L'università ad Ispica. Ce la faremo?

universita di ispica
Salute a tutti.
Avrete sicuramente saputo del probabile arrivo dell’università ad Ispica.
Il Comune intende infatti fare nuovamente parte del Consorzio universitario della provincia di Ragusa (al quale aveva aderito in un primo tempo e dal quale era uscito successivamente) e istituire il Corso di laurea in Relazioni euromediterranee della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina.
Un corso di laurea non è acqua fresca. Deve legarsi bene con il territorio non solo in termini di ricettività (aule, laboratori, saloni, biblioteche eccetera) ma anche, direi soprattutto, cercando di rappresentare quella che è o che può essere una vocazione del territorio stesso.
Va anche tenuto presente che in molti stanno lavorando ad un progetto ambizioso: costituire in provincia di Ragusa il quarto polo universitario pubblico siciliano che dovrebbe accorpare tutte le facoltà e i corsi di laurea esistenti in atto in provincia e naturalmente crearne di altri sotto un unico, nuovo ateneo. Tutto questo perché i consorzi hanno serie difficoltà a mantenersi, mentre un nuovo polo universitario pubblico potrebbe avere a disposizione finanziamenti nazionali.
La possibilità che ad Ispica ci sia un corso di laurea francamente mi entusiasma. Anche perché abbiamo avuto una vocazione, come dire?, “accademica”, capace di polarizzare in città studenti provenienti dai centri vicini. Solo che ci siamo fermati alle “superiori”. Il dubbio è: ce la faremo? Abbiamo le strutture adeguate? Siamo in grado di reggere quella che è una sfida importante? Il corso che si dovrebbe aprire ad Ispica è quello giusto? O soddisfiamo solo una nostra mania di grandezza pronta ad infrangersi alla prova dei fatti? Che ne pensate? Buone cose!

6 Comments

  1. L’università ad Ispica???? Ditemi subito il nome di costui che spara queste cazzate e che vuole togliermi il lavoro.
    In questi ultimi anni abbiamo sentito di tutto:
    1) Porteremo la benzina a 50 cent. al litro;
    2) Riapriremo la cantina sociale sulla Ispica-Pachino;
    3) Avremo un piano regolatore che porterà ricchezza e prosperità;
    4) Ci saranno milioni di euro a favore dei contadini etc…etc…etc e intanto…
    I benzinai ti fanno il pieno solo se hai una busta paga;

    La cantina l’hanno riaperta gli extracomunitari trasformandola in un camping dove si sono accampati e fanno vita sociale;

    La regione appena ha visto il piano regolatore ci ha mandati affanculo per posta prioritaria;

    E i contadini hanno ricevuto milioni di euro in bollette da pagare risalenti al 1994.

    Ma adesso basta con le cazzate spicciole e bisogna spararle grosse e la prima cazzata è stata già partorita: CI SARA’ L’UNIVERSITA’ AD ISPICA:

    DOCENTI:

    URBANISTICA E REGOLAZIONE TRAFFICO: TURUZZU MAUCIERI;

    SCIENZE DELL’EDUCAZIONE: GIANNI U TEDESCU;

    EDUCAZIONE INFANTILE: ANNAMARIA FRANZONI;

    LINGUE E LECCHINAGGIO: EMILIO FEDE;

    ALTRE LINGUE…: LE SORELLE LECCISO;

    RAGAZZI NON VEDO L’ORA DI ISCRIVERMI!!!!

    PS: COMPLIMENTI PER IL BLOG E SE VI VA MANDATEMI UNA PASSWORD PER COLLABORARE COME AUTORE.

    ASSUMO PERSONALE PER LAVORARE NEI MIEI PORTALI TURISTICI, E’ RICHIESTA CONOSCENZA BASE DI HTML E PHP. INVIATE A
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    ibeb.eu,
    house-holiday.com etc… etc.

    Abbracci Ronnie Guarino.

