il blog di ispica [rg]

Lettera Morta

Postato da saro fronte  |   31 ottobre 2006

La butti lì, foglio tra i fogli tra quelli sparsi in ordine di strappo.

La-lettera-di--botero.jpgAlcune vengono raccolte, altre arrivano ma si inceneriscono alla loro apertura, come se non aspettassero altro che la vampata dello sguardo si posi su di esse, per bruciarsi; altre ancora restano lì come “anime vagule blandule” sedute sul marciapiede, a far altro, rimanendo chiuse tra i fogli, con la sola occupazione di guardare il passeggio sul Corso, il portamento e la velocità delle persone che transitano, indaffarate, con i loro pensieri affastellati da mille occupazioni.

Le lettere vengono scritte e vengono inviate , ed al momento della separazione da esse, da parte di chi le ha scritte, c’è sempre un emozione che segna il distacco. Più o meno aderente al contenuto del messaggio che esse contengono. (leggi tutto…)

Arance rosse di Sicilia!

Postato da autore ospite  |   31 ottobre 2006

pubblichiamo un annuncio memorizzato nel sito da huling

arancia

Cerchiamo giovani artisti, grafici, designers e creativi di ogni sorta che collaborino con noi al progetto ASPRA.MENTE!!!
Campagna di sensibilizzazione per le arance rosse di Sicilia.

http://www.bloodorange.blogs.it/

ASPRA.MENTE

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Ladies and gentlemen, i TRINAKANT!

Postato da clara corallo  |   29 ottobre 2006

Sono orgogliona.
Ne avevo parlato appena qualche tempo fa, qui, nella discussione sulle cucuzze, dicendo che li avevo sentiti a Pozzallo e che mi dispiaceva tantissimo che nessuno li invitasse ad Ispica.
E ieri sono arrivati, questi 6 musicisti appassionati e bravissimi.
Appassionati, primo perché la musica è un’amante esigente, che non perdona distrazioni o abbandoni. Secondo perché dedicarsi ad un genere di nicchia come quello della musica klezmer significa studiare, approfondire, scoprire un mondo che non trovi ogni giorno dietro l’angolo o dentro il volume del Millenote. Terzo, perché l’ho visto: dovevate vederli, sti ragazzi innamorati di quello che stavano facendo su quel palchetto.trinakant-band.jpg
Bravissimi perché bravissimi: qui c’è poco da aggiungere. C’era gente con la bocca aperta a sentire cosa riusciva a tirare fuori Carmelo da quel clarinetto (ma chi, cu è, chddu ca furria co’ muturi? – sì – ), o Giovanni, con quelle manone, da quelle corde. Nomino apposta i due “paesani”, perché erano loro quelli che ieri finalmente si sono esibiti nella loro città. Non da meno sono stati gli altri 4.
Hanno incantato i bambini, che hanno ballittato davanti al palchetto finché i genitori esausti da ore di festa e passiata non hanno optato per:

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ricordando Vedova.

Postato da francesco lauretta  |   26 ottobre 2006

giorgio upiglio e emilio vedova.jpg1-10 settembre 1985, venezia.
… andai dritto a venezia, i miei non sapevano, per gli esami di ammissione nell’ accademia di belle arti. appena messo piede nel cortile mi avvicinai ad andrea zago, poi venne paolino pasetto, massimo, claudia, e altri. il giorno dopo, e per due giorni, bisognava sostenere la prova della figura disegnata. la modella. in aula c’era vedova, gazzarri. sostenni la prova abilmente ma non ero contento. mi misi a fare non so quanti disegni, di tutti i tipi, da quello accademico a quello di “segno scultoreo”, “pittorico”, poi, veloce il segno, fin quasi all’astrazione.
il secondo giorno andai verso gazzarri, spiegai che venivo da ispica, che portavo i saluti di paparoni e castello, a vedova. (leggi tutto…)

Le rotonde di Modica

Postato da clara corallo  |   25 ottobre 2006

L’ultimo intervento di Pietro e il mio viaggio di oggi a Ragusa mi hanno fatto ripensare a una cosa che avevo scritto un po’ di tempo fa nel mio blogus. La metto qui oggi, perché… perché ci sta. :-)

