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	<title>Spaccaforno.it &#187; dici ca &#8230;</title>
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	<description>Blog su Ispica già Spaccaforno</description>
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		<title>gratta &amp; vinci e cara Anna</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 16:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[Vota e vinci, la nuova speranza della gente del sud. Lo stesso sogno che porta tante signore e tanti signori a spendere l&#8217;unico biglietto da dieci euro, che hanno nel portamonete, al banco del bar anziché al banco macelleria. Quel che si acquista è un sogno, effimero evanescente, si scoprirà dopo, ma al momento c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2008/04/carte-siciliane.jpg" alt="carte-siciliane.jpg" />Vota e vinci, la nuova speranza della gente del sud. Lo stesso sogno che porta tante signore e tanti signori a spendere l&#8217;unico biglietto da dieci euro, che hanno nel portamonete, al banco del bar anziché al banco macelleria. Quel che si acquista è un sogno, effimero evanescente, si scoprirà dopo, ma al momento c&#8217;è l&#8217;adrenalina in circolo e il cervello a fantasticare a manetta in quell&#8217;azione che non fa comprare un chilo di carne e fa optare per l&#8217;acquisto di due biglietti da grattare.<br />
Vota, gratta e vinci.<br />
L&#8217;imprenditore che sogna l&#8217;appalto pubblico, il dipendente che sogna che il suo capo vinca l&#8217;appalto pubblico, la famiglia del dipendente che sogna che il capo vinca l&#8217;appalto pubblico, così poi la ditta si allarga e potrà essere assunto anche quello sfaccendato di figlio che al momento poltrisce in poltrona, quando non chatta o non si gratta le balle. <span id="more-607"></span></p>
<p>Il padre che spera che venga eletto il tizio così il figlio avrà tutta la libertà di un posto<br />
nella pubblica disamministrazione. Ed il giovane attacca i manifesti e la ragazza fa il porta a porta al seguito dei portafortuna fattisi semidei tangibili in carne e ossa.<br />
Tutti a grattare, votare e grattare. Il dirigente dell&#8217;azienda pubblica, il manager dell&#8217;ospedale, il direttore della banca, chi meglio gratta più potrà vincere: il postofisso, la promozione, la nuova collocazione.<br />
Contare, contare e lubrificare nella macchina del potere, questa sembra davvero l&#8217;illusione che alla fine fa contare valanghe di voti.<br />
Basta fermarsi un attimo a guardare le schede da grattare e ci si accorge che le carte hanno le figurine vecchie. Sembrano il re, il cavallo, e la donna del mazzo per la briscola. Uguali uguali nei secoli dei secoli. Carte in cui cambia il dorso ma le figure son sempre quelle. Certo i dorsi sono nuovi, ben lustrati, reclamizzati, ma le facce sono sempre quelle. Le stesse che pregavano dinanzi agli scudicrociati, gli stessi che annusavano garofani rossi, gli stessi che impugnavano falce e martello, e non è vero che quest&#8217;ultimi contassero come il due di bastoni con briscola a danari. Con i danari anche la falce e martello di sicula tempera aveva imparato a contare, e come se sapeva contare, integrata nel mazzo pronta a fare il mazzo a chi diceva che non erano comunisti ma soltanto opportunisti. E, già, non sia mai che al vertice il partito sapesse. Ma infondo, anche sapendo perché da Roma avrebbe dovuto prendere provvedimenti? Infondo erano voti che arrivavano quelli che si procacciavano dal Sud, nel regno dei crociati, delle libertà dei cazzi in proprio.</p>
<p>Cara Anna, il Lombardo ha vinto e tu hai il tuo ripiego nel seggio in senato. L&#8217;avevi anche prima e l&#8217;hai avuto riconfermato. Sento dire che rinuncerai a fare l&#8217;opposizione nel parlamento siciliano, dicono che opterai per il Senato della Repubblica.<br />
Grazie Anna, non mi hai sorpreso, immaginavo che sarebbe finita così. Hai perso e te ne vai, senza onorare quel misero terzo di Siciliani che ti ha dato la propria fiducia, e dovresti sapere quanto costa essere parte di quel terzo in questa terra.<br />
Come sempre, anche tu, vai altrove, con quella sinistra che va sempre altrove. Nel tuo altrove ch&#8217;è esattamente dove sei sempre stata, a Roma, nella capitale.<br />
Noi restiamo qui a grattare, facendo il comodo di chi preferisce che un terzo se li stia a grattare abbandonati allo sbando totale.<br />
Una cortesia Anna, portati pure la stragrande maggioranza dei dirigenti di sinistra, tutte quelle controfigure che farfugliano e intrugliano, se davvero deciderai di fare politica a Roma e non, come si sperava visto che ti eri candidata, a Palermo.<br />
