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	<title>Spaccaforno.it &#187; maccia o suspiru</title>
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	<description>Blog su Ispica già Spaccaforno</description>
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		<title>C&#8217;era una volta il calcio giovanile a Spaccaforno</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 04:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>autore ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[calacausi e simenta]]></category>
		<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nicola Pascale Stavo guardando dei comunicati ufficiali dell&#8217;organismo che nominava i dirigenti del calcio provinciale nel 1930, quando ho trovato la nomina del Commissario che gestiva il Comitato U.L.I.C. (vedi questa pagina su Wikipedia che sto compilando io: http://it.wikipedia.org/wiki/ULIC) Comunicato Ufficiale n. 4 dell&#8217;8/10/1930 del C.C.D. dell&#8217;U.L.I.C.: Si comunicano le nomine dei dirigenti dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>di<br />
Nicola Pascale</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stavo guardando dei comunicati ufficiali dell&#8217;organismo che nominava i dirigenti del calcio provinciale nel 1930, quando ho trovato la nomina del Commissario che gestiva il Comitato U.L.I.C. (vedi questa pagina su Wikipedia che sto compilando io: <a class="moz-txt-link-freetext" href="http://it.wikipedia.org/wiki/ULIC">http://it.wikipedia.org/wiki/ULIC</a>)</p>
<p style="text-align: center; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-620" title="calciofigurine" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2008/09/calciofigurine.jpg" alt="" width="131" height="185" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Comunicato Ufficiale n. 4 dell&#8217;8/10/1930 del C.C.D. dell&#8217;U.L.I.C.: Si<br />
comunicano le nomine dei dirigenti dei sottonominati Comitati fatte dall&#8217;on.<br />
Presidenza della F.I.G.C.:<br />
Spaccaforno: Giuseppe Montisanti, Commissario Straordinario. Recapito: Giuseppe<br />
Montisanti.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Essendo io figlio di pugliesi e trapiantato al nordo e pur sapendo leggere e<br />
scrivere (purtroppo) ignorante di dove fosse Spaccaforno, mi sono preso il più<br />
vecchio Annuario del Touring che ho in (chiamiamola biblioteca) libreria e con<br />
grande sorpresa ho trovato: (1913) Spaccaforno (Siracusa 57) dove<br />
57=chilometri.</em></p>
<p><span id="more-619"></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Non contento ho preso anche quello del 1938 perché sulla cartina del Touring<br />
non riuscivo a capire dove fosse allora Spaccaforno. Ho capito che era dopo<br />
Pachino (km.51) ma ancora non riuscivo a trovare dove c&#8230; fosse. Poi un lampo<br />
di genio. Con google si trovo di sicuro. Ho trovato il Vostro sito e la<br />
risposta: Ispica.</em></p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2008/09/littoriale_1930-spaccaforno-copia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-630" title="littoriale_1930-spaccaforno-copia" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2008/09/littoriale_1930-spaccaforno-copia-90x90.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a> Lo potete trovare citato anche sul comunicato n. 20 del Direttorio Regionale Siculo (stagione 1930-31).</p>
<p>Sapevate qualcosa a riguardo anche se sono passati soltanto &#8230;. 78 anni.<br />
Cordiali saluti</p>
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		<title>diffusione dei contenuti di www.spaccaforno.it</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2007 08:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[a zia 'Nnetta]]></category>
		<category><![CDATA[calacausi e simenta]]></category>
		<category><![CDATA[chi c'è comiziu?]]></category>
		<category><![CDATA[dici ca ...]]></category>
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		<category><![CDATA[lassatimi stari]]></category>
		<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>
		<category><![CDATA[su e giù per il corso]]></category>
		<category><![CDATA[talè talè [imagesblog]]]></category>

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		<description><![CDATA[. I contenuti di questo sito, ove non diversamente specificato, sono pubblicati sotto una  Licenza Creative Commons come peraltro indicato da sempre a fondopagina, in tutte le pagine di www.spaccaforno.it Pertanto, chiunque abbia intenzione di riprendere, riprodurre e/o diffondere i contenuti, o le immagini presenti dentro questo sito, è pregato di prendere visione di tutte le modalità previste, onde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.</p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/deed.it"><img src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/88x31.png" alt="Creative Commons License" style="border-width: 0pt" /></a><br />
