Caro Salvatore
Ciao Salvatore,
Ti sono grato di essere intervenuto su Spaccaforno.it fornendo dati, testimoniando comunicati stampa e ponendo domande.
Ovviamente non ho titolo per risponderti alle domande che poni ad altri interlocutori, visto che non lego il mio pensiero a nessuno dei comitati e delle organizzazioni che citi nei tuoi commenti.
Conoscendomi, non ti sarà difficile comprendere che il mio discorrere non ha legami con nessun referente politico, visto che non faccio politica attiva a Ispica, non ho tessere di partito e il mio personale supporto a Piero Rustico Sindaco l’ho tradotto a suo tempo, nell’unico modo possibile, quello tangibile, espresso nei giorni delle votazioni quando tra i vari candidati alla guida della città, fu lui a sembrarmi quello che maggiormente ispirava il mio istinto sociale. Quindi, lasciami passare per questa volta la comune espressione circa l’accostarmi alle problematiche che non è mai “per partito preso”, né interessi economici che muovo il mio agire.
Quindi non ti stupirai se, come per la torre dell’orologio espressi il mio personale apprezzamento per il nuovo look che la ripropone alla prima maniera, anche questa volta testimonio personalmente ciò che ho visto, man mano che avveniva la realizzazione, circa il consolidamento del costone roccioso, e ciò che sono stati tangibilmente gli interventi archeologici avvenuti nell’ultimo anno ai suoi piedi, con la sistemazione della necropoli e degli insediamenti bizantini.
Da un po’ di tempo mi piace praticare il ciclismo come sport e quindi almeno due volte a settimana ho avuto modo di attraversare su due ruote quelle zone, notando lentamente i cambiamenti che avvenivano a seguito dei lavori, sia accanto alla strada che dentro la cava, visto che con le mountain bike il percorso sterrato mi ha portato ad esplorare il sito della Cava.
Infatti, era proprio per questo che nel mio commento accennavo al “sembra che un capannone sarà edificato” proprio perché una tale ipotesi, che personalmente ho ricevuto in mail come comunicazione per seguire un dibattito in corso, mi ha fatto scattare l’attenzione sulla sciagurata ipotesi dell’edificazione in argomento che, qualora realizzata, sarebbe un ennesimo oltraggio al nostro passato, alla nostra storia, ma anche al nostro presente che spesso impone mutilazioni al futuro. (leggi tutto…)
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Articoli
Ho visto fiorire i primi manifestoni di campagna elettorale. Soprattutto quelli del Pd. Su fondo bianco, dei gruppi di persone rappresentative di tutta la popolazione (l’operaio con l’elmetto giallo, l’impiegata col tailleur, lo studente con lo zainetto, la medico in camice ecc.) che spingono “fuori quadro”, da sinistra verso destra, alcune parole chiave: povertà, disoccupazione, inquinamento. E, sotto, il motto: “Più forte noi, più forti tu”.

Che dire, se piove ancora scura, la tana chiara, sfavillante con niente dentro, un carciofo, un rotolo di carne grassa come collana al collo stare, qui dove nessuno passa e vede, là, silenziosa creatura di cane lecca muco, l’artiglio scadente, opaco, sta in attesa, muto ringhiando. Dedicherò ai fumi la prossima tela, e devo stare calmo, paziente per stracciare velo, imbianchino, non ibrido. Tra i fumi, le teste, le nuche-teste col naso all’insù, a lacrimar occhi a chiuder grecchie coi palmi, e lasciar aperte bocche. Me ne sto tranquillo in disparte. Di questi tempi del granchiasso, così preferisco, osservo, rifletto e macino.

Vanity Fair il 25 Marzo, 2009 da arendo
Paola sentiva la porta di servizio che sbatteva piano, a intervalli regolari, nella brezza d’ottobre che soffiava per la casa. Il flusso dell’aria che entrava dalla finestra aveva contrastato piacevolmente gli sbuffi caldi di vapore del ferro da stiro, mentre il suono cadenzato lento sembrava le avesse dilatato lo scorrere del tempo. Incredula, si rese conto che non c’erano più panni da stirare dentro la cesta e ripose il ferro sopra il supporto della caldaia. Guardò oltre la finestra, dove lo scuro della sera impallidiva incontrando la luce accesa nella stanza. L’orologio a parete segnava le venti e trenta, e il battere della porta era tornato ad essere soltanto un fastidioso rumore.