Anna ti sei candidata alla Presidenza di questa regione, un terzo di siciliani ti hanno votato, hai il dovere di stare qui e fare opposizione, vera, come la potresti fare per davvero.<br />
Il contatto con la gente e le battaglie per la gente si fanno sul campo e non dalle stanze dei bottoni, quando sono scollegate dalla propria gente.<br />
Dopo quindici anni nemmeno questo avete imparato dalla Lega, e quando scrivo Lega intendo quella del Nord, ché quella del Sud ha le stesse facce del mazzo di briscola a cui è stato appiccicato un nuovo dorso ammiccante al gratta gratta. Intanto i soliti, gli unici, quelli che da sempre grattano e rigrattano vincendo in proprio per davvero, sono riusciti a farlo nuovamente, con buona pace per le Stelle di Sicilia che luccicheranno altrove.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;undici i jnnaru a vintu&#8217;ura</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 11:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ricordo che accompagna tutti gli 11 gennaio della mia vita, recita: &#8220;All&#8217;undici i jnnaru a vintu&#8217;ura piccili e ranni sutta li timpuna&#8221; Questa frase in Sicilia è un detto popolare, rinomato, in italiano è traducibile in &#8220;L&#8217;undici di gennaio, alle ore ventuno bambini e adulti (sepolti) sotto i massi&#8221; Quel giorno ripescato a caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ricordo che accompagna tutti gli 11 gennaio della mia vita, recita:<br />
<em>&#8220;All&#8217;undici i jnnaru a vintu&#8217;ura<br />
piccili e ranni sutta li timpuna&#8221;</em><br />
Questa frase in Sicilia è un detto popolare, rinomato, in italiano è traducibile in<br />
<em>&#8220;L&#8217;undici di gennaio, alle ore ventuno<br />
bambini e adulti (sepolti) sotto i massi&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center"><img width="516" src="http://www.borgonarrante.it/wp-content/uploads/2008/01/necropoli-1.jpg" alt="necropoli-1.jpg" height="353" style="width: 516px; height: 353px" /></p>
<p>Quel giorno ripescato a caso nei ricordi della mia infanzia è accompagnato da gesti e rituali scolpiti in modo indelebile nella mia memoria. <span id="more-594"></span><br />
Ricordo che l&#8217;undici gennaio suonava una sirena udibile in tutto il paese, e che la gente ovunque si trovasse, lasciava perdere ogni occupazione, non soltanto dentro le case ma anche in strada, e per un momento ci si inginocchiava.<br />
Crescendo seppi del senso di quel rituale, e che era preghiera e memoria del terremoto che 11 gennaio 1693 aveva distrutto tutta la Sicilia orientale. L&#8217;epicentro era stato nel Val di Noto ed aveva raso al suolo tutte le città (successivamente integralmente ricostruite) tra le quali Spaccaforno.</p>
<p>Girovagando nel web, stamattina, ho cercato la frase legata al terribile terremoto, ma poco ho trovato. C&#8217;è la sua citazione, ma non esiste in modo integrale tutta la canzone che risuonava di una incredibile dolcezza amara, e che le mie orecchie sentivano cantare, ad una zia, alla nonna, quando attraversavano un momento di tristezza.<br />
C&#8217;è qualche citazione impropria nel Web, almeno per quello che ho potuto costatare, con varianti paesane e comunque solamente qualche verso sparuto.</p>
<p>Ripropongo quella che io ricordo, per come la ricordo, fino a dove mi viene in mente:</p>
<p><em>&#8220;All&#8217;unnici i jnnaru a vintu&#8217;ura<br />
fu pi tuttu lu munnu &#8216;na ruìna:<br />
piccili e ranni sutta li timpuna<br />
riciènu &#8211; Aiutu! &#8211; e nuddu ci ni rava.<br />
Si n&#8217;era pi Maria, nostra Signura,<br />
tutti forrimu muorti all&#8217;ura r&#8217;ora;<br />
all&#8217;ura r&#8217;ora ciancieriemmu forti<br />
se Maria nun facìa li nuostri parti<br />
&#8230;&#8221;</em></p>
<p>che tradotto più o meno viene così:</p>
<p><em><br />
&#8220;L&#8217;undici di gennaio, alle ore ventuno<br />
fu per tutto il mondo una rovina:<br />
bambini e adulti (sepolti) sotto i massi<br />
chiedevano &#8211; Aiuto &#8211; e nessuno poteva darne.<br />
Se non era per Maria, nostra Signora,<br />
saremmo tutti morti a quest&#8217;ora;<br />
a quest&#8217;ora piangeremmo forte<br />
se Maria non si schierava dalla nostra parte<br />
&#8230;&#8221;</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>diffusione dei contenuti di www.spaccaforno.it</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2007 08:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[a zia 'Nnetta]]></category>
		<category><![CDATA[calacausi e simenta]]></category>
		<category><![CDATA[chi c'è comiziu?]]></category>
		<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>
		<category><![CDATA[in piazza]]></category>
