il blog di ispica [rg]

granite?

Postato da francesco lauretta  |   15 maggio 2009

Come un trittico. Ho voluto raccogliere gli umori, alcuni a dir il vero, che si possono leggere nei vari siti, blog, di questi giorni italiani. Come un trittico e chiudo con questo – da nazione indiana – perché anch’io desidero alzare la testa. Al di là, credo, delle simpatie politiche, destra o di sinistra che siano, l’Italia attuale mi pare stia attraversando un momento triste, di depressione sconfortanti. Vado a farmi una granita di pistacchio, va là!

Clam-des-tinus

di Marco Rovelli

Clandestino, clam-des-tinus. Ciò che sta nascosto al giorno, e odia la luce. Chi sta nell’ombra. L’agguato al varco, là in fondo al corridoio nero, un film di Lynch. L’uomo nero, unheimlich. Uomo sabbiolino: Enter sandman. Exit light. Enter night.

Tu, clandestino, sei un delinquente. La tua invisibilità, la tua condizione d’inesistenza, prodotta dal diritto, da oggi il diritto la punisce. Che meraviglioso gioco di prestigio. E che meraviglioso servo sei tu, clandestino. Ci servi, ci serviamo di te, e non lo diciamo. Se una mano dà scandalo, la si tagli. Quanta parte dell’Italia oggi occorrerebbe amputare?

Trovo intorno a me i soliti vecchi nuovi mostri, e più potenti. La realtà è in mano loro, che la rovesciano, e rovesciano le parole, e le mostrificano. Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso. Si prosegua lo show, un barcone viene fermato, rovesciata la dritta, al rovescio adesso, al rovescio dei campi e del deserto, un piccolo sacrificio per dar segno di ineluttabilità, guardami negli occhi lazzaro, guardami e ingoia il bianco delle mie pupille, fatti inghiottire, guardami e torna a dormire, il pubblico impagabile applaude e ritorna alla sua impagabile assenza. Segni, intorno nient’altro che segni d’assenza. La testa nella sabbia. E sopra (il mondo è realmente rovesciato), il sabbiolino che soccombe al sole del deserto dove è stato ricacciato. Non si veda, questo sole accecante, la testa nella sabbia! Lo spettacolo è sabbia che occulta il reale, e la testa accecata di buio non vede la sabbia.

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Finalmente cattivi.

Postato da francesco lauretta  |   14 maggio 2009

“Finalmente cattivi”: il prezzo dell’odio degli italiani brava gente
di Gennaro Carotenuto, giovedì 14 maggio 2009, 09:47
Archiviato in: Diritti civili, Diritti umani, Disinformazione, Italia, Migranti e integrazione, Politica italiana, Primo piano, Società, Storia
Il duce del fascismo, Benito Mussolini, quando il 10 giugno del 1940 diede la famosa pugnalata alla schiena alla Francia già sconfitta dalla Germania, commentò con i suoi più stretti collaboratori di aver bisogno di “qualche migliaio di caduti da gettare sul tavolo della pace”.

Non può non tornare in mente quell’episodio vile della storia italiana, verso la Francia e verso quei militi del Regio esercito le vite dei quali furono gettate da Mussolini (le prime di centinaia di migliaia), rispetto alla politica del cosiddetto respingimento degli immigrati mandati al macello dal nostro governo in barba alle Nazioni Unite, al diritto internazionale, all’umanità.

La vergognosa gestione di Roberto Maroni (e di Silvio Berlusconi), difesa e giustificata in queste ore da vaste adunate di corifei (tra i quali Fassino, Rutelli, Chiamparino), non può non ricordare quella del criminale di guerra Mario Roatta, il generale fascista che 69 anni fa condusse la rovinosa aggressione sul fronte nord-occidentale.

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ottanta per cento.

Postato da francesco lauretta  |   14 maggio 2009

Da lapoesiaelospirito:
Una proposta al venti per cento

Posted by rmorresi on May 14, 2009

di Lucilio Santoni

L’Italia mantiene un residuo, sempre più precario, di democrazia, di legalità, di libertà, di intelligenza, di dignità, grazie solo a un venti per cento di italiani. E diciamocelo senza falsi nascondimenti: grazie a noi venti per cento. Un noi generico ma, per noi che ne facciamo parte, ben definito e riconoscibile.
L’altro ottanta per cento è costituito da voi. E voi lo sapete molto bene chi siete voi. Servi, evasori, teledipendenti, lacché dei vip, fedeli di padre pio, clienti dei maghi, furbetti del quartierino che girano col suv, mafiosi, spacciatori, tossici, depressi, appartenenti a sette sataniche o religiose, idioti generici. E molto spesso appartenete a più di una tra queste categorie.
Ecco allora la proposta al venti per cento.
Andiamocene. Tutti. Abbandoniamo l’Italia, in massa.
Se noi ce ne andiamo, voi rimarrete a governare e a distruggere. Ma, noi ne siamo certi, distruggerete anche voi stessi. Non potendo contare su di noi e sulla nostra intelligenza, metterete in atto una guerra totale, devastante, di tutti contro tutti. Vi ucciderete. Con le armi. Con la sete di denaro che vi porterà all’angoscia mortale. Con i rifiuti tossici. E anche con quelli normali. Con gli autoscontri. Vi violenterete l’un l’altro. Vi accoltellerete per entrare nella casa del grande fratello. Vi sterminerete in una nuova inquisizione. Un misto di regole medievali e di delirio mass-mediatico vi farà implodere in un’unica cloaca risucchiante verso il centro della terra.
A quel punto, solo allora, potremo tornare. In pace. Per vivere. Lasciando un tassello aperto, come quello che si fa nei cocomeri, per vedere, da lontano, il fondo della cloaca che un tempo ci ammorbava l’esistenza.

