Storie di ordinaria indecenza
Storie di ordinaria indecenza
Avventure di uno sventurato nella jungla della vita
Post di Ciccio (Francesco) Avveduto
Oggi vi racconto una storia. Quel giorno, come ogni domenica pomeriggio, il nostro eroe si preparava per il suo lungo viaggio. Con bagagli e scorte di cibo, sufficienti fino al suo ritorno, saliva sulla corriera per raggiungere la propria destinazione.
Sono tempi duri per uomini duri: ore e ore sotto il sole cocente, in un mezzo senza i comfort della moderna tecnologia (aria condizionata, finestrini scorrevoli …), spesso stipati in numero (tra passeggeri e bagagli) superiore a quello che la logica consentirebbe.
Detta così potrebbe sembrare la storia di un viaggio in una diligenza del vecchio west o dell’esodo di extracomunitari in cerca di fortuna nei paesi più sviluppati: ERRORE! Si tratta della comunissima storia, sempre attuale, degli studenti fuori sede che per raggiungere la località di studio utilizzano i mezzi pubblici. (leggi tutto…)
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Articoli
Ho appena avuto la conferma dal Comune: il prossimo 27 dicembre alle 19:00 nei locali dell’auditorium Maria Crocifissa Curcio festeggeremo i 40 anni di attività della libreria Corallo. Stiamo preparando alcune cose carine, e già da ora sono mezza commossa. Ho intenzione di raccogliere, se ne arriveranno, testimonianze sul modo di recepire e vivere la libreria da parte degli ispicesi. Tempo fa scrissero 
Circa un mese fa si è tenuto a Verona il 4° Convegno Ecclesiale nazionale Italiano (dal 16 al 20 di ottobre). “Testimoni di Gesù Risorto, Speranza del mondo”, era questo il titolo di un convegno particolare, perché era la prima occasione nella quale la chiesa italiana si radunava in assemblea con Benedetto XVI. Dal titolo risulta chiaro lo scopo del Convegno: Testimoniare in maniera credibile la novità Cristo Risorto quale unica novità capace di rispondere agli interrogativi e alle speranze più profonde degli uomini di oggi[1].
… mi è stato detto chi ha messo su quell’obbrobrio in spiaggia. Mi dispiace. Non lo sapevo e adesso che so, e che ho letto nel suo commento, penso, ma perché devo scrivere su questo sito del cazzo! – rispondo che la situazione è peggio di quanto pensassi. Pose, da fighetto. Io rispondo che se lo può pigliare proprio lì, senza calzoni. Mi dice di scendere giù così invece di imbrattare le tele posso dare una mano di colore a quel cancello di ‘sta minchia. Bene. Scenderò giù. Ho scelto il colore. Porterò una telecamera e ci farò un video che esporrò poi a Cagliari in gennaio in occasione di una grande mostra dove ci saranno Marc Ribot, Paolo Angeli, Filippo Paolini Okapi, Moex, OOFF.OURO, Modular Ensemble, Elio Martusciello, Aix No Es Panic, Elisa Sighicelli, Sabina Mezzaqui, Fluid Video Crew, Nico Vascellari e altri.
Fa molto riflettere l’atteggiamento del nostro Paese rispetto al giornalismo d’inchiesta. Ognuno reagisce come sa fare, mi si può dire. Ed è vero. In Russia le giornaliste scomode si uccidono, cosa che peraltro da noi è avvenuta anche di recente, basta citare i nomi di Alfano, Fava, Tobagi: la differenza sta che lì la “catena di comando” istituzioni-esecutori sarebbe, dico sarebbe, più corta che da noi. In Italia da un po’ di tempo a questa parte i giornalisti scomodi si cacciano o si inquisiscono. E’ giusto che la magistratura eserciti il suo dovere di individuazione e punizione dei reati. L’azione penale in Italia è obbligatoria, così come va detto che è garantito il giusto equilibrio accusa-difesa, se no non si finirebbe assolti come accaduto sistematicamente (e per fortuna) a Milena Gabanelli di Report. Lascia perplessi l’elastica considerazione del concetto di privacy: restrittiva (oltre che discutibile) per quanto riguarda i nostri parlamentari nazionali che hanno immediatamente reagito con un censorio spirito di casta all’inchiesta delle Iene sul consumo di droghe leggere in parlamento e restrittiva (oltre che illegittimamente ignorata) per Carlo Bonini di Repubblica cui è stato sequestrato (illegittimamente, come accertato dal Tribunale del riesame) il computer portatile nell’ambito dell’inchiesta sull’intreccio perverso fra Servizi segreti dello Stato e Security di Telecom.