Cose di paese.
Un accenno breve, come a sentir appena l’ultimo fiato, d’un morente, un accenno e si scopre la fine, una fine senza corpo, senza niente addosso e da raccontare niente perché è possibile che quando qualcosa finisce finisce totalmente un mondo -il nostro probabilmente-, ascolto. È vespro questo, e tra le mani mi trovo un catalogo che Agostino aveva preso ieri sera alla Permanente – probabilmente perché voleva leggere qualcosa durante il viaggio verso casa in treno; per annoiarsi di meno alla mia presenza-. Lo trovo tra le mani e mentre ormai eravamo giunti a destinazione gli dissi che era davvero strano avere assistito ad una mostra di paese in una città come Milano, alla Permanente. Gli artisti della Permanente, una mostra: Alvaro & Togo, Conversazioni. Dentro il catalogo c’è una foto che ritrae i due signori affabilmente assorti in una conversazione e comodi su un divano. Ci sono anche le immagini delle opere dei due. Opere di pittura naturalmente, e astratta -o quasi-. Ho letto le due lettere dove uno si rivolge all’altro e l’altro lo stesso al primo, dove entrambi chiamano la memoria siciliana, l’origine del percorso loro, da Messina e dei loro compagni di strada fanno i nomi, dicono della meravigliosa bellezza dello scoprire un mondo fatto di poesia, di narrativa, di pittori & pittori, intellettuali, cose di paese, naturalmente. E sempre ieri mentre ero in quello spazio ad un certo punto è passato un anziano signore che chiedeva: “Lei è Alvaro?”. (leggi tutto…)
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