Obiettivamente, io non posso sentirmi autorizzata a parlare di traffico, in quanto utente di strade lieve-mediamente trafficate. Quindi, in effetti, io non ho mai VERAMENTE guidato nelle vere bolge metropolitane, dove sai quando parti ma non saprai mai quando arrivi, dove i gas di scarico sono più densi della melassa e gli automobilisti si trasformano in tanti licantropi pronti ad azzannarti alla giugulare appena ti azzardi ad indugiare un nanosecondo allo scatto del verde al semaforo.
Non vivo di queste realtà, io.
Ma passo dalle ROTONDE DI MODICA.
Voi non sapete cosa siano le ROTONDE DI MODICA.ingrana.jpg
Avete presente quei luoghi leggendari da cui l’EROE deve TRANSITARE per conseguire il suo premio (che può essere il vello d’oro, l’immortalità, la principessa, il regno etc.)???
Ecco, le ROTONDE DI MODICA sono come SCILLA E CARIDDI, le MINIERE DI MORIA, il LAGO COCITO, l’ADE. Un girone dantesco fatto di infiniti vortici, in cui la corrente ti risucchia e non ti lascia andare mai.

La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.

E io, moderna Francesca da Rimini (senza il Paolo della situazione, ma vabbè glissiamo), spesso mi ritrovo lì in mezzo, insieme a mille altre anime dannate che scontano i loro peccati.

Le ROTONDE DI MODICA sono un fulgido esempio di urbanistica fatta secondo il modello art nouveau “merde de chien” : non so quante sono, me ne ricordo sei, ma sono in numero crescente di giorno in giorno, posizionate su un tragitto MASSIMO di un chilometro e mezzo.
Credo che il progetto sia stato affidato a qualche venusiano, o ad una letterina di passaparola, perchè CACCHIO non si può fare una cosa così STUPIDA in una strada dove bastava metterci due semafori.

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Ispica e l’Isola che non c’è

Postato da Pietro Avveduto  |   20 ottobre 2006

La segnaletica stradale lungo le vie di collegamento extraurbane è la cosa a cui facciamo meno attenzione quando siamo in viaggio. Questo accade in maniera particolare quando stiamo percorrendo una strada che conosciamo a memoria o ci stiamo recando in un luogo a noi familiare. Può capitare, però, che un incontro fortuito ti porti a notare alcune incomprensibili lacune che, alla fine, generano nell’automobilista veri e propri stati di panico.

VOISIETEQUI.jpg

Immaginate per un attimo di essere un tranquillo cittadino che, per la prima volta nella sua vita, decide di trascorrere una settimana di relax in una ridente cittadina siciliana chiamata Ispica. Arrivi a Catania alle otto di sera con il volo che hai prenotato e che, mese di agosto, puntualmente porta un’ora di ritardo, ritiri la tua bella station wagon nell’autonoleggio meno costoso e, dopo aver caricato armi, bagagli e famiglia, inizi quella che, alla fine, rischierà di trasformarsi in un’avventura tipo “alla ricerca dell’arca perduta”.

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Nuovo SpaccaSondaggio

Postato da autore ospite  |   15 ottobre 2006

Assodato che dal precedente SpaccaSondaggio è emersa l’indicazione che il “puttino” dovrebbe uscirsene dal chiuso del palazzo, per tornare in Piazza o nella Piazzetta, proponiano un altro sondaggio.

