maria”, e racconta l’Annunciazione.
Di entrambi penso che siano i brani più dolci e commuoventi dell’album, oltre che i più “Natalizi”. Buona notte di vigilia a Spaccaforno.

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