I contenuti di questo sito, ove non diversamente specificato, sono pubblicati sotto una  <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/deed.it">Licenza Creative Commons</a> come peraltro indicato da sempre a fondopagina, in tutte le pagine di <a href="http://www.spaccaforno.it/">www.spaccaforno.it</a></p>
<p>Pertanto, chiunque abbia intenzione di riprendere, riprodurre e/o diffondere i contenuti, o le immagini presenti dentro questo sito, è pregato di prendere visione di tutte le modalità previste, onde evitarci i fastidi di imporne l&#8217;obbligo.</p>
<p>.</p>
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		<title>Radio mon amour</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni stornello</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[L’anno che ci sta lasciando segna il trentesimo anniversario delle radio libere. Si chiamavano proprio così le emittenti radiofoniche che, nel 1976, cogliendo al volo una sentenza della Consulta che di fatto faceva cadere il monopolio della RAI, cominciarono ad invadere l’etere. Fu appunto un fatto di libertà che vale la pena sottolineare. Mi piace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’anno che ci sta lasciando segna il trentesimo anniversario delle radio libere. Si chiamavano proprio così le emittenti radiofoniche che, nel 1976, cogliendo al volo una sentenza della Consulta che di fatto faceva cadere il monopolio della RAI, cominciarono ad invadere l’etere.</p>
<p><img id="image477" alt="radio-microfono.jpg" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/12/radio-microfono.jpg" />Fu appunto un fatto di libertà che vale la pena sottolineare. Mi piace farlo a Spaccaforno perché (vedi i casi della vita) ci ritroviamo qui alcuni che, più o meno intensamente ed in base a quello che piaceva e che si sapeva fare, prendemmo parte all’avventura radiofonica ispicese. Saro Fronte, Pietro Avveduto, Piero Di Giorgio e il sottoscritto eravamo a Radio Gamma, che di quella stagione pionieristica fu sicuramente la più significativa e quella che contribuì peraltro ad essere un punto di riferimento per una generazione di giovani. Fu la radio che combinò egregiamente impegno sociale e politico ed intrattenimento, informazione ed attualità, assicurandosi in tal modo una lunga vita e un bel po’ di successi. Ma Radio Gamma non fu la sola ad Ispica.<br />
La prima in assoluto fu R.O.N., Radio Onde Nuove, alla quale, dopo Radio Gamma, si aggiunsero R.C.I. (Radio Centro Ispica) e Punto Radio. Quest’ultima fu una vera e propria meteora, forse perché nacque a metà degli anni ’80 quando il fenomeno era ormai in fase di stabilizzazione e si profilava la necessità di professionalizzare la radio, non basandola più sul dilettantismo.</p>
<p><span id="more-476"></span></p>
<p>Radio Dimensione Musica, la radio ispicese di oggi, ha fatto tesoro di questo elemento e, sfruttando al massimo il computer come strumento di gestione, è riuscita a sfidare le difficoltà che il professionismo del settore inevitabilmente impone. Non credo di esagerare se dico che senza il tipo di informazione che fecero, che facemmo con le radio libere, quelle della prima stagione dilettantistica ma ricca di passioni e di idealità, oggi l’informazione in generale, questo tipo stesso di informazione e di comunicazione, adottato da Spaccaforno, sarebbe diverso. Sicuramente io non sarei quello che sono oggi, con le sensibilità attraverso le quali mi ritrovo a confrontarmi con piccole e grandi questioni del nostro tempo. Forse vale applicare anche all’informazione l’assunto della fisica in base al quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. In effetti, anche con l’irruzione in campo delle tecnologie, i processi informativi e comunicativi cambiano passo, si raffinano ma non possono cambiare l’essenza dei messaggi, come diceva il buon Mc Luhan. Anche se, lasciatemelo dire, la capillarità della radio &#8211; di quella fatta bene, fatta apposta per arrivare a quanta più gente è possibile, capillarità che con Radio Gamma avemmo la possibilità di verificare &#8211; oggi ce la scordiamo. Allora lo diceva anche Eugenio Finardi (“amo la radio perché arriva dalla gente”). Ecco perché dico con un pizzico di nostalgia, influenzata da un po’ di sindrome da “primo amore”: Viva la Radio!<br />
Gianni Stornello</p>
