il blog di ispica [rg]

appunti, tutto è montato a lotta.

Postato da francesco lauretta  |   9 dicembre 2006
Conversione,2002,olio-su-te.jpg

Stavo dimenticando il terzo caffè. Stavo dimenticando ogni cosa, stasera. No, non faccio molto stasera. Ho terminato il mio Pontormino, ho mangiato il cachi. La sera è buia ma non s’ode più vento. Le luminarie sono accese, non c’è nessuno fuori, non c’è nessuno dentro, solo. Lascia stare!, mi lascio andare, mi fermo, blocco questa bocca, smetto di respirare e lascio che siano le mani, i pensieri a dire come muovermi nella notte, no. L’avevo già detto una volta:
I giorni si ripetono senza sbadiglio. L’unica cosa che invade tanto disastro è natura. Sono gli infiniti deserti che ostinano l’uomo a ritornare sui propri passi, i posti di fine. Così anch’io mi ostino nel silenzio impotente di pronunciare parole dolci. No, non è dolce questa terra nonostante il cuore verde, il mare indifferente, la potente calura del sole. Tutto è montato a lotta. … Era marzo, 2001.
Non dire tanto non è concesso capire tutto, no.
Mia mamma mi ama tantissimo.

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Grazie Baldini!

Postato da francesco lauretta  |   2 dicembre 2006

raffaello-baldini.jpg… mi è stato detto chi ha messo su quell’obbrobrio in spiaggia. Mi dispiace. Non lo sapevo e adesso che so, e che ho letto nel suo commento, penso, ma perché devo scrivere su questo sito del cazzo! – rispondo che la situazione è peggio di quanto pensassi. Pose, da fighetto. Io rispondo che se lo può pigliare proprio lì, senza calzoni. Mi dice di scendere giù così invece di imbrattare le tele posso dare una mano di colore a quel cancello di ‘sta minchia. Bene. Scenderò giù. Ho scelto il colore. Porterò una telecamera e ci farò un video che esporrò poi a Cagliari in gennaio in occasione di una grande mostra dove ci saranno Marc Ribot, Paolo Angeli, Filippo Paolini Okapi, Moex, OOFF.OURO, Modular Ensemble, Elio Martusciello, Aix No Es Panic, Elisa Sighicelli, Sabina Mezzaqui, Fluid Video Crew, Nico Vascellari e altri.
“Oh, ma io ascolto i notturni di Chopin!”, e qui smetto e lassatimi
stari!
Dimenticavo, marrone, naturalmente!piero-manzoni.jpg

Era 17, ‘mane.

Postato da francesco lauretta  |   18 novembre 2006

… non so, quanto ne abbiamo oggi? Ho perso il conto, non mi ritrovo più a meno che non mi alzi e mi trascini verso un calendario elettronico ed inizi a sfogliare i giorni: questo sì, è passato, via!.. quest’altro lo stesso, poi, ah, ecco, questo deve ancora venire, vediamolo com’è, no? Bisogna aspettare ancora, un 25? Come sarà un 25?, e se andrà male, e se non lo buttassi via già adesso tanto chi se ne accorge, no? Cos’è un 25? Un sabato, no? Una domenica? The-Blue-Door-por-Andrew-WYETH.jpg E se è una domenica è un giorno di festa, oh, sì, per molti sarà un giorno di festa ma a me non piace festeggiare e se buttassi anche quell’altro giorno, ma sì, l’altro, chessò, un venerdì 17, stupido giorno, un 27 anche, insomma devo ordinare questi numeri per capire il mio tempo, di quello trascorso non so cosa farmene, di quello avvenire tremo e del presente soffro. Beh, e allora cosa fare, così? Un diciassette così? L’isola di san Michele ricordo le tombe, alcune divelte e dei cipressi neri il traghetto che mi portò laggiù, in fondo – forse ci sono stati giorni belli in passato e forse ne verranno ancora, forse ci sono semplicemente giorni, né belli né brutti e forse sono gialli come questi, come quelli che tu sorridi, bambina, e io rispondo, bimbo -.
E’ meno buio oggi e mi trascinerò fuori presto quando non sarò uno spacciatore(?), un violentatore(?), un pericolo pubblico e non mi porto mai i documenti appresso perché senza posso essere chiunque, va bene, un “buon pittore” perché mi hanno detto di dire così ma chiunque può esserlo, un bravo pittore un violentatore, uno spacciatore ma io in giro così riesco a cantare, riesco a dormire o trascorrere brevi pause all’inferno e, poi, posso anche danzare, dipingere il cielo a mio piacimento e oggi metterò su un bel rosa salma durante, questo vespro poi butterò i miei occhi come semi nei campi , li lancerò lontani e il silenzio piegherà questo pomeriggio, (leggi tutto…)

