da YouTube
questo è l’unico video di presentazione, al momento reperibile, su YouTube dei tre candidati a Sindaco di Ispica. E’ inserito gratuitamente su Spaccaforno.it, così come lo saranno gli altri che verranno segnalati in tempo utile.
questo è l’unico video di presentazione, al momento reperibile, su YouTube dei tre candidati a Sindaco di Ispica. E’ inserito gratuitamente su Spaccaforno.it, così come lo saranno gli altri che verranno segnalati in tempo utile.

E’ arrivato il momento del post politico.
Da troppo tempo infatti si vociferano voci di candidati a sindaco per le prossime elezioni. Manco a dirlo la mia speranza è che siano solo 2, ma i nomi che sento circolare sono ben più di 2 (purtroppo): si va dalla ricandidatura del sindaco uscente Rustico (PDL e non ho ben capito se l’UDC c’è o no…), al dott. Nino Gianì per il PD (ma si pensa possa essere anche l’ex vicesindaco Fidelio, o il preside Rabbito) appoggiato anche dagli scissionisti di FI. Spuntano anche i nomi di Rovetto o Annamaria Gregni per l’MPA, ed alcune liste civiche (tra le quali sento di citare quella della marina marza con in testa, se non sbaglio, Tiziana Scuto).
Sono cose dette così, per sentito dire o per quello che ricordo sentito dire, quindi possono essereci inesattezze, errori o cambiamenti all’ultimo minuto. Fatto sta, come ho scritto su altri post, che i sindaci, disattendendo le mie aspettative, non saranno SOLO 2.
“La bancarella del secondo turno” è proprio qui dietro l’angolo.
Su www.siciliasud.net sono stati creati dei sondaggi: non hanno valenza statistica (tant’è che un utente può votare e rivotare tutte le volte che vuole), ma mostrano dati interessanti, invito tutti a darci una sbirciatina.
Spesso mi sento dire “eh, sai, la politica di una volta non c’è più”.. e io non so che rispondere: hanno ragione o sono le persone e gli ideali di una volta che adesso non ci sono più?
Spesso mi trovo a pensare tra me e me: “ma come si fa a cambiare bandiera così, da un giorno all’altro? Con che faccia guardano la gente che li ha votati?”
Sono saltati gli schemi, questo si. Quando vedo che l’MPA, alle europee, si allea con LA DESTRA per raggiungere quel 5%, mi viene da piangere; l’obiettivo qui non è più rappresentare qualcuno come mi è stato insegnato, è la poltrona: IO comando, IO ho i voti, IO decido.
Vorrei ricordare a tutti che la poltrona è solo l’inizio: quando appoggerai il tuo cu…. lì, sarai all’inizio dell’opera, non hai vinto un bel niente. Mi piace ricordarlo perché tutti sono convinti che una volta vinte le elezioni “abbiamo finito”.
Gioia, la politica è un mezzo, non un fine.
In anticipo arruvammo per il concerto, ieri sera, di ben due ore e passa per il concerto di Murcof che mai potevo mai immaginare di potere assistere in vita mia perché, fino a qualche anno fa, rispettavo le distanze, dell’ascolto insomma credevo che andare ai concerti fosse una cosa di cammurrìa, di surata, e pertanto preferivo sentirmelo il concerto, a casa mia, e da solo preferibilmente. E invece 12 euro era il biglietto più consumazione ma dovetti trascorrere più volte la biglietteria perché, prima, non c’era ‘a consumazione, poi non ne volevo sapere di consumare qualcosa e ‘a babba mi fici la ragazza dietro al banco, ed infine, ‘fanculo, mi fici fari ‘sti biglietti totali.
Ma pensavo altre cose mentre poi bevvi la birra, mentre piano piano lo spazio della Fabbrica si riempiva come un uovo di ragazzi, la musica a manetta scassava piacevolmente, pinsavo alla “malinconia di schifezza”, al mio primo 3 in Italiano. Intanto allato l’ingresso, in aperto, tre grandi schermi proiettavano dei video performance di un artista: alcune persone impalate davanti alla camera, in spazi pubblici come piazze, strade o giardini, crollavano come collassati per terra nella indifferenza dei passanti.
