Identità e fuori luogo

Quando all’inizio dell’anno con degli amici si pensò di mettere su questa piazza nel web, si decise che gli Autori di Spaccaforno.it si proponessero mostrando la propria faccia e firmando con il proprio nome e cognome.

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Personalmente ho vissuto un gran travaglio prima di convincermi che l’idea di pubblicare nel sito, usando l’identità reale fosse la migliore soluzione da adottare, d’altronde tra gli Autori probabilmente io ero l’unico che doveva rinunciare a qualcosa, infatti, dovevo rinunciare all’uso dello pseudonimo che usavo da un decennio, da prima che internet diventasse un fenomeno di massa, ossia “Oriano Tresfor”.
Oriano Tresfor non è mai stato uno pseudonimo attraverso il quale ho inteso nascondere la mia identità, infatti ricollocando le lettere viene fuori il mio vero nome di battesimo.

Alcuni di voi si staranno chiedendo del perché di questo post, dove voglio andare a parare. Presto serviti. Oggi è giunto un commento inneggiante alla libertà di parola, e nel nome di essa esprimeva, invece, un dissenso anonimo e gratuito  nei confronti del pensiero di qualcuno che solitamente firma ciò che espime sottoscrivendo con il proprio nome e cognome.

Il commento è giunto da un indirizzo email non esistente, e come sapete – se avete letto le regole d’uso di questo blog – non è possibile accoglierlo. Ma principalmente un altro è il motivo per cui il commento è stato ritenuto “spam”: esso non commentava un post, ma commentava un commento e lo faceva con tutto il mistero di un indegno-diabolik che vuole rimanere nascosto nell’ombra dell’anonimato totale rinunciando a lasciare la labile traccia di esistenza reale (altrimenti perché inserire un indirizzo email inesistente?).
Credo che spargere gratuitamente letame nei confronti di chi abita e chiacchiera in questa piazza, sostenendo – con il proprio volto e il proprio nome – le idee che partecipa a tutta la comunità, sia da evitare.
Sono stato tentato dall’autorizzare la pubblicazione del commento giusto per mostrare tutte le contraddizioni implicite allo stesso, ma alla fine ho ritenuto che il maldestro commentatore non meritasse un’analisi del testo: dubito che avrebbe compreso. Dico ciò perché credo che in qualche modo deve essere limitato chi lancia un sasso nella convinzione di essere ben nascosto dietro un albero e non si rende conto di avere il culo scoperto per via dell’indirizzo IP che sporge e mostra le chiappe nude.
Cerchiamo il coraggio delle idee, sostenendole con la bella faccia che hanno i nostri nomi.
“Orrevuar”.

24 Comments

  1. Caro Saro, occupiamoci di cose “serie” o meglio di cose in modo “serio” se ci riusciamo! E se non vogliamo ne perdere tempo a “scupari u bagghiu” ogni due minuti, sorvoliamo, tanto se qualcuno scopre che raccattiamo le carte da terra per loro, ne buttano delle altre!
    Sanbenerica

