voto, giudizio o portfolio?

E’ passato del tempo da quando frequentavo la scuola elementare, ma ricordo bene la pratica dei voti, quelli che il buon Maestro LaCiura metteva sul registro prima, e sulla pagella dopo, fino all’anno 1977.
Invece, dai tempi in cui frequentavo le scuole medie, nel 1978, i voti furono aboliti. Gli insegnanti dovettero abbandonare l’uso dei voti, e furono obbligati ad esprimere dei “giudizi analitici” su quanti eravamo in quei tempi alunni delle scuole dell’obbligo.
Quando, qualche giorno fa mi sono trovato dinnanzi ad un insolito manifesto che tappezzava i muri di Ispica, contenente la foto del nostro concittadino Innocenzo Leontini, dopo aver letto lo slogan – richiedente un voto per l’operato, chissà perché non mi è venuto in mente che la richiesta di “voto” fosse per un voto da esprimersi indicandolo con una crocetta nelle schede elettorali.

manifesto-leontini-web.jpg

Per un attimo mi son immaginato nei panni severi del compianto Maestro LaCiura che con la destra ci schiaffava un bel 4 sul registro e con la sinistra ci porgeva le caramelle invitandoci a fare di più, sia a scuola che a casa.
Il lavoro che facevamo a casa era anche quello di “grattare” i punti nelle confezioni che le mamme compravano.

Il Buon Maestro era esperto e praticante delle Raccolte Punti, e noi golosi gli portavamo i punti del “Dash”, quelli del “Dado Star”, quelli di Calimero (il pulcino piccolo e nero), e non ultimi i punti dei mitici formaggini “Susanna”.

Il Buon LaCiura raccoglieva i punti e ci ripagava con quelle che a noi sembravano generose offerte di caramelle (ogni tre punti una caramella). Che buone quelle frizzatine dentro, e fuori all’aroma di cola, arancia o limone. Ricordo ancora il sapore e quelle mani appiccicaticce con le quali ci ritrovavamo a dover voltare le pagine dei quaderni e dei libri. Eravamo in trenta gli alunni, e non si poteva andare di certo tutti in bagno per lavarci le mani dopo il momento delle spartizione delle caramelle. Ma poi, chi ci pensava allora a lavarsi le mani? bastava una strofinata sui pantaloni o sul grembiule del compagno di banco ed il gioco era fatto e le mani pulite.
Oddio, che piaga che sono, prendo sempre la tangente dei ricordi. Torno, torno al manifesto.
Dicevo che mi son sentito chiamato dallo slogan del manifesto, per interpretare il ruolo dell’insegnante che deve dare un voto, per giudicare l’operato dell’allievo Innocenzo Leontini.
Mi sono detto che non potevo esprimerlo con il metodo del Maestro LaCiura e che probabilmente, dovendo interpretare il ruolo di insegnante, avrei preferito esprimere un “giudizio analitico” al posto del voto, sull’operato dell’allievo Innocenzo Leontini.
Ma anche pensare di dover esprimere un giudizio analitico non mi fa sentire adeguato, per il semplice fatto che non ho le conoscenze adeguate e le informazioni necessarie per valutare serenamente colui che chiede di essere valutato.
Non ho molta pratica dei comizi in piazza, per il semplice fatto che se un giorno la Statua della Resistenza si mettesse ad elencare le fesserie che ha sentito proferire da tutti i palchi elettorali, ci vorrebbe un rotolo che neanche la Tenderly ancora produce per contenerli.
Bon, un voto però mi sento di poterlo esprimere serenamente ed è un diecielode per il pubblicitario che ha confezionato il manifesto elettorale capace di trasmettere l’immagine di un uomo serenamente impegnato nel proprio lavoro.
Ottima la scelta delle maniche svoltate e la non giacca.
Ad Innocenzo Leontini dico (e gli mando una mail segnalandogli questo post) io sono qui, su Spaccaforno.it, il voto che mi sentivo di esprimere con competenza l’ho dato al manifesto ed è un bel voto.
Se pensi che io debba esprimere nei prossimi giorni un voto differente ti invito a spiegarlo in questo spazio, dove “Scripta Manent” (ho visto l’agenda che tieni nel sito OnLine e probabilmente uno spazio per fare un salto su questa Piazza nel web potresti trovarlo).
Oggi a scuola gli insegnanti per valutare gli alunni non usano più né voti né giudizi analitici, infatti dal 2004 si è passati al sistema del portfolio. Mi spiace non poter utilizzare quest’altro metro di misura che per ignoranza non conosco per nulla, ma che immagino non debba essere confuso con il sistema del “Portafoglio”.

3 Comments

  1. il manifesto sarà anche bello, ma lo slogan ti fà venire in mente

    dammi un voto affinchè anch’io possa avere un lavoro

    o no?

    sono il solito comunista, scusate 🙂

  2. Rammentate,….a voi comunisti…..voi che guardate solo in rosso….è arrivato un uomo che ha visto il verde e dice..forza italia….è arrivato il momento di cambiare..

  3. questo la ciura era barbarino???ed insegnava alla centrale …??manco deii parenti miei mi ricordo il nome…buon anima… leopoldo la ciura

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.