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		<title>Polleria della Contea</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 12:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono le luci natalizie dei negozi a risvegliare i ricordi dei sabato sera alla Piazzeta, di quando c’era ancora la fontana con tutto il “pupo” in mezzo, e quel primo camion con la scritta “Polleria della Contea” a sostarvi. Si sudava sgambettando da matti dietro al pallone, in quell’età in cui correre è l’andatura normale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le luci natalizie dei negozi a risvegliare i ricordi dei sabato sera alla Piazzeta, di quando c’era ancora la fontana con tutto il “pupo” in mezzo, e quel primo camion con la scritta “Polleria della Contea” a sostarvi. Si sudava sgambettando da matti dietro al pallone, in quell’età in cui correre è l’andatura normale e a camminare sembrava che si perdesse inutilmente tempo.  <img width="272" height="154" alt="mercato.jpg" style="width: 272px; height: 154px" id="image456" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/12/mercato.jpg" /></p>
<p>Erano le liti con i “vecchi” (a quell’età chiunque avesse sopra i trenta ci appariva come un vecchio) che parcheggiavano le vetture,  Fiat &#8211; cinquecento o ottocentocinquanta per lo più, o le più lussuose centoventotto &#8211; per non dire delle mitiche Giulia, dietro i due alberi che fungevano da Regno del Portiere e bersaglio per le cannonate tirate con il pallone “Tango”.<br />
I sabato sera, la piazzetta si colorava di luci con assembramenti inusuali di persone, la piazzetta piazzettava,  intorno a quel primo camion, e via via intorno a quelli che lì si davano appuntamento,  facendo nascere quel che fu un piccolo mercatino spontaneo e, a sentire i commenti, anche concorrenziale. Con gli odori delle caldarroste, in inverno, e il refrigerio dei gelati, in estate. Col tempo si disse che era indecoroso tenere nel centro del paese quel piccolissimo “mercatino” così popolare, e come fu e come non fu, finì che gli anni passarono e quel mercatino fu spostato nel quartiere “centosessantasette”.</p>
<p><span id="more-455"></span></p>
<p>A rispolverar ricordi, stessa sorte aveva avuto anni prima &#8211; ma prima che avessi l’età per andare a giocare a pallone alla Piazzetta, e devo fare uno sforzo che mi riporti le immagini di me in età da scuola elementare a fare furfanterie in casa di mia nonna, per trovare quel mercato mensile del primo sabato del mese che si svolgeva tra il viale Rapisardi e le traverse di via Adua, via Crispi. Chissà se concorrenzialmente indecoroso anche quello?<br />
E’ di questi finesettimana la notizia che i commercianti, nel frattempo scacciati dalla strada di visibilità del quartiere di periferia, a strade di una periferia meno visibile, stiano manifestando non svolgendo la loro attività di vendita, scioperando per intenderci. Aleggiano soluzioni alternative: che vadino fuori città, nei pressi del camposportivonuovo  ad insozzare.<br />
Che dire, mi è venuta voglia di caldarroste che accompagnino, con un po’ di autentico calore,  tutte quelle lucette sintetiche dei natali commerciali, fatti per imbucare le tredicesime mensilità.<br />
Andrò in agenzia a prenotare un biglietto per andare in qualche infima periferia da mercato rionale: l’istinto mi suggerisce Roma, Campo dei Fiori.<br />
Comunque la pensiate, rifletterò con voi sull’argomento mercatino, ma, se invece mi avete già mandato al Rogo, per il lucore dei ricordi, allora vuol dire che sarò in buona compagnia, n’è vero Giordano?</p>
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		<title>Può un cancello arginare il mare?</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 14:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Barrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[La foto rappresenta uno dei tanti recinti che stanno crescendo sulle nostre spiagge, a me sembra un emblema di come la stupidità dell&#8217;uomo tenti sempre di abusare delle risorse ambientali. Nel silenzio di tutti, ma proprio tutti, l&#8217;abusivismo cresce e si sviluppa su tutto il nostro litorale. La legge dice esplicitamente che entro una soglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La foto rappresenta uno dei tanti recinti che stanno crescendo sulle nostre spiagge, a me sembra un emblema di come la stupidità dell&#8217;uomo tenti sempre di abusare delle risorse ambientali.<img width="419" height="335" alt="cancello-mare-ispica.jpg" id="image442" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/11/cancello-mare-ispica.jpg" /><br />
Nel silenzio di tutti, ma proprio tutti, l&#8217;abusivismo cresce e si sviluppa su tutto il nostro litorale.<br />
La legge dice esplicitamente che entro una soglia di 150 metri dal mare non si può costruire niente.<br />
Ma si sa, le leggi sono fatte per i poveri cristi; il potente di turno sa sempre come sistemare le sue carte bollate.<br />
Su Cirga e l&#8217;abusivismo tutti sanno oramai; quello che mi stupisce è il silenzio dell&#8217;opinione pubblica, degli organi di controllo e dei mezzi di comunicazione su questo tema.<br />
E&#8217; mai possibile che tutta la spiaggia di Ciriga sia soggetta a recinzioni e edificazioni, e che queste siano fatte da molti dei nostri politici, gente che votiamo e che paghiamo con i soldi delle nostre tasse?<br />