  2. Salve a tutti!
    Mi chiamo MARIAGIOVANNA GRADANTI, abito ad Ispica, ho 21 anni e sono CATWOMAN.
    Adesso ho le chiappe scoperte, è vero, ma solo perché ho autonomamente deciso di abbassare pantaloni e mutande.
    Vi devo le mie scuse: tirando il sasso, mi sono nascosta dietro l’albero, e so bene quanto sia imperdonabile un atteggiamento così vile. Ma l’aver provocato una reazione talmente risentita, mi fa pensare che la pietra abbia colpito la testa di qualcuno.
    Ho qui accanto a me, sulla scrivania, la mia bella copia di “SudEst”: i tre articoli della Sig.ra Clara Corallo (che, lo ripeto, non conosco di persona) sono scritti con perizia, scorrevoli a leggersi, veramente gradevoli. Parlano della manifestazione “Rosso di Sicilia”, intessendone lodi e onori; e non potrebbe essere altrimenti, dato che la manifestazione ha avuto un buon successo di pubblico nonché un eccellente ritorno di immagine per la nostra amata cittadina. Detto ciò, ritengo che la prima “Sagra della carota” possa avere un effetto analogo, sicuramente auspicabile per Ispica.
    La Sig.ra Corallo contesta alla sagra di essere poco sagra, poco popolana, troppo chic e ricercata; perché questo sarebbe un male? Non è forse questo il leit motiv di tutto ciò che ruota attorno alle manifestazioni relative al cosiddetto “slow food”? Non è forse quell’aria di esclusività, ricercatezza ed eleganza che il visitatore cerca in una città d’arte come la nostra? Non sono queste le sensazioni che “Rosso di Sicilia” voleva (e doveva) trasmettere?
    Le sagre, quelle genuine, di paese, non esistono più. Si va progressivamente verso un modo più edonistico, magari snob, di vivere il cibo e il relativo “contorno”; se Ispica non fosse capace di adeguarsi a quello che il turista chiede, ponendosi in controtendenza, probabilmente rimarrebbe “Spaccaforno”: paesello d’origine contadina, troppo vecchio e stanco per competere con le città limitrofe.
    Pertanto, rinnovo il quesito posto in precedenza (in maniera piuttosto sgarbata, me ne rendo conto): perché scrivere bene di una manifestazione su un giornale e screditarne un’altra, abbastanza similare, in maniera relativamente privata?
    L’occasione mi è gradita per ribadire le mie scuse e porgere i miei più cordiali saluti a tutto lo staff di Spaccaforno.it.

  3. catwoman, la tua sagra snob valla a fare nei palazzi alti della politica e lascia che la sagra non perda la sua genuina valenza che la contraddistingue. per ciò che concerne il turismo, purtroppo ad ispica siamo all’anno zero grazie ad una pro loco assente(la cui gestione è affidata a gente che non lo merita)ed ad un assessore incompetente.giorgio montes resp traffico-escursioni IGV

  4. Passaggio veloce per porgere il benvenuto in piazza a Mariagiovanna Gradanti . Vado di fretta per lasciare, al momento, un commento articolato. Ma quanti stimoli il tuo intervento. Benvenuta sul serio e grazie per esserti mostrata con nome e cognome, a presto.

  5. Salve a te, Mariagiovanna.
    Non ho letto il commento precedente, che Saro non ha reso pubblico (e quindi non ha diffuso) per i motivi che spiega sopra.
    Rispondo a questo, quindi, che immagino essere più sereno e pacato di quello di ieri, per il quale tu stessa (posso darti del tu? Se sì, tu fallo pure con me) ti sei giudicata vile e sgarbata.
    Personalmente mi stanno benissimo le considerazioni che fai sulla sagra, perché questo è un posto dove si esprimono le proprie personali opinioni e i propri gusti. Tu sei per la sagra chic e io sono per la sagra popolana. E allora? Io sono anche per la granita di mandorla bianca: tu concordi o ti schieri per quella di mandorla tostata? Possiamo parlarne qui, perché qui si parla dei propri gusti.
    Questo è il primo concetto che ci tengo a chiarire: cosa dire dove.
    Non ho mai fatto giornalismo opinionista, non ho mai redatto un editoriale, ma faccio onestamente il mio lavoro in libertà mentale, senza nemmeno lontanamente pormi l’obiettivo di compiacere o dispiacere qualcuno.
    Lavoro in un clima di grande professionalità, apertura mentale e intelligenza, con persone che rispettano le idee e le personalità di tutti: collaboratori, redattori, direttore.
    Io sono una collaboratrice (non la direttrice responsabile, e solo se lo fossi potrebbero essere parzialmente prese in considerazione le tue osservazioni), e scrivo i miei pezzi secondo “scienza e coscienza” (delle quali, ti assicuro, la più severa moralizzatrice sono io). Ma ti ripeto, non faccio giornalismo d’opinione, perché non soffro di quell’incontinenza ideologica che spinge molti ad usare la carta stampata per diffondere i propri giudizi su cose e persone.
    Non mi ritengo una tuttologa, il mio mestiere è (almeno per ora) quello di riferire fatti, e per come la vedo io le opinioni (così come i consigli e il sale :-P) vanno esternate quando sono richieste espressamente.
    Questo è il mio modo di portare rispetto a chi legge i giornali su cui io scrivo. Perché chi legge “Suddest”, appunto, legge “Suddest”, e non “Opinioni, gusti e desideri di Clara Corallo”. Se poi i miei lettori (come te) vogliono anche conoscere i miei giudizi (oltre ai fatti), sono i benvenuti negli spazi che io riservo a questi.
    E per inciso, Rosso di Sicilia mi è piaciuto.
    Continuiamo.
    A mio vedere il vino non è la carota. Stesso paragone che ho fatto con il cioccolato. Anzi, tantopiù. Non mi dilungo in esempi di una cosa che mi pare palese. Rosso di Sicilia non è da considerarsi “sagra” né credo ambisca ad esserlo. Sui vini esistono volumi di storia e letteratura, si snodano le professionalità più svariate, i mondi più eterogenei, le suggestioni più lussuose. Ottimo e consono quindi il contesto luccicante e sciccoso. Non ugualmente per la carota, a mio vedere.
    Io avrei avuto più piacere per una sagra tradizionale, perché tali sono i miei PERSONALISSIMI gusti (che comunque qualcuno condivide). Non ho mai preteso che il mio discorso avesse risvolti di marketing, sociali, o politici.
    Se qualcuno tra gli organizzatori dell’evento mi chiedesse un’opinione, la mia sarebbe quella che sopra ho espresso. In ogni caso, non ho “screditato” la sagra della carota, ma ho fatto l’appunto che se sagra doveva essere, doveva essere altra cosa. Sempre secondo me.
    Ho girato diverse sagre in stile “vecchio, stanco e contadino”, come dici tu, e ti assicuro che sono ancora vivaci e piene di bellezza, invece (ne ho anche parlato su Suddest… spulcia un po’…).
    Ma ognuno può pensarla come vuole, adducendo le proprie motivazioni, spostandosi o meno dalla propria posizione, e magari evitando sgarbatezze e viltà.
    Scuse accettate.