		<category><![CDATA[lassatimi stari]]></category>
		<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>
		<category><![CDATA[su e giù per il corso]]></category>
		<category><![CDATA[talè talè [imagesblog]]]></category>

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		<description><![CDATA[. I contenuti di questo sito, ove non diversamente specificato, sono pubblicati sotto una  Licenza Creative Commons come peraltro indicato da sempre a fondopagina, in tutte le pagine di www.spaccaforno.it Pertanto, chiunque abbia intenzione di riprendere, riprodurre e/o diffondere i contenuti, o le immagini presenti dentro questo sito, è pregato di prendere visione di tutte le modalità previste, onde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.</p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/deed.it"><img src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/88x31.png" alt="Creative Commons License" style="border-width: 0pt" /></a><br />
I contenuti di questo sito, ove non diversamente specificato, sono pubblicati sotto una  <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/deed.it">Licenza Creative Commons</a> come peraltro indicato da sempre a fondopagina, in tutte le pagine di <a href="http://www.spaccaforno.it/">www.spaccaforno.it</a></p>
<p>Pertanto, chiunque abbia intenzione di riprendere, riprodurre e/o diffondere i contenuti, o le immagini presenti dentro questo sito, è pregato di prendere visione di tutte le modalità previste, onde evitarci i fastidi di imporne l&#8217;obbligo.</p>
<p>.</p>
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		<title>Quelli che &#8230; la sagra delle chiappe</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2007 10:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro di giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa ho passato una mezzoretta a &#8220;spulciare&#8221; il file delle statistiche di febbraio del mio blog e mi sono imbattuto in chiavi di ricerca un pò bizzarre, &#8220;quelle frasi strane&#8221; che solo delle menti particolari riescono a partorire e che google per toglierseli dalle p&#8230;e li spedisce sul primo sito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2007/03/pesca1.jpg' title='pesca1.jpg'><img src='http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2007/03/pesca1.miniatura.jpg' alt='pesca1.jpg' /></a>Un paio di giorni fa ho passato una mezzoretta a &#8220;spulciare&#8221; il file delle statistiche di febbraio del mio blog e mi sono imbattuto in chiavi di ricerca un pò bizzarre, &#8220;quelle frasi strane&#8221; che solo delle menti particolari riescono a partorire e che google per toglierseli dalle p&#8230;e li spedisce sul primo sito che capita. Ho deciso quindi di dare un&#8217;occhiata alle stats di spaccaforno.it e devo ammettere che le ho trovate molto più spassose.<span id="more-495"></span></p>
<p><strong>Quelli che fanno le domande a Google:</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>quanto ne abbiamo oggi?</li>
<li>gli immigrati perché sono qui?</li>
<li>come diventare indifferente?</li>
<li>come creare un portofilo?</li>
<li>ci sono alcune differenze tra il uomo bianco ed un nero?</li>
<li>l&#8217;uomo finirà mai di ammazzare?</li>
</ul>
<p>Se la smette di fare domande a google ha buone possibilità!</p></blockquote>
<p><strong>Quelli che parlano con Google:</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>questa non è una pipa olio su tela</li>
<li>luigi cascioli ha torto</li>
<li>ho parlato con manenti di pozzallo colui che gestisce le case vacanze &#8230;</li>
<li>le mostrava la cellulite</li>
<li>la matematica che noia</li>
<li>urgenza pipi</li>
<li>improvvisamente non trattengo più la pipì</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Quelli che danno ordini a Google:</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>trova ubaldo fazio</li>
<li>passami l&#8217;asciugamano li sul divano</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Quelli che imbucano saluti su Google</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>vita ospedaliera ciao peppe</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Quelli che interrogano le Sacre Google Scritture</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>gesù risorto sta per tornare</li>
<li>cristo alla colonna marcia</li>
<li>essere praticanti non credenti</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Quelli che cercano l&#8217;Artusi Google</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>indigestione carote</li>
<li>pittori e il pane</li>
<li>camomilla antispam</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Quelli che vorrebbero dirlo a Google ma poi s&#8217;intimidiscono</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>su e giu . com</li>
