il blog di ispica [rg]

C’era una volta il calcio giovanile a Spaccaforno

Postato da autore ospite  |   23 settembre 2008

di
Nicola Pascale

Stavo guardando dei comunicati ufficiali dell’organismo che nominava i dirigenti del calcio provinciale nel 1930, quando ho trovato la nomina del Commissario che gestiva il Comitato U.L.I.C. (vedi questa pagina su Wikipedia che sto compilando io: http://it.wikipedia.org/wiki/ULIC)

Comunicato Ufficiale n. 4 dell’8/10/1930 del C.C.D. dell’U.L.I.C.: Si
comunicano le nomine dei dirigenti dei sottonominati Comitati fatte dall’on.
Presidenza della F.I.G.C.:
Spaccaforno: Giuseppe Montisanti, Commissario Straordinario. Recapito: Giuseppe
Montisanti.

Essendo io figlio di pugliesi e trapiantato al nordo e pur sapendo leggere e
scrivere (purtroppo) ignorante di dove fosse Spaccaforno, mi sono preso il più
vecchio Annuario del Touring che ho in (chiamiamola biblioteca) libreria e con
grande sorpresa ho trovato: (1913) Spaccaforno (Siracusa 57) dove
57=chilometri.

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diffusione dei contenuti di www.spaccaforno.it

Postato da saro fronte  |   29 aprile 2007

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Radio mon amour

Postato da gianni stornello  |   26 dicembre 2006

L’anno che ci sta lasciando segna il trentesimo anniversario delle radio libere. Si chiamavano proprio così le emittenti radiofoniche che, nel 1976, cogliendo al volo una sentenza della Consulta che di fatto faceva cadere il monopolio della RAI, cominciarono ad invadere l’etere.

radio-microfono.jpgFu appunto un fatto di libertà che vale la pena sottolineare. Mi piace farlo a Spaccaforno perché (vedi i casi della vita) ci ritroviamo qui alcuni che, più o meno intensamente ed in base a quello che piaceva e che si sapeva fare, prendemmo parte all’avventura radiofonica ispicese. Saro Fronte, Pietro Avveduto, Piero Di Giorgio e il sottoscritto eravamo a Radio Gamma, che di quella stagione pionieristica fu sicuramente la più significativa e quella che contribuì peraltro ad essere un punto di riferimento per una generazione di giovani. Fu la radio che combinò egregiamente impegno sociale e politico ed intrattenimento, informazione ed attualità, assicurandosi in tal modo una lunga vita e un bel po’ di successi. Ma Radio Gamma non fu la sola ad Ispica.
La prima in assoluto fu R.O.N., Radio Onde Nuove, alla quale, dopo Radio Gamma, si aggiunsero R.C.I. (Radio Centro Ispica) e Punto Radio. Quest’ultima fu una vera e propria meteora, forse perché nacque a metà degli anni ’80 quando il fenomeno era ormai in fase di stabilizzazione e si profilava la necessità di professionalizzare la radio, non basandola più sul dilettantismo.

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Polleria della Contea

Postato da saro fronte  |   6 dicembre 2006

Sono le luci natalizie dei negozi a risvegliare i ricordi dei sabato sera alla Piazzeta, di quando c’era ancora la fontana con tutto il “pupo” in mezzo, e quel primo camion con la scritta “Polleria della Contea” a sostarvi. Si sudava sgambettando da matti dietro al pallone, in quell’età in cui correre è l’andatura normale e a camminare sembrava che si perdesse inutilmente tempo.  mercato.jpg

Erano le liti con i “vecchi” (a quell’età chiunque avesse sopra i trenta ci appariva come un vecchio) che parcheggiavano le vetture,  Fiat – cinquecento o ottocentocinquanta per lo più, o le più lussuose centoventotto – per non dire delle mitiche Giulia, dietro i due alberi che fungevano da Regno del Portiere e bersaglio per le cannonate tirate con il pallone “Tango”.
I sabato sera, la piazzetta si colorava di luci con assembramenti inusuali di persone, la piazzetta piazzettava,  intorno a quel primo camion, e via via intorno a quelli che lì si davano appuntamento,  facendo nascere quel che fu un piccolo mercatino spontaneo e, a sentire i commenti, anche concorrenziale. Con gli odori delle caldarroste, in inverno, e il refrigerio dei gelati, in estate. Col tempo si disse che era indecoroso tenere nel centro del paese quel piccolissimo “mercatino” così popolare, e come fu e come non fu, finì che gli anni passarono e quel mercatino fu spostato nel quartiere “centosessantasette”.

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Può un cancello arginare il mare?

Postato da Gianni Barrotta  |   25 novembre 2006

La foto rappresenta uno dei tanti recinti che stanno crescendo sulle nostre spiagge, a me sembra un emblema di come la stupidità dell’uomo tenti sempre di abusare delle risorse ambientali.cancello-mare-ispica.jpg
Nel silenzio di tutti, ma proprio tutti, l’abusivismo cresce e si sviluppa su tutto il nostro litorale.
La legge dice esplicitamente che entro una soglia di 150 metri dal mare non si può costruire niente.
Ma si sa, le leggi sono fatte per i poveri cristi; il potente di turno sa sempre come sistemare le sue carte bollate.
Su Cirga e l’abusivismo tutti sanno oramai; quello che mi stupisce è il silenzio dell’opinione pubblica, degli organi di controllo e dei mezzi di comunicazione su questo tema.
E’ mai possibile che tutta la spiaggia di Ciriga sia soggetta a recinzioni e edificazioni, e che queste siano fatte da molti dei nostri politici, gente che votiamo e che paghiamo con i soldi delle nostre tasse?
Siamo tutti diventati così cinici?
Oppure ognuno ha il suo orticello da salvaguardare?

