il blog di ispica [rg]

Una poesia: Buchi neri.

Postato da francesco lauretta  |   21 dicembre 2009

Buchi neri.

Buio qui,
niente riluce.
Quello dei battitori
d’olive
è un quadro
che non mostra altro
da quello che si vede.

Una passeggiata insieme,
a Vicenza
in piazza e poi
un aperitivo ci farebbe un gran bene
stasera.
Ecco di cosa è fatta -anche-
la vita,
di cose desiderate
di momenti mancati.
Nelle nostre vite c’è spazio
di buchi neri,
di vita vissuta
di vita desiderata.
Smetto qui
e ti vasuniu
na recchia -orecchia-.

Ciao amico,
io non ho più parole.
Il mio organo della voce modula convenzioni
lessicali
strettamente funzionali alla vita materiale,
e basta.
E anche quello che dico a me stesso
è sempre
più lontano, inudibile.
Buchi neri? Forse hai proprio ragione.
La vasunata na recchia spero
almeno riattiverà
l’organo
dell’ascolto,
un abbraccio.

Colpevole, di don Paolo Farinella

Postato da francesco lauretta  |   17 dicembre 2009

Taci, il governo ti ascolta (I) – Cherchez le fou”

COLPEVOLE
(di don Paolo Farinella)

Lo sapevamo che prima o poi sarebbe successo. E’ successo nel modo più consono alla realtà perché è un colpo «omeopatico». Un uomo malato, da dieci anni seguito dai servizi psichiatrici pubblici, armato di un souvenir della sua città, il simbolo della Milano civile e religiosa, il Duomo in miniatura pesante con guglie e Madonnina incorporati, aggredisce e colpisce un folle che per due ore sul palco ha gridato guerra contro tutti, aggredendo lo Stato, scagliando corpi contundenti contro la Repubblica, demonizzando i «suoi» nemici comunisti e di sinistra che ha presentato come «nemici» di tutto il popolo, presente in piazza, istigando non solo all’osanna di giuggiole demenziali, ma all’aggressione contro chi gli vuole – secondo lui – impedire di governare. Un uomo senza Legge e senza Stato aizza gli animi di psicolabili sui quali si erge come nano, formato tascabile, con un linguaggio da guerrafondaio, da comunista breshneviano, da estremista barricadiero, da folle. Cosa si aspettava? Un malato ha risposto in maniera uguale e contraria, facendogli assaporare con un colpo di duomo quello che aveva appena finito di predicare. Pura omeopatia.

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