<li>il viaggio di piacere</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Quelli che sanno cosa cercare<br />
</strong></p>
<blockquote>
<ul>
<li>annamaria franzoni che scopa?</li>
<li>cancelli nel mare</li>
<li>lavabo verro</li>
<li>siti di piedi che calpestano insetti</li>
<li>il terrone l&#8217;ebreo e lo zingaro</li>
<li>ipertensione di stalin</li>
<li>carie dei pilastri</li>
</ul>
</blockquote>
<p>E per finire, visto che a ispica non si riesce a tenersi una sagra che sia una per più di 2/3 anni, qualche &#8220;ricercatore&#8221; ci suggerisce quella definitiva:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>la sagra delle chiappe</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Finalmente qualcuno con le idee chiare per portare un pò di turisti in paese, altro che angurie, zucchine e carote.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>M&#8217;illumino di meno</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 06:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>autore ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[Consigliere comunale cercasi per fare aderire il Comune di Ispica all&#8217;iniziativa &#8230; Il 16 febbraio Caterpillar propone la terza edizione di &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8220;, che diviene Giornata Internazionale del Risparmio Energetico. Si tratta dell&#8217;anniversario dell&#8217;entrata in vigore del protocollo di Kyoto e lo si festeggia cercando di risparmiare la maggiore quantità possibile di energia. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consigliere comunale cercasi<br />
per fare aderire il Comune di Ispica all&#8217;iniziativa &#8230;</p>
<p><img id="image489" alt="milluminodimeno.jpg" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2007/02/milluminodimeno.jpg" />Il 16 febbraio Caterpillar propone la terza edizione di &#8220;<a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/">M&#8217;illumino di meno</a>&#8220;, che diviene Giornata Internazionale del Risparmio Energetico.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;anniversario dell&#8217;entrata in vigore del protocollo di Kyoto e lo si festeggia cercando di risparmiare la maggiore quantità possibile di energia. Il risparmio è la prima fonte d&#8217;energia disponibile.</p>
<p>Si potrà partecipare, aderendo alla Giornata e raccontando come si risparmierà energia, come semplici cittadini, famiglie, coppie di fatto, scuole, comuni, province e regioni. Come aziende, negozi, uffici, società sportive, industrie, condomini, edicole, monumenti, opifici, musei, cinema, partiti politici e qualsiasi altra forma di organizzazione umana. Quello che chiediamo, soprattutto a chi ha già partecipato alle precedenti due edizioni, è di trovare un modo affinché il 16 febbraio si riesca a convincere più gente possibile a risparmiare energia.</p>
<p><span id="more-488"></span></p>
<p>Le trovate più geniali, gli eventi più spettacolari, i gruppi di risparmio più numerosi saranno poi raccontati in diretta nel mese precedente il 16 febbraio. Per aderire basterà, dal 15 gennaio 2007, segnalarsi via mail a <a href="mailto:caterpillar@rai.it">caterpillar@rai.it</a>  indicando nell&#8217;oggetto l&#8217;adesione a &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8221; e quello che avete intenzione di fare il 16 febbraio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I re folli</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/474/i-re-folli/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Dec 2006 15:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>autore ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaccaforno.it/archivio/474/i-re-folli/</guid>
		<description><![CDATA[Post di Josè Bellisario. Ho trovato questo articolo interessante su Focus. Forse non è molto Natalizio ma è sicuramente interessante: parla delle malattie mentali che hanno avuto i grandi re della storia e delle possibili cause. Buona lettura! Il primo della storia è Nabucondonsor. Secondo la Bibbia il re di Babilonia fu reso folle da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post di <em><strong>Josè Bellisario</strong></em>.<br />
Ho trovato questo articolo interessante su Focus. Forse non è molto Natalizio ma è sicuramente interessante: parla delle malattie mentali che hanno avuto i grandi re della storia e delle possibili cause. Buona lettura!</p>
<p><img align="left" src="http://members.chello.se/project666/fotos/nabucodonosor.jpg" /><img width="231" height="195" align="right" src="http://www.edblog.de/pub/brinalein80/2C-_william-blake-nabucodonosor-1795-londra-tate-gallery.jpg" /></p>