  2. Attenzione Attenzione : Si è già scatenata la guerra per i posti di bidelli, io per primo mi incatenerò ad una palma della piazza con una scopa incollata alla mano in segno di protesta. U pusticieddu, u pusticieddu!!!!!!!!!!!!!!

  3. Francamente non sapevo che si fosse ripescata l’idea di aderire al consorzio universitario della Provincia di Ragusa. E’ bizzarra la vocazione a perdere le occasioni e cercare di rincorrerle dopo, quando ci si rende conto che chi ci ha creduto in quei progetti, ha fatto bene e inizia a raccogliere i frutti.
    Hai raggione Gianni quando dici che bisogna valutare l’impatto che determinate scelte comportano, occorre avere delle prospettive di ampio respiro, e non la risultante tra causa ed effetto svincolata dai contesti. Penso a quale sarebbe potuto essere il futuro di un intero quartiere quale il Carmine o Sant’Antonio, con le attuali casette affittate nella tendenza ad uno standard di vita che si approssima a quello d’origine degli attuali occupanti, venuti d’oltre mare. Certo se in affitto nelle casette ci fossero andati studenti universitari o anche studenti universitari, sicuramente anche l’economia e l’ambiente culturale dell’intero paese avrebbe avuto dei benefici differenti rispetto a quelli che conosciamo.
    Non so Gianni, penso alla parte più antica di questa città immaginandola in una rinascita quale è stata per Ragusa Ible, o per il centro storico di Modica e di Scicli. E’ probabile che a quel quartiere farebbe bene finalmente l’attenzione di chi amministra, un’attenzione fatta di programmazione per una rinascita di ampio respiro, che abbracci, perché no?, l’università, ma anche i bed andbreakfat, trattorie, birrerie e centri culturali. E, qui finisce il sogno, poi inizia la realtà e magari il corso di laurea universitario da impiantare sarà proprio quello sul modello culturale televisivo di “Cultura Moderna” in onda su Canale Cinque.
    P.S. ciao Ronnie Guarino benvenuto a Spaccaforno.it, certo che per un cabarettista come te sarebbe un’occasione importante: da “Zelig” a “Cultura Moderna” 🙂 lo so, lo so le notizie volano, dicono che sarai ad “insieme” su Antenna Sicilia st’inverno.
    saluto per tutti.

  4. Ciao Gianni,visto che qualcuno inizia a commentare con serietà il tuo post? Ha sorpreso un pò tutti questa notizia, anche me che sono molto informato sui movimenti dei nostri ammnistratori. Il ritardo nei commenti penso sia dovuto al fatto che un pò tutti siamo combattuti tra il comprensibile entusiasmo per una simile iniziativa e lo scetticismo, colorito come meglio non poteva fare un cabarettista, di Ronnie Guarino. Insomma, stentiamo a prendere troppo sul serio la notizia per evitare, come spesso accade, di rimanere delusi.
    Siamo usciti dal Consorzio Universitario perchè alla nostra classe politica non è riconosciuta dai partner della provincia quell’autorevolezza che ti permette di contare nelle scelte e di assumere ruoli dignitosi. La mediocrità della classe dirigente, senza distinzione di colore politico (non ce l’ho con nessuno in particolare), e l’inettitudine degli intellettuali locali, appiattiti sui governanti di turno e, dunque, incapaci di incidere e di alimentare opinioni, dibattiti, movimenti in seno alla società ispicese, non mi fanno ben sperare (quasi quanto Ronie Guarino). Siamo la cenerentola della Provincia, nonostante l’assessore a Palazzo dell’Aquila ed il deputato regionale (ex assessore) nostrani! Non basta la vocazione, serve una classe dirigente credibile per aspirare ai grandi progetti.
    Ma se vuoi una mia opinione sulla istituzione di un corso di laurea ad Ispica, caro Gianni, la mia risposta è: MAGARI!
    Non mi preoccupa il problema della ricettività, dell’organizzazione e delle strutture, gli ispicesi, sono certo, saprebbero immediatamente adeguarsi e farsi trovare pronti, come hanno sempre dimostrato quanto gliene stata data occasione.
    Sulla vocazione del nostro territorio? Interessante il Corso di laurea in Relazioni euromediterranee, ma non dimentichiamo che Ispica gode di un patrimonio archeologico inestimabile che andrebbe valorizzato a dovere.
    Saluti.