Storie

Postato da clara corallo  |   14 ottobre 2006

Esiste una storia, dalle parti di Ferrara, fatta di molto dolore.
Un ragazzo di 18 anni muore in circostanze non chiare, una cittadinanza si interroga sul proprio ruolo, una madre apre un blog per capire, una società civile – compatta – insorge e chiede giustizia.
È la storia di Federico Aldrovandi e della sua famiglia, dei suoi amici, dei suoi concittadini, di un mondo che passa al vaglio il valore delle Istituzioni, ne verifica la bontà e ne pretende un funzionamento giusto ed etico.
Scatta immediato il parallelo, penso ad un’altra storia, ad un altro ragazzo, ad un’altra madre, ad un’altra società civile, ad una analoga “verifica” delle Istituzioni.
Guardo quella storia lontana, vedo la mobilitazione di semplici cittadini, giornalisti, artisti, scrittori, giuristi. Mi colpiscono, tra le altre, le parole di Lucarelli: “ancora una volta dobbiamo assistere al fatto che le cose non si saprebbero se non ci fosse soprattutto l’azione dei cittadini e della società civile. Come per le stragi, se non ci fosse stato il comitato dei parenti delle vittime a muoversi e a fare casino, chi avrebbe dovuto fare delle cose non le avrebbe fatte”.AldrovandiFederico.jpg
Ripenso ai “signori nessuno” e ai “signori qualcuno” del penultimo volantino dei Soccorsi Invisibili (diceva questo: “se noi, che siamo Invisibili, i signori nessuno della vita istituzionale ed amministrativa, noi che entriamo nel gioco politico e decisionale solo marginalmente, se noi abbiamo ottenuto in così breve tempo un risultato così importante, quanto meno sarebbe costato, e con quanta minore fatica questo risultato sarebbe stato possibile, tempestivo facile, ai signori qualcuno che ci rappresentano, se solo lo avessero voluto, in tempi utili?”).
Forse bisognerebbe colmare questo gap che stabilisce le “funzioni” dei “nessuno” e dei “qualcuno”. Forse dovremmo prendere più coscienza che siamo tutti “qualcuno”, e che nessuno è “nessuno”.
Il video che parla di tutto questo e anche di molto altro, si chiama “Verità grido il tuo nome” e si può scaricare qui. Il download richiederà qualche minuto, sono quasi 40 minuti di video. Questo, invece, è il blog aperto dalla madre del ragazzo.
Credo che sia giusto che solo le madri dei figli morti parlino del loro dolore. Credo che tutti gli altri debbano avere molto pudore a farlo.

camomilla.

Postato da francesco lauretta  |   14 ottobre 2006

pietà-rondanini.jpg…, domani andrò fuori, non che non lo fossi già, avrò bisogno, stupido bisogno, no, l’assenzio, ringrazio l’amico, pochi, uno o due, due mi hanno già lasciato, così sia, mi dispiace. Non c’è più tempo per le correzioni. Mi giro intorno e mi trovo senza occhi, trascinati, formati, sorreggiti se puoi, se vuoi, ma, ma ormai credetemi, è menzogna, è fine, diluita, sai, volevo, lo desideravo davvero, cantare come Sara questa notte. Dimenticherai questa notte, questa, domani, quella di domani e la domenica mattina scoprirai un altro fazzoletto azzurro che vedrai, magari, se lasci una finestra aperta, e, il mio, davvero, è sporco, è unto, canto, solo, non te l’avevo detto? Cum dederit dilectis suis somnum, è unto e girerò a vuoto, ormai, a vuoto. 14 ottobre. Andrò con una tazza di camomilla in mano, cerco qualcuno che ha sete, o che sta male, che si piega fino a sparire, basso o bassa, che fatico a vedere, che non vedrò mai cerco, una tazza di camomilla in mano, bollente, so come sparire, dove andare a sparire, sapete, quando mi fermai lì, in quel giardino spoglio, avevo appena visto un corpo mutilato di marmo bianco, forse troppo, sostenuto da un altro corpo altrettanto mutilato e bianco, il sole mi feriva gli occhi, accecava i miei occhi, scivolai su una lastra di ghiaccio e i corvi svolazzarono via, poco distanti, curiosi e amici. Poi quegli occhi si gonfiarono e sputarono delusione, rabbia, fine. Lassatimi stari.

Annunciaziò annunciaziò

Postato da clara corallo  |   11 ottobre 2006

Da domani col sole 24 ore esce in edicola l’opera completa di Milo Manara.

La prima uscita (con testi di Federico Fellini) ha un prezzo di copertina di 4,90 €, cosa assolutamente impensabile per i lavori di questo artista. Provate ad andare alle varie fiere del fumetto e a chiedere quanto costa un qualsiasi suo albo (per non parlare delle tavole).
La cosa mi rende a dir poco euforica. Benvenuto in edicola, Maestro.

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