Siamo tutti diventati così cinici?<br />
Oppure ognuno ha il suo orticello da salvaguardare?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Opere di restauro, a Ispica.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 22:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco lauretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>
		<category><![CDATA[talè talè [imagesblog]]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri mattina qualcuno mi ha dato il libretto che hanno pubblicato in occasione dell&#8217;intervento di restauro della chiesa SS.Annunziata. Oggi, durante una pausa di lavoro, mi sono ricordato del libretto e l&#8217;ho sfogliato. Bella la copertina. Bello quel blu di Prussia, vero? A Ispica c&#8217;è qualcuno che sa se esiste il blu di Prussia? Inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina qualcuno mi ha dato il libretto che hanno pubblicato in occasione dell&#8217;intervento di restauro della chiesa SS.Annunziata. Oggi, durante una pausa di lavoro, mi sono ricordato del libretto e l&#8217;ho sfogliato. Bella la copertina. Bello quel blu di Prussia, vero? A Ispica c&#8217;è qualcuno che sa se esiste il blu di Prussia? Inizio dall&#8217;ultima pagina, dalla scheda tecnica. La pagina è divisa a metà. Consolidamento e restauro della chiesa pincopallina da una parte, dall&#8217;altra il recupero e conservazione del campanile, loggiato e casa della cera. Da una parte leggiamo i nomi del progettista e direttore dei lavori, un architetto.</p>
<div style="text-align: center"><img width="223" height="211" alt="ss annunziata.gif" style="width: 223px; height: 211px" id="image340" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/08/ss%20annunziata.gif" /></div>
<p>L&#8217;ente appaltante del Genio Civile di Ragusa, due Ingegneri. Il nome dell&#8217;Ingegnere capo, il nome dell&#8217;Ingegnere collaudatore, l&#8217;Impresa, quattro nomi, un Ingegnere, due Geometri &#8211; lo sapevo che c&#8217;erano anche loro &#8211; , un capo cantiere, probabilmente un muratore perché non è specificata nessuna qualifica ma un capo cantiere fa fico. Tra le professioni ditemi voi che leggete, se sapete leggere, quale figura manca? Un restauro? DOVE SONO I RESTAURATORI?</p>
<p><span id="more-339"></span></p>
<p>Andiamo dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Recupero e consolidamento del campanile e compagnabella della chiesa pincopallina. Abbiamo lo stesso direttore e progettista dei lavori, un architetto, nella voce dell&#8217;ente appaltante abbiamo un ingegnere, &#8211; scrivo in minuscolo perché mi sono stufato della maiuscola &#8211; un architetto, poi, ancora, e ingegneri e architetti, l&#8217;impresa di Noto, ancora due architetti ed infine, miracolo, due restauratori, uno di sesso maschile di nome Francesco e uno di sesso femminile di nome Tiziana.</p>
<p>Due progetti della quale manca un progetto di restauro. Nessun controllo della soprintendènza; non è stato fatto nessun tipo di restauro conservativo in chiesa, ridendo e scherzando potrei sciusciuliari che sono state fatte opere di sostegno e demolizione, di ristrutturazione. Su quel libretto andava scritto Chiesa SS.Annunziata, Lavori di ristrutturazione, ricostruzione.</p>
<p>Volete vedere qualcosa senza andare a consultare il cataloghino? Osservate i basamenti dei pilastri. Le modanature in gesso (?) che vediamo adesso sono sporgenti riespetto al basamento, l&#8217;effetto è grottesco perché la colonna pare poggiata e grassa rispetto alla base che sembra soffrire come può soffrire una povera bestia come, chessò, un asino? Ma un asino è forte, ehm, trovatemelo voi un esempio migliore!, una bestia dicevo quando viene cavalcata da un gigante, cazzo, pare che &#8216;sta povera base abbia le fondamenta molli!!! Se in casa tenete una vecchia foto dell&#8217;interno della chiesa prima che il simpatico sisma solleticasse la struttura, sapete, a pasqua, il venerdì santo o per un matrimonio o un battesimo o qualche altra ricorrenza, fors&#8217;anche un funerale come si documentava una volta, se per caso, per sbaglio avete fotografato le povere colonne d&#8217;Ercole, potete verificare, vedere con i vostri, sì i vostri occhi l&#8217;obbrobbrio restituitoci. Se avete il libretto che sicuramente alcuni nunziatari illuminati e orgogliosi tengono in salotto e che probabilmente anche gli uomini di politica devono asssolutamente avere, potete vedere subito a pagina 26. Chi mi dice che i pilastri prima e dopo sono gli stessi sfido chiunque a sostenere che di gesso quelle colonne hanno il cartone e un po&#8217; di ducotone, &#8216;fanculo! Neanche commento la pagina successiva, la 27, cosa per stomaci forti. Ci sarebbero da fare anche dei commenti a proposito dell&#8217;intervento