<p>Il primo della storia è <strong>Nabucondonsor</strong>. Secondo la Bibbia il re di Babilonia fu reso folle da Dio che lo condannò a vivere 7 anni da animale per espiarela sua superbia: si nutrì d’erba con i capelli irti sul capo. Da allora la pazzia sembra essere una malattia professionale per le teste coronate. Ma si è sempre trattato di vere malattie mentali o di nevrosi, anche temporanee , magari sfruttate a fini politici dai nemici? E quanto hann pesato la megalomania indotta alla concessione di un potere assoluto a ragazzi immaturi e viziati, o il clima di sospetti e intrighi tipico delle corti regali?</p>
<p><strong><img width="217" height="375" align="left" src="http://digilander.libero.it/antoegianlu/Verona/Caligola%20sx.jpg" />Caligola</strong> giuse al potere a 25 anni fra l’entusiasmo popolare ma presto comincia a dare i rimi segni di squilibrio. Fermamanete convinto della sua origine soprannaturale, Caligola comincia ad identificarsi con Giove, secondo gli storici contemporanei, medita crudeltà degne del marchese De Sade, come far scorticare l’attore Apelle a causa del suo nome (A-pelle = senza pelle) e sogna di tagliare con un colpo solo la testa di tutti i romani. L’adorato cavallo Incitatus , alloggiato in una scuderia marmorea con mangiatoia d’avorio, accudito da uno stuolo di servi e circondato da legionari incaricati di far osservare il più assoluto silenzio per non disturbare i suoi riposi, sarebbe persino diventato senatore (o console o sacerdote, a seconda delle fonti) se le follie imperiali non fossero state troncate da un sanguinoso intervento della guardia pretoriana. Demente? Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che fosse affetto da epilessia, altri che potesse trattarsi di un eccentrico contestatore impegnato a sfidare, con le sue provocazioni, il potere aristocratico del senato. Resta il fatto che qualcosa di poco sano c’era davvero nella dinastia Giulio-Claudia: il suo predecessore Tiberio era schizofrenico, il suo successore Claudio era voyeur e paranoico e Nerone era affetto da una crudeltà e una megalomania di tipo patologico.</p>
<p><span id="more-474"></span></p>
<p><strong>Carlo VI</strong> sale sul trono di Francia nel 1380. Energico, allegro e simpatico al punto da essere soprannominato “Beneamato”. Tutto cambia verso la fine del secolo quando una malattia misteriosa ne fa un altro uomo: Carlo parla a vanvera, gesticola scompostamente e guarda con sospetto chiunque. La prima crisi nella foresta di Le Mans: avvicinato da un lebbroso che lo mette in guardia contro un imprecisato tradimento, è preso da raptus di violenza e deve essere riportato al palazzo reale legato come un salame dopo aver ucciso 4 cavalieri della sua scorta. Per due giorni resta come in coma, poi si riprende ma lo coglie una lunga <em>chiude malarie</em>, probabilmente una febbre altissima capace di provocare danni celebrali irreversibili. Dopo qualche mese di apparente tranquillità, durante un ballo in maschera, l’incauta prossimità ad una fiaccola lo trasforma in una torcia umana. Qualche mese più tardi varca definitivamente la soglia della follia: ormai non riconosce più nessuno né ricorda il suo nome, fa capriole e si abbandona ad atti osceni. Crede di essere di vetro e non vuole esser toccato per timore di andare in pezzi, pretende che i suoi abiti siamo rinforzati con stecche di ferro destinate a proteggerlo qualora inciampi e cada per terra. Così Carlo il Beneamato, ormai diventato Carlo il folle, nei rari momenti di lucidità, invoca una morte pietosa che sopraggiungerà trent’anni più tardi, nel 1422.<strong>Pietro III</strong> zar di Russia per 6 mesi, amava passare le sue giornate  giocando, stirato per terra, con i suoi amati soldatini di legno.</p>
<p><strong>Giovanna</strong> (detta la pazza), della famiglia dei Borboni di Spagna rifiutava di separarsi dal cadavere dell’amato consorte (in realtà lei fu anche vittima di una cospirazione politica).</p>
<p><strong>Giovanni III</strong>, della famiglia Vasa di Svezia, sempre armato di mazza e sempre pronto a darla in testa a chi si azzardava a contrariarlo.</p>