  6. … quell’aria di esclusività, ricercatezza ed eleganza che il visitatore cerca in una città d’arte come la nostra?

    Si vede che hai solo 21 anni, la città di cui parli l’ho vista, il corso con uno skyline omogeneo volto a valorizzare palazzo bruno e tutte le case in stile liberty o classico.
    Di quel corso non rimane quasi nulla grazie a certi giochetti di potere a beneficio di pochi.
    In ogni caso anche quando il paesello aveva una sua omogeneità non si poteva certo definire “città d’arte”, specie se paragonata a paesi della zona come Noto, Modica o Ibla, guardacaso tutti posti che hanno deciso di preservare “l’origine contadina, vecchia e stanca”.
    Questi paesi limitrofi hanno preservato le caretteristiche della vecchia sicilia, oggi sono famosi per il barocco e per il commissario Montalbano, Ispica ha fatto solo speculazione edilizia e ha distrutto il suo passato, ed è – non a caso – l’unico paese della zona dove non si è mai girata – in esterni – una sola puntata del commissario Montalbano.

    Hai 21 anni e scrivi bene, quindi non capisco perchè scrivi “ca..ate”, vedi un paese che non esiste.

    P.S. Tutto questo commento me lo sarei evitato se non avessi letto il tuo post censurato.

  7. Buongiorno alla redazione, agli opinionisti, ai lettori. Insomma, buongiorno a tutti.
    Non sono di Ispica, non sono siciliano, è la prima volta che capito sul vostro sito e, a dir la verità, la vicenda della sagra delle carote mi sta appassionando.

    La premessa è necessaria per dire che non ho nessun interesse/titolo ad entrare nel vivo di una discussione che mi pare di capire circoscritta ai vostri ambiti territoriali.

    Però.

    Però, avendo letto il post iniziale ed avendo intuito il “problema”, ho apprezzato il beau jeste della Sig.na Gradanti che si è “levata la maschera di catwoman” (! la discussione comincia a divertirmi!) e che, tutto sommato, come diciamo noi a Roma, “se l’è cantata e suonata da sola”. 🙂 excusatio non petita…accusatio manifesta.

    Chiede la signorina:
    “Pertanto, rinnovo il quesito posto in precedenza (in maniera piuttosto sgarbata, me ne rendo conto): perché scrivere bene di una manifestazione su un giornale e screditarne un’altra, abbastanza similare, in maniera relativamente privata?”

    Oibò, la risposta è semplice e banale. Perchè? Per opinioni diverse. Una sagra può piacere, un’altra no.