della resina acrilica &#8211; pesante &#8211; che potete intravvedere a pagina 34. Chiudo, altrimenti m&#8217;incazzo andando a parare a pagina 41 a proposito di Cupola e Cupolini, tre immagini, in quella centrale c&#8217;è un signore con mazzuola e scalpello in mano, quello, signori, non è un restauratore, no, no. Nella foto accanto non mi pare che hanno usato il tessuto di carbonio, ma qualcosa della quale noi siciliani siamo sazi, cemento (?). Dimenticavo. E per ridere, definitivamente, anche per chi non ci capisce niente, consiglio di consultare la pagina 49, davvero Straordinaria. Un particolare del degrado all&#8217;imposta degli archi, prima e dopo, allo stato di fatto e ad intervento fatto: particolare dopo l&#8217;intervento di restauro lapideo. Tanto c&#8217;è scritto. Incredibile, sono dei pazzi. Ma è un restauro questo? Ultime note per vomitare, il blu ridipinto, il bianco che tanto mi ricorda una pubblicità di un noto dentifricio, anche quell&#8217;intervento, lo vedrete tra pochi anni, anzi, forse prima se sarete fortunati, è uno schifo, si sfoglierà tutto quel bianco e si formeranno carie che, ahimè, non c&#8217;è dentifricio che possa curare. Ancora, riuscite a passeggiare bene con la nuova pavimentazione che hanno fatto in piazza? Non vi pare di inciampare da un momento all&#8217;altro?</p>
<p>Per finire. Sono stato a ispica &#8211; minuscola, sì, sì &#8211; per tre gg. Ho assistito alla celebrazione di un fantastico matrimonio nella più bella chiesa di Ispica, quella del Gesù, bianca, un crocifisso magnifico, le figure dei santi in legno cromato e fortunatamente ben conservati, figure eleganti, la decorazione come fosse un merletto, una splendida madonna in fondo all&#8217;altare, i quadri più belli che abbiamo, due quadri di Beppe Assenza del 1934 che conobbi quando ero giovanissimo a Portopalo grazie al nostro dimenticato e maltrattato scultore, Salvo Monica &#8211; sia benedetto quell&#8217;uomo per quanto mi ha insegnato&#8230; &#8211; e ad un concerto. Magnifico concerto. Le note parvero troppo stonate per le grecchie dei nostri intellettualini di paese dai capelli cadenti, gli occhi lessi, i tic in agguato. Peccato, come sono stonati i sensi a Ispica!</p>
<p>C&#8217;è frasciamazza all&#8217;ingresso del Palazzo di Belmondo, al corso, l&#8217;avete vista?</p>
<p>Buone vacanze a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scoprire Palazzo Bruno</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/238/ispica-palazzo-bruno-restauro-basile/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2006 09:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[Ispica &#8211; Moderni dettagli da scoprire Aguzzate la vista e cercate di ricordare quali particolari abbiamo indicato con i numeri. Non li ricordate? Beh, allora scopritelo qui! dettaglio 1 dettaglio 2 dettaglio 3 dettaglio 4 dettaglio 5 dettaglio 6 Non parlatemi di logoramento causato dal tempo, però.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Ispica &#8211; Moderni dettagli da scoprire</strong></p>
<p>Aguzzate la vista e cercate di ricordare quali particolari abbiamo indicato con i numeri.</p>
<div>
<div>
<p align="center"><img width="405" height="304" alt="palazzo-bruno-web-1.jpg" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-web-1.jpg" />
</p>
</div>
</div>
<p align="center"><strong>Non li ricordate?</strong></p>
<p>Beh, allora scopritelo qui!</p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-dettaglio-1-w.jpg"target="_blank">dettaglio 1</a></p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-dettaglio-2-w.jpg"target="_blank">dettaglio 2</a></p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-dettaglio-3-w.jpg"target="_blank">dettaglio 3</a></p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-dettaglio-4-w.jpg"target="_blank">dettaglio 4</a></p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-dettaglio-5-w.jpg"target="_blank">dettaglio 5</a></p>
<p><a href="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-dettaglio-6-w.jpg"target="_blank">dettaglio 6</a><span id="more-238"></span></p>
<p align="center"><em>Non parlatemi di logoramento causato dal tempo, però. </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;PUPO&#8221; dicono che attualmente pianga &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Apr 2006 17:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[Potendo scegliere per il &#8220;PUPO&#8221;: dove lo collochereste? ditelo votando lo SPACCASONDAGGIO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potendo scegliere per il &#8220;PUPO&#8221;: <strong>dove lo collochereste?</strong></p>
<div style="text-align: center"><img id="image225" alt="palazzo-bruno-puttino-spacc.jpg" src="http://www.spaccaforno.it/wp-content/uploads/2006/04/palazzo-bruno-puttino-spacc.jpg" /></div>