  5. Saro tu cominci ad affrontare il progetto ed imbocchi la strada giusta. Ho delle notizie aggiornate sulla costituzione del Quarto polo universitario pubblico e sull’istituzione del Corso di Laurea in Relazioni euromediterranee ad Ispica che la dicono lunga su quanto importante sia avere un progetto. Il Quarto polo pare sia destinato al naufragio proprio perché il Ministro dell’Università Mussi, dal quale una delegazione ragusana si sarebbe dovuta recare per, come si dice, avviare l’iter, ha rinviato sine die l’appuntamento. Motivo: la mancanza di un progetto organico. Stupisce il fatto che si organizzi una delegazione in stile “armata Brancaleone”. Un ministro non può ricevere gente e parlare del sesso degli angeli. Gli si sarebbe dovuto portare, appunto un progetto, un’idea concreta che partisse dal territorio, da quello che siamo, da quello che faremmo con un’università tutta nostra. Sicuramente il ministro avrà chiesto di conoscere i contorni di quest’idea prima, in modo da potere dare all’incontro carattere operativo. Senza un progetto organico, scherziamo. La questione ispicese è collegata. La legge finanziaria dell’anno scorso ha stanziato un milione di euro (da dividere in due o tre anni) per il Consorzio universitario della provincia di Ragusa al fine di istituire un nuovo corso di laurea a cura dell’Università di Messina. Si era pensato ad un reingresso di Ispica nel consorzio. Contropartita – ovviamente – l’istituzione ad Ispica del corso di laurea in Relazioni euromediterranee. Tutto a posto? Macché!

    1. l’anno accademico sta per iniziare e del corso di laurea si parlotta soltanto, col rischio che i soldi stanziati si perderanno;
    2. se il polo universitario pubblico non parte, esaurito il miliardo a disposizione dallo stato, dovrebbe pagare il Comune di Ispica;
    3. manca un progetto, perché l’obiettivo non può essere quello di arraffare comunque i denari pubblici (per fare magari le cose intuite da Gianluca Miceli) , ma quello di spenderli bene, sotto forma di investimento per il territorio.

    Come dicevo, Saro ha posto il problema nei termini giusti: parlando di ricettività cerchiamo di abbinare ad un insediamento universitario la riqualificazione di un pezzo importante della città. Alla luce dei fatti nuovi, non so se si potrà ancora parlare dell’iniziativa, suscitando con questo la delusione di Carmelo Cataudella che fa un’analisi precisa o di quanti desiderano dire comunque la loro e che invito a pronunciarsi. E’ certo che elaborare un progetto è la prima cosa che da fare e che, allo stato dei fatti, manca. Più serio, molto più serio il cabaret di Ronnie Guarino. Ciao Ronnie e in bocca al lupo! Salute a tutti.

  6. Pensa, l’università ad Ispica.
    Che dare al popolo?
    Dopo le gare di fuochi d’artificio (di “rusalinara” memoria) e le corse dei cavalli ( anch’esse sdoganate dai vicini), la chiusura alla musica, all’arte e alla cultura in generale (Cucuzza cultura? quale?) vi diamo l’UNIVERSITA.
    Mentre per Roy Paci devi andare a Rosolini, per gli Agricantus ad Avola, per la classica a Noto e da noi siamo alla vecchia commedia “U sapiti com’è” ( ma ti devi portare la sedia da casa) ancora siamo alle fuge in avanti.
    Un napoletano direbbe “Il gallo sull’immondizia”…
    Forse è meglio iniziare da progetti più attagliati alla realtà ispicese che non “entusiasmarsi” per una cattedrale nel deserto.
    Un saluto a tutti gli ispicesi di buona volontà.

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