La prof di Italiano, di grazia ogni tanto, ci sciusciulava uno degli argomenti possibili del compito in classe. Era l’anno 1977, seconda media a Spaccafurnu e ‘a Quartaroni tra i temi ce ne scrisse uno sugli africani, ci dissi di parlare di razzismo. C’era all’epoca a vicina di casa di ma’ nonna che frequentava il liceo, credo, Meluccia e capitava che ogni tanto mi prisintavu a idda per qualche aiutino. Lei, carissima, magari mi scriveva qualche rigo e con pazienza magari, mi spiegava qualcosa. Io, di converso, gli facevo dei disegni colorati con i colori a cera o una tempera. Quella volta in classe sbirciai qualcosa che Mela mi aveva scritto, e con successo a Quartaroni mi stampau sul foglio un bel 6 e 1/2 che per me era una gran cosa, un capolavoro. (leggi tutto…)

Il Comitato IspicAmbiente e il Comitato Santa Maria del Focallo-Marina Marza hanno inviato un esposto formale alle competenti autorità, e per conoscenza anche al Prefetto di Ragusa, per segnalare il preoccupante fenomeno dell’erosione della costa e anche presunte anomalie inerenti recinzioni e sbarramenti vari che in più punti renderebbero difficoltoso, se non impossibile, l’accesso al lido.
lettera aperta di Rino Fronte al Sindaco di Ispica
Sig. Sindaco le chiedo aiuto. Sono il genitore di un adolescente quattordicenne e cerco in tutti i modi, insieme a mia moglie, di educare mio figlio al rispetto delle regole e della legalità e di contribuire, attraverso l’educazione dei miei figli a portare avanti una cultura del senso civico che tenga conto del rispetto verso gli altri e di se stessi.
Ma, fare ciò mi costa fatica perché ogni giorno, noi genitori, dobbiamo scontrarci con gli insegnamenti e le influenze di una società e di mass-media superficiali e attenta solo alle apparenze. (leggi tutto…)
A Sua Eccellenza il Prefetto
Dott. Carlo Fanara
Al Dirigente di I Area
Dott.ssa Cosentini
RAGUSA
Oggetto: Sicurezza in contrada Marina Marza
Eccellenza,
quale Presidente del Comitato ‘Santa Maria del Focallo – Marina Marza’ e a nome del direttivo e degli associati Le chiedo un incontro per analizzare la problematica situazione della zona in merito all’ordine pubblico ed alla sicurezza. (leggi tutto…)
LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI RAGUSA ed ai Candidati ispicesi al Consiglio Provinciale per le prossime elezioni: impegno per la valorizzazione, salvaguardia e tutela della fascia costiera di Santa Maria del Focallo – Marina Marza.
Agenda per i cinque anni di mandato: suggerimenti del ‘Comitato Santa Maria del Focallo – Marina Marza’.
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Con realismo minuzioso ha raccontato una Sicilia di feste e folclore. Cedendo alle seduzione di un linguaggio anacronistico. Ora con quadri e video attira il pubblico in una dimora misteriosa. A Milano.
di Licia Spagnesi.