<p align="center"><strong>ditelo</strong> votando lo <strong><em>SPACCA</em>SONDAGGIO</strong></p>
<p align="center"><?php jal_democracy(5); ?></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da giovedì santo ma io preferisco andare al mare di venerdì!</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Apr 2006 23:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco lauretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[domani, martedì e mercole sarò a TO. Giovedì mattina sarò a MI per ritoccare la mia beata Ludovica, quella modicana che mostrerò il 20 maggio. La mostra doveva tenersi il 23 apri e anche per questo ho rinunciato alle processioni paesane. Oggetto donna. Femminile, sapete già il titolo al neon rosa su 5000 mq. di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>domani, martedì e mercole sarò a TO. Giovedì mattina sarò a MI per ritoccare la mia beata Ludovica, quella modicana che mostrerò il 20 maggio. La mostra doveva tenersi il 23 apri e anche per questo ho rinunciato alle processioni paesane. Oggetto donna. Femminile, sapete già il titolo al neon rosa su 5000 mq. di moquette rosa. Ascolto Radio Rai Tre. Il solito programma di Arrigo Quattrocchi se non ricordo male. Il violino di Accardo graffia l&#8217;aria intorno e Canino butta brillanti note come a calmare la tensione crescente di questa notte, domani, già domani sera, a TO hanno festeggiato venerdì notte, non so domani ma non intendevo scoprire queste debolezze paesane, di questo piccolissimo paese intendo. Giovedì la festa sarà vostra. Venerdì.  Fa sempre uno strano affetto quando non ci è possibile provare quella vita, quella unica ragione di vita per l&#8217;ispicese &#8211; o spaccafurnaru &#8211; debole di cuore ma, tant&#8217;è vero, anch&#8217;io sento questa lieve vertigine perché, come mi sono abituato negli anni, credo di risolvermi andando a sbandare su cose belle come, chessò,  a visitare il museo di Brera a sbavare davanti all&#8217;opera del Veronese o di Tiziano o al museo dell&#8217;Accademia di Venezia o chissà dentro dove. Insomma, spiro i miei sensi altrove e su cose straodinarie per sfuggire questa debolezza, della festa di giovedì anche se, ultimamente, preferisco le feste forestiere come quelle di Scicli o dei misteri d&#8217;Enna. Sempre isola però. <span id="more-210"></span> Bene scenderò lo stesso [ma non ditelo in giro] e visiterò la notte tutte le notti che sarò lì proprio quando voi avrete consumato le vostre cassate, le uova rotte eccetera sarò lì quando le bande avranno smesso gli strumenti e le marce a morto e quelle della gioia saranno appena smesse dalle grecchie, smesse per un anno e chi ci sarà vedrà e ascolterà per il prossimo, sempre lo stesso tempo. Forse è anche per questo che ho iniziato a dipingere ma non credo. So di certo che durante quest&#8217;anno verranno a mancare anime a me care, carissime. Perderò qualcosa quest&#8217;anno. Forse troverò dell&#8217;altro. Mi piace rifugiarmi di giovedì dentro un museo. Riconosco intorno la storia, i miei fantasmi e compagni e tanto ringrazio per questa mancanza. L&#8217;ultima volta che fui giù, due anni fui, rimasi stupito e assai divertito per i teatrini che ormai avete compreso dentro la passione. Il due aprile a mezzodì andai a parlare coi morti, giù, a trovare tutti giù, u Ciciru, mio Zio (eri così bello l&#8217;ultima volta che ti avevo visto al matrimonio di S e Lenor.. ! Saro, adesso ricordo,  fu proprio in quella occasione che ci ri incontrammo, rammenti? Tu eri e la tua splendida famiglia..), i miei nonni, mia nonna [Americana] appena fresca di terra, ci andai più volte e ricordo bene, benissimo quanto conforto provai a salutare tutti a guardarli negli occhi a farmi raccontare da tutti le loro storie dei loro sogni sepolti di quelli riusciti e dimenticati salutai tutti e pensai alle feste a quelle feste che tutti noi abbiamo vissuto trascorso e che ci trascorreranno sempre.. E&#8217; appena lunedì, le zero:59. Dormite? Sperate sognate desiderate, morite? Ho smesso di fumare. A volte la vita ci riserva sorprese. Buone feste a tutti se  potete.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I carbonari della &#8220;Maccia o Suspiro&#8221;</title>
		<link>http://www.spaccaforno.it/archivio/174/carbonari-albero-del-sospiro-racconto-saro/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Mar 2006 09:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saro fronte</dc:creator>
				<category><![CDATA[lassatimi stari]]></category>
		<category><![CDATA[maccia o suspiru]]></category>

