Lezione all'Accademia di Belle Arti di Siracusa, l'amore & la morte!

Io sono un artista imbarazzato e imbarazzante.
Mi trovo qui per caso, o quasi.
Mi trovo qui perché ho potuto permettermi uno strano lusso, qui, a Siracusa. Qui e soprattutto per due motivi. Uno, facile, perché devo registrare una casa di notte. Due per [ … ]. Sono qui in questo momento della mia vita e qui sono corpo. Mercoledì mattina mi sono svegliato alle 6. Giovedì alle 4,50. Venerdì alle 3,20. ‘Mane alle 5 in punto, a luci spente, mi sono alzato e ho registrato un video di soli 2 minuti. L’ho intitolato “Caravaggio”. Registro un’estasi, l’ansimare ansimante del dolore profondo e atavico, il dolore dell’uomo raccolto nei secoli, profondo e donato, irrimediabilmente devastante. Ho potuto registrare questo perché in quell’ora magica il mio corpo era piaga gocciolante.

Nient’altro. Ieri, giovedì, sono passato in Accademia a curiosare. Di mattina era desolante. Non c’era nessuno e mi sono ripassato negli anni, io a vent’anni, vent’anni fa in Accademia.. Qui, in quello stato, con quella desolante area dismessa ho come sentito una risata di scherno. Vi dirò dopo di chi fosse. Ho chiamato X come a chiedere aiuto, capire qualcosa ma non mi ha risposto. Poi sono tornato di pomeriggio o meglio, alle 5 in punto della sera, cantava l’amico Lorca. Uscii da questa Accademia e attraversai Corso Umberto I.

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Devo confessare che spesso inseguo una corsa immaginaria proprio qui, in questo corso, una corsa liberatoria dove il mio corpo (pesante) diventa gazzella – gazella – e si lancia o slancia verso una meta o fine della quale però non ho mai visto…

Ebbene, ieri pomeriggio o alle 17 in punto della sera c’era una luce piatta, greve, incolore o colore salma e non ho corso. Mi sono avviato verso una corsa rallentata per sentire l’immenso vuoto, l’enorme lastra di marmo (senza cuore) perché tutto intorno era una tomba. Questo corpo.

Sempre ieri, in segreteria ho sfogliato il compito di uno degli alunni e nelle note bibliografiche ho letto, se non ricordo male “Il corpo e la/e sua/e metamorfosi” di XX. A questo punto distribuisco il mio catalogo Le metafisiche e una mia foto di vet’anni fa quando frequentavo l’Accademia di belle arti di Venezia ed ero giovane, giovane e bello con alle mie spalle una opera nera di A.R.. Un anno fa, dimostravo quello stesso corpo nel suo totale orrore in una performance tenuta nello spazio Assab 1 a Milano dal titolo “Celebrations”… E qui ho interpretato parte di quella performance.. Avevo promesso che terminata la fatica avrei chiamato G.C. perché era curioso di sapere come mi fossi risolto in quell’ardire folle di un individuo senza speranze. Erano circa le 22 ma non ricevetti risposta. Solo più tardi L.V. ( artista e compagna di G.C.) mi chiamò per avvisarmi che Guido non stava bene: il cancro piegava inesorabile il suo corpo quel corpo che adesso è diventato gabbia, un corpo in profonda metamorfosi, un corpo che va a finire…, ieri.