(farme da video)
Ha portato sulla tela il caos pittoresco della Vucciria, il brulicare della folla alle feste popolari, l’ondeggiare delle divise rosse della banda dove suonava da ragazzino, ma anche il profumo di cassata, sarde e peperoni. Eppure Francesco Lauretta, nato a Ispica, Ragusa, nel 1964, l’etichetta di artista siciliano va piuttosto stretta. Vede la sua terra alla maniera di Sciascia, come metafora del mondo. E quando rivisita un soggetto riconducibile a luoghi e memorie personali, lo fa con una buona dose d’ironia. E’ l’antidoto che prepara per lo spettatore, perché resista alle seduzioni del suo realismo minuzioso e scopra “la chiave per entrare nella mia ultra-realtà”. Il folclore è dunque solo lo spunto per una riflessione tormentata e disincantata sul mito della pittura, “un linguaggio anacronistico, ma dal fascino irresistibile”. Così in “Avanguardia terza”, un grande dipinto del 2003, il mercato reso celebre da Guttuso si fa teatro di un’appassionata caccia al tesoro, coi capolavori del Novecento nascosti tra le bancarelle, da Picasso celato tra le mele a Basquiat che fa capolino tra i mandarini, a Beuys portato in borsetta. Il travestimento da angelo del ragazzino tutto boccoli di “Sonatine” (2005) è mandato in cortocircuito dal microfono appuntato sul petto. Mentre la parata dell’”Uomo stella” col cavallo vestito di fiori (omaggio al cagnolino Puppy di Jeff Koons) è incorniciata da una scritta al neon simile a un’insegna da negozio, allusione alla mercificazione dell’arte. Quando invece è di scena la folla, i cui volti, pur mantenendo intatti i tratti individuali, si dissolvono in maschere quasi astratte di colore pop, i riferimenti vanno dalle moltitudini anonime e spettrali di James Ensor al saggio Massa e potere di Elias Canetti.
MEMORIE PRIVATE.
La pittura non è l’unico mezzo espressivo di Lauretta, che sperimenta anche il video, l’installazione e la scultura (dagli oggetti paradossali degli anni Novanta, mobili inutilizzabili laccati di bianco, ai 10 mila soldatini gravidi esposti nel 1994 da Care of). Ora, per la personale alla galleria da Antonio Colombo di Milano, l’artista ha ideato un percorso iniziatico in cui i quadri e video accompagnano il visitatore attraverso le stanze di una casa misteriosa, che custodisce il Privato dell’artista. Ricordi dell’infanzia a Ispica si materializzano nelle stanze dipinte di giallo e verde acido che raccontano la storia di ANNA FRANZO’, maestra elementare, soprannominata ‘a Signurina perché, spiega l’artista nel metaracconto pubblicato in occasione della mostra, “era schetta”, zitella. Figura felliniana dai grandi cappelli decorati con fiori e dalle vesti sgargianti a strascico, girava solitaria con una banda di cani e gatti, suonava il piano, parlava inglese e scriveva poesie. In paese era guardata con sospetto, i bambini non dovevano avvicinarla: ” Dicevano che di notte si trasformasse in un bambino senza testa, un diavolo, e che giocando al gioco del mondo riuscisse a scendere agli inferi”. Qualcuno però, incuriosito dal personaggio e dai rumori che venivano dal giardino della vecchia villa liberty, la spiava dal cancello. ” Così facevo anch’io da bambino con mio fratello”, ricorda Lauretta, che nel 2000, alla morte della donna, comincia a fotografare e a filmare la proprietà. Il progetto lo impegna per sei anni e si focalizza su un edificio sorto nel giardino e mai completato, un luogo sinistro illuminato da inquietanti bagliori, ideale per ambientarvi un racconto noir. La mostra invita a esplorarlo di notte, a cercare nel buio, guidato da luci, lingue di colore, rumori. E dal respiro di una donna.
Post di Ciccio (Francesco) Avveduto
Oggi vi racconto una storia. Quel giorno, come ogni domenica pomeriggio, il nostro eroe si preparava per il suo lungo viaggio. Con bagagli e scorte di cibo, sufficienti fino al suo ritorno, saliva sulla corriera per raggiungere la propria destinazione.
Sono tempi duri per uomini duri: ore e ore sotto il sole cocente, in un mezzo senza i comfort della moderna tecnologia (aria condizionata, finestrini scorrevoli …), spesso stipati in numero (tra passeggeri e bagagli) superiore a quello che la logica consentirebbe.
Detta così potrebbe sembrare la storia di un viaggio in una diligenza del vecchio west o dell’esodo di extracomunitari in cerca di fortuna nei paesi più sviluppati: ERRORE! Si tratta della comunissima storia, sempre attuale, degli studenti fuori sede che per raggiungere la località di studio utilizzano i mezzi pubblici. (leggi tutto…)
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