Si vota

Ragazzi, oggi ho votato! Dopo dieci anni di assenza forzata, ho potuto finalmente esercitare il mio diritto di voto. Come forse sapete, gli italiani all’estero possono ormai votare, e in tale veste l’ho fatto. Si tratta di un voto per corrispondenza e la scheda verrà spogliata nella sede del consolato della mia città (Neuchâtel) d’adozione. Bello, no?

Giuseppe Melfi

5 Comments

  1. ciau peppi

    ti è sembrata una cosa seria? ho letto di molti reclami sopratutto in inghilterra per gente che ha fatto richiesta da luglio 2005 e ancora aspetta, altra cosa che non funziona affatto in questo sistema del voto all’estero è che a quanto pare il voto è negato a chi và all’estero per brevi periodi tipo corsi di studio, in pratica si favoriscono i connazionali emigrati defintivamente a quelli emigrati a tempo determinato e che quindi sono cittadini italiani a tutti gli effeti
    tu sei italiano o svizzero come nazionalità?

  2. Ciao, piero. Non ho dovuto fare alcuna richiesta per votare. Detto questo sono spaccafornaro al 100%. La lettera mi è arrivata direttamente a casa, qui. E’ ovvio che per far parte della circoscrizione estero bisogna essere residenti all’estero: per questa formalità basta annunciarsi al consolato: il mio consolato è a 5 mn a piedi da casa mia. In Svizzera ce ne sono una ventina. E come la mettiamo con le decine di migliaia di studenti del sud che sono al nord per brevi periodi di studio o di lavoro? Lo stato gli paga solo una parte del biglietto di 2 classe su treni puzzolenti.

    E poi che vuoi: nel mio stoico ottimismo mi sforzo sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno…

  3. Pare che anche degli studenti fuori sede in Italia non si tenga conto: o si pigliano il treno e tornano a votare nel comune di residenza, o non se ne parla. E in Italia c’è un POPOLO di studenti fuori sede che nel periodo elettorale ha esami e non può permettersi di tornare solo per votare. Peccato davvero. In ogni caso, congratulescions a Peppe che almeno il suo l’ha fatto! 🙂

  4. con tutto il rispetto peppe, capisco che sei contento di aver potuto votare dopo 10 anni e mi fa piacere che tu veda il bicchiere mezzo pieno, perchè, da pessimista che sono, invidio gli ottimisti.
    detto questo credo sia giusto che tutti quelli che sono all’estero possano votare, ma credo anche che la priorità andava data ai residenti in italia che si trovano all’estero per brevi periodi di studio o di lavoro.
    chi va fuori per brevi periodi è un cittadino italiano che tiene famiglia in italia e forse un domani troverà un lavoro in italia e pagherà le tasse in italia.
    chi è emigrato definitivamente paga le tasse all’estero e in alcuni casi, specialmente per chi si trova in america o australia, non mette piede in italia da 40 anni, non legge un giornale italiano e non guarda un canale tv italiano da 40 anni e quando sulla scheda elettorale non troverà ne la DC e nemmeno il nome di Andreotti si troverà spaesato, beh in casi come questo non trovo giusto che queste persone siano invitate a votare e gli studenti italiani all’estero no.
    niente di personale, il caso descritto è un caso limite di emigrato, non mi riferisco certo a te che sei a 2 passi, torni spesso in italia e leggi i giornali.

  5. Peppe, sempre genio! Anche con per le votazioni, ti levasti il pensiero. Come a scuola, quando ancora gli altri copiavano dalla lavagna, tu avevi già svolto e consegnato il compito. Ciao Peppe ben trovato 🙂 😉

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