Ieri sera ho rivisto e con piacere una cara ragazza che vent’anni fa vantava d’essere la bellezza dell’Istituto d’arte di Siracusa. Bellissima e desiderata da tutti ieri mi chiedeva scusa per l’eccessivo corpo d’adesso, il grande peso, lei irriconoscibile, lei, dicevo lei che Vedevo, non quel corpo né tanto meno quello di prima ma una persona, finalmente! Vedevo quello che non avevamo mai visto prima:persona, dolcissima. Sempre ieri, alle 8,07, seduto in una panchina allato al ponte di Via del Mille scrivevo o cercavo di risolvere il mistero di questo stato, del mio stato:
20 aprile ore 08,07, Siracusa.
Sto male. Sono seduto qui, magnificamente e sto male come mai perché sento le sfumature del male, del mio malessere […] ad occhi aperti. Con cuore sereno vedo il male. Ho riempito gli occhi di lacrime ‘mane. Mi sono svegliato alle 5 e non mi sono più ripreso. Ho male che vorrei fuggire da qui in un momento per me decisivo. Qui vorrei fuggire dopo che ho sognato questo momento. Mi terrorizza l’idea di star qui e ancora per qualche giorno. Mi terrorizza tornare a Ispica, impegnare il mio tempo da solo. Cazzo sono venuto qui? Per verificare cosa? La bellezza, l’impossibilità della bellezza? Non credo che riuscirò a risolvermi. Speravo in qualcosa di bello, di straordinario e forse ho davvero sfiorato -a modo mio – questo straordinario. Adesso mi ritrovo qui vuoto. Morto. Sepolto. Non ho speranze. Sono qui in una splendida città e mi registro morto. Corri…, ecco il ponte, non desideravi correre, non sognavi questa corsa? E’ vero, la sognavo e forse continuo a sognarla. E’ vero. Ma quello che ritrovo è l’infinita stanchezza.

Mia.
D’anima. Infinita. Le rondini graffiano l’aria, clamorosamente, violentemente. Sono stato aggredito. E’ una aggressione che viene da qui, da questa terra, natura. Non farò mai più questo. Mai più. Cose che non farò mai più. Ho sete. Se ricorderò questi giorni di Siracusa sarà per questa mia grande sete mai sazia. Mai. Mai.Mai. Sono morto. Stamattina sono morto. Non vedo occhi. Sono terrorizzato dalla mia morte […] Per questo, per questo ho deciso di togliermi la vita. Per una settimana. Eppur respiro. Qui davanti al ponte respiro, cazzo! Respiro e sono morto. Quando vuoi, tu, tu-Vita, sai come raggiungermi. Sto male e nessuno deve vedermi così, nessuno. Nonostante sia morto, sepolto, desidero vivere.
Infine, chiudo con le parole di Alba Donati che secondo me spiegano – forse – ciò che volgarmente potrei definire come il compito dell’artista: entrare nella vita immensa d’ognuno..
Dopo tanto ho chiesto ai ragazzi di farmi delle domande, ma domande come quali sostanze avevo preso quella mattina, quando è stata l’ultima volta che mi sono fatto una sega, se ho un’amante, cosa ascolto in questi giorni, cosa leggo eccetera.. tutti hanno alzato la mano, ‘fanculo!

11 Comments

  1. Laura mi ha chiesto se poteva raggiungermi a Torino. Mario mi ha domandato quali fossero i miei sogni e gli ho risposto dopo una settimana e in privato. Qualcuno mi ha domandato perché nei miei video uso il dialetto. Qualcun’altro se poteva correre insieme a me in Corso Umberto I. Una ragazza voleva sedere in quella panchina di via dei Mille, un’altra vedermi dipingere, leggevo Diari di una scrittrice eccetera..poi la docente di Anatomia è entrata con furia nell’aula e ha interrotto abbastanza quell’abbraccio, pazienza!

  2. ah, l’ arte… anch’ io fui un dì remoto di là sotto il banano seduto mentre l’ aria era ferma e tutto taceva… all’ improvviso vidi uno che correva…

  3. Ciao francesco, sono sempre io Daniele Carrubba l’ex allievo dell’accademia che ha contribuito alla desolazione delle tue sensazioni, sai, forse a posteriori e’ un bene che i nostri sguardi non si siano incrociati, avresti sicuramente percepito analoghe percezioni…

  4. no, sono stato bene, ero in uno stato di grazia e devo molto ai due tre ragazzi che mi hanno risposto, lunedì so che proietteranno i miei video…

  5. Ciao Francesco, ad oggi che istituto consiglieresti ad una ragazza neodiplomata al liceo artistico, molto tecnica nel disegno e nella pittura eppur amante della fotografia per avere uno sbocco quasi certo nella società?

  6. ciao a tutti, io sono un amico di Daniele Carruba. vorrei avere un suo recapito perchè l’ho perso di vista, ultimamente. grazie

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