    Mi sono permesso di fare una rapida googlate sulla sagra in questione e mi sono divertito un mondo a leggere parole ispiratrici quali “la Carota Novella”, piazza Regina Margherita “Carotalandia”, Ispica Capitale europea della carota. E così via. Fantastico.

    Io, personalmente, non ci vedo niente di male in una sagra del genere. Anche se, e qui mi permetto un giudizio pur non avendone il diritto forse, una “sagra” – nell’accezione comunemente intesa – rappresenta una “tradizione”. E in quanto tale, richiede uno stile meno ricercato e più legato alle tradizioni locali.

    Ma, intendiamoci, ciò non vuol dire necessariamente che una “sagra tradizionale” non possa essere creata. Ma mi ricorda quando anni fa vivevo a Napoli e, passeggiando, in centro vidi dei lavori in corso per la creazione di un nuovo negozio. C’era solo un grande cartello con su scritto
    “Prossima apertura: antica pasticceria”

    Buona carota a tutti!

    Antonio Amendola

  8. Salve a tutti!

    Solo alcune puntualizzazioni:
    concordo in parte con Giorgio Montes, ma vorrei chiedergli, proprio perchè lavora nel turismo, se il turista sia più attratto da una piccola sagra di paese o da una manifestazione oggettivamente più rilevante, impostata in modo tale da avere anche un certo risvolto mediatico;

    ringrazio Saro Fronte per il benvenuto e Clara Corallo per l’onestà intellettuale che ho potuto riscontrare nella sua risposta (e per aver accettato le mie scuse);

    a Pietro Di Giorgio vorrei far notare che Modica (è un mio parere) non mi sembra nè agricola nè vecchia nè stanca… anzi! Ispica, secondo me, ha un indiscusso valore artistico: la bellezza delle chiese, dei palazzi liberty e della cava è sotto gli occhi di tutti, spero che su questo concordino in molti. La speculazione edilizia è una piaga che affligge molte città della zona e, purtroppo, anche Ispica non fa eccezione;

    per Antonio Amendola: il beau jeste era dovuto, la ringrazio per la sua opinione.

    Saluti, MARIAGIOVANNA

  9. Ragazzi 😀 la potenzialità intellettuale si spreca su questo sito, accidenti accidentello :-D, Ogni sagra è molto importante, soprattutto se c’ è del buon vino 😉 e se suonano i Deja vu. Per quello che concerne la chiccheria bèh, il popolo, nella piazza, non può che trionfare, al di là che ci si senta o meno aristocratici intellettuali al di sopra delle masse, siamo tutti figli della terra e dello stesso ” curtigghiu “, ovvero vicolo cieco. Non fate caso alla punteggiatura, ho fretta… 🙂

  10. M.GIOVANNA, per esperienza posso affermare che nella stragrande maggioranza dei casi il turista che sceglie questo angolo di paradiso, è assai attratto dagli aspetti enogastronomici oltre che artistici, naturalistici e monumentali. LA sagra è come un contenitore che va riempito con tante iniziative attinenti e non, ma soprattutto va pubblicizzata per almeno un mese .A SPACCAFORNO, il nostro caro assessore al turismo HA AFFIDATO (sborsando il comune tanti soldini) l’organizzazione della sagra ad una ditta esterna, che in maniera mediocre ha curato l’evento. Forse il nostro assessore non ne ara capace? oppure sotto c’è dell’altro.NON PARLIAMO POI DELLA PRO LOCO , creata appositamente per la promozione del territorio, perchè c’è da piangere.VIVA MODICA, DOVE IL TURISMO LO SANNO FARE DAVVERO CON PASSIONE.

  11. Due considerazioni.
    Tra i motivi che spingono i turisti a scegliere Ispica ci dovrebbe essere il mare e le spiagge, oltre a quelli che avete citato voi. Sorvoliamo sullo stato delle spiagge di Ispica.
    In secondo luogo, a me sembra che questa amministrazione stia dando troppa importanza alla forma e poca alla sostanza.
    Va bene la promozione turistica, ma poi quando il turista arriva, cosa gli offriamo?

  12. Ecco, questo mi sembra un ottimo argomento.
    E parlo da turista che, mi vergogno ad ammetterlo, non ha ancora mai messo piede in Sicilia. Ma spero di farlo presto.

