Lettera ad Antonio
Ciao Antonio Modica
Non avrei voluto vederti oggi ma hai deciso così.
E come farti cambiare idea con la testaccia dura che hai…
Oggi, improvvisamente, ho rivissuto tutte le cose che abbiamo fatto e che mi hai insegnato. Ricordo bene la prima volta che ti ho visto: ero all’arà, facevo il karaoke e ho notato questa persona in giacca che elegantemente sorseggia un bicchiere di Jameson senza ghiaccio. Sul tavolo un accendino Zippo in argento ed un portasigarette sempre in argento. Ti guardavo con ammirazione. Arriva la cameriera, ti porta un altro Jameson ed esci dalla tasca un porta soldi sempre in argento. Chicchissimo.
Non ricordo più come ma incominciammo ad uscire sempre assieme. “Sempre” nel periodo in cui stavi ad Ispica. Non sai stare spesso nello stesso posto. Anche se amavi Ispica ti piaceva spostarti e viaggiare. Ero felice di aver trovato una persona dai mille interessi e passioni, proprio come me.
Sei stato tu a farmi appassionare all’informatica ed a internet. Mi hai venduto il mio primo pc. E, anche se non ci conoscevamo proprio benissimo me lo hai venduto a rate. Rate sulla fiducia. Senza nessun documento. E per un anno ti ho portato 150 mila lire al mese. Chi oggi farebbe una cosa del genere?
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Articoli
Giorno 8 settembre 2007 su La Sicilia, è stato dedicata un’intera pagina al problema dei disservizi sanitari.
La perfezione è in una canzonetta cantata da Daniel Johnston e arrangiata da Mark Linkous. La perfezione non ci tiene alle parole e forse ha ragione Nicola, la perfezione non ha parole, non ci sono parole forse, la perfezione può darsi in una scoreggia quando suona bene ed è profumata, gradevole il suo odore insomma, è in qualsiasi corpo sano di mente o è questo mormorio che canta, questo sedere a occhi chiusi, anche in un grumo può tenersi la perfezione. Io ingenuamente la vedo nel mondo marino, nei suoi pesci, i crostacei, certi mostri poi mi dico che l’ho vista nel camaleonte la perfezione o in una brioscia bene inzuppata in un liquido e che per incanto ti butta chissà dove e in quale tempo, chissà! Il dolore può essere perfetto mentre la felicità difetta sempre di qualcosa, blu Kline non era perfetto, no. Funeral Girl ad esempio è una canzoncina perfetta o i racconti Trilobiti, sono perfetti, e perché no? Anche i miei piedi sono semplicemente perfetti, e anche le mie grecchie, anch’io dunque ho qualcosa di perfetto, nell’esteriorità si può provare la perfezione, sicuramente, mai perfetto il pensiero che si produce mentre ci sono immagini perfette, il quadrato nero su fondo bianco per esempio è un’opera perfetta mentre i difetti sono altre cose e non necessariamente la perfezione è bella a vedersi se si vede, il silenzio non è mai perfetto fortunatamente. 