<p><img width="154" height="193" align="left" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/5/5a/George_III_of_the_United_Kingdom-e.jpg/180px-George_III_of_the_United_Kingdom-e.jpg" /><strong>Giorgio III</strong>, re d’Inghilterra, di Scozia e d’Irlanda fino al 1788 manifesta immotivate crisi di collera, fa impudenti profferte amorose ad una malcapitata dama di compagnia della regina: diviene preda di un’inarrestabile logorrea che lo fa parlare fino a 16 ore di fila con imbarazzanti oscenità di linguaggio: nutre stampalate ossessioni (come quella che Londra sta per essere sommersa dalle acque del Tamigi). La diagnosi dei dottori di allora era semplice: <em>Rex noster insanit </em>(il nostro re è matto). Passano gli anni, col tempo (e le cure – inutili – di allora) Giorgio III diventa cieco e sordo, ma non muto e quindi in gradi di battere ogni record di sproloqui: oltre quarantott’ore per volta. Sindrome maniaco – depressiva con manifestazioni deliranti, aggravata da demenza precoce? O Porfiria come dicono i due storici Ida MacAlpine e Richard Hunter? Il dibattito è ancora aperto…</p>
<p><strong> <img width="168" height="242" align="right" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/72/Ludwig_II_of_Bavaria_-_Project_Gutenberg_eText_16431.jpg/200px-Ludwig_II_of_Bavaria_-_Project_Gutenberg_eText_16431.jpg" /><img width="164" height="248" align="right" src="http://www.geocities.com/claudine1755/ludwig/ludw2a.jpg" /></strong></p>
<p><strong>Ludwig di Baviera</strong>, bello, idealista, stravagante, affascinato dalle leggende nibelungiche e incantato dalla musica di Wagner sale al trono nel 1864. Significativi segni di squilibrio mentale cominciano ad apparire nel 1865. Ormai pachidermico, quasi calvo e con la bocca cavernosa, piena di denti cariati, Ludwig si muove e vive soltanto di notte nei suoi castelli fiabeschi divorando come un orco incredibili quantità di cibo. Non sopporta di essere guardato in faccia e sottopone a crudeli punizioni i suoi “valletti” rei di non aver rispettato questa fobia. Ama navigare in una barca a forma di cigno nel lagno di una grotta al suono della musica di Wagner</p>
<p><strong> <img width="248" height="327" align="left" src="http://www.haendel.it/photogallery/photo18120/varie/gastone.JPG" /></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Gastone de’ Medici</strong> granduca di Toscana nel 1723. Da tempo preda di una grave sindrome maniaco – depressiva, alcolizzato e omosessuale, trascorre a letto gli ultimi 8 anni della sua vita, senza mai cambiare le lenzuola e per frequenti periodi congelato in una una completa catatonia, volontario recluso in una stanza puzzolente di tabacco, urine ed escrementi ma sempre piena di rose destinate a combattere, senza troppo successo, l’ammorbante atmosfera.</p>
<p>Gravi disturbi mentali hanno interessato molti capi di stato senza corona fino ai giorni nostri: <strong>Hitler</strong>, vittima di gravi disordini della personalità, esasperata aggressività, turbe sessuali, allucinazioni e difficoltà psicomotorie. <strong>Stalin</strong> egocentrico e spietato, megalomane e vittima di manie di persecuzione, probabilmente affetto da paranoia. Woodrow Wilson, presidente degli USA durante la Grande guerra, affetto da gravi sintomi di ipertensione arteriosa celebrale poi esplosi in forme di aperta demenza nel 1919 durante un comizio pubblico.</p>
<p><img width="108" height="145" align="right" src="http://www.achart.ca/publications/images/amin_dada_lg.jpg" /></p>
<p><strong>Amin Dada</strong> oggi esule in Arabia Saudita, 120 chili di peso per due metri di statura, fu il sanguinario dittatore dell’Uganda dal 1971 al 1979. Stracarico di medaglie (42 in totale, comprese onorificenze militari britanniche acquistate in un negozietto di Soho e il distintivo di un’associazione turistica austriaca), megalomane e narcisista, tirannico e crudele, bugiardo patologico, forse sifilitico o più probabilmente preda di squilibri ormonali, era vittima di una personalità schizoide. Si vantava di comandare col pensiero i coccodrilli.<u><br />
</u></p>
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		<title>Spaccasondaggio: gli ispicesi e la fede</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 14:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro di giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicinano le festività natalizie, e fra le new entry del blog vi è l&#8217;articolo pubblicato da un frate che è diventato il secondo articolo più commentato della storia di Spaccaforno.it, con dei commenti dai toni un pò forti per le diversità di vedute su religione e laicità dello stato. Ho pensato quindi di &#8220;intervistare&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicinano le festività natalizie, e fra le new entry del blog vi è l&#8217;articolo pubblicato da un frate che è diventato il secondo articolo più commentato della storia di <em>Spaccaforno.it</em>, con dei commenti dai toni un pò forti per le diversità di vedute su religione e laicità dello stato.</p>
<p>Ho pensato quindi di &#8220;intervistare&#8221; il lettore tipo del blog per capire di che credo religioso è, ammesso che sia religioso, e come giudica il comportamento della chiesa cattolica nei primi anni del 3° millennio.</p>