I ‘morti’ Ammazzati

Postato da saro fronte  |   2 novembre 2006

cimitero-ispica.jpgE’ che invecchio e non capisco più alcune cose della vita.
Non che da ragazzo fossi dotato di particolari capacità cognitive, però poi gli enigmi che il vivere mi poneva innanzi si assestavano, e quanto non compreso trovava una collocazione in un angoletto della mente, in attesa di un riscontro più ampio che in qualche modo le avrebbe assorbite.
All’anima della banalità che vi ho propinato di prima mattina! Non fateci caso, e che oggi è il Due Novembre, ricorrenza in memoria dei defunti e tra poco andrò al cimitero.
Ho un po’ di cose da raccontare a Rosalba, mia sorella che da dieci anni si è trasferita lì. Ogni anno, tra le centinaia di persone che transitano tra me e lei, conoscenti, amici e parenti (molti dei quali incontro soltanto in questa occasione – o in altre molto rare) ho per la testa tante finestre della mia vita che si riaprono, finestre su panorami che si nutrivano di un simbiotico sentire interrotto bruscamente da maledetto incidente stradale. (leggi tutto…)

camomilla.

Postato da francesco lauretta  |   14 ottobre 2006

pietà-rondanini.jpg…, domani andrò fuori, non che non lo fossi già, avrò bisogno, stupido bisogno, no, l’assenzio, ringrazio l’amico, pochi, uno o due, due mi hanno già lasciato, così sia, mi dispiace. Non c’è più tempo per le correzioni. Mi giro intorno e mi trovo senza occhi, trascinati, formati, sorreggiti se puoi, se vuoi, ma, ma ormai credetemi, è menzogna, è fine, diluita, sai, volevo, lo desideravo davvero, cantare come Sara questa notte. Dimenticherai questa notte, questa, domani, quella di domani e la domenica mattina scoprirai un altro fazzoletto azzurro che vedrai, magari, se lasci una finestra aperta, e, il mio, davvero, è sporco, è unto, canto, solo, non te l’avevo detto? Cum dederit dilectis suis somnum, è unto e girerò a vuoto, ormai, a vuoto. 14 ottobre. Andrò con una tazza di camomilla in mano, cerco qualcuno che ha sete, o che sta male, che si piega fino a sparire, basso o bassa, che fatico a vedere, che non vedrò mai cerco, una tazza di camomilla in mano, bollente, so come sparire, dove andare a sparire, sapete, quando mi fermai lì, in quel giardino spoglio, avevo appena visto un corpo mutilato di marmo bianco, forse troppo, sostenuto da un altro corpo altrettanto mutilato e bianco, il sole mi feriva gli occhi, accecava i miei occhi, scivolai su una lastra di ghiaccio e i corvi svolazzarono via, poco distanti, curiosi e amici. Poi quegli occhi si gonfiarono e sputarono delusione, rabbia, fine. Lassatimi stari.

Eccola!

Postato da francesco lauretta  |   6 ottobre 2006

… ieri sera, da Artiopia, Carla – amica di Alo – si è avvicinata e mi ha detto che ha letto le mie impastate pubblicate nel blog. Mi sono vergognato. Oggi sono stato in via Turati per montare L’uomo stella per il premio del Cairo. Ho litigato con un elettricista davvero coglione coglione ma infine sono riuscito a fare brillare la mia bestia.

signorina-ispica-franzo.jpg

Sono tornato a casa e ho rivisto Lei, non posso più non vederla, Lei. Avevo scritto o pensato qualcosa un giorno fa, S. Francesco, allora ho tirato su un’immagine, non più l’immaginazione – non potevo -, affettivamente, far di più, non potevo fare molto di più di quanto ho fatto, ingrassare il mio fantasma, tanto, tanto fino a sparir-ne, tanto magnificamente che nel momento in cui ho visto – ero al Maché – lei veniva lentamente e non poteva scoprirsi se non e solo così, lentamente, e non poteva essere migliore, e, e io peggiore perché non credevo che potesse fare tante cose così, così come è apparsa, così come resta e resterà per sempre.

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I mostri

Postato da francesco lauretta  |   28 settembre 2006

Ieri mattina, di buonora, sono sceso al bar Trianon e, come al solito, ho consumato – in questo bar, ma non solo in questo – una carissima e terribile colazione. In compenso puoi, se non hai impegni e orari da rispettare o semplicemente non hai un cazzo da fare, leggere tutti i giornali che vuoi, da Tutto Sport al Corriere dello Sport, alla Stampa, Repubblica eccetera. Terminata la strana colazione ho attraversato piazza Vittorio e sono scivolato in via delle Rosine. Sono andato verso i giardini di piazza Cavour dove amo andare, accomodarmi su una panchina, leggere un libro, scrivere qualcosa, pensare qualcos’altro, canticchiare e godere della santa pace che regna in questa piazza-giardino composta da tre “collinette” verdi, grandi alberi, spesso frequentata da bambini, ragazzini e cani, qualche isolato come me, mai vecchi.