Un magnifico concerto.

Postato da francesco lauretta  |   11 maggio 2009

In anticipo arruvammo per il concerto, ieri sera, di ben due ore e passa per il concerto di Murcof che mai potevo mai immaginare di potere assistere in vita mia perché, fino a qualche anno fa, rispettavo le distanze, dell’ascolto insomma credevo che andare ai concerti fosse una cosa di cammurrìa, di surata, e pertanto preferivo sentirmelo il concerto, a casa mia, e da solo preferibilmente. E invece 12 euro era il biglietto più consumazione ma dovetti trascorrere più volte la biglietteria perché, prima, non c’era ‘a consumazione, poi non ne volevo sapere di consumare qualcosa e ‘a babba mi fici la ragazza dietro al banco, ed infine, ‘fanculo, mi fici fari ‘sti biglietti totali. in-classe-attentiMa pensavo altre cose mentre poi bevvi la birra, mentre piano piano lo spazio della Fabbrica si riempiva come un uovo di ragazzi, la musica a manetta scassava piacevolmente, pinsavo alla “malinconia di schifezza”, al mio primo 3 in Italiano. Intanto allato l’ingresso, in aperto, tre grandi schermi proiettavano dei video performance di un artista: alcune persone impalate davanti alla camera, in spazi pubblici come piazze, strade o giardini, crollavano come collassati per terra nella indifferenza dei passanti.
La prof di Italiano, di grazia ogni tanto, ci sciusciulava uno degli argomenti possibili del compito in classe. Era l’anno 1977, seconda media a Spaccafurnu e ‘a Quartaroni tra i temi ce ne scrisse uno sugli africani, ci dissi di parlare di razzismo. C’era all’epoca a vicina di casa di ma’ nonna che frequentava il liceo, credo, Meluccia e capitava che ogni tanto mi prisintavu a idda per qualche aiutino. Lei, carissima, magari mi scriveva qualche rigo e con pazienza magari, mi spiegava qualcosa. Io, di converso, gli facevo dei disegni colorati con i colori a cera o una tempera. Quella volta in classe sbirciai qualcosa che Mela mi aveva scritto, e con successo a Quartaroni mi stampau sul foglio un bel 6 e 1/2 che per me era una gran cosa, un capolavoro.  (leggi tutto…)

papi e letizia

Postato da saro fronte  |   4 maggio 2009

papi-e-letiziai

Una poesia, anzi, due

Postato da francesco lauretta  |   4 maggio 2009
Sugnu cani.                                       Sono, io

Sugnu cani,                                       Sono qui,
ciercu ri stari rittu                               cerco di restare in piedi
ri mancu pisciarimi tuttu.                    di non lasciarmi afferrare dalla paura, sconforto.

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Esercizi di memoria

Postato da francesco lauretta  |   1 maggio 2009

violinoUna notte, era il 25 aprile, anzi a mezzanotte, la radio accesa annuncia che il programma Esercizi di Memoria, non andrà in onda per motivi tecnici. Sorrido e mi dico, sussurrando, che il buon Quatrocchi sarà andato in vacanza, finalmente! sorridendo spensi la radio, mi addormentai. Il lunedì successivo intorno le 13 su la Barcaccia, Radio Rai Tre, di Suozzo e Stinghelli mandavano in onda un estratto della seconda sinfonia di Mahler, la Resurrezione, il Canto sacro Die Auferstehung. A fine ascolto, breve, i due simpatici presentatori radiofonici dedicavano l’ascolto ad Arrigo Quattrocchi. Non hanno detto altro, non “alla scomparsa”, niente insomma che potesse confermare il sospetto, serio, che Arrigo potesse averci lasciati qui, il questa terra, senza la sua musica, tutti i fine settimana, il sabato e la domenica notte dalle 00:00, alle 02:00. Arrigo Quattrocchi. Lo chiamavo, affettuosamente, Quattrocchio, voce che negli anni mi ha accompagnato tutti o quasi i fine settimana, da più di dieci anni. Questo succede perché faccio un lavoro insolito, e perché, soprattutto nei primi anni d’ascolto, lavorando anche in una Cooperativa per il restauro, i sabati e le domeniche m’erano utili per poter dipingere a tempo pieno, fino a tarda notte, a volte fino l’alba, sui miei quadri. (leggi tutto…)

freedomhouse.org – rapporto 2009

Postato da saro fronte  |   1 maggio 2009

mani_citta-1 Casa+Libertà

Freedom+House

per un Popolo della Libertà

Ovvero:

Il sorprendente rapporto pubblicato oggi 1° maggio 2009 dalla Freedomhouse (L’originale Casa della Libertà) fondata nel 1941  a New York (Nata come risposta alla minaccia rappresentata dal Nazismo, ora rappresenta una chiara voce a favore della democrazia e della libertà nel mondo) che ebbe tra i suoi fondatori  Eleanor Roosevelt.

Il rapporto di quest’anno, pubblicato poco fa, parla dell’Italia che limita la libertà, sopratutto di stampa.
Infatti il nostro Paese viene declassato per la prima volta
da Paese ‘libero‘ (free)
a Paese ‘parzialmente libero’ (partly free),
unico caso nell’Europa Occidentale insieme alla Turchia.

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