gratta & vinci e cara Anna
Vota e vinci, la nuova speranza della gente del sud. Lo stesso sogno che porta tante signore e tanti signori a spendere l’unico biglietto da dieci euro, che hanno nel portamonete, al banco del bar anziché al banco macelleria. Quel che si acquista è un sogno, effimero evanescente, si scoprirà dopo, ma al momento c’è l’adrenalina in circolo e il cervello a fantasticare a manetta in quell’azione che non fa comprare un chilo di carne e fa optare per l’acquisto di due biglietti da grattare.
Vota, gratta e vinci.
L’imprenditore che sogna l’appalto pubblico, il dipendente che sogna che il suo capo vinca l’appalto pubblico, la famiglia del dipendente che sogna che il capo vinca l’appalto pubblico, così poi la ditta si allarga e potrà essere assunto anche quello sfaccendato di figlio che al momento poltrisce in poltrona, quando non chatta o non si gratta le balle. (leggi tutto…)
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Il 16 febbraio Caterpillar propone la terza edizione di “

Caligola giuse al potere a 25 anni fra l’entusiasmo popolare ma presto comincia a dare i rimi segni di squilibrio. Fermamanete convinto della sua origine soprannaturale, Caligola comincia ad identificarsi con Giove, secondo gli storici contemporanei, medita crudeltà degne del marchese De Sade, come far scorticare l’attore Apelle a causa del suo nome (A-pelle = senza pelle) e sogna di tagliare con un colpo solo la testa di tutti i romani. L’adorato cavallo Incitatus , alloggiato in una scuderia marmorea con mangiatoia d’avorio, accudito da uno stuolo di servi e circondato da legionari incaricati di far osservare il più assoluto silenzio per non disturbare i suoi riposi, sarebbe persino diventato senatore (o console o sacerdote, a seconda delle fonti) se le follie imperiali non fossero state troncate da un sanguinoso intervento della guardia pretoriana. Demente? Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che fosse affetto da epilessia, altri che potesse trattarsi di un eccentrico contestatore impegnato a sfidare, con le sue provocazioni, il potere aristocratico del senato. Resta il fatto che qualcosa di poco sano c’era davvero nella dinastia Giulio-Claudia: il suo predecessore Tiberio era schizofrenico, il suo successore Claudio era voyeur e paranoico e Nerone era affetto da una crudeltà e una megalomania di tipo patologico.