trianon-torino-bar.jpg

Mentre trascorrevo lungo via delle Rosine, nel breve tragitto -circa 300 metri – che lentamente mi portava verso la graziosa piazza, ho contato sei persone andare in bicicletta. Una mamma con il pargolo dentro un cestino protetto da un mini-casco – la mamma mentre andava si abbassava davanti e sussurrava parole dolci al suo bimbo -, un signore più o meno della mia età che sfilava con abilità e senza mani verso la piazza, un altro che dalla piazza veniva con spessi occhiali da sole alla moda e così via. Erano circa un quarto alle nove. La giornata luminosa e primaverile, il cielo immacolato, i rumori ovattati: pareva governasse (quasi) il silenzio.

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spaccaforno!

Postato da francesco lauretta  |   18 settembre 2006

Sono stato a ispica e non ho avuto la grazia di incontrare alcuni amici. erano anni che non riuscivo a fare niente, assolutamente e tanto mi ha entusiasmato perché ho potuto registrare -attivamente – alcuni fenomeni soprannaturali, lì, a spaccaforno. intanto ho avuto la fortuna di annotare serate molto interessanti e una su tutte perché free, perchè, finalmente entusiasmante, affettuosamente ridicola: una serata o notte in piazza di cose creative, di giuochi, quadri, parole e suoni, e quant’altro d’inutile.
i soliti ignoti, credo, quattro straccioni. mi hanno divertito questi alternativi, il loro entusiamo era patetico, lo sforzo neanche eguale a quando ci accomodiamo nella tazza, niente, le giuste note e versi e degni del premio che ha portato cuccuzze per carote lì, e se avevo chiesto ingenuamente di sapere due, dico due parole intorno a quelle cazzate, manco mezza sono stati capaci di sputarne. fateli lavorare ‘sti poveri figlioli!

Per tutti.

Postato da francesco lauretta  |   10 agosto 2006

Ieri sera, quasi notte, non so dire cosa fosse, le 22 forse le 23, alla Comunardi ho preso un Dvd di Buster Keaton, un libretto di poesie di Bonaviri e poco fa, adesso quasi – forse non rispetto i tempi, – ho letto una poesia a pagina 90, Per Emanuele. Ridisegno gli ultimi versi perché,

Ora te ne stai a mezzanotte
seduto a guardar scorrere
televisive immagini, e, forse, pensi
al fioco passar delle ore interrotte
e dissolte dall’arrivo della sonagliera
del silenzio che vibra nella stanza.

, perché era mezzanotte.

Mi sono alzato. Mi sono appostato qui. Mi sono collegato e ho letto una e-mail di Andrea C.
Ho letto quanto Clara ha impostato.
Valerio.
Mentre leggevo ho sentito il terzo movimento, il Poco Allegretto della terza sinfonia di Johannes Brahms, un motivo che tutti conoscete, avete ascoltato almeno una volta nella vostra vita.

spaccaforno ispica.jpg
Mi sono fermato. Generalmente mi dà noia ascoltare cose note, come leggere cose note, sapere cose note. Mi infastidisce scrivere adesso perché credo di togliere spazio e attenzione (?) a quanto Clara e gli Invisibili chiedono, semplicemente chiedono.
Sono stato a Ispica recentemente. Cinque giorni. Tornerò, purtroppo. Ogni discesa è dolorosa, trovo meno, sempre meno.

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Sicilia!

Postato da francesco lauretta  |   21 luglio 2006

venerdì 28 luglio alle ore 19.30 si inaugura ad Acireale la mostra”Sicilia!”  

una ricognizione storica sugli artisti siciliani dal secondo dopoguerra ad oggi.- sto copiando il comunicato stampa ma ogni tanto ci metterò qualcosa di mio.. – La mostra verrà allestita negli spazi del Credito Siciliano, per l’occasione ampliati sino a raddoppiare la superficie espositiva – spazio magnifico, con G. nell’ottantasette partimmo con il trenino delle cinque e qualcosa e andammo a visitare una mostra ad Acireale curata da Germano Celant dal titolo Inespressionismo.. erano i primi tentativi di demolizione di quello che allora passava con il titolo di Trasavanguardia -, con il restauro – emm, ripeto, per gli ispicesi:restauro – del secondo piano del palazzo, nella centralissima Piazza del Duomo. La rassegna, curata da Marco Meneguzzo, comprende quaranta artisti significativi della creatività siciliana, dalla generazione “eroica” dell’immediato dopoguerra, fino ai giovani e giovanissimi, nati nel decennio dei settanta, passando per tutto quel periodo “di mezzo”, rappresentato dagli anni sessanta e settanta, in cui gli artisti siciliani hanno cercato una riconiscibilità internazionale anche attraverso una specie di “diaspora” dalla terra natale.

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