<p>		<?php jal_democracy(8); ?></p>
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		<title>Arance rosse di Sicilia!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2006 12:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>autore ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[pubblichiamo un annuncio memorizzato nel sito da huling Cerchiamo giovani artisti, grafici, designers e creativi di ogni sorta che collaborino con noi al progetto ASPRA.MENTE!!! Campagna di sensibilizzazione per le arance rosse di Sicilia. http://www.bloodorange.blogs.it/ ASPRA.MENTE ASPRA.MENTE è un progetto aperto a tutti i giovani artisti, grafici, designer e creativi di ogni sorta interessati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="center">pubblichiamo un annuncio memorizzato nel sito da <em><strong>huling </strong></em></p>
<div align="center"></div>
<div style="text-align: center"><img width="178" height="93" alt="arancia" src="http://img221.imageshack.us/img221/302/logovu2.jpg" /></div>
<p>Cerchiamo giovani <strong>artisti, grafici, designers e creativi</strong> di ogni sorta che collaborino con noi al progetto <strong>ASPRA.MENTE</strong>!!!<br />
Campagna di sensibilizzazione per le arance rosse di Sicilia.</p>
<p><a href="http://www.bloodorange.blogs.it/">http://www.bloodorange.blogs.it/</a></p>
<p><strong>ASPRA.MENTE</strong></p>
<p><span id="more-421"></span></p>
<p>ASPRA.MENTE è un progetto aperto a tutti i giovani artisti, grafici, designer e creativi di ogni sorta interessati a collaborare attivamente alla promozione di una nuova immagine per l&#8217;Arancia Rossa di Sicilia.</p>
<p><strong>Contesto</strong></p>
<p>L&#8217;Arancia Rossa costituisce un&#8217;eccezione nella produzione di agrumi, infatti, nasce da una mutazione genetica spontanea dovuta a particolari condizioni climatiche.<br />
Il territorio in cui si verifica questo fenomeno è una piccola zona a sud dell&#8217;Etna e comprende le province di Siracusa, Ragusa, Enna e Catania.<br />
La particolare pigmentazione è dovuta all&#8217;escursione termica che si verifica tra la notte e il giorno, tipica di questa zona.<br />
L&#8217;arancia è un prodotto unico anche per le sue caratteristiche di gusto, e per le proprietà nutritive.<br />
Le difficoltà della commercializzazione e produzione di questo agrume scaturiscono dal fatto che non esiste una particolare normativa che lo tuteli, perciò non riesce a sostenere la concorrenza dei prodotti che vengono coltivati in modo più intensivo all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Obiettivo del progetto</strong></p>
<p>La produzione è affidata a piccole aziende che difficilmente riescono a cooperare, il prodotto stesso perciò non ha un&#8217;identità definita.<br />
Il progetto intende suggerire una nuova immagine come punto di partenza per la costruzione di un nuovo prodotto commerciale di nicchia.<br />
A questo scopo proponiamo a giovani creativi di ogni sorta, di ideare un disegno per le veline che avvolgono le arance.</p>
<p><strong><br />
Com&#8217;è nato il progetto</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito del laboratorio di allestimento, condotto da Cornelia Lauf all&#8217;Università IUAV di Venezia, è stato proposto un progetto che vede unite arte e agricoltura.<br />
<strong>L&#8217;arte può aiutare un prodotto tipico a sopravvivere?</strong><br />
Il progetto intende non rispondere al quesito, ma cercare di proporre un&#8217;iniziativa concreta.<br />
Si parte da lontano per aprire una prospettiva di collaborazione con il territorio, i produttori e le autorità locali. Il lavoro cerca di superare la distanza e di ideare un   immagine meno legata al contesto locale.</p>
<p><strong>Descrizione del progetto</strong></p>
<p>La notizia più antica dell&#8217;esistenza della carta agrumi risale al 1917 e testimonia il rivestimento degli agrumi con una carta di seta.<br />
I temi sono essenzialmente l&#8217;amor proprio per il paese d&#8217;origine, la celebrazione delle sue glorie, soggetti divertenti, tutti molto colorati per attirare l&#8217;attenzione durante la vendita.<br />
Questo tipo d&#8217;imballaggio conosce un vero e proprio successo e il consumo di arance si diffonde poco a poco. Il frutto conserva tutto il suo prestigio e diventa un regalo molto apprezzato per Natale.<br />
Le carte che sono giunte fino a noi sono essenzialmente invariate nell&#8217;iconografia e non hanno più l&#8217;efficacia commerciale del passato.<br />
Il progetto si propone di creare un nuovo disegno per attualizzare l&#8217;immagine del prodotto e presentarlo al mercato internazionale con un &#8216;nuovo vestito&#8217;.<br />