    Oddio, francamente, quando viaggio non mi aspetto grandi servizi all’avanguardia. Magari giusto spiagge pulite e praticabili, sicure ed accessibili.

    Nei paesi spero di trovare qualcosa di interessante da vedere/visitare e soprattutto ben segnalata e “fruibile”.

    Cose così. Semplici.

    A

  13. A Modica sanno anche Mangiare con passione, alla faccia della cioccolata 😀 .
    Gianni Barrotta, quando il turista arriva gli offriamo i biscottini della nonna :-D, delle ottime granite (alla faccia di chi dice che ad Ispica non le sanno più fare), gli concediamo di parcheggiare il sedere a sua scelta entro 12 kilometri di spiagge, dovrebbero bastargli, se vuole visitare le nostre chiese sono quasi sempre aperte, fare una passeggiatina alla cava, nessuno glielo vieta, fare visita alle aziende agricole, (potrebbero anche assumerlo all’ istante, tipo durante la raccolta delle patate c’ è sempre bisogno di una mano 😀 ) può assistere e, perchè no, partecipare alle gare di sputi indette dai vecchietti in piazza, di certo non vincerebbe ma, vuoi mettere il divertimento? Senza contare le serate di ballo liscio in piazzetta, c’ è sempre una ricca vecchietta in attesa che l’ uomo della sua vita arrivi e la inviti a ballare :-D, poi, se si sposta un pò, sul tardi, può andare nei centri abitati sul mare, pozzallo, marina, sampieri, marzamemi, se non vuole dormire c’ è gente fino a tardi disposta a fargli compagnia, locali aperti fino all’ alba ecc. ecc. o Volete tutto ad Ispica? Semplicemente gli Ispicesi dovremmo organizzarci con le seconde case, per chi ne ha, per affittarle, la richiesta c’ è, basti guardare su internet quanti chiedono di un bed and breakfast dalle nostre parti!!!

  14. Gianluca, 12 chilometri di spiaggia ad Ispica c’erano 20 anni fa. Da un lato l’abusivismo di Ciriga e dall’altro l’erosione delle coste hanno drasticamente dimezzato la spiaggia fruibile. E noi perdiamo tempo a spiegare in piazza il microbatterio che infesta le coltivazioni di carota.

  15. Esiste per caso una Carota Beach?

    Ma siete ossessionati dalle carote, voi!!! 🙂

    Ah…se Freud fosse vivo… Ah!

    🙂

  16. caro Antonio, per indicare i molteplici utilizzi della carota potrei per esempio suggerirti di provare… 😀
    dai, fai il bravo, se noi non avessimo fatto sbarcare gli alleati adesso anche tu parleresti tedesco 😉 , e sai che ruolo hanno avuto le carote in tutto questo? Prova a togliere una carota conficcata nella canna di un fucile, oppure pensa al senso di distrazione, cosa ti viene in mente alla vista di una carota? pensa ai molteplici usi, ai paragoni, alla leggenda secondo la quale in realtà, nel giardino dell’ eden, non si trattava di una mela ma di una carota, e fu Eva in realtà a raccoglierla da terra per la gioia del serpente!!! Poi lei, giustamente… ok mi fermo qui 😀

  17. Appello per Saro Fronte:
    Mi piacerebbe diventare autore nel sito.
    Cortesemente fammi sapere se ciò è possibile.
    Ps: Niente scuse del 😀
    Ciao 😀

