Di notte, mi giro.
E’ notte. Mi giro intorno, leggo, ascolto, vedo. Poi faccio un giro e…, non vedo. Penso. Penso che i spaccafurnari sono persone misteriosamente zombie. Questa sera mentre tornavo a casa ho trovato in una bancarella, sotto i portici di via Po, La Nàiva (a soli 2 euro). Vista la notte, i zombie, il silenzio inquietante di voialtri prossimi alle feste (Risuscitatevi!?), vi invio La corsa, di Raffaello Baldini (quello della poesia intitolata Coglioni).
La chéursa
Mi sono corsi dietro urlando, ma io non capivo,
non so se avessero il fucile, ma i coltelli
ho visto le lame luccicare sotto i lampioni.
io andavo come un bracco e loro tutti dietro,
ho attraversato la piazza,
poi mi sono buttato nel Baròun, ma dopo la pompa
sono tornato indietro per il Ciòd e mi sono infilato
nei portici sino ad Attilio delle granaglie,
ho imboccato il lavatoio, ho passato la mura,
dalla Zòppa sono venuto giù alla Costa,
poi nella Bosca, sono saltato dentro un cortile,
ho fatto due rami di scale,
sono venuto fuori vicino alla Massani,
sono corso verso la Rocca, al crocevia,
ho preso ingiù verso il Pozzo Lungo, e ho visto,
davanti a me tre o quattro che correvano
e guardavano indietro, guardavano me.
Sul momento non ho capito, volevo dire qualcosa,
ma non mi sono trovato la voce, non arrivavo
a tirare il fiato.
![il blog di ispica [rg]](http://www.spaccaforno.it/wp-content/themes/spakka-1.2/images/header.jpg)
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Sento un senso profondo di inadeguatezza a usare le parole per dire cose che non possono essere espresse.