Opere di restauro, a Ispica.

Postato da francesco lauretta  |   4 agosto 2006

Ieri mattina qualcuno mi ha dato il libretto che hanno pubblicato in occasione dell’intervento di restauro della chiesa SS.Annunziata. Oggi, durante una pausa di lavoro, mi sono ricordato del libretto e l’ho sfogliato. Bella la copertina. Bello quel blu di Prussia, vero? A Ispica c’è qualcuno che sa se esiste il blu di Prussia? Inizio dall’ultima pagina, dalla scheda tecnica. La pagina è divisa a metà. Consolidamento e restauro della chiesa pincopallina da una parte, dall’altra il recupero e conservazione del campanile, loggiato e casa della cera. Da una parte leggiamo i nomi del progettista e direttore dei lavori, un architetto.

ss annunziata.gif

L’ente appaltante del Genio Civile di Ragusa, due Ingegneri. Il nome dell’Ingegnere capo, il nome dell’Ingegnere collaudatore, l’Impresa, quattro nomi, un Ingegnere, due Geometri – lo sapevo che c’erano anche loro – , un capo cantiere, probabilmente un muratore perché non è specificata nessuna qualifica ma un capo cantiere fa fico. Tra le professioni ditemi voi che leggete, se sapete leggere, quale figura manca? Un restauro? DOVE SONO I RESTAURATORI?

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Scoprire Palazzo Bruno

Postato da saro fronte  |   30 aprile 2006

Ispica – Moderni dettagli da scoprire

Aguzzate la vista e cercate di ricordare quali particolari abbiamo indicato con i numeri.

palazzo-bruno-web-1.jpg

Non li ricordate?

Beh, allora scopritelo qui!

dettaglio 1

dettaglio 2

dettaglio 3

dettaglio 4

dettaglio 5

dettaglio 6 (leggi tutto…)

Il “PUPO” dicono che attualmente pianga …

Postato da saro fronte  |   23 aprile 2006

Potendo scegliere per il “PUPO”: dove lo collochereste?

palazzo-bruno-puttino-spacc.jpg

ditelo votando lo SPACCASONDAGGIO

Da giovedì santo ma io preferisco andare al mare di venerdì!

Postato da francesco lauretta  |   10 aprile 2006

domani, martedì e mercole sarò a TO. Giovedì mattina sarò a MI per ritoccare la mia beata Ludovica, quella modicana che mostrerò il 20 maggio. La mostra doveva tenersi il 23 apri e anche per questo ho rinunciato alle processioni paesane. Oggetto donna. Femminile, sapete già il titolo al neon rosa su 5000 mq. di moquette rosa. Ascolto Radio Rai Tre. Il solito programma di Arrigo Quattrocchi se non ricordo male. Il violino di Accardo graffia l’aria intorno e Canino butta brillanti note come a calmare la tensione crescente di questa notte, domani, già domani sera, a TO hanno festeggiato venerdì notte, non so domani ma non intendevo scoprire queste debolezze paesane, di questo piccolissimo paese intendo. Giovedì la festa sarà vostra. Venerdì. Fa sempre uno strano affetto quando non ci è possibile provare quella vita, quella unica ragione di vita per l’ispicese – o spaccafurnaru – debole di cuore ma, tant’è vero, anch’io sento questa lieve vertigine perché, come mi sono abituato negli anni, credo di risolvermi andando a sbandare su cose belle come, chessò, a visitare il museo di Brera a sbavare davanti all’opera del Veronese o di Tiziano o al museo dell’Accademia di Venezia o chissà dentro dove. Insomma, spiro i miei sensi altrove e su cose straodinarie per sfuggire questa debolezza, della festa di giovedì anche se, ultimamente, preferisco le feste forestiere come quelle di Scicli o dei misteri d’Enna. Sempre isola però. (leggi tutto…)

I carbonari della “Maccia o Suspiro”

Postato da saro fronte  |   19 marzo 2006

Appassionandomi al’”Albero del Sospiro” esistente sino ad ieri nella realtà fisica Ispicese perché dava il nome all’omonima scuola (scuola che da ieri si chiama in altro modo), ho fatto una piccola ricerca sull’origine dell’evocativo Albero del Sospiro e da subito ho notato che, anche in questa vicenda come consuetudine di cose nostre, due più due non fa quattro.

L’episodio storico, da dove nasce all’appellativo (tutto ispicese) “Albero del sospiro”, trova la sua origine verso la fine di marzo del 1823. Quindi ci tocca fare un salto dentro la Spaccaforno di quel periodo quando, per ovvie ragioni, “l’Albero” era una “Maccia”, “del” era “o”, e il “Sospiro” era “Suspiru” – “Maccia o Suspiru”.
Non vi ingannate nel respirare a pieni polmoni leggendo questa storia che, come in tutte le storie e nella vita, quando il sospiro sboccia, sono i guai che si vorrebbero scansare, e di essi il nostro corpo cerca di alleviare il faticoso peso scaricando aria nell’aria.

Si parte.

E’ l’alba, il Sac Paolo Ruscica ha avuto l’incarico di compiere una missione riservata a Spaccaforno, ha arrischiato il viaggio in tempo di notte, per giungere senza essere visto in paese, prima che il giorno splenda. La copertura per l’incario è buona, in giornata si vedrà con Don Anontonino Zuccaro e con il Sac Innocenzo Leontini, ufficialmente per comprare una partita di frumento.
Il Ruscica si reca in un posto che ritiene sicuro, nei pressi dell’Eremo delle Grazie dove avviene il primo contatto tra l’avolese e i due spaccafornari.
L’organizzazione segreta di Messina ha dato l’ordine al Ruscica di “individuare persone affidabili e costituire a Spaccaforno una –setta – da affiliare alla Carboneria madre dell’isola”.
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