  18. Gianluca! Hai ragione, devo provare!
    Una volta per uno dai.
    Io ho provato con la canna del fucile.

    Ora però tocca a te…

    😉

    A

  19. Buonasera a tutti!!!
    Tra carote,spiagge,monumenti,turismo ecc… di argomenti ce ne sono tanti e per tutti.
    Io personalmente credo che le sorti di una città non possano e non devono essere decise da una sagra ma fondamentalmente dalle potenzialità che le nostre risorse possono offrire per il rilancio del nostro territorio e della nostra città afflittà sempre più da una paralisi collettiva che porta i più a spostarsi verso altri lidi.
    Io personalmente sono uno di quei giovani ispicesi che hanno cercato “fortuna” altrove ma che nel cassetto hanno un sogno…poter tornare a lavore e fare qualcosa di buono a Ispica ma mi rendo conto che la situazione va lentamente complicandosi ogni volta che torno per le vacanze.
    Ogni volta che torno con molto rammarico vedo diverse attività chiudere i battenti, vedo un’economia stanca e stagnante che ruota intorno all’attività agricola e la stessa non viene sfruttata bene fino in fondo,vedo monumenti abbandonati all’incuria del tempo non c’è una politica atta alla tutela e al rilancio di certe unità culturali presenti nella nostra città (parco forza,cava d’Ispica,le navi ritrovate a Porto Ulissse e presso i Pantani Longarini ecc…)lo so che possono sembrare piccolezze ma nel rilancio di una città che non ha altre alternative che la CAMPAGNA offrono un’alternativa valida e penso che all’interno di una richiesta turistica giocano un ruolo fondamentale.Non credo che la città di Ispica abbia qualcosa da invidiare alla vicina città di Pozzallo presa troppe volte a paragone.
    Ad ogni modo oltre a vedere le cose forse in maniera distorta e negativa, vedo che ci sono tanti giovani e persone attive affinchè ci sia un rilancio della nostra città!!!
    Spero che molte idee buttate giù su questo forum possano diventare concrete, mi auguro che da qui possano prendere piede progetti validi e attuabili per ISPICA!!!
    Un abbraccio a tutti e a presto

  20. Antonio, poichè sto cercando di diventare autore del sito, devo camminare sulla retta via… 😀 , quindi, ti risparmio il mio più profondo poetare in merito alle Carote 😀 😉

    Ragazzi che fuggite, e che eravamo fuggiti… 😉 il lavoro c’ è, manca il lavoro facile, forse maggiormente remunerato, per crescere qui forse bisogna fare il doppio dello sforzo, se non il triplo, a meno di fortune particolari. Sicuramente i campi sono ristretti, non ci sono industrie e questo dipende da molti fattori, sicuramente i collegamenti con il resto del mondo sono scarsi, intendo parlare dei trasporti, strade, vie navali aeree e stradali. Abbiamo pochi porti, pochi aeroporti, treni ridicoli, strade scarse ed accidentate, e siamo in una regione che non attira molto gli investimenti da fuori per molti ed ovvi motivi. Siamo abbastanza indietro con le tecnologie, ed i prezzi dei prodotti esteri spesso ci spiazzano perchè hanno costi di produzione più basse seppur non si possa dire che i salari qui siano da nababbi, anzi.
    Ci costa un accidenti il carburante, anche per tirare fuori l’ acqua dal suolo, ed anzi ad Ispica siamo fortunati che di acqua ce n’ è… Agli enti pubblici dobbiamo chiedere semplicemente infrastrutture, soprattutto porti più grandi e funzionanti al massimo, perchè se aspettiamo che completino la Salerno-Reggio Calabria stiamo freschi per decenni. Il mare è l’ unica soluzione per un’ isola come la nostra che, data almeno la fortuna di essere al centro del mediterraneo, può tornare ad intessere scambi ovunque.
    Il turismo possiamo averlo soltanto d’ estate, quindi, non aspettatevi che Ispica diventi la meta prescelta come città d’ arte per le scolaresche di Italia ed Europa. Non possiamo certo competere con le grandi città come Roma, Firenze, Venezia, anche volendo scegliere la Sicilia chiunque punterebbe sui più grandi centri, mi sembra una cosa ovvia. Dunque la nostra estate e le nostre spiagge possono essere sfruttate al massimo ma, bisogna semplicemente investire.
    A qualche magnate magari verrà in mente di tirare fuori dei soldi, io, personalmente, non ne ho. 😀

  21. Ciao a tutti! Mi sono collegato per caso a questo sito e ho notato con felice ammirazione che anche a Ispica sta crescendo una cultura nuova, mi permetto di dire ” nuova “,
    perchè fino a ora non ho fatto che notare da aspettatore esterno a un film con una trama inquietante…
    La speranza che qualcuno di voi creasse qualcosa di nuovo fuori dal solito monopolio politico, è stata soddisfatta, e quindi ogni tanto darò anche il mio contributo per una causa
    superiore.
    Un abbraccio a tutti!

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