Albero del Sospiro – 2° Post –
Nel primo post di ieri si diceva della sostituzione del nome della scuola “Albero del Sospiro” che diventerà scuola “San Giuseppe”.
Raccogliendo l’invito, provo a raccontare i miei di sospiri
Clararacne, ti racconto questo piccolo anetodo perché non conosco la storia che lega “l’Albero” al “sospiro” (speriamo che giungano cenni da parte di chi sa). E, comunque, anche quando la storia di quel nome iniziasse proprio con la Scuola (cosa che escludo), poco cambierebbe.
Hai detto bene, parlando di potere evocativo di “Albero del Sospiro”.
Immagino che burocraticamente il cambio del nome sia legittimo e non lo discuto.
Ma, come te, me ne chiedo l’utilità?
Immagina: potrebbe accadere, un giorno seguendo la stessa logica, di ritrovarci cancellato il “Luigi Einaudi” in cambio di un appellativo più moderno per la Scuola della Piazza. Scuola Matrice di San Bartolomeo, ti piace?
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“A maccia o suspiru!” ricordo mio nonno che così rispose per me, facendomi allargare il cuore e respirare a pieni polmoni tutto l’ossigeno che quel nome per la prima volta mi evocò. Ero, allora, molto timido. Durante una passeggiata serale sul corso, un conoscente di mio nonno si era fermato per scambiare due chiacchiere con lui. Quando ebbero finito i loro discorsi, mi rivolse una domanda prima di congedarsi con i saluti. Mi chiese “’Nta quali asilu vai?”
Avrei dovuto essere ancora all’asilo, in effetti, ma così non era: avevo fatto la Primina e superato gli esami di ammissione in seconda elementare.
Mi nascosi dietro la gamba di mio nonno, tenendolo stretto per la mano.
“A maccia o suspiru” rispose mio nonno orgoglioso di me.
“Allura ranni è stu picciriddu” commentò il suo amico, che evidentemente sapeva che “A maccia o suspiru” era una Scuola Elementare.
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