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		<description><![CDATA[Appassionandomi al’&#8221;Albero del Sospiro&#8221; esistente sino ad ieri nella realtà fisica Ispicese perché dava il nome all’omonima scuola (scuola che da ieri si chiama in altro modo), ho fatto una piccola ricerca sull’origine dell’evocativo Albero del Sospiro e da subito ho notato che, anche in questa vicenda come consuetudine di cose nostre, due più due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appassionandomi al’&#8221;<strong>Albero del Sospiro</strong>&#8221; esistente sino ad ieri nella realtà fisica Ispicese perché dava il nome all’omonima scuola (scuola che da ieri si chiama in altro modo), ho fatto una piccola ricerca sull’origine dell’evocativo Albero del Sospiro e da subito ho notato che, anche in questa vicenda come consuetudine di cose nostre, <em>due più due non fa quattro</em>.</p>
<p>L’episodio storico, da dove nasce all’appellativo (tutto ispicese) “Albero del sospiro”, trova la sua<strong> origine</strong> verso la fine di <strong>marzo del 1823</strong>.  Quindi ci tocca fare un salto dentro la Spaccaforno di quel periodo quando, per ovvie ragioni, &#8220;l’Albero&#8221; era una &#8220;Maccia&#8221;, &#8220;del&#8221; era &#8220;o&#8221;, e il &#8220;Sospiro&#8221; era &#8220;Suspiru&#8221; – <strong>“Maccia o Suspiru”.</strong><br />
Non vi ingannate nel respirare a pieni polmoni leggendo questa storia che, come in tutte le storie e nella vita, quando il sospiro sboccia, sono i guai che si vorrebbero scansare, e di essi il nostro corpo cerca di alleviare il faticoso peso scaricando aria nell’aria.</p>
<p>Si parte.</p>
<p>E’ l’alba, il Sac <em><strong>Paolo Ruscica </strong></em>ha avuto l’incarico di compiere una missione riservata a Spaccaforno, ha arrischiato il viaggio in tempo di notte, per giungere senza essere visto in paese, prima che il giorno splenda. La copertura per l&#8217;incario è buona, in giornata si vedrà con Don <strong><em>Anontonino Zuccaro</em></strong> e con il Sac <strong><em>Innocenzo Leontini</em></strong>, ufficialmente per comprare una partita di frumento.<br />
Il Ruscica si reca in un posto che ritiene sicuro, nei pressi dell’Eremo delle Grazie dove avviene il primo contatto tra l’avolese e i due spaccafornari.<br />
L’organizzazione segreta di Messina ha dato l’ordine al Ruscica di “i<em>ndividuare persone affidabili e costituire a Spaccaforno una –setta – da affiliare alla Carboneria madre dell’isola</em>”.<br />
<span id="more-174"></span></p>
<p>Per la comunione di intenti, che i tre reciprocamente si manifestano, è presto cosa fatta. Ma, il Ruscica insiste e vuole conoscere personalmente anche gli altri uomini da battezzare alla carboneria. Si organizza un secondo incontro per il pomeriggio. La terra brucia lo stesso sotto ai piedi, anche se si sdrammatizza dicendo che si potrebbe fare pischìo con troppo movimento di persone.<br />
All’ombra di un muro a secco, sotto la timpa, nel pomeriggio, una pezza di formaggio sarà quartiata e divisa in parti uguali tra i presenti alla riunione segreta. Il vino lo berranno tutti sursando dallo stesso carratieddu.</p>
<p>Oltre ai tre già detti nel pomeriggio ci sono: il Sig. Ferdinado Serrentino, il Sac Don Pietro Capuano, Don Gaetano Zuccaro, Don Luigi Leontini, Don Giovanni Santocono e qualche altro “fidato”.<br />
I presenti vengono vattiati alla Carboneria e il Sac Paolo Ruscica, respirando riprende la strada, per portare, insieme al frumento che ha comprato, la notizia a Messina.<br />
Respirando se ne vanno anche gli altri, che il cuore ha pompato a mille sulle tempie e si son sospirati &#8220;motti&#8221; che hanno fatto brillare lo spirito ed hanno schiarito la mente.<br />
Ma, allo scurare del sole, già del respiro carbonaro si sospira intorno ad un tavolo dentro palazzo del Conte Enrico Statella, che in men che meno preparerà le contromosse per annientare l’intraprendenza dei cospiranti.<br />
Per la cronaca il processo a loro carico sarà celebrato due anni dopo e si concluderà con la sentenza di condanna al carcere per tutti, il 14 marzo.<br />
Oltre ai sopra menzionati vi saranno  altri condannati, ma, non volendo tramutarmi in storico e per l’economia del nostro sospiro, sorvolo e focalizzo nell’operazione del “due più due” che, per me in questa storia, “non fa quattro”.<br />
C’è un particolare in questa vicenda che diventerà di dominio pubblico e che è invece per me è un <strong>classico caso di capro espiatorio</strong>.<br />
Si racconta che, durante lo svolgimento della riunione carbonara, nei pressi del luogo segreto, sotto un albero di carrubo vi fosse assittato tale <strong>Don Paolo Favi.</strong> Don Paolo per caspìtine sue stava aspettando che il <strong>Conte Enrico Statella</strong> tornasse da Modica e nell’attesa sospirava, rincorrendo i suoi pensieri.<br />
Si dirà che Don Paolo Favi, tra un sospiro e un altro si fosse alzato da sotto l’albero e si fosse ammucciato dietro al muro a secco alle spalle del quale, i neo carbonari svolgevano la mangiata di pane e formaggio, parlando del sovvertimento in danno Borbonico.<br />