La prima fase del lavoro prevede una selezione dei disegni pervenuti, da parte di una giuria costituita da esperti in arte, design, grafica e comunicazione.<br />
Le opere scelte saranno protagoniste di un evento espositivo a Venezia.<br />
In mostra ci saranno i contributi di artisti affermati, i progetti che hanno aderito all&#8217;iniziativa e una selezione di carte tradizionali.<br />
La seconda fase vedrà protagonista uno dei lavori: l&#8217;intento è quello di avviare una produzione in serie limitata.<br />
Il progetto è un &#8216;work in progress&#8217; aperto ad eventuali sviluppi.</p>
<p><strong>Il gruppo</strong></p>
<p>Il gruppo ASPRA.MENTE si è definito all&#8217;interno del laboratorio ed è formato da:<br />
Eva Cenghiaro<br />
Giulia Gabrielli<br />
Gabriella Guida<br />
Alessandra Saviotti</p>
<p>Il progetto non ha fini di lucro. Sono previste entrate come sponsor o altri partners che vogliano sostenere il progetto.<br />
<strong><br />
Contatti</strong></p>
<p><a href="mailto:aspra.mente@gmail.com">aspra.mente@gmail.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ladies and gentlemen, i TRINAKANT!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 12:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clara corallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono orgogliona. Ne avevo parlato appena qualche tempo fa, qui, nella discussione sulle cucuzze, dicendo che li avevo sentiti a Pozzallo e che mi dispiaceva tantissimo che nessuno li invitasse ad Ispica. E ieri sono arrivati, questi 6 musicisti appassionati e bravissimi. Appassionati, primo perché la musica è un’amante esigente, che non perdona distrazioni o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono orgogliona.<br />
Ne avevo parlato appena qualche tempo fa, qui, nella discussione sulle cucuzze, dicendo che li avevo sentiti a Pozzallo e che mi dispiaceva tantissimo che nessuno li invitasse ad Ispica.<br />
E ieri sono arrivati, questi 6 musicisti appassionati e bravissimi.<br />
Appassionati, primo perché la musica è un’amante esigente, che non perdona distrazioni o abbandoni. Secondo perché dedicarsi ad un genere di nicchia come quello della musica klezmer significa studiare, approfondire, scoprire un mondo che non trovi ogni giorno dietro l’angolo o dentro il volume del Millenote. Terzo, perché l’ho visto: dovevate vederli, sti ragazzi innamorati di quello che stavano facendo su quel palchetto.<img alt="trinakant-band.jpg" id="image420" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/10/trinakant-band.jpg" /><br />
Bravissimi perché bravissimi: qui c’è poco da aggiungere. C’era gente con la bocca aperta a sentire cosa riusciva a tirare fuori Carmelo da quel clarinetto (ma chi, cu è, chddu ca furria co’ muturi? – sì &#8211; ), o Giovanni, con quelle manone, da quelle corde. Nomino apposta i due “paesani”, perché erano loro quelli che ieri finalmente si sono esibiti nella loro città. Non da meno sono stati gli altri 4.<br />
Hanno incantato i bambini, che hanno ballittato davanti al palchetto finché i genitori esausti da ore di festa e passiata non hanno optato per:</p>
<p><span id="more-419"></span></p>
<p>1) portarseli via di peso; 2) arrendersi e sedersi sulle panchine, a dare sollievo a gambe e piedi martoriati. Hanno incantato – cosa rara in questo paesino timido – anche i grandi: mariti compassati e signore fresche di messa in piega che non hanno disdegnato di dondolare la testa o battere le mani a tempo quando Fabio (voce e chitarra) o Giuseppe (fisarmonica) li incitavano. “A vistu chi su bravi?” “Ma su bravi piddaveru” “Pi cchi ssu bravi”. Ovviamente hanno incantato anche i ragazzi. Ma questo, credo, era normale.<br />
Qualche nota su di loro. I Trinakant sono: Sergio Spadola (batteria e percussioni), Sergio Battaglia (sax contralto e soprano), Giuseppe Sarta (fisarmonica), Fabio Pitino (voce e chitarra), Giovanni Blanco (basso e contrabbasso), Carmelo Garofalo (clarinetto). Se volete saperne di più su di loro, o volete ascoltare qualche loro pezzo, trovate tutto <strong><a title="Trinakant" href="http://www.myspace.com/trinakant">qui</a></strong>.<br />
Grazie ragazzi, tornate presto.</p>
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		<title>Cave Iblee</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2006 20:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>autore ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><a target="_blank" href="http://www.provincia.ragusa.it/cave_iblee.pdf"><img alt="cave-iblee.jpg" id="image387" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/10/cave-iblee.jpg" /></a></div>
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