Si dirà che Don Paolo Favi avesse ascoltato tutti i discorsi, dei quali immediatamente informerà il Conte Enrico.<br />
Bhumm! da spaccarci il capello in quattro dinnanzi ad una minchiata così colossale, e che ascoltò, tutto ascoltò, pure quando era sotto l&#8217;albero, visto che il barone sapeva tutto per filo e per segno dei discorsi?<br />
Parentesi: la minchiata, di cui vado dicendo, non la contesto alla mia fonte che invece è spesso pregiata e fedele, e cioè, il libro del Notaro Antonino Moltisanti (Ispica – già Spaccaforno). Lo storico Notaro riporta documenti e fatti, astenendosi dall&#8217;entrare nella credibilità degli stessi. Chiusa parentesi.<br />
Ora vi chiedo: ma voi ce lo vedete a Don Paolo Favi che, sospirando sospirando, se ne sta seduto sotto l’albero e ad un certo punto si alza, si sente la discussione dei carbonari, e poi se ne torna a sospirare sotto l’albero?<br />
Hahah … già sorridete. E sì, miei cari: non quadra proprio.<br />
Prima domanda: chi si accorse del Don Paolo sospirante? I carbonari prima dei loro discorsi?<br />
Se  l’avessero visto non avrebbero fatto imprudenti discorsi, o avrebbero cambiato aria.<br />
Oppure, i carbonari dopo i loro discorsi risorgimentali?<br />
Se sì, minimo minimo avrebbero usato il sangue di Don Paolo come digestivo per il formaggio.<br />
Allora, chi fu a vedere Don Paolo sospirante? Altrì? E in quanti erano nei pressi di un luogo segreto, quel giorno? C’era per caso tutto il paese?<br />
Dai, dai non esageriamo.<br />
C’era qualcun altro che vide Don Paolo sospirare e ammucciarsi dietro al muro per origliare?<br />
Alt. Mi fermo, una priorità nasche e mi chiedo: ma questi minchia di carbonari cosa facevano, una riunione segreta senza che nessuno stesse a fare il palo. Senza che nessuno stesse a controllare che estranei si avvicinassero a loro?<br />
Non ce li vedo. Scusatemi ma mi cala male una storia di carbonari così coglioni.</p>
<p>Allora in semplicità avanzo due ipotesi:<br />
La prima: Don Paolo Favi era il Palo. Incastrato, poi, da qualcun altro e costretto a confermare la cosa al Conte Enrico Statella.<br />
Dico “incastrato da qualcun altro” perché il Palo non si sarebbe messo a fare &#8220;il Palo&#8221; se avesse già avuto, di suo, l’intenzione di cantarsela, sarebbe stato troppo esposto anche fisicamente. E, poi anche per il semplice motivo che essendo il più visibile dagli sguardi esterni doveva anche essere una persona riservatissima la cui fiducia doveva essere condivisa dagli organizzatori.<br />
Non so se mi sono capito.<br />
Seconda ipotesi, tra i partecipanti c’è un venduto a prescindere (dai dai ve ne sono tanti no?) un uomo di &#8230; (no, questo non ve lo dico sennò ci perdiamo prendendo la tangente rispetto al nostro due piu due che non fa quattro. Ve lo faccio sapere con un&#8217;altro racconto, semmai), che la sera informa il Conte Enrico della riunione dei cospiranti. Quindi il Conte fa chiamare Don Paolo che non era ammucciato e gli chiede a bruciapelo: Don Paolo che ci facevate sotto l’albero di carrubo all’ingresso del paese, vi ho visto mentre venivo da Modica.<br />
Don Paolo se ne esce con una scusa qualsiasi del tipo pensieri e sospiri d’amore o di malasorte, e il Conte lo lascia andare.<br />
Il Conte denuncia i cospiratori dei quali sa nome cognome e discorsi, perché qualcun altro glieli ha riferiti, e poi non volendosi bruciare il vero informatore, scarica la cantata come appresa da Don Paolo Favi, del quale non gliene fotte una emerita minchia.</p>
<p>Ufficialmente, come si suol dire, Don Paolo Favi diventa cornuto e mazziato, ossia il capro espiatorio della vicenda nata intorno alla Maccia o Suspiro.<br />
Cornuto, perché additato come traditore dei carbonari. Mazziato, perché qualcuno &#8220;nero nero&#8221; lo dovette fare veramente, a colpi di mazzate. E, come se non bastasse il poveretto avrà passato il resto dei suoi giorni ammucciato per lo scanto di pigliarsi una schioppettata sopra gli occhi.</p>
<p>Vi lascio, che la banda sta suonando. Oggi a Ispica si festeggia San Giuseppe, e in cucina il cafè è salito.<br />
Mia figlia mi ha regalato un libro di racconti, oggi per la festa del papà. Mi fa regali del genere perché poi i racconti li devo leggere a voce alta e lei se la gode.<br />
<strong>A San Giuseppe hanno regalato l’intestazione della scuola </strong>che aveva per nome <strong>un pezzo del nostro Risorgimento: &#8220;a Maccia o Suspiru&#8221;.</strong><br />
Mah &#8230; oggi mi va di godermi il dono di mia figlia, le leggo una storia.</p>
<p>Possa godersi anche San Giuseppe un racconto, mi auguro che qualcuno possa leggergli questo sulla Maccia o Suspiru.<br />
Chissà che un sospiro non scappi pure al Santo: per il &#8220;pensiero&#8221; senza storia che cancella le  vicende della Storia.<br />
Ispica 19.03.2006.</p>
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